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Reportage di Floraviva in Olanda fra le maggiori aziende del florovivaismo mondiale che hanno presentato agli operatori della filiera del verde fiorito dal 12 al 15 giugno, in occasione dei Flower Trials 2018, le nuove piante o innovazioni varietali in catalogo. Da Florensis, che ha iniziato a costruire un altro sito produttivo da 17 ettari, nuove serie di Osteospermum e Dianthus. Selecta presenta due nuove cultivar di Dianthus, la Petunia “colore dell’anno 2018” e il progetto sulle piante fiorite amiche delle api. Dümmen Orange segnala una Impatiens New Guinea, nuove varietà sia tra le sue Begonie ibride che nella serie dei Crisantemi recisi. Prudac ha proposto nuove piantine molto produttive e facili da coltivare di Pomodorini e Peperoncini, fra le seconde pure una da coltivare a 18 gradi. Presso Dhmi due nuove Mandeville, una delle quali premiata come migliore innovazione nel 2016, e una pianta di Abutilon che debutta in Europa. Syngenta propone una nuova generazione di Impatiens walleriana resistenti alla Peronospora e un Helianthus interspecifico molto durevole già uscito negli Usa.


Anche quest’anno i Flower Trials, che si sono svolti dal 12 al 15 giugno nei territori olandesi di Aalsmeer e Westland e in quello tedesco di Rheinland Westfalen, sono stati l’occasione per vedere da vicino le nuove piante e tutte le innovazioni varietali e di marketing introdotte nei cataloghi delle imprese più avanzate della floricoltura internazionale. Sessanta aziende, fra ibridatori di piante fiorite in vaso e da aiuola in primis, ma anche produttori di piante nonché ibridatori di fiori recisi.



Il tour di Floraviva si è sviluppato tutto all’interno della regione Westland. La prima tappa si è svolta presso Florensis dove ad accoglierci e guidarci, così come l’anno scorso (vedi nostro articolo), è stato Raul Moras, responsabile vendite Southern Europe di Florensis Italia. Il quale, dopo aver ricordato che Florensis è composta attualmente dalla sede con sito di produzione di giovani piante di 11 ettari e mezzo lì nella Westland (Hendrik-Ido-Ambacht), da un centro di ricerca in Germania e da siti di produzione di piante madri in Africa e in Portogallo per le Solanaceae (che non possono essere importate da fuori Europa), ci ha informato che hanno iniziato a costruire una nuova sede aggiuntiva a 20 km dall’attuale e che il primo blocco di 5 ettari e mezzo «sarà in produzione per l’estate 2019». Alla fine, nella nuova sede ci sarà «la potenzialità di arrivare a 17 ettari di produzione». Altra novità aziendale comunicataci da Moras è che hanno acquisito «la genetica Osteospermum “Dalina” (dall’azienda danese Dalina Genetics, ndr), che è una serie completa e si adatta molto bene all’utilizzo nei climi del sud, come classica coltivazione autunno-inverno-primavera. La serie si compone di moltissimi colori». In questo modo «da quest’anno ampliamo di molto l’assortimento» delle dimorfoteche. Un’ulteriore novità del catalogo di Florensis segnalata da Moras è «una serie di garofanini (Dianthus chinensis) da seme adatti per l’uso anche nel periodo estivo, per vendite praticamente in questo periodo, da maggio e giugno in poi, finita la stagione delle classiche annuali primaverili. E’ una serie che si chiama “Corona” e si compone di 8 colori, fra cui un rosso molto brillante e carico e una serie di bicolori».



La seconda visita è stata nell’area espositiva ai Flower Trials del gruppo Selecta one, che con le sue undici unità fra siti produttivi e società di distribuzione serve tutti i mercati rilevanti, come era sottolineato nella presentazione web della manifestazione, e che quest’anno ha vinto il premio FleuroStar (organizzato da Fleuroselect in concomitanza coi Trials) per la pianta fiorita dal più alto “wow factor” con il suo Osteospermum ecklonis “Purple Sun”, pensato per «i luoghi assolati sia in aiuola che in balcone» (vedi nostro articolo). Qui abbiamo incontrato Giorgio Mucci, area manager Italia, che ci ha indicato e illustrato alcune novità, fra cui le seguenti. Il garofanino “Peach Party” è una cultivar di Dianthus «che abbiamo presentato a Ipm Essen del gennaio scorso», ha spiegato Mucci, che ha poi aggiunto: «l’abbiamo presentata nel catalogo dei garofanini pubblicato lo scorso marzo, per cui siamo in piena campagna di vendita di questo prodotto. Ad essa va ad aggiungersi un’altra che si chiama “Purple Wedding” ed è un garofanino simile come portamento e come tempi di fioritura all’altro, ma è molto più scuro come colore e abbinato a un altro concetto di marketing…». Le fioriture di queste due nuove cultivar di Dianthus, è stato spiegato, si pilotano molto bene e si possono avere da marzo a luglio. Giorgio Mucci ci ha poi mostrato la nuova petunia “Color of the year 2018”, vale a dire la AlpeTunia® GlacierSky, e ha accennato al progetto “Pollinator-friendly plants” (piante amiche degli insetti impollinatori), a cui era dedicato uno spazio dell’esposizione di Selecta e il cui scopo è incoraggiare le persone a utilizzare nei giardini una serie di piante (identificate da uno studio dello scorso anno) che più attirano api e farfalle, fra cui ad esempio certe varietà di Dahlia e Lavandula.



