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Quando inizia una delle settimane più impegnative dell’anno, la cooperativa olandese di produttori di piante e fiori dichiara che i 50 milioni di fiori normalmente commercializzati nel corso dell'anno, durante la settimana di San Valentino, si raddoppiano. FloraHolland presenta anche uno studio condotto sui ragazzi a scuola che dimostra come le classi che ospitano piante e fiori hanno risultati migliori.
Rose e tulipani sono i principali protagonisti delle aste olandesi, sia fisiche che virtuali. Si parla infatti di 100 milioni di rose e di 120 milioni di tulipani. I clienti di FloraHolland si prevede che compreranno altri 100 milioni di fiori e circa 20 milioni di piante d’appartamento sulla piattaforma internazionale. Circa il 75% delle rose è poi esportato dagli stessi clienti di FloraHolland in tutto il mondo: San Valentino è infatti una festa molto diffusa, e soprattutto in Francia, Germania e Inghilterra il bouquet di fiori resta uno dei regali più apprezzati. Una percentuali di vendita simile all’estero è applicata anche per altri tipi di fiori: crisantemi, gerbere, anemoni, fresie e alstroemerias sono una parte importante negli assortimenti disponibili, come anche una serie di tipici fiori primaverili, quali narcisi e giacinti. Se in Olanda e Germania i bouquet che si regalano per la festa degli innamorati sono composti da un mix di fiori, per Inghilterra e Francia la rosa resta la protagonista del giorno di San Valentino. FloraHolland ricorda inoltre ai suoi clienti che i fiori possono rendere la giornata del 14 febbraio non solo un felice momento, ma essi possono contribuire anche a migliorare la loro salute. Uno studio condotto dalla TNO (organizzazione olandese per la ricerca scientifica applicata) ha dimostrato infatti che gli alunni in una classe con molti fiori o piante ottengono punteggi più alti e nell’aula si registra una qualità dell’aria migliore.
Redazione Floraviva
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- Scritto da Andrea Vitali
Presentato alla Fieragricola di Verona il progetto Life-AgriCarE per introdurre tecniche innovative di agricoltura di precisione e pratiche di coltivazione conservativa che riducono le emissioni di anidride carbonica. E’ realizzato da Enea con Veneto Agricoltura, Maschio Gaspardo e l’Università di Padova.
Anche in agricoltura la riduzione delle emissioni climalteranti è un obiettivo sentito. Intanto perché anche il settore primario contribuisce alle alterazioni del clima rilasciando in atmosfera elevate quantità di gas serra: secondo stime dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) attualmente la quota delle emissioni climalteranti attribuibili all’agricoltura, in aumento, è pari a circa il 15% del totale. E poi perché gli agricoltori sono fra le prime vittime dei cambiamenti climatici, specialmente nei Paesi in via di sviluppo.
Un progetto che punta a introdurre in agricoltura tecniche più green di coltivazione, per proteggere il suolo e ridurre i consumi energetici e le emissioni inquinanti delle aziende agricole, è stato presentato la settimana scorsa durante Fieragricola a Verona. Si chiama AgriCarE (Introducing innovative precision farming techniques in AGRIculture to decrease CARbon Emissions) ed è un progetto finanziato dal programma europeo LIFE+ per la salvaguardia dell’ambiente che l’Enea (l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile) sta realizzando insieme all’azienda regionale Veneto Agricoltura, nel suo ruolo di coordinatore, alla multinazionale di attrezzature agricole Maschio Gaspardo e all’Università degli Studi di Padova.
Nello specifico, le tecniche innovative alla base del progetto sono l’agricoltura di precisione e le pratiche di coltivazione conservativa. L’agricoltura di precisione consiste in una gestione agricola basata sull’osservazione per mezzo di nuove tecniche di misurazione e monitoraggio, che permette di modulare l’uso di nutrienti, acqua e pesticidi secondo le specifiche esigenze delle colture e del suolo. Le pratiche di coltivazione conservativa sono invece basate su lavorazione a strisce, semina su sodo e minima lavorazione.
