Il vivaista
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- Scritto da Andrea Vitali
Il monitor export dei primi sei mesi 2024, elaborato da Intesa Sanpaolo sui distretti toscani, evidenzia una crescita importante del settore agroalimentare, con un incremento dell’export del 27,3% per un valore di 1,4 miliardi di euro. La crescita è trainata in particolare dai distretti dell’Olio toscano (+63,2%) e del Vino dei Colli Senesi (+3,6%), mentre il florovivaismo di Pistoia ha registrato un calo (-0,5%), attestandosi a 241 milioni .
Olio Toscano: Crescita Trainata dagli Stati Uniti e dall'Europa
Il distretto dell’Olio Toscano ha mostrato una crescita generalizzata, con incrementi significativi in tutte le province monitorate: Firenze (+64,9%), Lucca (+48,2%), Siena (+73,8%) e Grosseto (+72,1%). Gli Stati Uniti si confermano il principale mercato di destinazione, con un aumento del 73,8%, mentre in Europa si registrano incrementi significativi in Francia (+41,2%) e Germania (+94,6%). Secondo il Consorzio dell’Olio Toscano IGP, la campagna oleicola 2023 potrebbe vedere un incremento produttivo del 30%, senza riduzioni di prezzo grazie all’elevata domanda internazionale.
Vino Toscano dei Colli Fiorentini e Senesi: Presenza Rafforzata negli Stati Uniti
Il distretto del Vino dei Colli Fiorentini e Senesi ha registrato un aumento delle esportazioni del 3,6%, con un valore complessivo di 437 milioni di euro. Il mercato americano, che rappresenta il 40% delle esportazioni del distretto, ha contribuito in modo rilevante con un incremento del 14,6%. Negli ultimi anni, investimenti italiani negli Stati Uniti, come quelli di Antinori e Frescobaldi, hanno rafforzato la presenza del vino toscano su questo mercato strategico.
Florovivaismo di Pistoia: Export Stabile con -0,5%
Il distretto florovivaistico di Pistoia ha registrato un calo a valore dello 0,5% nel primo semestre 2024, raggiungendo un totale di 241 milioni di euro in esportazioni. Mentre le vendite verso la Germania (+7,1%) e la Romania (+26,4%) hanno mostrato un buon andamento, i cali verso Francia (-4,9%) e Regno Unito (-12,0%) hanno influito sul risultato complessivo. Questo bilancio misto evidenzia le sfide che il settore florovivaistico deve affrontare in alcuni mercati consolidati.
Conclusioni
I dati del monitor evidenziano come i distretti agroalimentari toscani, in particolare Olio e Vino, continuino a rafforzare la loro posizione sui mercati globali grazie alla qualità dei prodotti e a strategie di espansione internazionale. Il florovivaismo di Pistoia, malgrado in lieve calo, conferma nel 1° semestre, periodo tipicamente più propizio per le vendite delle piante, una tenuta a valore, dimostrando capacità di diversificazione sui mercati europei.
Andrea Vitali
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- Scritto da Andrea Vitali
Concluso il Progetto Integrato di Distretto "Vivaismo per un futuro sostenibile" a Pistoia: 42 aziende vivaistiche investono oltre 12 milioni di euro, con un contributo di 4,5 milioni dalla Regione Toscana e una rendicontazione del 100%.
Investimenti come espressione della vocazione imprenditoriale
Il Progetto Integrato di Distretto "Vivaismo per un futuro sostenibile", ideato dai vivaisti nel 2019 e inserito nel bilancio della Regione Toscana a gennaio 2021, è stato finanziato con le risorse del PSR 2014/2022 e si è concluso positivamente nel distretto vivaistico ornamentale della provincia di Pistoia. L'investimento complessivo di oltre 12 milioni di euro da parte delle 42 aziende partecipanti, sostenuto da un contributo regionale di 4,5 milioni di euro, è una chiara dimostrazione della forte vocazione imprenditoriale del distretto. La capacità di queste aziende di investire, pianificare e realizzare gli interventi con una rendicontazione del 100% evidenzia la solidità e la determinazione del comparto, pronto a proiettarsi verso il futuro con innovazione e sostenibilità. “Uno strumento, quello dei PID – ha detto la vicepresidente e assessora Stefania Saccardi - in cui la Regione Toscana ha creduto per prima in Italia. Questo dei Vivaisti è un bel risultato ottenuto grazie all'apporto di tutti gli uffici regionali composti oltre che dall'ufficio tecnico di Pistoia/Prato anche da quello di Grosseto/Siena, responsabile del procedimento per quanto riguarda la programmazione dei PID, inolte degli uffici centrali di Novoli, che grazie alla loro esperienza pluriennale hanno sostenuto la fase iniziale del procedimento, così come di Artea. Questa esperienza mi auguro possa rappresentare un modello utile e ripetibile per la corretta gestione dei flussi, fondato su un presidio costante di tutte le fasi procedimentali e sulla fattiva collaborazione tra diversi settori. Inoltre, il rispetto, per quanto possibile, dei tempi istruttori indicati nei bandi, è stato un valore sia per la Regione che per le aziende beneficiarie, che hanno così la possibilità di programmare gli investimenti finanziati con maggiore sicurezza e tranquillità e di rientrare, almeno per una parte delle spese sostenute, entro scadenze ragionevoli”.