Poi è stata la volta della visita, a Naaldwijk, a Dümmen Orange, altro big della floricoltura mondiale focalizzato sulla ibridazione e produzione di giovani piante in vaso, piante da aiuola, perenni, tropicali, fiori recisi e bulbi. A presentarci le novità, Mario Nederpelt, junior marketing specialist dell’azienda olandese, che ha puntato in primo luogo su “Sunstanding”, «la nostra nuova Impatiens New Guinea», «che abbiamo già testato in Italia ed è andata piuttosto bene»: un ibrido di Impatiens hawkeri dalla forte adattabilità a sole, caldo e umidità, dallo sviluppo compatto e la fioritura precoce, disponibile in otto colori nel mercato europeo. Fra i quali, come ricordato da Nederpelt, «viola, arancione, rosso rubino, rosa e bianco». La seconda nuova introduzione che ci ha presentato è la Begonia ibrida “I’conia Portofino Yellow”:  «avevamo già l’I’conia – ha detto Nederpelt – ma abbiamo aggiunto la nuova varietà “Portofino Yellow”», che è caratterizzata da grandi e vivaci fiori gialli e robuste foglie scure, e si adatta sia al sole che all’ombra. Mario Nederpelt ha spiegato inoltre la funzione della ricca parte espositiva dedicata ai bouquet: «questa è la nostra area punto vendita, dove mostriamo che cosa si può fare con i nostri fiori, le nostre piante in vaso, le nostre tropicali ecc. ecc.», «un’area espositiva per offrire ispirazioni» ai fiorai e ai garden centre su come fare bouquets e mettere in evidenza i fiori. Infine, per il comparto fiore reciso, ha segnalato fra l’altro i crisantemi recisi “Cut Mum ‘Pina Colada Yellow’”, molto brillante e decorativo, oltre che di qualità e resistente (dura almeno 2 settimane).



La quarta tappa è stata l’esposizione dell’azienda Prudac a Maasdijk. Prudac, che sta per Produzione & ricerca per la decorazione e il consumo urbani, è un’azienda focalizzata sull’ibridazione e produzione di giovani piante innovative e libere da ogm, al servizio degli operatori e del mercato hobbistico con le proprie piante facili da coltivare e al tempo stesso commestibili ed ornamentali. «Siamo nati nel 2010 e la nostra sede è in Olanda a Enkhuizen – ci ha spiegato il titolare Ard Ammerlaan -. Abbiamo 4 programmi produttivi chiave: pomodori, peperoni, cavolfiori e aglio». Una delle novità che ha scelto di illustrarci è “Catch Red” della serie Pillar Tomato, «una serie di piantine di pomodoro facili da coltivare: basta piantarle nel vaso e annaffiarle, ed è tutto». Catch Red è pensata per vasi da 12 a 15 cm. Ard Ammerlaan ci ha segnalato anche un’altra nuova pianta da vaso 12/15 cm: Pillar Pepper F1 “Mimi Red”, una piantina di peperoncino (specie Capsicum annum) da tavolo di cucina e tollerante alla siccità, che è produttiva per 15/16 settimane e arriva a un’altezza massima di 30 cm. «Come può vedere – ha osservato il titolare – producono entrambe molti frutti». Infine, sempre fra le nuove piante di peperoncini, ci ha mostrato Rocket Pepper F1 “Red Mamba”, che dà frutti neri e rossi, è produttiva per 16/18 settimane, sta in vasi 14/17 e arriva a un massimo di 40 cm di altezza. «Il fattore critico più interessante di essa – ha osservato Ammerlaan - è che cresce a basse temperature. Mentre le piante di peperoncini normalmente crescono a 22 gradi, questa può essere coltivata a 18 gradi. Perché è interessante? Perché anche per le piante di pomodoro ci vogliono 18 gradi. Per cui si possono coltivare nello stesso luogo e salvando energia».



