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festa dei nonni

Nel Centro Congressi Magazzini del Cotone a Genova oltre 20 floral designer, provenienti da tutta Europa, si sfidano, a partire da oggi, per conquistare la prestigiosa coppa del Campionato. Anche la Festa dei Nonni è presente in questa importante occasione per invitare altre aziende ed Enti a sostenere questa festività, che ha già riscosso un grande successo in tutta Europa.

La Festa dei Nonni nasce nel 1997 e in Italia viene introdotta nel 2005, con la legge 159 del 31 luglio, proprio come ricorrenza civile per ribadirne l’importanza dato il ruolo fondamentale svolto dai nonni nelle famiglie e nella società. La data per festeggiare la Festa dei Nonni è stata fissata al 2 ottobre, giorno in cui si celebrano gli angeli custodi per la chiesa cattolica. Per farsi conoscere ancora di più e promuovere questa ricorrenza, la Festa dei Nonni è presente al Campionato Europeo di Arte Floreale che si tiene a Genova fino al 9 aprile. Nel video presentato durante un’altra competizione floreale, la Coppa Europa Charles Lansdorp, un membro del comitato nazionale Festa dei Nonni ha spiegato l’importanza di avvicinare i giovani agli anziani, che siano nonni o meno: “È la generazione che ha ricostruito l’Europa dopo la guerra permettendo alle nuove generazioni di vivere nel benessere”. La Festa ha già conquistato l’Europa ed è celebrata in diversi Paesi con diverse iniziative. Il progetto è sostenuto da aziende (fra cui VGB, Kok, Chrysal International, Amigoplant, Faxiflora, Van der Plas, Pagano Fiori e altre), fiere (Myplant & Garden, Floratradeshow, Fieradellevante) e associazioni (Florbusiness, Distretto florovivaistico Pugliese, Faxiflora, Federfiori, Associazione Grossisti olandesi di Prodotti floricoliVGB, ANVE, Assofioristi e altre). Aderiscono anche l’Ambasciata del Regno dei Paesi Bassi e la Fondazione Don Carlo Gnocchi. Il comitato è formato da esperti e professionisti:  Arturo Croci (presidente), Cosimo Pagano (vice- presidente), Charles Lansdorp (segretario), Mara Verbena e Walter Bassani.

Redazione Floraviva
 

cespevi

Il gruppo dei vivaisti pistoiesi di Cia, che rappresenta oltre 500 aziende del distretto, prepara un incontro in aprile con i rappresentanti politici del territorio per scongiurare la messa in liquidazione o acquisti speculativi della quota in vendita della Camera di commercio. Orlandini: «Il Cespevi è una risorsa troppo strategica e non possiamo rischiare che sia svenduto a soggetti estranei al settore».

La Confederazione italiana agricoltori si mobilita per tentare di salvare il Centro sperimentale per il vivaismo di Pistoia e mantenerlo a controllo pubblico.
La decisione è stata presa nella riunione di ieri l’altro del Gruppo Vivaisti di Cia Pistoia, che rappresenta più di 500 aziende del distretto vivaistico ornamentale, dopo aver conosciuto l’esito (negativo) del primo bando per l’alienazione delle quote del Cespevi detenute dalla Camera di commercio di Pistoia, pari all’80% della società e messe all’asta con base 3 milioni e 200 mila euro.
Come era nelle previsioni di molti, l’asta è andata deserta, nonostante il valore dei 24 ettari di terreni. E adesso il Cespevi si trova in pessime acque. Da una parte, infatti, rischia la messa in liquidazione, visto anche che l’intero consiglio di amministrazione – di cui fa parte pure il presidente di Cia Pistoia Sandro Orlandini in quota Camera di Commercio – è dimissionario. Dall’altra, la procedura di alienazione prevede come prossimo passo di mettere in vendita il lotto frazionandolo e con una base d’asta ridotta del 10%, configurando quindi una sorta di svendita che potrebbe far gola ad acquirenti con intenzioni meramente speculative.
A fronte di questa situazione drammatica e al valore che i vivaisti di Cia Pistoia ancora attribuiscono al Cespevi, è stato deciso di lanciare «un appello agli esponenti politici di tutti i livelli istituzionali espressi dal territorio pistoiese e a tutte le associazioni di rappresentanza del settore a unire le forze e trovare soluzioni condivise per salvare il Cespevi e fare in modo che resti a controllo pubblico». A tal fine Cia Pistoia annuncia che sta organizzando un incontro pubblico entro il mese di aprile in cui la questione sarà affrontata con le forze politiche e le associazioni di categoria.
«Il Cespevi – dichiara Sandro Orlandini - è una risorsa troppo strategica per noi e non possiamo rischiare che sia svenduto finendo in mano a soggetti estranei al settore vivaistico. E’ strategico per molti motivi: per la posizione di grande visibilità in cui è collocato, nei pressi dell’uscita autostradale e quasi all’ingresso delle aree coltivate; perché è sede dell’ottimo Servizio fitosanitario regionale; per il suo patrimonio di competenze professionali e dati e per il patrimonio vegetale, con la sua ricca “banca del germoplasma”, che è riuscito preservare nonostante le difficoltà, grazie anche all’ottimo operato del presidente dimissionario Renato Ferretti; ma soprattutto per le prospettive che avrebbe come centro di brevettazione. Una funzione, quest’ultima, di cui il vivaismo pistoiese ha grande bisogno, come è stato più volte denunciato dai vivaisti di Cia Pistoia».

