Riservato aziende

Nuovo format, più europeo ed ecologico ma radicato nel territorio e nelle produzioni a km 0, per il centro di giardinaggio Agri Garden Natali alle porte di Pescia. Tra le piante locali in vendita nel garden center inaugurato il 20 ottobre dai titolari Claudia Natali e Fabio Chiostri, Cymbidium e protee in vaso di aziende specializzate, agrumi, rare varietà di Nandina, piante da siepe e da frutto, e in questi giorni molti crisantemi e ciclamini in vaso. Per il sindaco di Pescia è «una vetrina sul nostro florovivaismo, che è vivo e conta 350 aziende per 700 occupati (2000 nel periodo clou prima di Tutti i Santi)». All’inaugurazione anche il presidente del Distretto vivaistico ornamentale di Pistoia.

Prodotti a km 0 e prevalentemente stagionali di florovivaisti di Pescia e dintorni: orchidee Cymbidium di un’azienda specializzata, protee in vaso (più rare della versione a fiore reciso), agrumi, alcune varietà di Nandina pressoché sconosciute, qualche piantina aromatica e da orto (sezione che si arricchirà a primavera), nell’area vivaio piante per le bordure e le siepi e da frutto (ora soprattutto more, ribes, kiwi) e tutto quel che serve per l’orto e il giardino, e infine, naturalmente, a dieci giorni da Tutti i Santi, molti crisantemi e ciclamini in vaso locali.
Le piante in vendita presso il centro di giardinaggio “Agri Garden (è) Natali” di via Romana 31 a Pescia, che è stato completamente rinnovato e inaugurato il 20 ottobre e sarà gestito da Claudia Natali e Fabio Chiostri, rappresentano una significativa vetrina sul florovivaismo pesciatino e più in generale della Valdinievole. Non è un caso dunque che all’inaugurazione sia intervenuto, oltre al sindaco di Pescia Oreste Giurlani, un esponente di primo piano della filiera florovivaistica e del verde toscana come il presidente del Distretto rurale vivaistico ornamentale di Pistoia Francesco Mati.
«A Pescia di garden ne abbiamo bisogno – ha detto il sindaco di Pescia Oreste Giurlani -  Siamo la città dei fiori, vogliamo che la gente venga, che la gente acquisti piante e fiori. Da quanto ho capito in questo garden si vendono piante e fiori e si faranno presto anche composizioni, e si punta soprattutto a vendere prodotti del territorio. E’ un’ulteriore sponda a coloro che ora vogliono continuare a investire sul florovivaismo. Noi abbiamo fatto una ricerca: a Pescia ci sono 400 aziende agricole, 350 circa sono florovivaistiche, con circa 700 occupati, che nei momenti di alta stagione come questo diventano 2000. Quindi a volte ci si piange addosso che la floricoltura sta morendo, che è finita. Invece no: la floricoltura c’è, c’è stata una selezione, ma chi ha puntato sulla qualità, sui giovani e sulla voglia di lavorare e soprattutto di fare rete ha avuto ottimi risultati». Il sindaco ha anche annunciato che Claudia Natali e Fabio Chiostri adotteranno l’aiuola della rotonda con il Pinocchio dell’Expo lì vicino, un’ulteriore promozione del florovivaismo locale e del territorio pesciatino. Infine, si è soffermato su un altro aspetto dell’offerta di Agri Garden Natali: l’area pet, con tutto ciò che serve agli animali domestici da compagnia. «A Pescia manca un punto veramente attrezzato per gli animali – ha sostenuto Giurlani svelando di essere interessato anche a livello personale per i suoi gatti -. Il fatto che voi forniate anche questi prodotti è molto utile per il nostro territorio».
Nell’occasione i due giovani titolari hanno illustrato al sindaco Giurlani, in una rapida visita guidata, anche gli altri prodotti del nuovo garden center, che in generale ha un aspetto molto europeo e ordinato, ed è caratterizzato da grande attenzione per i temi ecologici e salutistici. Prima il reparto sementi, da orto e da fiori, con alcune proposte biologiche, «che aumenteranno se ci saranno richieste» ha spiegato Claudia Natali. Poi i concimi e fertilizzanti, più qualche prodotto insetticida biologico per hobbisti e che non richiede la licenza (quindi «niente prodotti fitosanitari»), le ferramenta e l’area fiori artificiali, a cui si affiancherà presto l’area fiori recisi veri e propri con la possibilità di acquistare bouquet. E ancora l’oggettistica per la casa, a cominciare dai vasi in ceramica, e i vasi di terracotta in una gamma molto ampia e varia. Infine, appunto, l’area pet, per gli animali da compagnia, su cui si è soffermato il sindaco da appassionato di gatti. Riguardo alla quale Claudia Natali ha spiegato di puntare su «linee italiane, meno conosciute, che però hanno tutti prodotti naturali, ipoallergenici, e sono quasi tutti con un solo tipo di carne all’interno, mono proteiche. Quindi, anche per i gatti e i cani che hanno dei problemi, abbiamo di tutto». 

