Chiti Vivai: piacciono i “bonsai naturali” e i fusti dell’azienda pistoiese a Flormart

Visite: 1076

I cosiddetti “formati ad S” su cui «abbiamo puntato» in questa fiera stanno avendo riscontri molto positivi, spiega Alberto Chiti, titolare di Chiti Vivai di Pistoia, azienda vivaistica specializzata nella produzione di conifere e conifere nane. Chiti si sofferma sui benefici nella manutenzione delle piante della coltivazione “a forma libera”.


«La nostra azienda opera nel settore da quasi quarant’anni ormai e da 15 anni siamo specializzati nella produzione di conifere e conifere nane e soprattutto nella produzione di conifere a forma, specialmente bonsai e pon-pon. Queste sono le nostre produzioni principali negli ultimi anni. Senza tralasciare ovviamente un fiore all’occhiello quale i nostri vari mini fusti, mezzi fusti e alti fusti, sempre di conifere, pini e Juniperus».
Così Alberto Chiti, titolare di Chiti Vivai di Pistoia, in esposizione in questi giorni al 68° Flormart, il salone del florovivaismo di Padova, sintetizza a Floraviva le produzioni del suo vivaio, situato nel cuore del Distretto vivaistico ornamentale pistoiese, leader nazionale ed europeo.
Le piante citate quali fiori all’occhiello rientrano tra le piante coltivate “a forma”?
«Queste ultime stanno nella categoria mini fusti e fusti, alberetti e mini alberetti..».
Ho visto che nel vostro sito web mettete in risalto la coltivazione a forma libera..
«..su una gran parte della nostra produzione è sicuramente una caratteristica importante, perché noi non andiamo a intervenire con forzature in strutture in ferro, ma la pianta è libera nella sua crescita, una volta che gli è stata fatta la prima lavorazione, che è di innesto».
E questo che vantaggi ha?
«Ha un vantaggio nella gestione della pianta, nella manutenzione. Comunque poi dipende dal gusto dell’utente finale o del venditore far crescere la pianta a forma libera oppure dargli una forma più omogenea e più rifinita».
In quali aree geografiche si trova la vostra clientela?
«Come clientela, specialmente per quanto riguarda i clienti finali, spesso la nostra produzione va all’estero».
Dove?
«Principalmente nei Paesi freddi. Perché un’altra caratteristica delle nostre piante è che sono tutte o quasi tutte molto resistenti al grande freddo».
E riguardo ai grossisti?
«Con i grossisti lavoriamo in tutta Italia e facciamo qualcosa anche all’estero».
Passando allo stand con cui state esponendo a Flormart, cosa c’è di caratteristico da segnalare?
«Per questa edizione di Flormart abbiamo puntato in particolare sulla promozione di alcune tipologie di piante che si possono riassumere nella formula “bonsai naturali”, perché non sono di innesto ma partono dal piede della stessa pianta, i cosiddetti “formati ad S”. Questa è una novità degli ultimi anni e richiede ovviamente una maggiore quantità di tempo per arrivare alla pianta finale».
Un esempio di varietà specifica trattata a questo modo?
«Abbiamo proprio qui davanti uno Juniperus Slager col gambo formato ad S: questa è una lavorazione nella quale dal momento della talea al prodotto finito passano 12 anni. Un grande investimento di tempo e pazienza, e che richiede esperienza, perché non tutte le varietà di Juniperus si possono adattare a questa lavorazione».
Quali sono gli articoli del vostro stand che stanno ricevendo maggiore attenzione?
«Le cose che stanno andando meglio sicuramente sono fusti e mini fusti. A conferma di una tendenza che va avanti da qualche anno. In particolare per certi nostri mezzi fusti, soprattutto di pino e Juniperus un po’ più adulti. Sono rimasto contento anche dall’interesse per certi nostri bonsai di media grandezza sia di innesto che di potatura».

Redazione