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Ecco “Contadino Gio’”, il primo kit, un po’ gioco, un po’ passatempo, per realizzare in poco spazio un piccolo orto fuori suolo adattabile a tutte le situazioni abitative, a casa come a scuola. Anche in assenza di un giardino. L’obiettivo è semplice: avvicinare i bambini – e non solo loro – ad uno stile di vita alimentare il più possibile salutare, corretto ed ecologico attraverso l’esperienza diretta, immediata e manuale della gestione quotidiana dell’orticello. Seminare, annaffiare, pulire e curare giorno dopo giorno l’orto sono infatti azioni necessarie per ottenere il risultato della “raccolta” dei frutti, e soprattutto per una crescita consapevole del consumatore del domani ed una migliore conoscenza di se stessi.

Contadino Gio’, il primo kit, un po’ gioco, un po’ passatempo, per realizzare in poco spazio un piccolo orto fuori suolo adattabile a tutte le situazioni abitative, a casa come a scuola. Anche in assenza di un giardino. L’obiettivo è semplice: avvicinare i bambini – e non solo loro – ad uno stile di vita alimentare il più possibile salutare, corretto ed ecologico attraverso l’esperienza diretta, immediata e manuale della gestione quotidiana dell’orticello. Seminare, annaffiare, pulire e curare giorno dopo giorno l’orto sono infatti azioni necessarie per ottenere il risultato della “raccolta” dei frutti, e soprattutto per una crescita consapevole del consumatore del domani ed una migliore conoscenza di se stessi.
 
L’idea è venuta a Fabio Bizzarri, Presidente della Cooperativa Agrimercato di Pistoia in collaborazione con Coldiretti e Campagna Amica dopo l’analisi dei risultati dell’indagine “I Giovani per l’Agricoltura” secondo cui 9 su 10 sono disposti a rinunciare alla tv per “giocare” a fare il contadino. L’indagine è stata realizzata in occasione del lancio della XVIII edizione del prestigioso Premio Zini “I Giovani per l’Agricoltura” organizzato dall’Istituto Professionale Statale per l’Agricoltura e l’Ambiente “Barone Carlo De Franceschi” di Pistoia che si quest’anno, e per la prima volta, a tutti gli studenti di ogni ordine e grado delle istituzioni scolastiche della Toscana e che è stato presentato questa mattina nella Sala Stampa di Palazzo Sacrati Strozzi, in Regione Toscana alla presenza di Vincenzo Tropiano (Direttore Coldiretti Pistoia); Angela Desideri (Preside Istituto Professionale Statale per l’Agricoltura e l’Ambiente “Barone Carlo De Franceschi”); Cristina Zini (Segretaria Regionale Cisl Scuole e figlia di Renzo Zini); Toni De Amicis (Direttore Fondazione Campagna Amica); Gianni Salvadori (Assessore all’Agricoltura della Regione Toscana). Tra le novità previste dal concorso una sezione dedicata proprio agli “orti scolastici” che dovranno essere realizzati dalle scuole-partecipanti.
La dimostrazione pratica del kit è stata curata da un gruppo di alcuni allievi dell'Istituto Comprensivo Enrico Fermi di Serravalle Pistoiese, vincitori del Premio Zini e dell'Oscar Green di Coldiretti nel 2013. Bambini esperti perché da tre anni conducono, alternandosi nei giardini della scuola, a curare il proprio orto didattico, che è un progetto di educazione ambientale e non solo, grazie anche alla collaborazione delle aziende Campagna Amica di Coldiretti.
 