Redazione Floraviva
Articolo Publiredazionale, riproduzione vietata

Nello stand dell’azienda pistoiese Chiti Vivai al 69° Flormart, alla Fiera di Padova dal 19 al 21 settembre, riflettori puntati sui pini bonsai e su fusti di Juniperus di varie taglie da siepe che sono molto resistenti. Alberto Chiti: «per avere piante più sicure, lavoriamo i pini come una volta e li invasiamo solo dopo che hanno vegetato a terra».  

Anche quest’anno fra i vivaisti pistoiesi alla ribalta di Flormart, il salone del florovivaismo e dell’architettura del paesaggio della Fiera di Padova giunto alla 69^ edizione, c’è Chiti Vivai. Questa azienda del distretto vivaistico ornamentale di Pistoia, che ha per titolari i fratelli Roberto e Alberto Chiti, ormai da 15 anni si è specializzata nella produzione di conifere e conifere nane, soprattutto attraverso la coltivazione “a forma libera” (vedi nostro articolo). Floraviva ha intervistato Alberto Chiti allo stand di Flormart ieri, primo giorno della manifestazione, parlando con lui delle piante portate in esposizione quest’anno e dei primi, parzialissimi riscontri con gli operatori della filiera florovivaistica incontrati alla Fiera di Padova.
Che cosa presentate quest’anno?
«Il nostro stand è centrato sempre su quelle che sono le nostre specialità produttive, cioè conifere, conifere nane e soprattutto conifere in forma. Oltre ai soliti fusti, mezzi fusti e mini fusti, quest’anno abbiamo una bella esposizione di pini: pini a bonsai, in forma naturale, formati in pieno campo e poi lavorati durante il periodo estivo, come veniva fatto negli anni addietro e poi messi in vaso, per avere una pianta più sicura, una pianta che abbia vegetato a terra prima di essere invasata e che non presenti problemi al momento del trapianto in vaso».
Ecco questa è una vostra caratteristica peculiare nel modo di lavorare…
«… questo è il riutilizzo di un metodo lavorativo che veniva applicato i primi anni a Pistoia, che poi è stato abbandonato un po’ per dare campo alla velocità di lavorazione, però chiaramente togliendo qualcosa alla qualità del prodotto».
Avete puntato su questo metodo anticipando il mercato oppure è stata proprio la domanda a portarvi in questa direzione?
«Diciamo che abbiamo intercettato la domanda, o meglio un’esigenza, perché si tratta di prodotti che è molto importante siano di qualità perfetta: dato il valore e gli anni di lavorazione che ci sono dietro, è essenziale mettere in vaso piante completamente pronte, senza far mancare ad esse tutto il tempo di vegetazione necessario affinché siano davvero in condizioni ottimali».
E questo viene compreso e apprezzato?
«Sì, viene apprezzato»
C’è qualche altro aspetto da sottolineare nell’esposizione di quest’anno?
«Sicuramente c’è da evidenziare il nuovo formato che abbiamo proposto per quanto riguarda gli Juniperus (ginepri, ndr). Abbiamo cercato di tirarli su su una canna. Ultimamente vengono usati, specialmente nei Paesi freddi, come siepi, così come qui da noi si usano normalmente Photinia (fotinia) o Leylandii (cipresso di Leyland) nei Paesi dove queste piante non resistono per il freddo noi proponiamo questa tipologia di Juniperus che può fare da siepe: molto resistente e molto particolare, perché ha dei colori e un tipo di vegetazione che altri tipi di siepe, come Thuja (tuia, l’albero della vita) oppure appunto Leylandii, non presentano».
E a quale clientela o segmento del mercato mirate con queste due linee di piante appena illustrate?
«Diciamo che sono pensate soprattutto per l’estero e per il nord Italia, sia per le caratteristiche delle piante, che si trovano molto bene a quei climi, sia in relazione alle tipologie di giardini».
Quali canali commerciali utilizzate per esse?
«Un po’ tutti i canali»
Un riscontro alla prima giornata di Flormart: anche se è presto per i bilanci, quali sono finora i prodotti più apprezzati?
«Come al solito, anche qui come durante tutto l’anno, i mezzi fusti o mini fusti di Juniperus hanno un ottimo riscontro, sono quelli che hanno maggiore successo. Ma anche i pini piacciono».
In generale, per ora vendete più in Italia o all’estero?
«Più in Italia».
Ma vendete e siete interessati anche al mercato estero?
«Sì».