Nello stesso spazio espositivo di Maasdijk abbiamo incontrato Erick Ciraud, marketing e business development del gruppo francese Lannes, qui presente in particolare con i prodotti della sua unità di ricerca e sviluppo D.H.M. Innovation, specializzata nell’ibridazione e produzione di giovani piante di Mandevilla e Hibiscus, ma attiva pure come veicolo per il mercato europeo di piante di aziende extra-europee. «La nostra sede – ha precisato Erick Ciraud – è in una piccola città a nord di Tolosa, per cui siamo nel sud est della Francia, inoltre abbiamo un sito in Spagna, in Andalusia, vicino a Malaga». Ciraud ha poi spiegato che «la caratteristica principale del loro programma di produzione di Mandevilla è offrire la gamma più vasta possibile di colori e di comportamenti vegetali» e, passando alle Mandeville al debutto quest’anno, ha indicato la Diamantina (il brand di tutte le mandeville di Dhmi) Tourmaline “Rose Splash”, «una nuova varietà della linea produttiva Tourmaline a cui lavorano da anni»: una pianta fiorita con fiori e foglie extra large, tinte rosa, e dal portamento compatto, pronta per la decorazione dei giardini. Ciroud ci ha mostrato anche la mandevilla Diamantina Opale “Orange Coral”, premiata nel 2016 come migliore innovazione e di cui ora stanno per essere rilasciate sul mercato le prime talee. «Ci vuole sempre un paio di anni – ha spiegato – fra il momento della nuova introduzione e il momento di costruire lo stock di piante madri» necessario alla commercializzazione. Oltre a presentarci le mandeville/dipladenie e le varietà di hibiscus, Ciroud ha citato una pianta di un'altra azienda d’ibridazione extra-europea che Dhmi vende per la prima volta in Europa: Mappleia, una nuova generazione di Abutilon con fiori più larghi e che stanno sopra il fogliame, nei colori giallo, arancione e rosso.



Il viaggio di Floraviva nei Flower Trials 2018 si è concluso con la visita allo spazio di Syngenta FloriPro Services, la divisione distributiva di Syngenta Prati e Giardini che serve l’Europa, l’Africa e il Medio Oriente. Qui, come l’anno scorso, a farci da Cicerone è stato il campaign manager Alexander Ern. «Una delle nostre principali novità di quest’anno – ha esordito Ern – è Imara, una nuova generazione di Impatiens walleriana che sono resistenti alla Peronospora. E’ qualcosa di veramente nuovo e arriva nel mercato continentale quest’anno. E’ partita prima in Gran Bretagna (dove è già venduta quest’anno) perché lì c’è un enorme mercato della Impatiens walleriana. Mentre nel resto d’Europa abbiamo già fatto delle sperimentazioni e immetteremo quantità maggiori di prodotti nella prossima stagione». Ma quale è il fatto nuovo e perché la Imara viene presentata come pianta preferita dei giardinieri? «La ragione – risponde Alexander Ern – è che nel 2010 la Impatiens walleriana era una delle piante più vendute in assoluto nei garden center, tutti la volevano. Poi però è stata colpita dalla Peronospora e le piante morivano velocemente, al punto che questa specie uscì dal mercato. Adesso può ritornare sul mercato». C’è stata qualche scoperta genetica? «Sì nel 2011 abbiamo trovato in un nostro campo di prova una varietà che sopravviveva alla Peronospora e a partire da essa abbiamo in alcuni anni sviluppato la linea Imara, composta da 6 nuove varietà resistenti». Sei varietà per sei differenti colori. «Non siamo ancora ai 20 colori di una volta – osserva Ern – ma è un buon punto di partenza e ora il consumatore potrà di nuovo divertirsi con queste piante capaci di fiorire fino a quando gela». Un’altra nuova introduzione di quest’anno si trovava nella “Garden Center” area dell’esposizione di Syngenta, lo spazio dedicato, come spiega Ern, a mostrare ai clienti dei garden e degli altri canali di vendita come possono essere presentate al meglio nei punti vendita le loro piante, in particolare le nuove. La novità, per il mercato europeo, è Sunfinity (che è negli Stati Uniti da 3 anni e sta avendo grande successo commerciale, ci ha detto Ern): «un Helianthus interspecifico che è debuttante da noi. Una pianta di Helianthus capace di continuare a fiorire fino a quando gela: i primi fiori dureranno 4 settimane e poi in seguito avrete nuovi fiori un po’ più piccoli che durano 2 settimane. Alla fine d’estate, se non ci sono condizioni climatiche particolari, in ciascuna pianta avrete avuto 40 fiori».

