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La manifestazione, organizzata da Cia e dalla sua associazione Anabio, si struttura attorno a un workshop sul presente e il futuro dell'agricoltura bio in Italia e attorno ad una mostra-mercato dei prodotti biologici piemontesi. “Torino Bio” si inserisce così nella rassegna “Green Weeks” promossa dalla Città di Torino e dalla Fondazione Torino Smart City per avvicinare i cittadini ai temi della sostenibilità. Al workshop parteciperanno anche il vicepresidente della commissione Agricoltura alla Camera, Massimo Fiorio, il sindaco, Piero Fassino, l’assessore all’Ambiente, Enzo Lavolta, il presidente della Cia, Dino Scanavino, e il presidente di Anabio, Federico Marchini.
I prodotti della terra piemontese e le parole di esperti del settore daranno vita a “Torino Bio” nelle giornate di sabato 28 e domenica 29 maggio. La manifestazione si inserisce nel cartellone torinese di “Green Weeks”, in programma dal 20 maggio al 5 giugno, per celebrare la Giornata Mondiale dell'Ambiente e avvicinare sempre di più i cittadini alle tematiche della sostenibilità e del biologico. Il 28 maggio, alle ore 10,00, alla Galleria San Federico, in via Roma, si terrà il workshop dedicato ad ogni declinazione dell'agricoltura biologica: dalla sostenibilità economica e sociale, alla sua funzione di rispetto e tutela delle biodiversità, fino alla valorizzazione delle produzioni locali con lo sviluppo del bio-turismo. Interverranno, tra gli altri, il vicepresidente della commissione Agricoltura alla Camera, Massimo Fiorio, il sindaco di Torino, Piero Fassino, l’assessore comunale all’Ambiente, Enzo Lavolta, il presidente nazionale della Cia, Dino Scanavino, il presidente nazionale di Anabio, Federico Marchini, il presidente della Fondazione per la Biodiversità di Slow Food, Piero Sardo, il presidente di Città del Bio, Antonio Ferrentino, il vicepresidente di Federbio e presidente Associazione Biodinamica, Carlo Triarico. Sempre sabato, ma alle ore 18,00, Gigio Alberti, protagonista del film premio Oscar “Mediterraneo”, interpreterà i racconti di Raffaello Baldini nella Terrazza della Galleria San Federico. L’introduzione sarà a cura del Comitato Giovani della Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco sul tema: “La biodiversità umana come testimonianza e monito per le generazioni future”. In entrambe le giornate, lungo i portici di via Roma, verrà allestita la mostra-mercato con l’esposizione e la vendita di prodotti biologici provenienti dal Piemonte.
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Sono due le delibere approvate nel corso dell'ultima giunta regionale: approvazione del piano di controllo e abbattimento delle specie storno, gazza e cornacchia grigia; e autorizzazione alla caccia in deroga dello storno durante la prossima stagione venatoria. Dopo il parere favorevole di Ispra, passa così il piano di controllo della diffusione delle suddette specie di volatili, a tutela delle attività agricole e zootecniche. Previsto l'abbattimento di circa duemila storni all'anno, da qui al 2018, 16.500 gazze e 10.000 cornacchie grigie.
Per tutte e tre le specie di volatili i sistemi di dissuasione, adottati per la prevenzione dei danni, quali mezzi ottici, cannoncini a gas, dissuasori acustici, non hanno permesso di risolvere il problema. Ecco allora che si sono rese necessarie le previsioni del piano di controllo, approvato poi in Giunta. Gli imprenditori agricoli avevano fatto richiesta in questo senso al fine di tutelare le colture agricole, in particolare quelle ortofrutticole, di vigneti, oliveti e di alcuni tipi di seminativi. Per il piano di controllo sullo storno, Sturnus vulgaris, l'Ispra, Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, ha dato la sua approvazione: saranno così abbattuti in tutta la Toscana un numero di capi estremamente basso rispetto alla presenza della specie, valutata in centinaia di migliaia di capi stanziali. Nel Padule di Fucecchio, nell'area di Peretola Firenze nord e al lago di Chiusi, i tre dormitori invernali toscani di maggiori dimensioni, sono mediamente presenti un totale di 1,4 milioni di capi. Nel piano si trovano anche una serie di statistiche e dati a supporto delle decisioni adottate per far ben comprendere i fini puramente dissuasivi rispetto ai danni prodotti. Il numero di esemplari da abbattere derivano infatti dalla media degli abbattimenti degli ultimi tre anni, che fino a dicembre erano autorizzati dalle singole provincie e adesso sono di competenza regionale. Le azioni di controllo degli storni dovranno essere condotte nei campi con frutti pendenti ed effettuate sotto il controllo della polizia provinciale. L'attività sarà consentita dall'alba al tramonto e fino al 15 settembre. Dal 16 settembre al 30 novembre gli abbattimenti saranno autorizzati soltanto il martedì e il venerdì. Dal 18 settembre, data di inizio della stagione venatoria, si potrà effettuare il prelievo degli storni durante l'attività di caccia ordinaria grazie alla deroga autorizzata da Ispra. Il piano che riguarda le specie Cornacchia grigia, Corvus corone cornix, e Gazza, Pica pica, indica lo status di conservazione ed il trend delle due specie, entrambe in aumento sul territorio regionale secondo i dati del Centro Ornitologico Toscano. Questo piano prevede 16.500 gazze e 10.000 cornacchie grigie abbattibili su tutto il territorio toscano.