Redazione Floraviva

“L’Italia – ha affermato il Ministro Martina – è ancora una volta all'avanguardia sul fronte dell’inclusione sociale e della formazione sul lavoro. Avremo mille giovani del servizio civile nazionale che potranno dare il loro contributo nei progetti di agricoltura sociale. Significa contare su volontà e passione dei ragazzi che potranno entrare in contatto con esperienze del terzo settore. Diamo così un’attuazione immediata all’importante legge sull’agricoltura sociale approvata in Parlamento, sostenendo concretamente anche percorsi di formazione in questo mondo. Guardare alla terra significa guardare al futuro, compreso quello professionale”.

Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che è stato siglato questa mattina dal Ministro Maurizio Martina e dal Sottosegretario del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali Luigi Bobba l'accordo per il progetto cofinanziato di impegno di mille giovani del servizio civile nazionale in esperienze di agricoltura sociale in tutta Italia. L'intesa quadro tra Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale, Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e Ministero delle Politiche Agricole alimentari e forestali prevede che i mille giovani possano lavorare in progetti di agricoltura sociale con attività come:

- Inserimento lavorativo di persone con difficoltà temporanee o permanenti (handicap psico‐fisico, problemi psichiatrici, dipendenze da alcool o droghe, detenzione, ecc.) in aziende agricole o cooperative sociali agricole;
- Formazione, soprattutto con forme come la borsa lavoro e il tirocinio, per soggetti a bassa contrattualità, finalizzate anche all’inserimento lavorativo;
- Offerta di attività di co‐terapia, in collaborazione con i servizi socio‐sanitari, per persone con difficoltà temporanee o permanenti (handicap psico‐fisico, problemi psichiatrici, anziani);
- Offerta di servizi alla popolazione: bambini (agri‐nidi, attività ricreative, campi scuola, centri estivi), anziani (attività per i tempo libero, orto sociale, fornitura di pasti, assistenza).

“Abbiamo inserito un altro tassello importante in ambiti fondamentali per la crescita dei nostri giovani. – queste le parole del Sottosegretario Bobba commentando l’accordo siglato – La cultura dell’ambiente, dell’alimentazione ed anche dell’agricoltura sono infatti tematiche attualissime e rappresentano uno sbocco economico e occupazionale per il nostro Paese, che potranno arricchire ancora di più il percorso dei ragazzi del servizio civile. Se poi si pensa – continua l’On. Bobba – che è di questi giorni l’approvazione da parte del Senato della legge delega di riforma del Terzo Settore, in cui il Servizio Civile Nazionale diventa Universale, ovvero accessibile a tutti, questo accordo ha un ruolo chiave. Infatti la firma del protocollo consentirà a ulteriori 1000 giovani di poter svolgere il Servizio Civile Nazionale – conclude il Sottosegretario -  rendendo sempre più concreto l’impegno del Governo ad offrire tale opportunità ad un numero sempre crescente di giovani”.

DATI
In Italia sono oltre mille le esperienze di agricoltura sociale con oltre 390 cooperative sociali che danno lavoro a 4 mila occupati e sviluppano più di 200 milioni di euro di fatturato.