Lorenzo Sandiford

Avviato il rilancio dei Gruppi di interesse economico di Cia – Agricoltori italiani. Nessuno degli 8 Gie sarà guidato da un agricoltore toscano. La presidenza di “Olivicoltura, olio e vivaismo olivicolo” al siciliano Gino Catania. Il florovivaismo ornamentale sarà invece gestito dall’associazione Promoverde, in via di riorganizzazione sul modello di Aiel.

 
Nuovi presidenti e rafforzamento delle funzioni per i cosiddetti “Gie”, i “Gruppi di interesse economico” di Cia – Agricoltori italiani. Con l’assemblea della settimana scorsa a Roma è scattata la fase di riorganizzazione e rilancio delle squadre di esperti che si occuperanno dei vari comparti agricoli, sotto il coordinamento di Enzo Mastrobuoni. Tra i massimi protagonisti non emergono esponenti di Cia Toscana, sotto il profilo della rappresentanza territoriale, e il florovivaismo ornamentale, dal punto di vista settoriale. 
Quest’ultimo comparto, infatti, come è stato anticipato oggi a Floraviva dall’ufficio stampa di Cia, «diventerà una componente di Promoverde, la nostra Associazione per la Qualità del Paesaggio e del Florovivaismo, che svolgerà anche la funzione di Gie per questo settore». Anche a tal fine, Promoverde, che negli intenti di Cia sarà «una realtà super specializzata nel florovivaismo (sul modello di Aiel) quindi aperta a tutte le aziende del settore florovivaistico e alla filiera intera», è in una fase di «cambio statutario, dal quale uscirà il nuovo assetto e le nuove linee guida». Con la conseguente assemblea elettiva del nuovo presidente probabilmente entro fine estate.   
«Tra le direttrici prioritarie su cui si svilupperà il lavoro dei nuovi Gie e dei relativi Comitati di prodotto – si legge nel comunicato di Cia - approfondimenti delle condizioni di mercato; strutturazione dei sistemi (OP, coop, etc.); organizzazione delle filiere nell’interprofessione. In questo modo si potrà dare un costante ed effettivo sostegno alle decisioni degli organismi della Cia per la definizione delle politiche economiche».  
I nuovi Gruppi di interesse economico saranno otto, così suddivisi:
- “Olivicoltura, olio e vivaismo olivicolo”, presidente Gino Catania (Cia Catania)
- “Viticoltura, vino e vivaismo viticolo”, presidente Roberto Sandro (Cia Treviso)
- “Ortofrutta e vivaismo ortofrutticolo”, presidente Antonio Dosi (Cia Romagna)
- “Cereali e produzioni industriali (riso, pomodoro da industria, bieticoltura, tabacco)”, presidente Leonardo Moscaritolo (Cia Potenza)
- “Coordinamento Zootecnia (sistema allevatoriale, avicoltura, cunicoltura, cavalli, api)”, presidente Raffaele Portaro (Cia Calabria Centro) 
- “Latte bovino”, presidente Flavio Furlani (Cia Verona)
- “Bovini da carne”, presidente Roberto Buratto (Cia Torino)
- “Suini e Ovi-caprini”, presidente Martino Scanu (Cia Cagliari).
«Si tratta di un importante appuntamento per la Cia - spiega il presidente nazionale Dino Scanavino - per rilanciare il ruolo dei nostri Gruppi di interesse economico rendendo gli agricoltori sempre più protagonisti nella vita dell’organizzazione». Anche per questo i nuovi Gie, fanno sapere da Cia, «si articoleranno e struttureranno a livello regionale o interregionale, in base alle diversità e alle esigenze territoriali. Inoltre, la circolazione delle idee, documenti e analisi sarà rafforzata dall’uso di strumenti informatici e comunicativi adeguati».
 
L.S.

All’inaugurazione di Euroflora 2018 incontro fra il coordinatore del tavolo florovivaistico italiano Manzo, il presidente di Anve Cappellini e una delegazione cinese della mega expo del florovivaismo Pechino 2019, ospite d’onore a Genova con un’aiuola di 15 mila piante fra Solanum e Lithodora all’ingresso dei parchi di Nervi, per un’eventuale partecipazione italiana in Cina.