“L’Enea – spiega il ricercatore Enea Nicola Colonna - sta portando avanti azioni di comunicazione e di diffusione dei risultati in particolare nelle aree agricole italiane considerate più adatte per l’applicazione delle tecniche di agricoltura di precisione. Una realtà in forte ascesa che mira all’applicazione variabile degli input in base all’effettiva esigenza della coltura e alle proprietà chimico-fisiche e biologiche del suolo e che si basa sulla possibilità di dotare le macchine agricole di sistemi, come quelli di guida automatica che utilizzano mappe di prescrizione georeferenziate, in grado di modificare le modalità operative in relazione ad esempio alle caratteristiche del suolo”.
Per dimostrare la validità̀ e la sostenibilità di queste tecniche da un punto di vista produttivo, economico e ambientale sono in corso sperimentazioni su colture in rotazione e tecniche di coltivazione di mais, soia, colza e frumento tenero presso l’azienda pilota Vallevecchia di Veneto Agricoltura a Caorle (Venezia). I risultati saranno successivamente valutati per una possibile replicabilità su altri sistemi agricoli italiani ed europei.
Il progetto prevede, inoltre, di valutare il grado di conoscenza di queste nuove pratiche agricole da parte dei coltivatori e di realizzare attività̀ di divulgazione e formazione abbinate a nuovi strumenti informatici. In questo ambito l’ENEA svilupperà un software user friendly e open access per permettere agli agricoltori di calcolare i benefici in termini di consumi energetici, bilancio economico e riduzione delle emissioni, derivanti dall’introduzione di tecniche più green di coltivazione.
Redazione Floraviva
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- Scritto da Andrea Vitali
La Regione Toscana ha stanziato quasi 3 milioni di euro e approvato le linee guida: priorità ai giovani. In provincia di Pistoia hanno aderito il capoluogo, Serravalle, Quarrata e Pieve a Nievole. Ma il sindaco Giurlani chiede un posto per Pescia, città a vocazione agricola. L’assessore Remaschi assicura che si può ancora aderire e ricorda che sarà agricoltura biologica. Il presidente Rossi: gli orti saranno anche spazi di aggregazione sociale dotati di connnessioni wi-fi.
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- Scritto da Andrea Vitali
Nello stand toscano presso la Borsa internazionale del turismo di Milano l’11 febbraio tre incontri con i giornalisti per l’assessore regionale Ciuoffo. Nel primo i trend turistici e un focus sul turismo matrimoniale in Toscana. Nel terzo il Comune di Montecatini presenta il progetto “La salute in vacanza” con le novità del prodotto turistico termale.
La Toscana si prepara per la Bit 2016. La Regione anche quest'anno parteciperà con un proprio stand alla Borsa Internazionale del Turismo, in programma nei padiglioni della fiera di Rho dall'11 al 13 febbraio.
Per presentare le ultime novità dell'offerta turistica regionale, nel giorno inaugurale giovedì 11 febbraio, l'assessore al turismo Stefano Ciuoffo prenderà parte a tre appuntamenti parte presso lo spazio allestito dalla Regione. Alle 12.30 è in programma una conferenza stampa dove saranno illustrati i trend del turismo in Toscana e le principali novità dell'offerta turistica con focus sui progetti Wedding in Tuscany, Architetture del Vino, Giubileo, Carnevale di Viareggio e Turismo Attivo. A seguire, alle 14.30, altro incontro con i giornalisti curato dal Comune di Firenze ed infine, alle 15.30, terza conferenza stampa coordinata dal Comune di Montecatini Terme su 'La Salute in Vacanza', progetto dedicato alle ultime novità del prodotto turistico termale tra wellness&relax.
Per partecipare alla giornata dell'11 febbraio la Regione, attraverso Toscana Promozione, organizza il viaggio in treno. I colleghi interessati sono pregati di comunicare la propria adesione a Nicola Maggi chiamando lo 055 4628080 oppure il 366 6344821 o scrivendo a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. entro preferibilmente lunedì prossimo, 8 febbraio.