“E’ stato raggiunto un grande risultato da parte di tutte le aziende coinvolte, compresa quella di cui sono titolare, realizzando il 100% degli investimenti dichiarati – ha detto Alessandro Michelucci, presidente dell'associazione Vivaisti italiani soggetto referente del Distretto Vivaistico Ornamentale della provincia di Pistoia. Il nostro settore continuerà a investire per migliorarsi ancora e innovarsi soprattutto per rimanere leader nei confronti degli altri paesi europei. Le sfide che ci attendono nei prossimi anni sono la qualità,la sostenibilità,il risparmio energetico e idrico. Le aziende dell’associazione aderiscono con determinazione a progetti fedeli a queste aspettative”.
Innovazione e certificazioni per un vivaismo più sostenibile
Il progetto ha permesso di modernizzare la dotazione tecnologica delle aziende, potenziando macchinari, impianti e infrastrutture aziendali. Sono stati realizzati nuovi vivai a basso impatto ambientale, installate serre e ombrari di ultima generazione e migliorate le condizioni di sicurezza nei luoghi di lavoro. È aumentato anche il numero di aziende con certificazioni ambientali, segno di un impegno crescente verso standard di sostenibilità più elevati.
Tempistiche rapide e obiettivi raggiunti
Il PID si è concluso in 2 anni e 9 mesi, un periodo breve considerando la complessità degli investimenti e le tempistiche abituali per progetti di questo tipo. I tempi ridotti testimoniano l'efficacia del coordinamento tra gli uffici regionali e le aziende coinvolte, garantendo il successo delle operazioni.
Altri PID in arrivo entro il 2024
Mentre si celebra la chiusura del progetto vivaistico, proseguono i lavori sugli altri tre PID finanziati dalla Regione Toscana. Tra questi, "Insieme per il Distretto: vino e territorio" e "Hub per la commercializzazione dei fiori e delle piante" coinvolgeranno oltre 40 imprese per un totale di investimenti di circa 18 milioni di euro e contributi per 7,5 milioni di euro.
Il successo del PID "Vivaismo per un futuro sostenibile" conferma la capacità del settore di innovare e crescere, con un forte spirito imprenditoriale che rende il distretto vivaistico pistoiese un esempio di eccellenza a livello nazionale. Questo impegno testimonia la determinazione a investire per il futuro, rendendo il distretto un modello di riferimento per il vivaismo italiano e internazionale.
A.V.
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AVI e ANVE presentano il Parco della Pace di Vicenza come candidato italiano al Green Cities Award 2024, riconoscimento europeo che premia i migliori progetti di verde urbano per innovazione e sostenibilità.
L'Associazione Vivaisti Italiani (AVI) e l'Associazione Nazionale Vivaisti Esportatori (ANVE) hanno ufficialmente presentato la candidatura del Parco della Pace di Vicenza al Green Cities Award 2024. Questo prestigioso premio europeo, che coinvolge dieci nazioni, è dedicato ai progetti di verde urbano che si distinguono per innovazione, sostenibilità ambientale e capacità di promuovere la coesione sociale e il benessere dei cittadini. Il Parco della Pace di Vicenza, progettato per integrare ampi spazi verdi con aree ricreative e culturali, rappresenta un modello di riqualificazione urbana. L’area, un tempo sede di un aeroporto, è stata trasformata in un polmone verde che ospita 360.000 mq di praterie, 9 km di canali, laghi e boschi, valorizzando la biodiversità e offrendo uno spazio di incontro per la comunità locale. La candidatura, supportata da AVI e ANVE, è stata inviata ufficialmente all’European Nurserystock Association (ENA), promotrice del Green Cities Award. La premiazione si terrà il 29 gennaio 2025 a Essen, in Germania, durante la fiera internazionale IPM Essen, uno degli eventi di riferimento per il settore vivaistico. AVI e ANVE sottolineano l’importanza di questa candidatura per promuovere l’eccellenza italiana in ambito di sviluppo sostenibile urbano e per sensibilizzare l’opinione pubblica sull'importanza del verde nelle città. "Il Parco della Pace è un esempio di come la natura possa migliorare la qualità della vita e la coesione sociale, rappresentando un modello da seguire in tutta Europa", ha dichiarato il Presidente di AVI
, Alessandro Michelucci.