Redazione Floraviva
Articolo Publiredazionale, riproduzione vietata

Tra le sue nuove piante fruttifere, l’azienda florovivaistica pesciatina esporrà al 69° Flormart, dal 19 al 21 settembre in Fiera di Padova (Pad 4, corsia d, stand 128), l’Actinidia arguta “Ken’s red” (kiwi rosso), la linea d’alberi da frutto nani “Fruit me” e l’Hylocereus undatus (dragon fruit). Tra le ornamentali, Cordyline australis e Vitis coignetiae (o vite del Giappone). Per il titolare e vicepresidente di Vivai di Pescia Gianluca Ammazzini, che giudica Flormart «centrale» per comunicare l’evoluzione aziendale, uno degli obiettivi è l’eco-sostenibilità: prassi con cui ha ridotto dell’80% la chimica di sintesi.  

«Saremo presenti con le nostre classiche produzioni di fruttiferi in contenitore di varie misure, anni e cultivar, con le tre tipologie di olivi (per impianti, da giardino, ornamentali), le rose (tutte brevettate), le piante ornamentali da esterno fiorite, da siepe e rampicanti. Oltre ad una serie di novità produttive inserite quest’anno e che stanno già riscontrando buoni risultati».
Ad anticipare a Floraviva i prodotti del suo stand alla 69^ edizione di Flormart, il salone del florovivaismo e dell’architettura del paesaggio in programma alla Fiera di Padova dal 19 al 21 settembre, è Gianluca Ammazzini, titolare, insieme al fratello Massimo, dell’azienda di Pescia Ammazzini Piante (che esporrà al Padiglione 4, corsia D, stand n. 128), nonché vicepresidente dell’Associazione Vivai di Pescia. «Continua così – dice Ammazzini - l’esperienza della nostra azienda al Flormart, il più prestigioso ed importante appuntamento internazionale del mondo florovivaistico italiano. Sono 20 anni di presenze, un periodo di tempo in cui il nostro mondo professionale si è evoluto a passi da gigante».
«Quando abbiamo iniziato – osserva il vicepresidente dei Vivai di Pescia - non esisteva ancora il mondo digitale, il web, i social media, l’odierna sensibilità ambientale e la fiera era l’unico punto d’incontro professionale, dove vedevi aziende, prodotti e soprattutto uomini e donne che ci mettevano la faccia». «Per noi questi eventi – sottolinea - rimangono fondamentali, consentono il relazionarsi con pensieri diversi, a volte in sintonia altre no. Ma il confronto serve a migliorarsi. Questa è filosofia che accompagna la nostra crescita aziendale (
vedi) e per noi il Flormart è ancora uno snodo centrale per comunicare la nostra passione e l’evoluzione verso i nostri obiettivi aziendali».



Obiettivi che Ammazzini riassume così: più qualità, nei processi di produzione, nella selezione dei prodotti e omogeneità delle piante consegnate; più disponibilità, nei rapporti con i clienti, nella logistica, nella cartellinatura, nelle brochure; continue novità, cioè ricerca di nuovi prodotti vegetali, la maggior parte dei quali prodotti sotto licenza; pratiche sempre più ecologiche e sostenibili, dal riciclo di substrati aziendali alle biomasse da potature aziendali, dall’estensione continua di impianti a goccia per fertirrigazioni mirate e a basso consumo di acque all’utilizzo di prodotti biologici per il contenimento di insetti e funghi, di diserbanti bio (dischi in fibre naturali, pacciamature vegetali), accorgimenti che hanno consentito un abbattimento dell’80% del consumo di prodotti chimici di sintesi.