Il kit “Contadino Gio’” mette in condizioni l’aspirante contadino di “costruire” uno spazio completamente nuovo dove la sua partecipazione attiva, il suo impegno ed il suo protagonismo sono determinanti. Pensato per i bambini ed in particolare nell’ambito dell’attività scolastica, “Contadino Giò’” è però anche uno strumento di condivisione di tempo e spazio tra grandi e piccini dove l’elemento adulto è importante soprattutto nella parte iniziale di avvio e costruzione dell’orto. Munito delle attrezzature e materiali necessari e delle istruzioni per la coltivazione fuori suolo così da rendere più pratica e semplice la coltivazione, l’orto-kit può essere posizionato su piazzali terrazze o anche all'interno di locali purché opportunamente illuminati. Il kit è costituito da bancali in legno di misura standard 60cmX40cm con parietali esterni in legno, atti a contenere il substrato di altezza variabile in relazione al tipo di coltivazione effettuata, di facile allestimento e di semplice conduzione delle coltivazioni. L'irrigazione delle piante è fatta tramite delle anfore interrate nel bancale che mantengono ilterreno umido e funzionano da accumulatori di acqua (antico sistema usato per risparmiare acqua). Non mancano ovviamente il terriccio certificato bio, humus per fertilizzare il terriccio, telo anti alga, piantine o semi a seconda dell’occorrenza. Il kit è venduto ad un prezzo di 37 euro circa.
 
Per acquistare il kit contattare Lara Peverini presso Coldiretti Pistoia al 0573-991023 o inviare richiesta di informazioni per mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

BAMBINI: 9 SU 10 PRONTI A RINUNCIARE ALLA TV PER UN PICCOLO ORTO DOMESTICO, SONDAGGIO TRA I BAMBINI DELLE SCUOLE TOSCANE
 
Meglio l’orto che la Tv. 9 bambini toscani su 10 sognano di coltivare un piccolo orticello e sarebbero disposti a rinunciare a cartoni animati e video games per “giocare” a fare il contadino. A fornire un quadro puntuale e per certi aspetti anche sorprendente sul rapporto dei bambini in età scolare e l’agricoltura è un sondaggio realizzato da Coldiretti Toscana (info su www.toscana.coldiretti.it) in occasione della presentazione della XVIII edizione del Premio Renzo Zini “I Giovani per l’Agricoltura” aperto agli studenti di ogni ordine e grado di scuole della Toscana. Il premio è stato presentato questa mattina nella Sala Stampa di Palazzo Sacrati Strozzi, in Regione Toscana alla presenza di Vincenzo Tropiano (Direttore Coldiretti Pistoia); Angela Desideri (Preside Istituto Professionale Statale per l’Agricoltura e l’Ambiente “Barone Carlo De Franceschi”); Cristina Zini (Segretaria Regionale Cisl Scuole e figlia di Renzo Zini); Toni De Amicis (Direttore Fondazione CampagnaAmica); Gianni Salvadori (Assessore all’Agricoltura della Regione Toscana). Tra le novità previste dal concorso una sezione dedicata proprio agli “orti scolastici” che dovranno essere realizzati dalle scuole-partecipanti.
 
Se è appurato che 8 bambini su 10 non sono mai stati dentro una stalla e non hanno mai visto una mucca dal vivo, 5 su 10 non hanno mai messo piede in un orto nonostante l’87% abbia dichiarato di sapere come è fatto ed il 74% di conoscere qualcuno, nella sfera famigliare, che cura un terreno agricolo per la produzione e consumo domestico di ortaggi e frutta. Solo il 26% ha invece ammesso di non avere ne amici, ne parenti con un orticello da coltivare. A favorire il “contatto” con contadini professionali ed hobbisti, come i nonni in pensione, figura molto presente nell’immaginario dei bambini, è senza dubbio – spiega Coldiretti - la diffusa presenza di terreni coltivati in quasi tutta la regione dove anche nelle città si stanno sempre più sviluppando per esempio gli orti urbani ed altre interessanti iniziative di condivisione degli spazi verdi.
Abbastanza a sorpresa – prosegue Coldiretti - un’ampia percentuale del campione intervistato, pari al 31%, conosce bene almeno un prodotto agricolo per singola stagione – risultato per nulla scontato - mentre il 39% li conosce abbastanza. 4 su 10 non li conosce affatto. La conoscenza delle produzioni di stagione si scontra però con la pratica: il 50% non conosce le principali operazioni fondamentali per la preparazione e cura dell’orto, mentre solo una parte, 2 bambini di 10, potrebbe addirittura – a livello di conoscenze – provare l’esperienza della gestione di un piccolo appezzamento di terra domestico in maniera autonoma. Il 34%, una parta consistente, ha le idee molto confuse così come il 10% degli intervistati che ha associato il piccone all’aratura. Alla domanda “quale di questi strumenti è necessario per l’aratura” le cose si sono complicate ulteriormente. Ecco le risposte: rastrello (10%), zappa (18%), vanga (22%), carriola (35%), piccone (10%) ed annaffiatoio (5%).
 