ESEMPI
In tutto il territorio nazionale si trovano esempi di valore come quello della Cascina Biblioteca di Milano, dove si lavora sull'inclusione dei disabili anche attraverso l'ippoterapia, insieme a numerose attività di formazione per bambini' dai campi estivi all'agri-nido.
Nel Lazio una delle attività con più storia è quella della Agricoltura Capodarco di Grottaferrata, vicino Roma, che lavora dal 1978 su 30 ettari di terreno. Tra i tanti progetti portati avanti c'è "VivaIo" laboratorio sociale per persone con disabilità psichica che esercitano principalmente attività florovivaistiche in serra, a contatto con piante e natura come terapia.
In Campania opera la Fattoria Sociale “Fuori di zucca”che ha riconvertito gli spazi dell’ex Ospedale psichiatrico di Aversa, trasformandolo in un'azienda agricola biologica multifunzionale che occupa persone svantaggiate e sviluppa attività didattiche nel territorio.

FOCUS LEGGE AGRICOLTURA SOCIALE
Tra le principali novità introdotte con la legge sull’agricoltura sociale approvata nell’agosto 2015:
- l'inserimento socio-lavorativo di lavoratori con disabilità e lavoratori svantaggiati, persone svantaggiate e minori in età lavorativa inseriti in progetti di riabilitazione sociale;
- prestazioni e attività sociali e di servizio per le comunità locali attraverso l'uso di risorse materiali e immateriali dell'agricoltura;
- prestazioni e servizi terapeutici anche attraverso l'ausilio di animali e la coltivazione delle piante;
- iniziative di educazione ambientale e alimentare, salvaguardia della biodiversità animale, anche attraverso l'organizzazione di fattorie sociali e didattiche;
- le Regioni, nell'ambito dei Piani di Sviluppo Rurale, possano promuovere specifici programmi per la multifunzionalità delle imprese agricole, con particolare riguardo alle pratiche di progettazione integrata territoriale e allo sviluppo dell'agricoltura sociale;
- le istituzioni pubbliche che gestiscono mense scolastiche e ospedaliere possono inserire come criteri di priorità per l'assegnazione delle gare di fornitura la provenienza dei prodotti agroalimentari da operatori di agricoltura sociale;
- i Comuni prevedono specifiche misure di valorizzazione dei prodotti provenienti dall'agricoltura sociale nel commercio su aree pubbliche;
- gli enti pubblici territoriali prevedono criteri di priorità per favorire lo sviluppo delle attività di agricoltura sociale nell'ambito delle procedure di alienazione e locazione dei terreni pubblici agricoli;
- gli enti pubblici territoriali possono dare in concessione, a titolo gratuito, anche agli operatori dell'agricoltura sociale i beni immobili confiscati alla criminalità organizzata;
- istituito l'Osservatorio sull'agricoltura sociale, nominato con decreto del Mipaaf. È chiamato a definire le linee guida in materia di agricoltura sociale e assume funzioni di monitoraggio, iniziativa finalizzata al coordinamento delle iniziative a fini di coordinamento con le politiche rurali e comunicazione.

Redazione  Floraviva

associazionevivaistipescia

L’associazione, presieduta da Luca Cinelli, affronta il nuovo mandato con 30 soci produttori (pari a 80 ettari e 200 addetti) e due soci onorari, il Comune di Pescia e l’Istituto agrario Anzilotti. Il comitato tecnico è articolato in 5 comparti tipici dell’area: olivi, mimose, agrumi, piante ornamentali, vasetteria fiorita. Fra i progetti, formazione manageriale, identità digitale e presenza multilingue sul web, salvaguardia del patrimonio di competenze, marchi e disciplinari di produzione, marketing territoriale (di distretto) e dialogo con le istituzioni sul fronte normativo. Giurlani parlerà dell’associazione all’incontro del 7 aprile in Regione sulle sorti del Mefit

Prime iniziative dei Florovivaisti di Pescia: incontro con ex dirigente del Servizio fitosanitario regionale (13 aprile) e con un ente certificatore sulla produzione biologica florovivaistica (20 aprile).