Le nuove produzioni esposte a Flormart 2018
Ma vediamo le nuove tipologie di piante coltivate dall’azienda Ammazzini Piante, che, nel solco della propria prassi tradizionale di non stare mai ferma e introdurre ogni anno novità produttive, può esporre quest’anno nello stand del 69° Flormart:
Actinidia arguta “Ken’s red” (kiwi rosso)
«La sua particolarità principale – spiega Gianluca Ammazzini - consiste nella polpa del frutto: un bel colore rosso e gusto aromatico. Si tratta di una pianta da frutto di piccola pezzatura, che si pone sul mercato più per la sua vocazione hobbistica che per una vera e propria produzione agroalimentare. E’ l’ideale per arricchire l’assortimento delle varietà di frutti minori, con proprietà salutistiche, nei garden center».
Linea di alberi da frutto nani “Fruit me”
Questa gamma di piccoli alberi da frutto allevati dal Gruppo Padana, dice Ammazzini, «offre un innovativo sistema di coltivazione che favorisce la produttività in tempi rapidi di piccole piante da frutto, lontano dal metodo tradizionale di moltiplicazione fruttifera. L’innovazione s’incentra su particolari portainnesti di bassa vigoria ma che consentono una rapidissima fruttificazione anche su piccole piante. Non può mancare nell’assortimento dei garden center specializzati nelle piante fruttifere. La destinazione è hobbistica».
Cordyline australis (in Māori Tī kāuka)
Nota in lingua Māori come Tī kāuka o Tī rākau, la Cordyline australis è «una splendida specie di piante ornamentali adatte ad un clima temperato. Hanno un impatto visivo eccezionale per i loro punti colore e – spiega Ammazzini - stiamo inserendo queste piante, non semplici da coltivare soprattutto per le varietà che abbiamo in produzione, convinti della loro ottimale adattabilità ai giardini mediterranei».
Hylocereus undatus (Pitaya o Dragon fruit)
«Questa – racconta Ammazzini - è una delle più recenti “scoperte” nel mondo dei “frutti della salute”. La  collaborazione con Flora Toscana, di cui siamo soci parziali, ha fatto sì che la nostra azienda sia stata scelta per la messa a produzione di questa particolarissima pianta tropicale che produce frutti ricchi di antiossidanti e altre proprietà salutistiche. Siamo solo 2 aziende a produrre questa varietà di pianta in Toscana. E’ pensata per il canale dei garden center e per un uso hobbistico».
Vitis coignetiae (vite Coignet o vite del Giappone)
«Questa è una pianta rampicante ornamentale a foglia caduca – ci illustra Ammazzini -, dalle grandi foglie cuoriformi che in autunno si colorano di rosso. L’ideale per le pergole, i graticci, gli steccati. Danno un bellissimo effetto decorativo. La proponiamo rivolgendoci in particolare agli architetti paesaggisti, ai giardinieri e ai garden center».

Redazione Floraviva
Articolo Publiredazionale, riproduzione vietata

Bonini Piante di Pescia ha testato e propone, in via esclusiva per la Toscana (insieme a un’unica altra azienda), le Sundeville di 4 nuove colorazioni di Syngenta. Nella gamma di Bonini sono stati aggiunti due ulteriori formati: le Sundeville basket vaso 20 e le Sundeville spalliera vaso 17.


