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“Quello dimostrato dalle autorità statunitensi rappresenta un importante segnale di apertura dovuto anche al crescente numero di Paesi, Organizzazioni Internazionali e stakeholders, che hanno manifestato le loro preoccupazioni sulle assegnazioni dei nuovi domini generici di primo livello e in generale sull’attuale governance di internet. La dimensione globale che ha assunto la rete internet, richiede, infatti, una gestione differente da quella che ha contraddistinto i suoi primi 25 anni di attività e si deve basare su un coordinamento fra le Amministrazioni pubbliche a livello italiano, europeo e internazionale.”
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Il presidente Stefano Morandi spiega i motivi e si attende che sia «il punto di partenza per l’attività futura del mercato al fine del suo definitivo rilancio». Il rappresentante degli agricoltori nella giunta camerale Sandro Orlandini dice: «ci eravamo presi l’impegno di dare sostegno a qualche iniziativa per la floricoltura che fosse concreta e di immediata attuazione» e annuncia il sostegno di Cia ai floricoltori nella ricerca dei finanziamenti europei. Baldaccini (nella foto), amministratore di Mefit, presenta i primi risultati del piano di marketing: siamo al primo posto fra i mercati di fiori italiani per numero di fan su Facebook e si tratta in maggioranza di operatori del comparto floricolo: dai fioristi ai garden.
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La richiesta del neo candidato sindaco di Pescia del Pd, Oreste Giurlani, quantificata intorno a 6 milioni di euro regionali, è stata divulgata stamani dopo la visita al mercato dei fiori pesciatino, dove ha incontrato i vertici di Mefit e produttori e commercianti. «Si tratta di un’occasione unica per il rilancio del mercato e della produzione floricola di qualità del distretto».
«Ho rivisitato il mercato dei fiori stamani e ho visto un clima relativamente più sereno fra gli operatori. C’è un po’ più di vitalità e di voglia di riscatto. I tempi sono duri, ma le ultime iniziative promozionali sono andate bene in termini di quantità di merci vendute. Desidero ribadire l’importanza del mercato dei fiori di Pescia, che va rilanciato».
E’ quanto affermato da Oreste Giurlani - fresco della vittoria alle primarie di domenica scorsa, che l’hanno eletto candidato del Pd alle elezioni amministrative di Pescia del prossimo maggio - dopo la visita di stamani alla struttura mercatale pesciatina. Sopralluogo durante il quale Giurlani ha parlato con i vertici di Mefit, l’amministratore unico Franco Baldaccini e il direttore Fabrizio Salvadorini, e con i produttori e commercianti al lavoro.
Per rilanciare il mercato di Pescia e tutta la floricoltura del distretto interprovinciale Lucca – Pistoia, che si riunirà proprio in via Salvo d’Acquisto il 13 marzo al cospetto dell’assessore regionale all’agricoltura Gianni Salvadori, Oreste Giurlani afferma che «va chiesto alla Regione Toscana di mettere sul piatto ad ottobre 5/6 milioni di euro riservati a progetti di filiera sulla floricoltura, che significherebbero innescare investimenti per circa 12 milioni: un’opportunità unica per il rilancio della produzione floricola di qualità del distretto e del mercato di Pescia».
«Bisogna creare subito – conclude Giurlani - una task force, composta da rappresentanti istituzionali ed esponenti delle associazioni di categoria del comparto florovivaistico, che si dedichi alla elaborazione di progetti di filiera sulla floricoltura che coinvolgano il mercato e il distretto».
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Lo dice Franco Baldaccini, amministratore unico del Mercato dei Fiori della Toscana – città di Pescia, in una nota in cui ribatte alle obiezioni della cooperativa Flora Toscana. A cominciare dall’idea di abbandonare a se stesso un mercato che è un bene storico-architettonico di grandissimo valore, è dotato di perfette precondizioni logistiche, ha le dimensioni giuste ed è solo da sottoporre a efficientamento energetico per arrivare a costi di gestione ottimali. Baldaccini si dice comunque disponibile a trovare insieme un modo per coniugare il rilancio avviato da Mefit con le eventuali esigenze competitive della cooperativa, che, va però ricordato, vale in termini occupazionali e di volumi di affari molto meno della metà del mercato dei fiori.
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