Un’aggregazione di produttori che mira a rafforzare l’immagine di Pescia come centro di eccellenza nella produzione di piante. Nata nel 2011 e subito salita alla ribalta con un premio nella categoria delle partecipazioni collettive a Euroflora, l’Associazione Florovivaisti del Comprensorio di Pescia, conclusi i cinque anni del primo mandato, volta pagina e inaugura il nuovo corso mantenendo il suo scopo originario ma con alcuni cambiamenti strategici e con prospettive molto più promettenti.

A cominciare dall’alto numero di aziende florovivaistiche che hanno aderito, passate dalle 8 di allora alle 30 (anzi virtualmente 31) di oggi: 26 di Pescia e 5 di Uzzano (ma lo statuto apre le porte anche oltre i confini della Valdinievole, ai florovivaisti dei comuni lucchesi di Altopascio e Montecarlo), per un totale di circa 80 ettari prevalentemente a coltivazione intensiva, intorno ai 200 addetti e un numero di tipologie coltivate piuttosto elevato. Si va infatti dalle produzioni di olivi (in più di 20 aziende), a quelle di piante ornamentali (17), di agrumi (8), di mimose (5), ma anche di piante fruttifere (6), di vasetteria fiorita (2), e persino di fiore reciso (1), orchidee (1) e abeti (1).

«Una serie di aziende che spaziano dal classico settore olivicolo alle piante fiorite in vaso, al vivaismo ornamentale, alla specializzazione verticale su una singola colturasottolinea il presidente Luca Cinelli –, aziende vive e vitali di una generazione imprenditoriale abbastanza giovane e proiettata nel futuro, spesso innovative e soprattutto diverse fra loro, perché la diversità è ricchezza e consente di rispondere meglio al cambiamento». La risposta alla campagna di adesioni «è stata positiva al 99%», ha spiegato Cinelli, e un simile raggruppamento di soggetti «non si era mai visto prima a livello locale». Segno che il settore florovivaistico del comprensorio di Pescia sembra finalmente crederci nell’aggregazione ed è determinato a fare sul serio.

Uno slancio e una compattezza che il sindaco Oreste Giurlani ha deciso di incoraggiare confermando il Comune quale socio onorario dell’Associazione Florovivaisti di Pescia, al pari dell’Istituto agrario Dionisio Anzilotti, e ospitando nella propria sala consiliare la conferenza stampa di inizio mandato. «Sono contento – dichiara il sindaco Giurlani - perché se non ci aggreghiamo, non si va da nessuna parte. E questa energia dei florovivaisti di Pescia arriva nel momento giusto, alle porte dell'incontro in Regione del 7 aprile per decidere le sorti del Mefit, incontro che sarà duro». «Porterò in Regione questa vostra iniziativa – aggiunge – perché, checché se ne dica, il settore è economicamente importante e quindi è impensabile che la Regione non investa sul mercato dei fiori di Pescia e sul rilancio del distretto, visto che io vado in regione non solo per Pescia ma per tutto il distretto». «Una volta – continua - esisteva in Regione il tavolo del florovivaismo, dove Pescia era determinante, oggi dobbiamo tornare ad esserlo ed è per questo che nei giorni prossimi nominerò un tavolo tecnico che definisca le policy di settore». «Mi piace anche pensare – ha concluso Giurlanidi riuscire a riportare una manifestazione che recuperi lo spirito della biennale del fiore.

Fra gennaio e marzo 2016 sono state portate a termine alcune modifiche allo statuto e il rinnovo delle cariche sociali, compresa, nell’ultima riunione del 22 marzo scorso, la definizione del nuovo comitato tecnico, che avrà come coordinatore il rappresentante dell’Istituto agrario Anzilotti, prof. Maurizio Giuntini – colui che, fra l’altro, dirige l’azienda agricola dell’istituto – e che sarà articolato seguendo 5 aree di specializzazione produttiva che contraddistinguono il florovivaismo pesciatino: Elena Sonnoli (area olivi), Stefano Rosellini (mimose), Davide Bonciolini (agrumi), Fabio Massei e Marco Canestrelli (ornamentali), Luca Beccucci (vasetteria fiorita). Ne faranno parte inoltre tre rappresentanti del consiglio direttivo dell’Associazione - che ha come vicepresidente Nicola Del Ministro, segretario Gianluca Ammazzini e tesoriere Nicola Giusti - quali Roberto Nannini, Juri Zagni e Riccardo Rosellini. Inoltre ci sarà un rappresentante del Comune di Pescia.