Venerdì 20 aprile a Genova, in occasione dell’inaugurazione di Euroflora 2018, rappresentanti del Ministero delle politiche agricole italiano, dell’Associazione nazionale vivaisti esportatori (Anve) e del Comune di Pechino si sono incontrati per parlare di una possibile partecipazione italiana a Pechino Expo 2019: la mega esposizione internazionale del florovivaismo che si terrà dal 29 aprile al 7 ottobre 2019 in un parco di 960 ettari sulle rive del fiume Guihe.
Pechino Expo 2019 è infatti l’ospite d’onore di questa edizione di Euroflora, dove viene presentata per la prima volta ufficialmente in Italia, come hanno fatto sapere gli organizzatori, con tanto di aiuola fiorita dedicata nei pressi dell’ingresso dell’esposizione all’aperto nei parchi di Nervi (vedi nostro articolo di presentazione di Euroflora): 15 mila piante fra Solanum bianche e Lithodora blu, «due piante rusticissime, assolutamente liguri», per dare «un benvenuto ma anche un arrivederci a Pechino 2019», come aveva detto in mattinata una delle curatrici dell’allestimento di Euroflora, l’architetto Valentina Dallaturca.



L’incontro è avvenuto nello spazio espositivo di Anve, adiacente a quello del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali (Mipaaf) e a pochi metri dall’aiuola dedicata a Pechino 2019. Per il Ministero delle politiche agricole alimentare e forestali (Mipaaf) c’era Alberto Manzo, il coordinatore del tavolo tecnico del settore florovivaistico (vedi l’ultima nostra intervista), mentre per l’Anve c’era il presidente Marco Cappellini. La delegazione cinese era composta dal Sig. LIU Mingli, vice sindaco del Governo popolare del distretto di Yanqing della Municipalità di Pechino e vice capo del Gruppo di preparazione per l'Esposizione orticola internazionale 2019, dalla Sig.ra ZHANG Wenjing, direttore della divisione Pubblicità e cultura del Gruppo di preparazione per l’Expo 2019 e dalla Sig.ra ZHANG Xinyuan, membro della divisione di Promozione dello Sviluppo del Gruppo di preparazione per l’Expo 2019. Partecipavano anche il Sig. WANG Fuguo, Console generale della Cina in Italia, e il Sig. ZHANG Gang, general manager di Ccpit Italia.
Come ha spiegato Alberto Manzo a Floraviva, subito dopo il colloquio insieme a Cappellini con la delegazione cinese dell’Expo 2019, «dal mio punto di vista e dal punto di vista tecnico delle aziende c’è la piena volontà di fare questo passo (della partecipazione all’Expo 2018, ndr). Soprattutto perché a nostro avviso è un ponte per la commercializzazione delle nostre piante in Oriente…».
Il progetto è fare uno stand collettivo italiano all’Expo 2019 di Pechino?
«Adesso vediamo come si svilupperanno le cose – ha risposto Manzo - perché ovviamente dovrebbero essere Ministero dell’agricoltura e Ministero degli esteri, in quanto si va in un Paese terzo, ad occuparsene. Aspettiamo che si risolva questa crisi politica e che si possa avere un ministro dell’agricoltura. La prima cosa che farà l’ufficio tecnico di coordinamento del tavolo di filiera del florovivaismo è presentare al ministro una richiesta formale in tempi rapidi. E’ ovvio che ci sono delle criticità e delle priorità, però io credo che questo evento di Pechino sia un volano per tutto il settore e un volano direi anche turistico».
Ma che cosa vi siete detti per ora con il vicesindaco di Pechino?
«Abbiamo auspicato che vada in porto la partecipazione. Loro mi sembra che ci tengano moltissimo ad avere l’Italia...».
..sia a una partecipazione pubblica che privata?
«Sì, esattamente, sono interessati a entrambe. Ma il problema tecnico-operativo è che la Cina è lontana, per cui è un investimento ragguardevole portare lì le piante e riempire gli spazi. Non è una cosa semplice»
E voi privati, presidente Cappellini, parteciperete solo se avrete qualche forma di sostegno pubblico?
«Il problema, non nascondiamoci – risponde questa volta il presidente dell’Anve -, è che andare in Cina con le aziende, con viaggi e trasporti di piante, tenendo conto delle temperature e di tutta una serie di altri fattori, è un investimento importante. Per cui bisogna che ci sia un sostegno, magari anche dal Paese che ti ospita, come è successo a Taipei in Taiwan, dove hanno l’expo quest’anno. Sono spese enormi, se pensiamo anche alla durate e al costo del personale che deve stare là. Non è così facile».

L.S.