Due nuovi tipi di rossi e di rosa. Sono le quattro inedite colorazioni delle nuove Sundeville (o Sundaville) brevettate da Syngenta che Bonini Piante Toscana ha coltivato in via sperimentale a partire dall’anno scorso e che può quindi proporre, per ora in via esclusiva per la Toscana insieme a un’unica altra azienda, ai suoi clienti.
Una novità importante in un segmento sempre più significativo della produzione di piante in vaso per la stagione primavera-estate, visto che, come spiega Leonardo Bonini, uno dei due titolari dell’azienda florovivaistica di Pescia (Pistoia), questi ibridi di Dipladenia distinti dalle Mandeville classiche e molto resistenti al sole estivo «stanno conquistando quote di mercato alle piante leader del periodo, dai gerani alle surfinie».  
Ma non è l’unica innovazione nella produzione di Sundeville di Bonini Piante Toscana, che anche quest’anno si preannuncia di grande qualità, con piante nei vari formati «molto rigogliose, dal portamento compatto e dai colori intensi». Infatti nella gamma di Sundeville proposte dall’azienda floricola pesciatina specializzata in piante in vaso si sono aggiunti due nuovi formati: le Sundeville basket vaso 20 e le Sundeville spalliera vaso 17 (altezza 60 cm).
Così adesso questa linea produttiva introdotta una decina di anni fa da Turiddo Bonini, il padre di Leonardo e Roberto scomparso di recente (vedi nostro articolo), comprende ben sei voci. Vale a dire le Sundeville normali (a cespuglio) in vaso 10, 14 e 17, la Sundeville basket (a piramide) vaso 20 e 22, e infine la Sundeville spalliera (a parete) vaso 17. Un’offerta ben calibrata per quello che è ormai uno dei prodotti di punta dell’azienda pesciatina con sede nella frazione di Veneri, rinomata anche per molte altre piante, fra cui, tanto per citarne alcune, i gerani (che nel 2014 furono donati allo splendido giardino del Vaticano), le ortensie, le stelle di Natale e gli olivi Xylella-free.

Floraviva
Articolo Publiredazionale, riproduzione vietata

Il titolare dei Vivai Cinelli di Pescia, che con i suoi olivi Leccino e varie piante mediterranee ha contribuito alla vittoria ad Euroflora dello spazio del Mipaaf nei parchi di Nervi, spiega perché ha lasciato i Vivai di Pescia e ha aderito ad Anve: «necessari maggiore ambizione e orizzonti più ampi per fare il salto di qualità e crescere». A FICO Eataly il 3 maggio terrà anche un workshop su innestatura e potatura di olivi con Elena Sonnoli. In rampa di lancio nuove piante top secret.

Uno dei molti premi di Euroflora 2018 è andato allo spazio nei parchi di Nervi del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali (Mipaaf) per la completezza e qualità della sua collezione di piante: un allestimento realizzato congiuntamente con quello dell’Associazione nazionale vivaisti esportatori (Anve) da un team coordinato da Edoardo Sciutti, segretario di Anve, con l’importante contributo, sotto la guida dell’agronomo Aldo Grande, dell’Istituto tecnico agrario Bernardo Marsano di Genova. In tutto 690 metri quadrati (fra i 490 del Mipaaf e i 200 di Anve) per all’incirca 4 mila piante rappresentative della produzione florovivaistica italiana, come ci ha spiegato Sciutti.
Fra tali piante ci sono anche quelle fornite dai Vivai di Luca Cinelli di Castellare di Pescia: alcuni olivi abbinati a una serie di piante, fra cui alcuni esemplari di Loropetalum chinense, che hanno dato il loro contributo al successo dell’allestimento del Mipaaf. A Luca Cinelli, titolare dell’azienda pesciatina - rinomata per gli olivi, la Photinia Red Robin e varie piante mediterranee, e salita alla ribalta lo scorso settembre per aver creato insieme ai Vivai Sonnoli il primo centro privato per la moltiplicazione di piante di olivo “virus esenti” in Toscana
 (vedi nostro articolo) – abbiamo posto alcune domande su questa partecipazione a Euroflora e più in generale sulla sua azienda.