Luigi Pagliani, presidente di ANVE, ha aggiunto: "Siamo orgogliosi di rappresentare l’Italia con un progetto così significativo, che dimostra il valore del verde urbano per il benessere delle persone e per la tutela ambientale". AVI e ANVE, con la candidatura del Parco della Pace, confermano il loro impegno per un futuro più verde e sostenibile, contribuendo a diffondere in Europa un modello di sviluppo urbano rispettoso dell’ambiente e delle comunità locali.
Redazione
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Venerdì 8 novembre 2024, la splendida Villa di Maser (Maser, Treviso) ospiterà il convegno "Paesaggio Italia - I Giardini storici", organizzato dall’AIAPP (Associazione Italiana di Architettura del Paesaggio). Il focus sarà sui progetti di restauro dei giardini storici italiani, realizzati grazie ai finanziamenti del PNRR.
Il paesaggio delle ville venete e il restauro dei giardini storici
La prima sessione, dalle 10:30 alle 12:30, esplorerà “Il paesaggio delle ville venete. Uno sguardo europeo ai grandi cambiamenti del giardino storico in Italia”. Interverranno professionisti di rilievo come Vittorio Dalle Ore (proprietario di Villa di Maser), Andrea Cassone (presidente AIAPP Nazionale), Giuseppe Baldi (presidente AIAPP Triveneto Emilia-Romagna), Francesco Vallerani (Università Ca’ Foscari), Paolo Faccio (Istituto Universitario di Architettura di Venezia) e Annachiara Vendramin (agronomo paesaggista). La sessione si concluderà con una lectio magistralis di Hervè Brunon, storico del giardino e del paesaggio.
Progetti di eccellenza nel restauro dei giardini storici grazie al PNRR
La seconda sessione del pomeriggio si concentrerà sui risultati ottenuti attraverso i finanziamenti del PNRR e sul futuro del restauro dei giardini storici. Martina de Luca (Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali) e Alberta Campitelli (presidente della commissione per il Bando PNRR) offriranno una panoramica sull’innovazione formativa e sugli impatti del bando.
Saranno presentati cinque progetti di eccellenza di restauro dei giardini storici italiani:
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Orto Botanico di Parma, presentato da Paola Cavallini.
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Villa Monasterio di Varenna, illustrato da Valerio Cozzi.
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Villa Corsi Salviati a Sesto Fiorentino, a cura di Giorgio Franchi e Gianfranco Galletti.
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Castello di Belgioioso di Pavia, presentato da Giusi Rabotti e Nunzio Dego.
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Villa del Colle del Cardinale di Perugia, curato da Maria Cristina Tullio.
Questi progetti evidenziano le migliori pratiche di restauro, dimostrando il valore del PNRR per la salvaguardia del patrimonio paesaggistico italiano. La giornata si concluderà con una tavola rotonda moderata da Andrea Cassone, cui parteciperanno esperti come Simonetta Zanon (Fondazione Benetton), Anna Lambertini (Università di Firenze), Luciano Mauro (Giardino della Minerva) e Antonella Pietrogrande (Università di Padova). Per maggiori informazioni visita la nostra sezione "Webinar, corsi e meeting".
A.V.
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L'Associazione Vivaisti Italiani e la scuola primaria Martin Luther King di Pistoia avviano un progetto educativo per sensibilizzare i bambini su vivaismo e sostenibilità. Il Presidente Michelucci dichiara: "Sosteniamo con orgoglio questo progetto educativo che avvicina i bambini al vivaismo e alla sostenibilità, contribuendo a formare una nuova generazione più consapevole verso l'ambiente. Auspichiamo che l'iniziativa possa essere replicata in altre scuole della provincia di Pistoia."
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Alle Terme Tettuccio di Montecatini, esperti e amministratori hanno discusso il valore del verde urbano e della riforestazione per la sostenibilità e la biodiversità. Gianluca Burchi del CREA, il sindaco Simona De Caro e l’architetto Stefano Mengoli hanno esplorato vari aspetti dal punto di vista ambientale, amministrativo e paesaggistico. Lorenzo Arbi, dell’associazione Blue Resolution, organizzatrice dell'incontro, ha concluso invitando istituzioni, ricerca e aziende a fare rete e sensibilizzare i giovani sul ruolo cruciale della biodiversità.
