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ville in fiore capannori

Il 14 e 15 maggio la manifestazione “Ville in fiore”, promossa dal Comune di Capannori e dalla Rete del verde. Fiori e piante, artigianato, degustazioni e tante mostre e artisti nelle varie dimore storiche coinvolte.

Un'occasione per visitare i giardini di splendide dimore storiche del territorio di Capannori, ammirare innumerevoli varietà di fiori e di piante, visitare stand di artigianato artistico e altri articoli, degustare i prodotti locali.
Nel weekend di sabato 14 e domenica 15 maggio, dalle 11 di mattina alle 8 di sera, torna la manifestazione “Ville in fiore”, organizzata dal Comune di Capannori e dalla Rete del verde. Tanti gli eventi che si svolgeranno a Palazzo Boccella e Palazzo Buonvisi a San Gennaro, a Villa Fattoria Gambaro a Petrognano e a Villa Mazzarosa a Segromigno in Monte. Alcune iniziative avranno luogo anche nei giardini dell'agriturismo La Chiusa di Nanni a Segromigno in Monte e della Tenuta Gaetano Spadaro a Gragnano.
Ecco, in sintesi, il programma della manifestazione.
A Palazzo Boccella una mostra di pittura di Isabel Pacini. In esposizione le tele dell'artista belga che vive nel Compitese dedicate alle camelie. Realizzata grazie anche al contributo del Centro Culturale Compitese, la mostra sarà allestita al piano terra del palazzo.
Palazzo Buonvisi ospiterà una ventina di espositori. Tra i prodotti esposti, fiori, piante, bomboniere, articoli per la casa, viaggi, fotografia, gioielli. Sarà inoltre possibile visitare la mostra fotografica di Domenico Bertuccelli e degustare prodotti tipici locali di Supermercati Sigma di Segromigno in Monte.
A Villa Fattoria Gambaro sabato 14 maggio alle 18 si svolgerà l'esibizione di musiche e danze egiziane intitolata “Sulle sponde del Nilo”. Danza, musiche e canti dell'Alto Egitto con Les Musiciens du Nile Rais Mohamed Morad, maestro di rababa, e Beatrice Grognard, tarab. Domenica 15 maggio alle ore 16 si potranno degustare i prodotti locali. Il ristoro della fattoria di Petrognano sarà aperto a pranzo e a cena in entrambe le giornate. Inoltre esposizione di opere di artisti contemporanei (Mario Cenni, Aurora Manfredi, Simone Gelli, Ludovica Gambaro e foto Pastrengo) e mostra mercato di piante, prodotti a chilometro 0 e cucina della tradizione lucchese. Si troveranno anche oggetti di artigianato, abbigliamento, arredo, ceramica, eventi.
A Villa Mazzarosa, solo domenica 15 maggio, prodotti tipici del territorio e dell'artigianato locale. Fiori e piante. Raduno e picnic in costume ottocentesco. Informazioni: Samoa Landi 328 1768251.
Eventi collaterali.
All’Agriturismo la Chiusa di Nanni mostra di pittura di Fabio Santoni e Pietro Soriani, sculture di Giuseppe Del Debbio, mostra di foto dello Studio Chelini, degustazioni.
Tenuta Gaetano Spadaro: visita guidata all'azienda, visita degli oliveti specializzati al ciclo del biologico in italiano e in inglese. Degustazioni guidate di olio e vino. Il ristorante della tenuta è aperto a pranzo sia sabato che domenica.
                                                                                                                               