Innanzi tutto complimenti per la vittoria dello spazio espositivo del Mipaaf a cui ha contribuito con le sue piante. Che varietà di olivi e quali piante avete portato, oltre agli esemplari di Loropetalum chinense abbinati agli olivi?
«Niente allori per favore, ho solo contribuito con piante di olivo di cultivar Leccino e con alcune piante mediterranee in un lavoro di squadra all’interno di una grande associazione come Anve. Oltre al Loropetalum, abbiamo portato Arbutus unedo (i corbezzoli), Callistemon Laevis, Nerium oleander e Feijoa sellowiana».
Come è nata la partecipazione in questo spazio congiunto Anve-Mipaaf? Noto che ci partecipa a livello individuale.
«Il comitato organizzatore di Euroflora ha contattato Anve chiedendo se voleva esporre ed essere presente con le piante dei suoi associati e Anve ha accettato con entusiasmo. Io, in quanto socio Anve, ho dato il mio piccolo contributo portando alcune tra le piante più rappresentative dell'ambiente mediterraneo e, anche se sono socio da poco tempo, ho ritenuto una grande opportunità poter esporre ad una manifestazione di livello internazionale, manifestazione alla quale avevo già partecipato nel 2011 con l'Associazione Vivai di Pescia in qualità di presidente. In quell’occasione conseguimmo ottimi risultati sia di medagliere (riportando a casa circa 3 mila euro di premi) che come ritorno economico e d’immagine complessivo. Credo che l'Associazione Vivai di Pescia abbia perso un’occasione importante di visibilità a non partecipare quest’anno: potevamo esporre nuovamente a Euroflora come associazione, facendoci conoscere su un palcoscenico nazionale ed estero, e contemporaneamente potevamo essere presenti anche a quella fiera locale per partecipare alla quale il nuovo direttivo ha rinunciato ad Euroflora. Ma i Vivai di Pescia hanno preferito esporre solo alla manifestazione locale, che, per quanto interessante, resta pur sempre di livello locale, e non hanno nemmeno preso in considerazione la presenza ad Euroflora. Comunque, dallo scorso novembre, non sono più presidente dell'Associazione Vivai di Pescia e pochi giorni fa ho formalizzato le mie dimissioni…»
…come mai questa rottura?
«Perché non credo più che ci sia la volontà di crescere e di sviluppare novità qui sul territorio. Insieme ad un altro socio ho realizzato a Pescia un campo di olivi che mancava e che poteva diventare un punto di riferimento per tutta l'Associazione, ma questa mia iniziativa è stata vista con occhio molto critico dai componenti dell'allora direttivo, tanto da mettermi in minoranza e portare i soci a nuove elezioni. Ma la cosa che più mi infastidisce è che il mio ex vice presidente, che da sempre era uno dei più attivi affinché si realizzasse questo campo (avevamo lavorato per sette mesi per arrivare a ciò'), una volta diventato il nuovo presidente ha rinnegato tutto il lavoro fatto, capovolgendo completamente il suo pensiero e il suo modo di fare. La rottura con l’Associazione è stata inevitabile, perché non posso e non voglio lavorare con persone che cambiano idea come cambia il vento e che mutano il loro comportamento a seconda dell'interlocutore che hanno davanti».
E perché invece ha aderito ad Anve?
«Un po’ per gli stessi motivi della separazione dai Vivai di Pescia. Perché Anve è un’associazione nazionale che permette ai suoi soci di essere presenti alle maggiori fiere di settore, sia nazionali che internazionali; con metodi molto semplici (lavoriamo quasi sempre via mail o chat e il sistema adesso è molto dinamico). Inoltre Anve dà indicazioni molto chiare sulle esportazioni all'estero e ti tiene costantemente aggiornato sulle normative italiane riguardanti il settore vivaistico, con il suo gruppo di lavoro».
Ci sono altre novità per la sua azienda?

«Il prossimo passo, sempre con Anve, è che sarò presente con un mio piccolo spazio di 50 metri quadrati nell’esposizione agroalimentare permanente più grande d’Europa, FICO Eataly World a Bologna. Esporrò lì per tutto il mese di maggio e il 3 maggio avrò l’opportunità di fare un piccolo workshop nell’arena centrale sulle tecniche di innestatura e potatura olivi, insieme alla collega e amica Elena Sonnoli, che mi aiuterà nell’illustrazione al pubblico, essendo lei più preparata da quel punto di vista. Colgo l’occasione per ringraziarla anticipatamente».
Qualche nuova linea di prodotti?
«Riguardo agli olivi, in collaborazione con i Vivai Sonnoli, stiamo portando avanti nuovi portainnesti sia da semenzaio che da vitro (senza parlare delle ricerche su nuovi cloni di olivo di Attilio Sonnoli). Riguardo ad altri tipi di piante, con i ragazzi del mio staff ne stiamo per introdurre alcune nuove di cui parleremo al momento opportuno».
Ultima curiosità: come procede il lavoro nel campo di piante madri di olivi virus esenti realizzato insieme ai Vivai Sonnoli di cui abbiamo già parlato?
«Gli olivi piantati stanno crescendo bene; il prossimo anno saremo anche noi presenti sul mercato con i nostri olivi certificati».