E’ stato inoltre interessante “capire” quali tra gli ortaggi, alcuni molto comuni, altri meno, era più apprezzato dai bambini visto che il solo 24% consuma almeno da 2 a 3 porzioni di ortaggi al giorno, il 32,2% una sola porzione al giorno ed il 43% meno di una volta se non addirittura mai (fonte Okkio alla Salute). Pomodori (23%), insalata e spinaci ad ex equo (20%) e piselli (14%) costituiscono il podio degli ortaggi secondo i gusti e preferenze dei bambini toscani. Più indietro, molto distaccati, ci sono il cavolo (4%) ed i porri (3%). Il dato che emerge sicuramente più interessante dal sondaggio effettuato da Coldiretti è la grande ed inaspettata disponibilità dei bambini a rinunciare ad un po’ del loro tempo quotidianamente dedicato alla televisioni e ai video games all’esperienza diretta di gestione di un piccolo orticello da curare con amore e dedizione.
 
Nasce da qui il progetto pilotaContadino GIO’” che trasforma l’orto in un “gioco” adatto per tutti gli spazi, anche balconi, e per tutte le situazioni abitative. “Contadino GIO’” è un kit che mette in condizioni il bambino (e non solo) di “costruire” uno spazio tutto nuovo dove la sua partecipazione attiva ed il suo protagonismosono determinanti per raccogliere i frutti. Il gioco, oltre alle funzioni educative e didattiche, contribuisce a responsabilizzare il bambino che progressivamente diventerà così consapevole del suo ruolo chiave nella gestione quotidiana dell’orto.

Fonte Ufficio Stampa

Quasi 100mila gli addetti nel settore «Via la burocrazia dall’agricoltura, è’ necessario potenziare le politiche per lo sviluppo rurale, puntando su ricambio generazionale, aggregazione dei produttori, strategie di filiera, sviluppo locale. E orientare le risorse verso le imprese professionali e l’agricoltura produttiva per rafforzare il reddito degli agricoltori» dice Pascucci.

Per il rafforzamento della competitività delle imprese la crescita effettiva e duratura del sistema economico e sociale è necessario perseguire, a partire dal livello nazionale, gli obiettivi strategici della semplificazione burocratica, della qualità della regolazione e dell’efficienza della pubblica amministrazione, il rispetto del principio di proporzionalità, la misurazione attenta degli oneri, valutare bene l’impatto delle nuove norme, la profonda revisione e razionalizzazione dei controlli verso le imprese, ridurre (togliere le duplicazioni e gli adempimenti “superflui”) e semplificare gli adempimenti per favorire la crescita delle imprese, in particolare su lavoro, previdenza, ambiente ed aiuti pubblici.