Redazione Floraviva

centro ricerca padule di fucecchio

“Lancio un appello ai comuni e alla Provincia: entrate nel Centro di Ricerca per continuare a farlo vivere, non per chiuderlo”. Così ha concluso la sua conferenza stampa di stamani Maurizio Del Ministro, presidente di Legambiente Valdinievole e membro del CDA del Centro di Ricerca, Documentazione e Promozione del Padule di Fucecchio che da diverso tempo è oggetto - secondo Del Ministro - di numerosi attacchi “da parte di sciacalli e avvoltoi che vorrebbero vedere il Centro chiuso”.
Nel corso della conferenza, Del Ministro ha illustrato quali sono le criticità legate al Centro, evidenziandone principalmente tre. La prima è legata al destino dell’immobile che oggi ospita il Centro. Finora questo era stato concesso in comodato d’uso dalla Provincia di Pistoia, che ne detiene la proprietà, ma con il trasferimento alla Regione delle competenze in materia di ambiente, è difficile dire cosa succederà. L’ipotesi più “generosa” vorrebbe che la Regione facesse pagare l’affitto della struttura. Quella meno ottimista parla invece della chiusura del Centro e dell’apertura, in suo luogo, di una Consulta del Padule che - secondo il presidente di Legambiente - “non funzionerà, esattamente come tutti gli enti simili presenti in Italia”.
Le altre criticità evidenziate sono legate principalmente a questioni politiche: in primo luogo, la Regione avrebbe promesso già dal 2010 circa 30.000€ di contributi la cui erogazione è stata rimandata di anno in anno, senza che poi venissero effettivamente stanziati. “Questo crea un potenziale problema per quanto riguarda il bilancio consuntivo del 2015 - ha spiegato Del Ministro - in quanto nel bilancio di previsione erano stati contati anche quei soldi, ma poi effettivamente non sono mai arrivati. Non sarà un problema eccessivo, ma è pur sempre un problema”.
In secondo luogo, un altro problema è rappresentato dall’uscita di molti comuni dal CDA del Centro, dovuto - secondo Del Ministro - allo “tsunami mediatico” che si è creato intorno alla questione. “Nei venti anni in cui esiste il centro - ha continuato il presidente di Legambiente - sono state svolte attività turistiche, ludiche e ambientali, anche grazie al lavoro di volontari che con passione e competenza hanno garantito un’attività impagabile e irripetibile. Nello stesso periodo sono sorte un sacco di beghe a cui sarebbe ora di porre fine”.
Nei prossimi giorni Del Ministro incontrerà singolarmente i sindaci di tutti i comuni della Valdinievole e della Valdelsa, con lo scopo di farli rientrare nel consiglio d’amministrazione allontanando così polemiche e spettri di chiusura. Il primo sindaco a ricevere visita sarà quello di Larciano, “un comune importantissimo per il Centro”, come ha dichiarto Del Ministro.
Altri comuni sono già dentro - Buggiano e Montecatini, entrati da poco, ma anche Monsummano, Pieve a Nievole, Fucecchio e Cerreto - e l’auspicio degli addetti ai lavori è che con l’entrata di Pescia, che sembrerebbe prossima, si possa dare un segnale forte a quelli che Del Ministro definisce “avvoltoi”.
Una nota finale riguarda il bilancio del 2016 che - ci ha tenuto a precisare il presidente di Legambiente - è la dimostrazione che il Centro non ha bisogno dei fondi regionali, grazie anche ai finanziamenti di privati (la CMSA ha contribuito con 30.000€) rendendo così possibile che la struttura non gravi per neanche un euro sulle tasche dei cittadini.

Redazione Floraviva

green city milano

La tre giorni dedicata al verde sarà costruita attorno a numerose iniziative sparse tra il centro e diverse aree cittadine, alla scoperta di giardini condivisi, orti, cascine, parchi e terrazzi privati. La manifestazione quest'anno è dedicata ai cittadini che hanno reso possibile una vera e propria esplosione del verde all'interno della città, come ricorda Chiara Bisconti, Assessore al Verde del Comune: "Negli ultimi anni abbiamo visto Milano diventare una città diversa, sempre più bella e più verde, con nuovi parchi, nuovi giardini condivisi e aree verdi restituite alla collettività. Un cambiamento che è stato reso possibile anche grazie ad una vera e propria “esplosione” della voglia di partecipazione diretta da parte di singoli cittadini e associazioni".

Venerdì 13 maggio ad inaugurare la manifestazione, dalle ore 18.30, sarà il colorato Mercato dei Fiori a BASE Milano, che ospiterà alcuni fioristi della città con musica dal vivo e aperitivo a tema green. La manifestazione è promossa dal Comune di Milano e prodotta da h+ con il sostegno dei main sponsor Coop Lombardia e Irritec, mentre i vari eventi saranno realizzati da oltre 120 enti organizzatori tra cittadini privati, associazioni, comitati e aziende. L'ispirazione di questa seconda edizione di Green City Milano proviene dal tema "La Natura entra in città" al fine di sottolineare l'importanza del verde che pian piano si fa sempre più spazio nella dimensione urbana. Proprio per questo motivo si è puntato sulla formula del "festival diffuso" con itinerari in bicicletta, laboratori per bambini, passeggiate, yoga nei parchi e altri appuntamenti per scoprire nuovi luoghi di Milano. A chiudere la manifestazione, domenica 15 maggio, dalle ore 17:45, la semina collettiva di un prato fiorito, all’interno di un’area verde prima abbandonata e da poco riqualificata attraverso un progetto partecipato che vedrà l’inaugurazione ufficiale del nuovo Giardino pubblico Martesana/Sammartini. Il giardino con il suo percorso ciclo-pedonale della Martesana collegherà via Sammartini e il Naviglio Martesana, andando a rappresentare un intervento simbolico di "rammendo" della città in un lembo di terra che così rinasce. E ancora, nelle aiuole di Piazza della Scala le rose Susan Daniel rifioriscono grazie all’impianto di irrigazione a goccia di Irritec e i cittadini sono invitati a ricevere una rosa. Molteplici gli eventi previsti poi al Museo Botanico e a Villa Lonati, dove l’Associazione AmbienteAcqua Onlus propone laboratori sulla gelsicoltura e la creazione di “Bombe di semi”, che fioriranno nelle zone abbandonate di Milano. Alcuni giardini nascosti della Milano storica saranno aperti in un itinerario che si snoderà fra giardini e cortili “in fiore”, per l'occasione anche il Giardino delle Arti di via Palestro riaprirà al pubblico, svelando i suoi 12 alberi secolari. Il programma intero è disponibile su www.greencitymilano.it e sarà diffuso in tutta la città, anche grazie alle Apecar info point, utilizzate per la prima volta quest'anno per mettere in connessione le attività vicine fra loro.