Floraviva
Articolo Publiredazionale, riproduzione vietata

L’olivo dei Vivai Rosellini Gabriele premiato a Euroflora 2018 è un Leccino e fa parte dello spazio espositivo congiunto Mefit e Fondazione Collodi-Villa Garzoni, curato rispettivamente dagli architetti Martinelli e Mengoli. Rosellini sul mercato del vivaismo olivicolo: «forte richiesta per le piante di 2/3 anni»    

Gli olivi dei Vivai Rosellini Gabriele vicino a Pinocchio. Accade in questi giorni, dal 21 aprile al 6 maggio nei parchi di Nervi a Genova, nell’ambito dell’esposizione internazionale del fiore e della pianta ornamentale Euroflora 2018. L’azienda florovivaistica pesciatina, rinomata per gli agrumi e gli olivi Xylella free (vedi nostro articolo), partecipa a Euroflora nello spazio espositivo congiunto Mercato dei fiori della Toscana – città di Pescia (Mefit) e Fondazione Nazionale Carlo Collodi-Villa Garzoni: la parte del Mefit è curata dell’architetto Sergio Martinelli e ha come elementi principali una serie di curve concentriche formate da olivi inframezzati da piante fiorite e vari richiami al design del mercato di Pescia; mentre l’installazione della Fondazione Collodi – Villa Garzoni, a cura dell’architetto del paesaggio Stefano Mengoli con la “Brigata dello storico giardino Garzoni”, è, come ci ha detto lui stesso, «un classico della giardineria, una mosaicoltura floreale che richiama uno degli stemmi del Giardino di Villa Garzoni».
Una partecipazione, quella dei Vivai Rosellini Gabriele, segnata sin dalla prima giornata da un successo: la conquista di una medaglia d’oro, in uno dei molti premi assegnati dalle qualificate giurie di Euroflora 2018, per uno dei suoi olivi nello spazio del Mefit, una pianta di olivo di varietà Leccino. Vale a dire la cultivar che va per la maggiore in questo periodo perché resistente alla Xylella. 

Floraviva ha sentito il titolare Gabriele Rosellini sia sulla presenza a Euroflora 2018 che per un veloce parere sull’andamento del mercato del vivaismo olivicolo nell’ultimo periodo.

Innanzi tutto, complimenti per il premio. Quante piante avete dato per l’allestimento del Mefit nei parchi di Nervi?
«Una decina di piante. Ma mi consenta di sottolineare che il merito maggiore del premio è di Pietro Grossi e Aristide Rosellini, che si adoperano a mantenere l’eccellenza delle nostre produzioni».
Tutte piante di olivo o anche altre?
«Soltanto olivi».
Di quali cultivar, oltre alla varietà Leccino che è stata premiata?
«Anche Frantoio, Leccio del Corno e Pendolino».
Come mai sono state scelte queste tre cultivar?
«Ci sembravano idonee a rappresentare al meglio la tradizione toscana».
Lasciando l’argomento “partecipazione a Euroflora”, come sta andando il mercato degli olivi, almeno dal punto di vista della sua azienda?
«Abbiamo riscontrato in generale una forte richiesta soprattutto delle piante di 2/3 anni, al punto che abbiamo già una parte di produzione del 2019 impegnata. Inoltre abbiamo registrato un fortissimo interesse anche per quanto riguarda le piante di olivo più grandi e qualcuno le sta adoperando al posto delle piante piccole per gli impianti, non come piante ornamentali».
E come vanno le altre sue linee produttive, agrumi ornamentali in primis?
«Gli agrumi avevano risentito dell’avvio di stagione non favorevole dal punto di vista climatico. Ma abbiamo incominciato ad accelerare nelle ultime settimane».

Per ulteriori informazioni: www.vivairosellini.com.

Floraviva