 
Investire in agricoltura per salvaguardare il territorio, rafforzare la competitività delle imprese, dare più reddito agli agricoltori – «Negli ultimi 10 annisottolinea Giordano Pascucci, presidente Cia Toscana  - sono stati abbandonati in Toscana 100.000 ettari, occorre  rimetterli in coltivazione, invertire questa pericolosa tendenza. Bisogna sostenere con maggiore efficacia gli investimenti in agricoltura, favorire la ripresa produttiva dei terreni, potenziare le politiche per lo sviluppo rurale, puntare con decisione al ricambio generazionale ed imprenditoriale, incentivare con maggiore determinazione l’aggregazione dei produttori e del prodotto, rafforzare le politiche e le relazioni  di filiera, rendere più competitive le imprese agricole per riportare maggiore valore aggiunto e dare più reddito agli agricoltori. In dieci anni il reddito dei nostri agricoltori è diminuito del 25% mentre quello degli agricoltori europei è aumentato del 13%. Con il rilancio ed il sostegno dell’agricoltura si tutela e si salvaguardia il territorio toscano dal dissesto idrogeologico».
La crisi economica non finisce di produrre effetti negativi - «I prezzi alla produzioneaggiunge il direttore Cia Toscana Valentino Vannelli - continuano ad essere in genere insoddisfacenti, ad eccezione del settore del vino che conosce invece un timido ma incoraggiante segnale positivo sia delle quantità commercializzate che dei prezzi grazie ad una ripresa parziale dell’export.  Relativamente all’export si manifestano tendenze di ripresa degli ordinativi che interessano alcuni comparti: dal vivaismo, ai prodotti trasformati, all’agriturismo. Il mercato della cosiddetta filiera corta è riuscito a dare qualche risposta ai produttori, sebbene in uno spazio limitato legato ad alcune produzioni. Purtroppo, quella della filiera corta che si manifesta mediante la presenza in mercatini, non è una soluzione praticabile per tutte le aziende agricole e gli allevamenti.  Non è positivoprosegue Vannelli - , sotto il profilo dei prezzi, il rapporto con la Gdo perché i costi di un sistema distributivo al dettaglio non più adeguato sono sempre scaricati sulla fase produttiva; ed i maggiori guadagni si collocano sempre nella fase distributiva. In qualunque segmento produttivo. Da tenere presente tuttavia che il rapporto con la Gdo garantisce comunque costanza di ritiro e garanzie di pagamento nei tempio stabiliti».

 

I numeri dell’agricoltura toscana - Le aziende agricole in Toscana sono 72.686 per una Superficie agricola utilizzabile (Sau) di 855.601 ettari (superficie media  per azienda di circa 11 ha.); le aziende condotte da under 40  az. sono 7.143 con una    Sau  di 96.912 ha. mentre le aziende biologiche sono 2.442 con una Sau di 41.562. 
Occupazione: Un comparto che vale circa 100mila addetti: fra le aziende autonome (coltivatori diretti, Iap, ecc) 30mila di cui 23.440 titolari; 8262 datori di lavoro e 59.849 operai agricoli  (di cui 12.289 a tempo indeterminato e 47560 a tempo determinato per un totale di 3.056.259 giornate lavorative. Le aziende iscritte alle Camere di Commercio sono 41.185 di 13.538 condotte da donne  (32,9%); 2.641 da giovani (8,4%) e 1842 da stranieri (4,5%)  
Le colture principali sono: prati-pascolo az. 12.396, ha.  94.899; legnose-agrarie (olivicola, vite, frutteti) az. 60.720, ha. 177.069; di cui solo vite  az. 26.120, ha. 59.993; seminativi az. 39.448,  ha. 479.888; vivaismo az. 2.450, ha. 6.580. Gli allevamenti in Toscana: Bovini 3.415 (capi 85.371); Equini 3.073 (capi 14.619); Ovini 2.359 (471.064); Caprini 774 (11.997); Suini 1.293 (119.230); Avicoli 1.659 (1.999.087); Conigli 795 (83.624)
 
Mondo Cia Toscana - La Cia rappresenta oltre il 38% dell’agricoltura toscana con 20.747 imprese, trattando oltre 45.218 istanze relative a 214 tipologie di pratiche (opportunità) che hanno attivato 390 azioni. i titolari di azienda sono per il 54% uomini, 30% donne, oltre il 15% sono società. Tra le imprese individuali i titolari di impresa: fino a 40 anni sono oltre l’8% (di cui il 2% sotto 30 anni), il 12% ha tra 41 e 50 anni, il 19% da 51 a 60 anni, il 61% oltre 60 anni. Complessivamente sono 89.060 gli aderenti a Cia in Toscana, significativa anche l’adesione all’ Associazione Pensionati Toscana che conta 65.502 pensionati
 
