Riflettoripuntatisuiprodottiinnovativi e diqualitàlungotutto la filieraflorovivaistica e del verde al terminedella prima giornatadiMyplant & Garden 2017, ilsaloneinternazionale del verde in corso a Fiera Milano dal 22 al 24 febbraio.
Ieri sera sonostatiassegnatidaunagiuriapresiedutadaRenatoFerretti i premidella“VetrinadelleEccellenze”. La giuria era compostaanchedaSilvanoFrigo, Alberto Locatelli, Paolo Milani, Ester Nunziata, ValterPironi, Francesco Tozzi e GaetanoZoccali.
Nellacategoria A, “Nuovevarietàdipianteornamentali”, ha vinto la Sanseveriacylindrica‘Budda Hand’delladittaPaganoPiante per «le fogliespesse e resistenti, per la forma compatta e per la curvaturadellefoglieche la rendonoancorapiùinteressantedalpuntodi vista ornamentale», come sileggenelcomunicatodellagiuria.
Al primopostonellacategoria B, “Nuovevarietàdifiorirecisi”, sièclassificatoilfioreLysianthusEustoma ‘Arena’delladittaGambinFloricoltura, «per ilcolorerossointenso e la dimensionedeifiori».
A vincere la categoria C, “Nuoviassortimenti e preparazionicommercialidipianteornamentali e difiorirecisicheabbiano un particolaresignificatoecologico, ambientale e/o equosolidale”, sono state le orchideesenzapesticididellaStolck Flora, una «varietàdiorchidee certificate diagricolturaecocompatibile».
Nellacategoria D, “Innovativimezzidiproduzione”, ha prevalsoOdrip-reservedellaAjs: «irrigatore a goccia mono piante con riservad’acqua, utilizzabileanche a livelloamatoriale, chefunzionaanche con bassepressioni».
La prima posizionenellacategoria E, “Innovative macchine, attrezzature e impianti per la produzioneflorovivaistica”, èstatadiOmnigreendella It Selling Solutions, «caratterizzatodallaintegrazionedipiùsistemidicontrollodaremoto per la gestionedipiùimpiantid’irrigazione e dotatodi un sistemadiallerta in casodimalfunzionamento, rottureecc.».
Infineilprimopostonellacategoria F, “Nuovimaterialiedili e/o arredi per la realizzazione del giardino e del paesaggio”, se l’èaggiudicatoilgeofiltroIpm Italia, un «sistemadipavimentazionepermeabile e filtrante, ecocompatibilechemantiene le caratteristicheambientalisenzanecessitàdivaschediaccumulo».
Come datradizione, la ricorrenzadi San Valentino al MercatodeiFioridellaToscanasièconfermataunadellepiùimportantioccasioni per l’acquistodifiorirecisi. Neiquindicigiornichehannopreceduto la festivitàdi San Valentino il giro diaffaricomplessivoèrisultatoesseredi circa 1.800.000 Euro, con un incrementopercentuale del 3,2 rispettoall’annoprecedente.
Questoincremento, dituttorispetto, secondomoltiaddettitrovaunaspiegazioneanche per ilfattoche la ricorrenza, a differenza del 2016 quandocaddedidomenica, ècoincisaquest’anno con un giornolavorativo, e questo, unitoallebuonecondizioniclimatiche, ha favorito la domandadifioridapartedegliinnamorati. La domandaall’ingrossoèstataimportante, soprattuttonegliultimicinquegiorni e sono state evaseconsegnesinoalla sera del martedì.
Il gusto deiclientisièorientato verso i fiorirecisidicolorerosso e in tutte le sue sfumaturedegradanti, particolarmenterichieste le rose rosse.
Nel periodo indicato sono transitati nel MeFiT circa 2 milioni e trecentomila steli di rose, suddivisi nei vari colori e lunghezze, circa il 50% (1.065.700 steli) di queste risulta proveniente da produzioni di aziende italiane, situate in Valdinievole, in Versilia ed in altre regioni del Centro-Sud Italia. La parte rimanente, è costituita da rose d’importazione (proveniente da Olanda, Ecuador, Kenia, Etiopia e Zimbabwe).
Le quantità commercializzate sul Mercato dei Fiori della Toscana sono aumentate rispetto all’anno passato, con un incremento di circa il 9%. I prezzi, relativamente alle quotazioni delle rose di coltivazione italiana, sono rimasti su livelli stabili, o in qualche caso, per quanto riguarda gli steli più corti, con il prezzo medio ponderato in diminuzione di pochi centesimi di euro.