Il costo della 11^ edizione di Euroflora, inaugurata ieri, è «inferiore a 4 milioni di euro», più 1 milione e mezzo per i parchi di Nervi. Il presidente della Liguria Toti parla di «gigantesco strumento di marketing territoriale». La coordinatrice dell’allestimento: l’esposizione all’aperto è già stata scelta da altre floralies, la vera novità sono le composizioni di fiori recisi nei musei ispirate alle opere. Croci: se i visitatori torneranno a casa con idee nuove per balconi e giardini, e magari useranno il nuovo bonus verde, avremo dato un contributo alla rieducazione alla bellezza di cui c’è bisogno in Italia e al settore del florovivaismo.

 
«Mi sembra una scommessa assolutamente vinta: una splendida manifestazione che torna a Genova, nei parchi di Nervi, che sono un orgoglio della nostra terra, ma anche un bene di tutto il Paese. Una manifestazione bellissima per l’arte, per le piante e per il recupero di questo parco straordinario per la città di Genova e per tutta la Liguria». 
A esprimersi in questi termini è stato il presidente della Liguria Giovanni Toti ieri, poco prima dell’inizio dell’inaugurazione ufficiale della 11^ edizione di Euroflora, l’esposizione internazionale del fiore e della pianta ornamentale di Genova, che si tiene da oggi 21 aprile fino al 6 maggio nei parchi (e in tre musei) di Nervi (vedi nostro articolo). 
Una manifestazione, come è stato spiegato ieri in conferenza stampa, fortemente voluta con questa formula dagli organizzatori e dal sindaco di Genova Marco Bucci, che a domanda di Floraviva sul costo dell’investimento ha risposto «inferiore a 4 milioni di euro», a cui vanno aggiunti i finanziamenti della Regione Liguria per ripristinare i Parchi di Nervi (1 milione e mezzo di euro, come riferito dall’Ansa). Costi, quelli di Euroflora 2018, che il sindaco conta di recuperare già attraverso la vendita dei biglietti, e al momento, conferma l’Ansa, sono oltre 110 mila gli acquirenti di un tagliando per la rassegna aperta al grande pubblico da oggi.  
Questa iniziativa, centrata sul paesaggio fiorito dei parchi e musei di Nervi, rappresenta quindi, come ha detto Giovanni Toti, «un gigantesco strumento di marketing territoriale», non solo per l’attrazione dei visitatori sul territorio di Genova, ma anche perché «abbiamo investito in qualcosa che resta: il marketing territoriale della città, il recupero dei parchi di Nervi, patrimonio che vogliamo rivitalizzare anche dopo la manifestazione». Un’operazione di cui andare orgogliosi dato che è stata messa in piedi in pochissimo tempo – e, come sottolineato dal sindaco Bucci, con un budget non eccezionale per questo tipo di manifestazioni – e quindi tale da giustificare l’hashtag #orgoglioLiguria. 
«Giustamente voi vivete un momento di orgoglio – ha affermato Arturo Croci, memoria storica del settore florovivaistico, che ha appoggiato l’iniziativa - perché sentite Euroflora ligure. Ma Euroflora è un miracolo del florovivaismo italiano. Già dalla prima edizione è l’unico evento che ha promosso davvero la cultura delle piante e dei fiori nel nostro Paese. I migliori paesaggisti, anche giovani, si sono distinti anche in questa occasione; e sicuramente è una vetrina per i florovivaisti, i giardinieri, i paesaggisti, i fioristi ecc. Ma Euroflora è importante per tutti i cittadini del Paese, perché ci stiamo abituando alla bruttezza, e qui invece c’è un richiamo all’ordine, un ritorno alla bellezza, un’educazione alla bellezza. Se i visitatori torneranno a casa con qualche idea in più per le piante del proprio balcone o giardino, e magari utilizzeranno il nuovo bonus verde, Euroflora avrà dato il proprio contributo».
«All’inizio sembrava a tanti, non a noi, una follia questo progetto – ha aggiunto Egizia Gasparini, architetto paesaggista autrice del progetto espositivo di Euroflora 2018, insieme all’architetto Valentina Dallaturca -. Invece è la strada giusta, non solo perché alcune grandi floralies estere l’hanno già imboccata (questa strada delle esposizioni all’aperto, ndr), ma anche perché i parchi con le loro vedute scenografiche ben si prestano a ospitare questa manifestazione. Gli ingredienti del successo ci sono tutti: posizione, paesaggio, e poi le ville storiche con le loro collezioni di arte a cui abbiamo associato le composizioni floreali (di fiori recisi e ispirate alle opere delle collezioni, ndr) e questa è forse una novità a livello europeo», 
Come aveva spiegato la sua collega Valentina Dallaturca, nel corso della visita guidata all’esposizione riservata ai giornalisti, è la prima volta che i fiori recisi sono assenti nell’esposizione principale di Euroflora (anche se esposti nei musei) e la scelta di esporre all’aperto è stata una grande sfida organizzativa, a causa del maltempo delle settimane scorse, durante la fase di allestimento.
 