Redazione Floraviva

scanavino fao

Il presidente di Cia Dino Scanavino ha rivendicato il ruolo dell’agricoltore «custode», il 10 maggio a Roma durante l’incontro della Fao su “L’impresa sociale per la fame a 0”, a cui è intervenuto anche il ministro Martina. Per Scanavino la risposta a «perdita di equilibrio tra sviluppo e risorse disponibili», «spreco alimentare da 1/3 del cibo prodotto», «scarsità d’acqua» e «calamità per i mutamenti climatici», «rischio estinzione» di molte specie (il 60% in Europa in condizione non favorevole) è un’agricoltura che sappia conciliare funzione produttiva e sostenibilità ambientale.

«In un’epoca in cui la lotta alla fame passa per i nodi della food security, dello spreco alimentare e della sostenibilità ambientale dei processi di produzione, la sfida da vincere nei prossimi anni sarà quella di lavorare per un mondo con più agricoltori. Un’agricoltura protagonista e custode, capace di produrre più cibo ma meglio, tutelando i suoli con una gestione efficiente delle risorse».
E’ il messaggio lanciato dal presidente della Confederazione italiana agricoltori (Cia), Dino Scanavino, nella sua relazione di ieri al “Social Business for 0 Hunger” (L’impresa sociale per la fame a 0), iniziativa organizzata dalla Fao a Roma, presso lo Sheik Zayed Conference Center. Una “due giorni” di lavori che ha visto anche gli interventi del direttore generale della Fao José Graziano Da Silva, del ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina, della vicepresidente della Camera Marina Sereni e del premio Nobel per la Pace Muhammad Yunus (noto come “il banchiere dei poveri”, fondatore della Grameen Bank e ideatore del microcredito moderno), per discutere di sicurezza alimentare globale e di business o impresa sociale.
«Una frontiera importante, un sistema di nuove esperienze imprenditoriali - ha commentato Scanavino - che rimettono al centro il benessere della collettività e, al cui interno, gli attori della filiera agroalimentare possono esercitare un ruolo strategico per la lotta alla fame del pianeta». Ruolo che gli agricoltori vogliono assumere «come protagonisti», ha affermato il presidente di Cia, quindi «consapevoli della propria responsabilità nella tutela dei suoli e nella gestione efficiente delle risorse naturali» ma anche «coscienti che non è più pensabile oggi assumere decisioni politiche che riguardano la sovranità alimentare senza coinvolgere gli agricoltori in prima persona».
L’iniziativa della Fao, ha ricordato Scanavino nel suo discorso, «è da ricondurre a un contesto fino a qualche anno fa inedito. L’economia mondiale è cresciuta a ritmi sostenuti e con un’intensità che ha reso sempre più evidente e preoccupante il problema della perdita di equilibrio tra sviluppo e risorse disponibili. Alcuni di questi cambiamenti stanno assumendo una dimensione strutturale: primo fra tutti la crescita della domanda alimentare, superiore all’offerta, legata agli incrementi demografici e al processo di crescita economica che sta interessando vaste quote della popolazione mondiale».
Di contro, «l’accesso al cibo è sempre più minacciato dallo spreco alimentare. Secondo uno studio Fao, un terzo del cibo prodotto a livello globale, circa 1,3 miliardi di tonnellate l’anno per un valore di quasi un trilione di dollari, viene perso o sprecato. Numeri preoccupanti che non possono essere ignorati - ha proseguito Scanavino - tanto più che invece potrebbero essere usati in prospettiva per far fronte ai bisogni degli 805 milioni di persone nel mondo che sono cronicamente sottoalimentate o malnutrite».
Altro tema è quello legato alla crisi ambientale: «negli ultimi decenni, la pressione esercitata sulle risorse naturali ha causato emergenze che coinvolgono l’intero pianeta. Tra queste, la scarsità di acqua è quella che rischia di avere le ricadute più drammatiche in termini di sostenibilità futura dell’approvvigionamento alimentare». Senza contare gli effetti dei cambiamenti climatici che «riducono i raccolti, provocano siccità, alluvioni ed eventi meteorologici estremi».
Grandi questioni, dunque, rispetto alle quali «il ruolo del settore agroalimentare, anch’esso al centro di forti cambiamenti, è diventato sempre più importante - ha ribadito il presidente della Cia -. L’agricoltura del futuro, infatti, dovrà sapersi adattare a tali mutamenti, innanzitutto per continuare a garantire cibo sano e duraturo per la popolazione mondiale». E la funzione produttiva dovrà «fare il paio» con la sostenibilità ambientale. «Tra le attività economiche, quella agricola gioca un ruolo da protagonista nel contrastare il processo di erosione delle risorse naturali. Il riferimento è soprattutto a quell’agricoltura distintiva e di qualità che, nelle sue varie forme, può rappresentare una soluzione in termini di riduzione dell’impatto ambientale e di salvaguardia rurale e paesaggistica - ha detto ancora Scanavino -. Senza trascurare la funzione vitale che l’attività primaria svolge in termini di mantenimento e sviluppo della biodiversità. Il crescente rischio di estinzione che sta interessando numerose e importanti varietà agro-forestali, è ormai acclamato: oltre un quinto del totale delle specie presenti nel nostro Paese sono a rischio di estinzione. Il 60% delle specie e il 77% degli habitat in Europa sono in uno stato di conservazione ‘non favorevole’. E il fenomeno assume una dimensione preoccupante nelle zone meno sviluppate del pianeta, dove il mantenimento della biodiversità agraria, inteso come produzione e conservazione delle sementi tradizionali, è un elemento di importanza vitale per combattere la povertà e la fame».
E’ chiaro, quindi, ha concluso il presidente della Cia, che «in un’epoca in cui la lotta alla fame passa per i nodi della food security, dello spreco alimentare e della sostenibilità ambientale dei processi di produzione, la sfida da vincere nei prossimi anni sarà quella di lavorare per un mondo con più agricoltori. Un’agricoltura protagonista, capace di produrre più cibo e meglio, inquinando meno. Un’agricoltura che, dal punto di vista agronomico, dovrà sapersi innovare per difendere la fertilità dei suoli e per garantire la sicurezza alimentare globale», ma che per questo richiede «il riconoscimento della propria funzione di ‘custode’ che manutiene, salvaguarda e valorizza il territorio». Ovvero «la ‘crosta’ della terra che dà il cibo e la vita».      
                                                                                                                               