Quest’anno in particolare è da segnalare una novità a livello varietale, tra le rose di colore rosso provenienti dai Paesi Bassi, la “Red Eagle”, che si aggiunge alle più desiderate quali la “Red Naomi” e la “Myrna”. Tra le varietà tradizionali resistono la “Freedom”, l’”Explorer” e la “Sexy Red”, tra quelle provenienti dall’Ecuador.
Accanto alle rose fresche recise è decisamente aumentato l’interesse verso le rose stabilizzate, di lunga durata, che hanno la particolarità di non avere la necessità di essere tenute in acqua ed il vantaggio di essere già confezionate singolarmente o in multipli. In questo caso la richiesta ha riguardato quasi esclusivamente le rose stabilizzate di colore rosso.
Naturalmente fra gli omaggi floreali alla persona amata non mancano le Orchidee Cymbidium, vendute sia a tralcio che a fiore, confezionate e non, ed altri tipi di fiore come fresie, tulipani, pesco fiorito, ranuncoli e anemoni, utilizzati per la composizione di mazzi fioriti misti.
Tra le fronde e le foglie, per il mercato di San Valentino, sono state vendute bene le fronde lunghe come Ruscus ed Asparagus o corte come Aralia ed Aspidistria.
La festa degli innamorati, come logico, ha spinto le vendite pure nel settore degli articoli per fioristi, buone vendite si sono riscontrate per i complementi impiegati nel confezionamento. Il reparto delle piante ornamentali da interno e da terrazzo risente invece in maniera minima del traino positivo di San Valentino, tuttavia le vendite di Azalee, rododendri e rose in vaso a cespuglio sono state su livelli soddisfacenti.
CiaPistoiaplaudeallamozioneapprovatadalConsiglioregionale per incentivareilverde e dare ossigeno al vivaismo. Di seguito le dichiarazioni.
«Non possiamocheapprezzare e sposare i contenuti e gliobiettividellamozioneapprovataieridalConsiglioregionaledellaToscana per incentivareilverdepubblico e ilvivaismo».
Ad affermarloèSandroOrlandini, presidentediCiaPistoia, cheaggiunge: «sostegno al florovivaismo, qualificazione e valorizzazione del verdepubblicourbano e introduzionediformediagevolazionefiscale per la sistemazione del verdeprivatosonobattaglieanchediCia e dituttaAgrinsieme. Speriamocheseguano presto atticoncreti, siaperchéavrebberoricadutemoltosignificativesullaqualitàdella vita e la salute deicittadinisiaperchéilcomparto del vivaismoornamentale e più in generaletuttoilsettore del florovivaismohannobisognodi un po’dispinta e incentivi per ripartiredopogliultimiannidicrisieconomicageneralizzata e distagnazionedelladomanda».
La giustadirezioneèaumentareilverdeurbano, e verso questoobiettivova la mozioneapprovatadalConsiglioregionaledellaToscana. Aria piùpulitada un lato e stimoloallosviluppo del florovivaismo, fabbrica del verdeche ha in Pistoia la suacapitale.
«Bisognaintervenire in modostrutturale per combattere lo smog con un bonus fiscaleverde per favorire la diffusionediparchi e giardini in cittàcapacidicatturare le polveri e diridurreillivellodiinquinamento, -dichiaraSimone Ciampoli, direttorediColdirettiPistoia-. E qui in Toscanasièinserito un altrotassello per renderepiùagevole e convenienteaverepiùalberi e piantenellecittà. Benehannofatto i consiglieriregionalipistoiesi, Marco Niccolai e MassimoBaldi, a proporre la mozioneche poi èstataapprovatadalConsiglioregionale».
La mozioneimplical'impegnodellaGiuntaregionalediattivarsi con AnciToscana per coordinare con i Comunimisure per la qualificazione del verdeurbanonellecittà, ma anche a rilanciarenellaConferenzaStato-Regioni la questionedelleagevolazionifiscalisulverdeprivato, supportando le iniziative legislative.
Unapiantaadulta - sottolinea la Coldiretti - ècapacedicatturaredall’ariadai 100 ai 250 grammidipolverisottili, un ettarodipianteelimina circa 20 chili dipolveri e smog in un anno.
Stimolare la diffusione del verdepubblico e privatoèun’opportunitàimportantedasfruttareanche per evitareilrischiodellamaximulta in arrivodall’Ue per lo sforamentodeilimitidipolverisottili. Possibilitàpurtroppo concrete: la CommissioneUe ha avviato la secondafasedellaprocedurad'infrazionecontrol'Italia per l’inquinamentoeccessivoriscontratonell'ariadicittà come Roma, Milano e Torino. Secondol’analisidellaColdirettiquestemetropoliitalianehannounaridottadisponibilitàdispaziverdicheconcorrono a combattere le polverisottili e gliinquinantigassosi, chevadagliappena 15,9 metriquadratidiverdeurbano per abitante a Roma ai 17,2 di Milano fino a 21 di Torino.