Redazione Floraviva

8.5% delle imprese agricole toscane è gestito da under 40, dentro i numeri ci sta la verità: in Toscana il trend generazionale sta cambiando più veloce che altrove soprattutto grazie agli incentivi e alle risorse messe a disposizione dai piano di sviluppo rurale e dal bando per l’insediamento di nuove aziende agricole della Regione Toscana che hanno permesso a 634 giovani toscani under 40 di coltivare il proprio sogno imprenditoriale. Il 34% dei giovani che hanno fatto domanda sono di età compresa fra i 18 e i 25 anni, il 30% hanno fra i 26 e i 32 anni, il 36% fra i 33 e i 39 anni. Il 66% sono maschi, il 34 % sono donne. I giovani che scommettono tutto sull’agricoltura in Toscana non mancano e molti sono quelli da “convincere” che è la strada giusta.

 
In Toscana arrivano i tutors di Coldiretti per gli aspiranti imprenditori agricoli e per tutti coloro che vogliono, e soprattutto sognano, di aprire un’impresa agricola ma non sanno come fare o hanno bisogno solo di qualche incentivo e motivazione per iniziare. Complice le difficoltà occupazionali e di collocamento professionale, ma anche spinti da un desiderio di cambiare stile di vita radicalmente, il 38% dei giovani toscani oggi preferirebbe gestire un agriturismo piuttosto che lavorare con una multinazionale (28%) o fare l’impiegato in banca (26%). Addirittura 3 giovani su 4 di chi un lavoro ce l’ha vorrebbero cambiarlo perché infelici. Nella nostra regione l’8,5% delle imprese agricole – non poche quindi - è gestito da un imprenditore under 40 mentre 25%lavora in un’azienda agricola come coadiuvante di un familiare. Di questespiega Coldiretti - circa il 70% opera in attività multifunzionali: dall'agriturismo alle fattorie didattiche, dalla vendita diretta dei prodotti tipici e del vino alla trasformazione aziendale del latte in formaggio, dell'uva in vino, delle olive in olio, ma anche pane, birra, salumi, gelati e addirittura cosmetici.
 
 
 
20 i tutors che in Toscana sono già pronti a rispondere ad ogni dubbio, guidare ed offrire spunti e consigli per una corretta gestione dell’azienda osemplicemente per evitare errori per chi è intenzionato ad aprirne una nuova di zecca. Si tratta di imprenditori agricoli “giovani” come i loro potenziali interlocutori con cui scambiare, anche di fronte ad un caffè tutta una serie di informazione che possono essere decisive per intraprendere una scelta di vita nuova e diversa. “Il team di tutors è già a disposizione in ogni provincia della nostra regione; – annuncia Paolo Giorgi, Delegato Regionale Giovani Impresa Toscana (info su www.toscana.coldiretti.it) – offriamo la nostra esperienza, la praticità di tutti i giorni ma senza dimenticarci di ricordare, a chi sta pensando di aprire un’azienda agricola o di provarci, che non sarà facile, e che non bisogna scoraggiarsi o perdersid’animo. Si investe prima di tutto su se stessi: l’entusiasmo è un elemento decisivo per raggiungere i propri obiettivi”. Per trovare i tutors basta andare sul nuovo portale social di “Giovani Impresa Coldiretti” (http://giovanimpresa.coldiretti.it/), cliccare sulla sezione “Consulenza”, selezionare la provincia-territorio di interesse e scrivere al tutor di riferimento di cui si possono già conoscere alcune informazioni professionali, e non solo. “Anche questo – spiega Giorgi – è un modo per costruire un rapporto diretto già al primo impatto”.
 
Il progetto dei “Tutors di Coldiretti” va di pari passo con l’attivazione del nuovo portale dedicato e pensato per dialogare con tutti i giovani agricoltori che imprenditori lo sono già, e per chi lo vuole diventare. Un canale esclusivo dove condividere esperienze e raccontare attraverso lestorie, i colori, i prodotti, le sfide ed il progetti, un Paese che ha un futuro e che non si piega. Nel portale è possibile trovare informazioni su tutti i bandi e finanziamenti aperti, sugli eventi in calendario sugli adempimenti. In pratica un’interfaccia “h24” dove l’utente-navigatore può diventare protagonista della sezione “storytelling”. “La generazione degli under 40 – conclude Giorgi – appartiene alla generazione digitale, a completo agio con nuovi modi di comunicare e condivisione. Questo ci permette di eliminare filtri, velocizzare le comunicazioni ed avere risposte in breve tempo. L’agricoltura del futuro siamo noi, e prima prenderemo confidenza con questa responsabilità e prima aiuteremo la nostra regione, ed il nostro Paese, ad uscire da questa delicata fase”.
 