"Il mare è l'origine stessa della vita sulla Terra," ha esordito Gianluca Burchi. "Se oggi possiamo respirare e svolgere le nostre funzioni vitali, è grazie a quei primi microrganismi fotosintetici che, miliardi di anni fa, si sono evoluti nelle acque e hanno iniziato a trasformare l'atmosfera, rimuovendo la CO₂ e producendo ossigeno. Da quei batteri marini, che hanno progressivamente permesso la vita fuori dall’acqua, ha avuto origine il mondo vegetale, una trasformazione che ha reso il nostro pianeta abitabile. Oggi la nostra attività si concentra sulla terraferma, in aree urbane che occupano meno del 3% della superficie terrestre, ma è a quel legame primordiale tra mare e terra che dobbiamo la nostra esistenza." Burchi ha poi sottolineato come il verde urbano non possa più essere visto solo come elemento decorativo: "Oggi," ha proseguito, "è necessario sviluppare spazi verdi che rispondano efficacemente ai cambiamenti climatici e che contribuiscano alla riduzione dell'inquinamento e dell’effetto isola di calore." Ogni intervento di verde urbano, secondo Burchi, deve essere progettato per garantire funzionalità, efficienza e sostenibilità. La gestione delle piante in città deve considerare non solo la bellezza, ma anche il loro impatto ambientale attraverso il sequestro della CO₂, la purificazione dell’aria e l’abbassamento delle temperature urbane. Burchi ha infine sottolineato l'importanza di una progettazione qualificata, evidenziando come i professionisti del verde debbano pianificare interventi che garantiscano la resistenza climatica delle piante, evitando varietà che richiedano costi elevati in termini di cura e risorse idriche. "Dobbiamo progettare il verde urbano in modo che sia resiliente," ha concluso, "e che possa svolgere le sue funzioni ambientali con il minimo dispendio di risorse, ricordando che il verde va curato come un essere vivente, non gestito o manutenuto come un macchinario". Simona De Caro, sindaco di Monsummano Terme, ha portato la prospettiva di chi si occupa quotidianamente della gestione del verde pubblico. "Il verde," ha dichiarato, "deve essere considerato un investimento, non un costo. Ogni euro speso in verde pubblico ha un ritorno concreto in termini di salute e qualità della vita per i cittadini." De Caro ha illustrato il progetto che il Comune di Monsummano sta sviluppando, un piano di valorizzazione che include il parco fluviale lungo il torrente Candalla e una greenway che connette diverse aree verdi. Questo progetto, concepito in collaborazione con l'architetto Stefano Mengoli, mira a creare una rete verde resiliente e fruibile, con giardini urbani e spazi verdi condivisi dai cittadini attraverso Patti di cittadinanza. Il sindaco ha ringraziato gli imprenditori locali, come l’azienda Arbi, per il loro contributo alla comunità, esprimendo l’auspicio che Monsummano possa diventare un modello di sostenibilità attraverso partnership pubblico-private che incoraggino la partecipazione attiva dei cittadini. L’arch. paesaggista Stefano Mengoli ha presentato il progetto “Bosco Urbano Stefano Arbi,” ideato per riqualificare un’area di Monsummano Terme con spazi verdi ispirati agli ecosistemi locali. "La riforestazione urbana," ha spiegato Mengoli, "è un modo per riportare nelle città il verde naturale, unito a un approccio sostenibile che coinvolge piantumazioni mirate e infrastrutture verdi. Il progetto prevede la creazione di piccole zone umide, con stagni e passerelle, per favorire la biodiversità e offrire un luogo di svago per i cittadini. Mengoli ha inoltre evidenziato come il progetto sia stato concepito per essere ecologicamente sostenibile, utilizzando varietà vegetali locali che richiedono minori risorse per la manutenzione e che contribuiscono alla mitigazione dei cambiamenti climatici. A conclusione dell’evento, Lorenzo Arbi ha lanciato un appello a fare rete, evidenziando come solo attraverso la collaborazione tra istituzioni, imprese e cittadini sia possibile affrontare le sfide della sostenibilità urbana. “Sono questi momenti di condivisione a permetterci di costruire un futuro davvero sostenibile,” ha affermato Arbi, sottolineando l’importanza di una visione collettiva per progetti concreti e duraturi. Arbi ha inoltre ribadito l’impegno dell’associazione Blue Resolution per la tutela della biodiversità, ricordando l’importanza dell’educazione ambientale: “Sensibilizzare i giovani sul ruolo degli insetti impollinatori e sul valore della biodiversità è essenziale. Questi progetti educativi rappresentano un investimento prezioso per il nostro futuro, perché la biodiversità è alla base di un ambiente sano e resiliente.” Blue Resolution proseguirà con il suo impegno per il verde urbano, includendo iniziative educative e nuovi progetti di riforestazione, con l’obiettivo di realizzare un impatto tangibile per le comunità e il territorio.
Andrea Vitali