«Aumentare la superficie a verdeavrebberipercussioni positive sulnostroflorovivaismo -conclude Coldiretti-, che a livelloToscanorappresentail 15% dellaproduzionelordavendibileflorovivaisticanazionale e circa il 30% dellaproduzionelordavendibiledell’interosettoreagricolodellaToscana».
Dopo Flora ToscanaancheCiaPistoiarispondeall’appellodiGiurlani per ilrilancio del Distretto. SandroOrlandinièd’accordocolsindacosulcoinvolgimentodi tutti i Comuni ad altavocazioneflorovivaistica del territoriodistrettualepistoiese e lucchese e sulruolostrategico del MercatodeifioridellaToscana – cittàdiPescia. A ValterIncerpi dice: «condivido la necessitàdiripensare la strategiadistrettuale, ma ricordandosichenell’approcciodiAgrinsieme la produzionesiaiutaconsiderando tutti i segmentidellafiliera».
Il presidente diCiaPistoiaSandroOrlandinirispondeall’appello per ilrilancio del Distretto floricolo interprovinciale Lucca Pistoia del sindacodiPescia Oreste Giurlani, che nei giorni scorsi ha chiesto alle associazioni di categoria e ai Comuni ricadenti nel territoriodistrettuale, a cominciare da quello di Viareggio, di partecipare al rinnovamento del distretto, divenuto non prorogabile sia perché il mandato del Comitato di distretto è scaduto da fine 2014 sia perché sta per essere approvata una nuova legge regionale sui distretti che cambia le regole del gioco. Il presidente diCiaPistoia, aderendo all’appellodiGiurlani, replica anche alle dichiarazioni del direttore di Flora ToscanaValterIncerpi, che qualche giorno fa siè detto d’accordo con ilsindacodiPescia sulla necessitàdi far ripartire su nuove basi ilDistretto floricolo interprovinciale, ma ha messo nero su bianco alcune indicazioni su come procedere al rilancioche, a parere diOrlandini, hanno bisogno di alcune integrazioni, a cominciare dal ruolo da attribuire al Mefit (MercatodeifioridellaToscana – cittàdiPescia) all’interno delle politiche distrettuali e dall’impossibilità di mettere al centro la produzione senza considerare anche tutto il resto dellafiliera floricola sino al momento delle vendite ai consumatori.
«Stiamo con ilsindacoGiurlani – afferma SandroOrlandini – nel suo tentativo di coinvolgere e chiamare a partecipare al ripensamento del distretto floricolo interprovinciale non solo le associazioni degli agricoltori, ma anche i sindaci degli altri Comuni ad altavocazioneflorovivaistica presenti nel territoriodistrettuale, perché ovviamente il piano di sviluppo del distretto floricolo, che sarà obbligatorio con la nuova legge regionale dei distretti, li riguarderà direttamente». «D’accordo con ilsindacodiPescia – prosegue Orlandini – anchesul fatto che all’interno delle nuove politiche distrettuali il Mefit non potrà più essere trascurato, ma anzi dovrà assumere un ruolo fondamentale. La scelta fatta dalla Regione a fine 2016 di dare sostegno finanziario al Mefit per l’adeguamento strutturale e di partecipare alla cabina di regia per il suo business plan parla chiaro in tal senso».
«Riguardo alle dichiarazioni alla stampa del direttore di Flora Toscana – aggiunge Orlandini – condividiamo il suo invito al presidente uscente Marco Carmazzi a convocare presto una riunione per avviare il rinnovamento del Distretto, reso indispensabile anche perché il suo mandato è terminato da oltre 2 anni, e che ci sia bisogno di “ripartire su nuove basi”. Ma proprio per questo vogliamo precisare due punti (oltre al già citato ruolo strategico del Mefit): 1) nell’approccio di Agrinsieme (il coordinamento che rappresenta le aziende e le cooperative di Cia, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle cooperative agroalimentari) la produzione si può aiutare davvero solo considerando tutti i segmenti della filiera; 2) per una nuova strategia del distretto che sia al passo coi tempi lo studio sulla logistica di Lucense del 2012, cioè di cinque anni fa, non deve costituire la fotografia di riferimento, ma solo un utile spunto per nuove indagini. A parte queste due integrazioni, concordiamo con lui».