Redazione Floraviva

Le “Fattorie Didattiche” imprimeranno una nuova spinta all’agricoltura e al turismo rurale pisano.

E’ destinata a produrre effetti già nel breve periodo l’approvazione del Consiglio Regionale, a larghissima maggioranza, della legge che consentirà alle aziende agricole di svolgere l’attività didattica e tutta una serie di iniziative funzionali a potenziare e migliorare anche l’offerta turistica degli agriturismi. Fortemente voluta e sostenuta da Coldiretti (info su www.pisa.coldiretti.it) che in più occasioni aveva chiesto il riconoscimento delle aziende che organizzano e promuovono attività didattica, la legge va a regolare lo svolgimento delle attività, già previste dalla medesima legge, ma non disciplinate in modo compiuto. Secondo Alessandro Piceni Belli, Presidente Provinciale Terranostra, l’associazione che raduna gli agriturismi – “la legge imprimerà un nuovo slancio all’espansione delle attività collaterali delle aziende e all’offerta agrituristica oltre a produrre importanti miglioramenti sul reddito agricolo dove l’attività didattica dovrebbe garantire tra il 10-20% i più sul totale del fatturato”. In molte regioni, ma anche già in alcune provincie toscane, le aziende si sono portate avanti organizzando in questi anni laboratori, percorsi didattici e lezioni di agricoltura fino a servizi di agri-asilo, agri-tate, agri-baby parking e tante altre iniziative di supporto all'istruzione scolastica. La nuova legge metterà in moto anche tutta una serie di “progetti, a livello locale, – spiega Aniello Ascolese, Direttore Provinciale Coldiretti – che si sviluppano attorno al concetto di multifunzionalità dell’azienda agricola e alla possibilità di poter mettere in essere attività dedicate e destinate sia ai bambini sia ai turisti che soggiornano nelle strutture agrituristiche del territorio. Si tratta di opportunità importanti per le imprese e per gli imprenditori”. A tal fine Coldiretti ha organizzato uno specifico corso di formazione rivolto a tutti coloro che intendano realizzare una fattoria didattica all’interno dell’azienda agricola, che prenderà il via il prossimo 18 febbraio.

Tornando ai contenuti della legge, nel testo normativo si inserisce un apposito titolo sull’esercizio delle attività di fattoria didattica, per assicurare che su tutto il territorio la specifica attività risponda a standard professionali e qualitativi adeguati. Chi svolgerà attività di fattoria didattica in violazione della legge sarà passibile di sanzioni amministrative. La definizione dei requisiti tecnici degli spazi utilizzabili è stata rinviata al regolamento di attuazione. Nella proposta approvata a maggioranza dall’aula, rispetto al disegno presentato dalla Giunta, sono state inserite delle modifiche sulla base di emendamenti avanzati dai consiglieri delle commissioni Agricoltura e Cultura, che hanno approvato la proposta di legge in seduta congiunta all’unanimità, anche a seguito delle audizioni svolte con soggetti del mondo agricolo ed agrituristico. “Le modifiche sono frutto del lavoro costante, assiduo e presente di Coldiretti; – spiega Laura Chiellini, Delegata Provinciale Donne Impresa Coldiretti - Come pure la nostra organizzazione ha presentato la proposta di introdurre alcune significative modifiche alla bozza presentata dalla Giunta, per ampliare il raggio di azione dell’attività didattica e per includere fra i titoli necessari anche il diploma e/o la laurea in materie agrarie. Proposte che sono state positivamente accolte”.