Lorenzo Sandiford

Il Mipaaf ha reso noto che i 60 milioni di contributi relativi ad assicurazioni agricole per avversità atmosferiche delle campagne 2015 e 2016 saranno pagati in varie tranche a marzo. Viene rispettato il piano anticipato a Floraviva da Camillo Zaccarini Bonelli (Ismea), sentito sull’andamento delle assicurazioni agricole il 15 febbraio a Firenze. Il ministro Martina: «positive le novità del regolamento europeo Omnibus: riduzione della soglia per l’accesso al risarcimento al 20% e incremento della percentuale massima di sostegno al 70%». Il piano annuale di gestione del rischio.

«Il ritardo principale è legato ad aver accumulato tre campagne di fondi comunitari, che assommano complessivamente a oltre 400 milioni di euro, che stanno mettendo a dura prova il mondo dei consorzi di difesa che hanno anticipato per i propri associati le somme, e che stanno mettendo a rischio i fondi stessi perché entro tre anni dall’impegno, cioè dal 2015, devono essere spesi, se no si va verso il cosiddetto disimpegno automatico. Questi due elementi determinano la necessità di recuperare in un anno tre campagne. Ormai il meccanismo è stato collaudato e i primi pagamenti ci hanno già consentito di recuperare in poco tempo 100 milioni di euro. Il percorso è tracciato: Agea ha pianificato pagamenti e decreti ogni 15 giorni, quindi da qui a fine anno avremo continui decreti di istruttoria, ammissione e pagamento per arrivare al totale di 400 milioni di euro entro fine anno, che sono da una parte il ristoro di quanto anticipato in tre anni dagli agricoltori e i consorzi, dall’altra la soglia minima per evitare che il Psr nazionale vada in disimpegno».
oll3agricolturaE’ quanto aveva spiegato a Floraviva il 15 febbraio a Firenze, presso l’Accademia dei Georgofili, Camillo Zaccarini Bonelli, responsabile gestione del rischio di Ismea, sentito a margine del convegno “La gestione del rischio in agricoltura” per alcuni chiarimenti sulla situazione italiana (vedi nostro servizio), a partire dal suo intervento incentrato sul recente Rapporto di Ismea che ha tracciato lo “Stato dell’arte e scenari evolutivi per la stabilizzazione dei redditi in agricoltura”. Dal quale sono emersi i seguenti dati: il valore assicurato in Italia nel 2017 è stato pari a circa 7,19 miliardi di euro, cioè in lieve aumento sull’anno precedente (7,14 miliardi), «anche se – come ha ammesso Camillo Zaccarini Bonelli - il numero di polizze e dei singoli agricoltori continua il trend di leggero calo e dagli 85 mila assicurati del passato siamo ormai arrivati intorno ai 60 mila» e anche se, come è scritto nel Rapporto Ismea, il dato complessivo positivo non dipende dalle polizze sulle colture vegetali (il principale settore assicurato), che si sono attestate a 4,98 miliardi (il dato più basso dal 2010, pari a -5,8% sul 2016), ma dall’avanzamento delle polizze zootecniche, cresciute del 39% sul 2016 fino a sfiorare il valore di 1,5 miliardi. E’ emerso inoltre che in Italia si assicura il 19% della plv (produzione lorda vendibile) e il 9% della sau (superficie agricola utilizzata); e che il mercato assicurativo agricolo agevolato è fortemente sbilanciato verso il Nord, dove si concentra l’81% del valore assicurato e l’86% della sau.
Ieri l’altro il percorso prefigurato da Camillo Zaccarini Bonelli ha trovato la conferma del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali (Mipaaf), che ha comunicato che sono stati sbloccati i pagamenti dei contributi in favore degli agricoltori che hanno sottoscritto polizze assicurative su avversità atmosferiche nel settore agricolo per le campagne 2015 e 2016. Si tratta di contributi dell'importo complessivo di circa 60 milioni di euro che saranno erogati in tre tranche entro le prime tre settimane di marzo.