Riguardo alle cinque vocazioni produttive identificate nel comitato tecnico, Nicola Del Ministro spiega innanzi tutto che per “ornamentale” si intendono sostanzialmente «le piante da giardino o di abbellimento pubblico». «Mimose, agrumi e olivi – aggiunge Del Ministro - sono piante che non rientrano al 100% in uno schema classificato di domanda stabile e definito, in più hanno caratterizzazioni di produzione e di lavorazione peculiari. In ogni caso, si può dire che gli agrumi sono una coltura impegnativa che merita una sua categoria perché, semplificando la questione, non rientra nel concetto di giardino, se non parzialmente, in quanto è anche pianta da regalo e da hobbysmo. Insomma, è una cosa a sé, talvolta da giardino, talvolta un regalo, talvolta una pianta esotica da esibire. A Pescia ci si focalizza soprattutto sulla pianta lavorata in modo particolare, con cerchiatura e spallieratura». «La mimosa invece – continua Del Ministro - è legata a festività (festa della donna e S. Valentino) e ha un ciclo di vendita basato sulla fioritura che assorbe la quota rilevante; il residuo è alberatura da giardino. Per noi è rilevante soprattutto il primo aspetto, dunque è poco ornamentale. In più siamo specializzati nell’innesto, nostra caratteristica produttiva. Sugli olivi va precisato, infine, che la quota più rilevante per noi è l’olivo da impianto o da produzione, mentre la porzione ornamentale è una conseguenza ma non l’obiettivo produttivo primario».

Dunque le finalità dei Florovivaisti del Comprensorio di Pescia rimangono le stesse, sancite nello statuto: rimuovere i fattori che ostacolano lo sviluppo delle attività agricole e florovivaistiche in Valdinievole; realizzare iniziative di tutela e valorizzazione del ruolo e dell’immagine del florovivaismo; proporsi come punto di riferimento per le autorità locali nell’esame dei problemi legati alle attività agricole e florovivaistiche. Ma, a differenza del precedente quinquennio, in cui l’attività si era concentrata «su tematiche commerciali», con in particolare «partecipazioni in forma associata ad alcune importanti fiere di settore», come osserva il presidente Cinelli, nei prossimi cinque anni l’attività sarà a 360 gradi e con due parole d’ordine: concretezza e presenza sul territorio.

Sì, perché come spiega Nicola Del Ministro, «molte aziende di medio-piccola dimensione sono state saltate dai grandi cambiamenti degli ultimi anni e non hanno dedicato tempo e risorse sufficienti alla gestione aziendale, a parte la tecnica di coltivazione del prodotto su cui sono fortissime, e invece sono necessarie anche competenze gestionali, come ad esempio la pianificazione finanziaria». Pertanto fra le linee di azione dell’Associazione Florovivaisti di Pescia vi saranno iniziative diformazione manageriale. Inoltre, siccome la domanda sta cambiando per effetto di Internet che spazza via gli intermediari inefficienti, dovranno essere adottati «schemi di comunicazione moderni, con sito web multilingue aziendale poggiato su una piattaforma comune (sito Internet del distretto)» con il prerequisito della definizione, da parte di ciascuna impresa, di una propria identità digitale. Fondamentale sarà anche ilmarketing territoriale, con la valorizzazione delle aziende florovivaistiche che dovrà andare a braccetto con quella dei luoghi di produzione, in modo da aumentare in parallelo la notorietà di entrambi. Senza dimenticare, appunto, il dialogo con le istituzioni, «per far sì che norme e regolamenti comunali che ci riguardano siano calzanti e pertinenti, un’opportunità e non un ostacolo». Infine, dato che «il fattore chiave di successo del distretto sono sempre state le sue competenze, diffuse nelle mani degli imprenditori agricoli, in un mix di abilità tecniche ed esperienza che va preservato» come un patrimonio, saranno implementati progetti di salvaguardia di tali best practices, le quali verranno catalogate per tramandarle ma anche per migliorarle.

Come sostenuto dal neo coordinatore del comitato tecnico Maurizio Giuntini, a cui spetterà specialmente il compito di cerniera fra mondo scientifico e imprese, sarà molto importante «valorizzare il distretto, fare marketing attivamente, il che significa lavorare su marchi di prodotto legati al territorio, su sistemi di riproduzione vegetale innovativi, su manifestazioni, ma ancor prima su disciplinari di produzione, perché solo regole certe e condivise possono garantire un’offerta seria, omogenea con alti standard qualitativi, che poi è quello che oggi chiede il mercato. Altrimenti si rischia di essere risucchiati verso il basso, in un tipo di competizione che non ci qualifica e che servirebbe veramente a poco».