L’attività di fattoria didattica sarà riservato alle imprese agricole singole ed associate, anche al di fuori dell’ambito agrituristico, e che l’imprenditore agricolo dovrà essere in possesso di alcuni requisiti minimi, come ad esempio l’avere alle spalle un percorso di formazione per operatore di fattoria didattica o aver svolto attività didattiche e di animazione per gli studenti delle scuole di ogni ordine e grado o aver frequentato corsi di formazione sulle attività di fattoria didattica.
Infine, la norma prevede che un logo identificativo, denominato Rete delle Fattorie didattiche, dovrà essere riportato su tutto il materiale informativo, illustrativo e segnaletico; sarà inoltre creato un elenco con i riferimenti di tutte le imprese abilitate ed operanti sul territorio. Per saperne di più rivolgiti ad una delle sedi di Coldiretti presenti sul territorio.

Per saperne di più rivolgiti ad una delle sedi di Coldiretti presenti sul territorio.

Fonte: Ufficio Stampa
 

Contributi per l’acquisto di arnie ed attrezzature per il nomadismo: c’è tempo fino al 31 gennaio per presentare le domande.

La Regione Toscana ha messo a disposizione degli apicoltori toscani un pacchetto di contributi per l'acquisto di arnie e di macchinari ed attrezzature per il nomadismo; la percentuale di contributo va dal 60% per le arnie al 20% per l'acquisto di autocarri necessari per spostare le arnie. Il contributo massimo erogabile per beneficiario nonpotrà essere superiore a 12.000 euro. Le domande vanno presentate tramite il sistema informatico di Artea. Possono accedere agli aiuti previsti gli apicoltori in regola con la denuncia annuale degli alveari, in possesso di partita Iva (con codice attività apicoltura – 01.49.30) e che abbianocostituito il Fasciolo aziendalepresso un Caa o presso Artea. Le domande di aiuto, complete dei preventivi degli acquisti da effettuare, si presentano on line sul sito ARTEA, tramite la Dichiarazione Unica Aziendale (DUA). A ricordarlo è Coldiretti che attraverso la sua rete di sedi e Centri di Assistenza Agricola presenti in tutta la regione è a disposizione per accompagnare e guidare le imprese agricole durante tutto l’iter.

Ma non è l’unico bando in scadenza tra gennaio e febbraio di grande interesse per il mondo agricolo.  Entro il 18 febbraio possono essere presentate le domande per l’ultima apertura della misura 123° del Psr “Aumento del valore aggiunto dei prodotti agricoli” che prevede il sostegno ad investimenti materiali ed immateriali concernenti la raccolta, il condizionamento, la lavorazione e trasformazione, la conservazione, il confezionamento, e la predisposizione per le successive fasi di distribuzione commerciale o di utilizzazione industriale dei prodotti agricoli primari. L’aiuto consiste nella concessione di un contributo a fondo perduto in percentuali variabili tra il 10 ed 40% rispetto alle tipologie di investimenti ammissibili. Sono invecestate destinate nuove risorse anche alla misura 214 “Pagamenti agroambientali” con cui la Regione Toscana interviene per diffondere metodi di produzione agricola a basso impatto ambientale, come l'agricoltura biologica e l'agricoltura integrata, al fine di conservare la biodiversità all'interno dell'agro-ecosistema, di ridurre lo sfruttamento e l'inquinamento delle risorse idriche, di contenere l'erosione e la perdita di fertilità dei suoli e contribuire alla riduzione dell'emissione dei gas serra. Inoltre, con questa misura si prevede di salvaguardare le risorse genetiche di interesse agrario originarie del territorio toscano, sia animali che vegetali. Scadenza 28 febbraio 2014.

Coldiretti informa infine che sono in fase di approvazione le misure del Psr 114 “Servizi di consulenza” (domande dal febbraio al 12/15 marzo), 211 e 212 “Indennità compensativa” (domande dal 1 febbraio al 15 marzo), 214 b1 “Conservazione risorse genetiche animali”, così come l’OCM Vino per la ristrutturazione dei vigneti con scadenza prevista alla fine del mese di febbraio.

Redazione Floraviva