Redazione Floraviva

accordo cna cnr

Durante la Giornata dell’Innovazione, celebrata venerdì 6 maggio nella Sala Maggiore del Comune di Pistoia, è stato ufficializzato l’accordo fra la CNA e il CNR per favorire i processi di innovazione all’interno delle piccole e medie imprese. Come ha specificato Alberto Silvani del CNR: «L’intesa che abbiamo siglato prevede di realizzare iniziative comuni che riguarderanno la condivisione delle conoscenze, lo sviluppo di attività di sportello sul territorio, la realizzazione di iniziative e progetti comuni». A stringere la mano al rappresentante del CNR il presidente nazionale della CNA, Daniele Vaccarino: «Noi oggi abbiamo un compito importante, quello di avvicinare i centri di ricerca e le università al mondo delle imprese, approfittando dei timidi segnali di ripresa che ci sono e che ci permettono di guardare avanti».

L’iniziativa è stata organizzata da CNA Industria Pistoia, in collaborazione con CNA Industria Toscana e CNA Industria Nazionale, ed ha visto, oltre all’importante accordo, diversi momenti di alta formazione per le imprese con esperti, professionisti e ricercatori dell’IRPET, del MISE e di Invitalia. Sono intervenuti poi il presidente nazionale di CNA Industria, Alfeo Carretti, la presidente della CNA di Pistoia, Elena Calabria, il presidente della Camera di Commercio di Pistoia, Stefano Morandi, il presidente di CNA Industria di Pistoia, Argeo Bartolomei, l’onorevole Caterina Bini, il consigliere regionale Marco Niccolai, e il vicesindaco di Pistoia, Daniela Belliti. Carretti e Bartolomei hanno ribadito: «CNA oggi rappresenta un mondo orizzontale in cui trovano spazio piccole, medie, ma anche grandi imprese. La giornata di oggi e i progetti che sono stati  presentati dimostrano come si possa fare innovazione anche all’interno della piccola e della piccolissima impresa». Ed infatti anche Elena Calabria ricorda che le piccole e medie imprese rappresentano il motore di sviluppo del tessuto economico, essendo il 95% delle imprese italiane. I processi di innovazione servono dunque per aiutare a crescere queste imprese  e in quest’ottica Calabria sottolinea: « Crediamo che l'iniziativa di oggi sia in perfetta sintonia con la nomina di Pistoia a capitale della cultura 2017 perché c'è un profondo legame fra la cultura è il mondo dell'artigianato».

Redazione Floraviva