Giuntini conclude segnalando le prime iniziative messe in calendario dall’Associazione, che sono a carattere scientifico e pensate per addetti ai lavori, ma con la formula dell’open day aperto anche a chi non è socio, per favorire la riflessione comune sul territorio. Mercoledì 13 aprile, nella sala convegni dell’Istituto agrario Anzilotti (in orario ancora da definire), è previsto un incontro con l’ex dirigente del Servizio fitosanitario della Regione Toscana, Riccardo Russu, per analizzare insieme a lui le ricadute del Pan (Piano di azione nazionale) sui prodotti fitosanitari. Mentre mercoledì 20 aprile (in orario non ancora stabilito), nella sala Lucignolo della Fabbrica dell’Ossi, si terrà un incontro con un ente di certificazione sulla produzione biologica in ambito florovivaistico.

Redazione

In programma a Veronafiere, il Vinitaly compie cinquant’anni: Cia parteciperà anche per questa edizione con molti eventi in programma, dalle degustazioni alla presentazione del progetto “Piemonte barbera, la tradizione si rinnova” con il presidente nazionale Dino Scanavino per restituire una precisa identità alle varie tipologie delle Dop Barbera. E ancora, si parlerà di vini “solidali” provenienti dall’agricoltura sociale, quale strumento di riabilitazione e inclusione sociale, e della collaborazione con Libera per la legalità in questo settore.   

Il più importante Salone internazionale dedicato al mondo del vino e dei distillati si terrà a Veronafiere dal 10 al 13 aprile e Cia avrà il suo spazio, dove si svolgeranno numerose iniziative e presentazioni. “Il nostro mondo del vino, dentro e fuori la bottiglia” recita lo slogan di Cia-Agricoltori Italiani per questa edizione. Ed infatti si parlerà delle politiche utili per il settore, trattando il tema dell’identità culturale e della tutela internazionale delle indicazioni geografiche. Lunedì 11 aprile, alle ore 15.00, sarà presentato il progetto della Cia di Asti “Piemonte Barbera, la tradizione si rinnova” con il presidente nazionale, Dino Scanavino, e il presidente del Consorzio di Tutela, Filippo Mobrici: si tratta di un piano per fornire una forte e precisa identità alle varie tipologie delle Dop Barbera, sotto il motto “sai cosa bevi”. Cia ribadisce infatti che la Doc Piemonte è stata troppo spesso utilizzata quale valvola di sfogo delle altre denominazioni, con risvolti negativi nella percezione del consumatore e ricadute economiche insoddisfacenti rispetto alla qualità diffusa del prodotto. Sempre l’11 aprile, alle ore 10.00, si terrà un convegno dal titolo “Vino: produttori e protagonisti in Europa e nel mondo” con Scanavino, Mario Guidi (presidente Confagricoltura), Sandro Boscaini (Federvini), Domenico Zonin (Uiv), Riccardo Cotarella (Assoenologi), Riccardo Ricci Curbastro (Federdoc) e la coordinatrice settore vitivinicolo di Alleanza delle cooperative agroalimentari, Ruenza Santandrea, modererà il giornalista Andrea Scanzi. Martedì 12, alle ore 14.30, si terrà un altro importante evento: “I vini ‘solidali’ dell’agricoltura sociale” con il viceministro delle Politiche agricole, Andrea Olivero, e il Forum dell’Agricoltura Sociale, nel cui coordinamento si trova anche Cinzia Pagni, vicepresidente vicaria di Cia. In quest’occasione si parlerà dell’agricoltura quale bene comune per la collettività in quanto potente strumento di inclusione sociale e di riabilitazione. Alle ore 11 di martedì si terrà anche un incontro con Libera per parlare dell’esperienza di collaborazione con Cia per la legalità in agricoltura. Non mancheranno appuntamenti musicali: l’11 aprile, alle ore 16.30, con “Violino di-vino. Note di musica, note di terra” della violinista Francesca Lorenzini, accompagnata dalla degustazione dei vini di Tenute del Cerro. 

Redazione Floraviva