Interviste

I vertici di Aiph ed Ena: i pro e i come del verde non ancora chiari ai politici

Intervistati i presidenti di Aiph ed Ena al forum “Horticultural Experiences” del 68° Flormart. Per Bernard Oosterom, sentito sui modi di promuovere fiori e piante, vanno dati ai decisori pubblici i giusti contenuti per vedere il verde come un investimento. Tim Edwards: i politici devono capire quali sono i problemi e le soluzioni per il verde nelle città e fare leggi ad hoc; inutili le aree verdi senza fondi per la manutenzione. Qualità dei prodotti florovivaistici, città verdi e soste
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Manzo: qualità delle produzioni e controllo fitosanitario sempre legati nel florovivaismo

A colloquio con Alberto Manzo, funzionario del Mipaaf responsabile del tavolo di filiera del florovivaismo, incontrato durante Flormart 2017. E’ aperto a un eventuale Gruppo di lavoro sui mercati di fiori, a beneficio in primis del fiore reciso. Per lui nelle produzioni florovivaistiche italiane c’è qualità, ma i rischi fitosanitari causati dall’import-export di piante esistono: i principi del Reg. Ue 2031 di tutela delle piante vanno rispettati, abbassando però l’eccessivo carico bur
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Piante endemiche: Peruzzi lancia l’appello per preservare le località-tipo

Il Gruppo per la Floristica, Sistematica ed Evoluzione della Società Botanica Italiana, di cui il prof. Lorenzo Peruzzi (Dipartimento di Biologia dell’Università di Pisa) è coordinatore, dal 2010 dedica molta attenzione alle piante endemiche italiane, ovvero quelle che nascono spontaneamente solo qui. Dal primo censimento delle località-tipo, dove queste piante sono state descritte per la prima volta, emerge che circa un terzo di esse non è soggetto ad alcuna tutela e rischia il degrado.
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«L’olivicoltura punti sulla qualità delle sue cultivar. all’intensivo, no al super intensivo»

Pietro Barachini, titolare di Spo, sul modello di filiera olivicola su cui puntare in Italia. Per lui la qualità dell’olivicoltura è compatibile con gli impianti di olivi intensivi (da 400 a 600 piante ad ettaro), ma non con gli oliveti super intensivi (da 1300 per ha) che comportano sistemi di subirrigazione tali da ridurre il contenuto di polifenoli dell’olio. Ogni regione dovrà avere i suoi olivi autoctoni e gli oli prodotti dovranno essere certificati e ben riconoscibili in bottiglia.
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Simone Ciampoli: «siamo per un’olivicoltura tendenzialmente tradizionale»

Il direttore di Coldiretti Pistoia Ciampoli, al Crea-of di Pescia per illustrare un pif sull’olivicoltura, ha detto che «se si perde l’identità anche culturale e territoriale, si è perso tutto». Il piano, che intende aumentare il valore aggiunto dell’olio ma anche i livelli produttivi, è aperto a tutte le imprese della filiera. Si potrà partecipare anche con un investimento minimo ad azienda di 12 mila 500 euro, di cui 5 mila erogati dalla Regione. Si intitola “EVO (Extra Vergine
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