Redazione Floraviva
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- Scritto da Andrea Vitali
Tornare ad essere competitivi grazie alla riduzione dei costi di produzione: nel giorno inaugurale di Fieragricola a Verona, il ministero delle Politiche agricole e Enel hanno firmato un protocollo di collaborazione per l’efficienza energentica.
Grazie a questo accordo tra Enel Energia, Coldiretti e Agrinsieme, la bolletta energetica a carico degli allevamenti di bovini da latte e da carne, diminuirà, e non di poco. Un risparmio che dipende dalle dimensioni dell’allevamento e che oscilla tra il 10% e il 16% sul costo della quota energia. Il protocollo di collaborazione è stato siglato dal ministro Maurizio Martina e dal direttore della Country di Enel, Carlo Tamburi.
Con questo accordo Enel inizierà anche un progetto di efficientamento energetico a favore degli allevamenti e delle aziende agricole perché, come spiega Tamburi «il primo passo per la riduzione dei costi è proprio l’efficienza». Per Martina è uno dei molti passi compiuti negli ultimi tre mesi per dare ossigeno al comparto latte: «Sappiamo - dice il ministro - che il nodo dei costi di produzione rimane uno dei fronti sul quale dobbiamo concentrare gli sforzi per dare futuro a più di 120mila imprese che allevano bovini da latte e da carne. Quello che abbiamo costruito con Enel è un modello innovativo di collaborazione che siamo pronti, come ministero, a replicare anche con altre compagnie del comparto energia. Dopo gli interventi sulla tutela del reddito degli allevatori e il rafforzamento degli strumenti per il credito, mettiamo un altro importante tassello nella strategia di intervento per il settore».
Il tema della competitività dell'agroindustriale e delle prospettive del made in Italy è stato il punto focale del forum di Fieragricola. Secondo Luigi Scordamaglia, presidente di Federalimentare l'aggregazione di filiera, la sostenibilità e le innovazione sono alla base del modello vincente dell’agroalimentare italiano e aggiunge: «Finalmente il nostro Paese ha messo concretamente al centro dell’economia il settore agroalimentare, puntando in maniera strategica e moderna alla sua affermazione, sia come strumento di rilancio dell’occupazione giovanile del Paese sia come leva di crescita sui mercati internazionali. Dopo la positiva esperienza di Expo stiamo portando con successo il nostro modello, fatto insieme di made in Italy e di made with Italy, in giro per il mondo: in Africa, grande protagonista di questa fiera e presto in Argentina, con il nostro presidente del Consiglio, in Iran, Russia e Kazakistan con il ministro Martina».
Secondo Roberto Moncalvo, presidente di Coldiretti, «l’Italia ha sviluppato un modello di agricoltura unico al mondo, basato sulla distintività. Le nostre produzioni si distinguono per legame con il territorio, sostenibilità, tipicità e qualità. Il futuro non sarà produrre di più, ma migliorare l’accesso al cibo del maggior numero possibile di abitanti della Terra». Anche Paolo De Castro, presidente della commissione Agricoltura al Parlamento europeo continua su questo punto, affermando che laa qualità dei prodotti agricoli italiani è una condizione necessaria ma non sufficiente, in quanto bisogna saperla portare in giro dove c’è domanda e dove la possono pagare. Continua auspicando una nuova organizzazione per distribuire le catene di prodotti, in quanto, la crescita dell’export agroalimentare italiano (nel 2015 ha raggiunto i 36 miliardi) è straordinaria ma non basta. Basti vedere la crescita della Germania che è doppia, noi, infatti, siamo solo sesti come valore dell’export. Conclude dicendo: «Gli altri Paesi non hanno la nostra qualità. Per questo è necessario rivedere la nostra capacità organizzativa. Dobbiamo essere più offensivi, più presenti. Anche a Bruxelles».
Redazione Floraviva