Nel corso di questa settimana riprendono infatti i pagamenti sospesi a dicembre 2017 a seguito dell'entrata in vigore del nuovo codice antimafia, che prevede ulteriori controlli anche a carico dei beneficiari di questa misura cofinanziata con fondi europei. In particolare, il primo pagamento riferito alla campagna 2015, dell'importo di circa 8 milioni di euro, è previsto per oggi, 2 marzo 2018, mentre un ulteriore versamento, sempre riferito alla campagna 2015 e dell'importo di circa 22 milioni di euro, è programmato per il 25 marzo 2018. I pagamenti rimanenti della campagna 2015 saranno effettuati con cadenza mensile, mano a mano che saranno portate a termine le istruttorie sulle domande a carico delle quali gli agricoltori stanno ricevendo in questi giorni comunicazioni individuali via Pec. Nel frattempo parte la liquidazione dei contributi relativi alla campagna 2016. Il primo gruppo di pagamenti, calendarizzato per il 16 marzo 2018, per un importo di circa 30 milioni di euro, riguarda circa 14 mila agricoltori. Gli altri pagamenti seguiranno con cadenza mensile per gruppi di domande, mano a mano che queste saranno acquisite a sistema e sarà portata a termine l'istruttoria. Per quanto concerne la campagna 2017, il bando per la presentazione delle domande è stato adottato con decreto del 7 febbraio 2018 ed è già possibile presentare le domande di sostegno.
Il Piano assicurativo agricolo 2018 è stato invece pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 21 dicembre 2017. Come per gli anni precedenti, è possibile presentare la manifestazione di interesse per rendere eleggibile al sostegno la spesa, nei casi in cui gli Organismi pagatori non riescano a trasmettere i dati per la compilazione del Piano assicurativo individuale. Tra le principali novità del piano assicurativo 2018, una riguarda le combinazioni minime dei rischi agevolabili, che scendono da tre a due, l'altra riguarda l'adeguamento automatico del piano assicurativo al cosiddetto Regolamento Omnibus, entrato in vigore il 1 gennaio 2018. Inoltre, sono state sbloccate anche le procedure relative agli aiuti nazionali sulla spesa assicurativa a copertura dei costi di smaltimento delle carcasse animali e delle strutture aziendali. Il bando di misura relativo agli anni 2015, 2016 e 2017 sarà adottato entro la prima decade di marzo 2018 e a seguire potranno essere presentate le domande di aiuto.
«Abbiamo lavorato molto in queste settimane - ha dichiarato ieri l’altro il Ministro Maurizio Martina - per sbloccare i pagamenti e risolvere le difficoltà legate alle assicurazioni. Il cronoprogramma dei pagamenti dà risposte certe alle imprese su un fronte cruciale come quello della gestione del rischio. Ora bisogna rilanciare su questo strumento per la difesa dei redditi degli agricoltori, soprattutto davanti ai rischi collegati al cambiamento climatico. Positive in questo senso sono le novità del regolamento europeo Omnibus e fortemente richieste dall'Italia come la riduzione della soglia per l'accesso al risarcimento dal 30 al 20% e l'incremento della percentuale massima di sostegno dal 65 al 70%».
Tali novità, come aveva spiegato il 15 febbraio a Floraviva il responsabile della gestione del rischio di Ismea, saranno recepite dal Programma nazionale di sviluppo rurale cofinanziato al Feasr per il periodo 2015-2020, nel cui contesto è inserita la misura assicurazioni agevolate.
Camillo Zaccarini Bonelli ci aveva anche riferito che il percorso che si sta mettendo in campo per migliorare la situazione della gestione del rischio in agricoltura, afflitta anche da lentezza e complessità burocratiche legate al fatto che «abbiamo 9 soggetti istituzionali che si passano pezzi di un procedimento complesso», è incentrato su due linee di azione: 1) semplificazione delle procedure e accorciamento dei tempi di lavorazione delle pratiche; 2) messa in gioco di nuovi strumenti di gestione del rischio che riguardano il fondo di mutualità e la stabilizzazione del reddito, «su cui stiamo lavorando per fare in modo che dal 2019 nascano nuovi strumenti di copertura, ad esempio dei rischi fitosanitari, che oggi il mondo assicurativo non assicura perché vanno soltanto su pacchetti di copertura del rischio climatico. Attraverso una modifica del Decreto legislativo 102 abbiamo introdotto un nuovo quadro di programmazione che si chiamerà Piano annuale di gestione del rischio, che non è più solo un piano assicurativo, cioè non riguarderà più solo le assicurazioni ma anche i fondi di mutualità, gli strumenti di stabilizzazione del reddito e nuove polizze innovative. Come ad esempio le polizze indicizzate, create per attrarre nel settore della copertura assicurativa mondi che fino a ieri non si assicuravano».

Lorenzo Sandiford