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Il 24 maggio, all’Accademia dei Georgofili di Firenze, giornata di studio sulla certificazione genetico-sanitaria dei materiali di propagazione: strumento essenziale per prevenire e contrastare le malattie delle piante a diffusione epidemica. Piero Cravedi: «partire da materiale vivaistico certificato e sano è la base di una filiera in linea con la qualità, con la sostenibilità ambientale ed etica. Ma è fondamentale che ci siano norme stringenti ed uniformi su tutto il territorio».
«La certificazione genetico-sanitaria dei materiali di propagazione vegetale rappresenta il mezzo di qualificazione delle produzioni vivaistiche che offre maggiori garanzie, permettendo di allargare gli orizzonti commerciali oltre i confini nazionali. Ciò è la diretta conseguenza di programmi che sviluppano principi tecnici, organizzativi e procedurali basati su convenzioni internazionali. Inoltre essa rappresenta uno degli strumenti per la prevenzione ed il contrasto di malattie delle piante a diffusione epidemica, aspetto che negli ultimi decenni ha assunto grande importanza per la movimentazione delle piante su scala globale».
E’ quanto si legge nel comunicato di ieri dell’Accademia dei Georgofili di Firenze, dove si è svolta una giornata di studio intitolata “Quale certificazione per la qualificazione dei materiali di propagazione delle piante da frutto?”, che è stata organizzata su proposta del “Comitato consultivo sui problemi della difesa delle piante” dei Georgofili. Incontro nel corso del quale sono state esaminate le emergenze fitosanitarie, la quarantena, gli aspetti pomologici, il ruolo delle Regioni e del Servizio nazionale di certificazione volontaria, il sistema di certificazione e il ruolo dell'interprofessionale.
«In Italia – spiega l’Accademia dei Georgofili - i programmi di certificazione partirono su base regionale negli anni ‘80 per affrontare e dare un concreta risposta a problemi sanitari e di corrispondenza varietale delle specie fruttifere prodotte nelle diverse aree. Successivamente il Ministero dell’Agricoltura istituì la certificazione volontaria su scala nazionale, che prevedeva la stipula di apposite convenzioni da parte delle Regioni che intendevano aderirvi, mentre l’operatività era centralizzata, a carico degli istituti sperimentali coinvolti».
Tuttavia «l’evoluzione normativa comunitaria con l’istituzione del Passaporto delle piante CE e le norme di qualità - C.A.C. (Conformitas Agraria Communitatis), il mutato assetto organizzativo della struttura statale a seguito della riforma del Titolo V della Costituzione del 2001, oltre all’evoluzione tecnica dei metodi diagnostici, resero necessaria una riorganizzazione del Servizio nazionale di certificazione volontaria. Su tali argomenti e sulle nuove prospettive che si aprivano, l’Accademia dei Georgofili organizzò un’apposita giornata che ebbe luogo l’8 ottobre 2002. A distanza di quasi 15 anni, c’è purtroppo da prendere atto delle difficoltà ad attuare i principi del vigente schema di certificazione volontaria sia per un’interpretazione ed applicazione non omogenea da parte delle Regioni, che per la presenza di emergenze fitosanitarie che interessano tutto il territorio nazionale. Difficoltà che sembrano accrescere ed alimentare un clima di incertezza in previsione delle ulteriori modifiche che sarà necessario apportare, a seguito dell’imminente entrata in vigore delle nuove norme comunitarie».
Secondo Piero Cravedi, presidente del Comitato consultivo che ha organizzato l’evento: «il vivaismo è un settore molto complesso. La normativa sulla certificazione per la qualificazione dei materiali di propagazione ha un ruolo determinante per l'attività vivaistica, sia per il mercato interno sia per gli scambi internazionali. Partire da materiale vivaistico sano e certificato permette di poter creare le basi di una filiera produttiva in linea con la qualità, con la sicurezza alimentare e con la sostenibilità ambientale ed etica. L'Italia sotto questo profilo è un Paese sicuramente all'avanguardia. La diffusione epidemica di molte malattie ed infestanti ha richiamato l'attenzione sul ruolo di prevenzione che l'attività vivaistica deve svolgere. Ma è fondamentale che ci siano norme stringenti ed uniformi su tutto il territorio nonché coesione in tutti i settori della filiera vivaistica».
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Giovedì 26 maggio al Lyceum Club Internazionale di Firenze Mauro Ferrari terrà una conferenza dal titolo “Nanomedicina. Gli esperimenti nello spazio e la lotta contro il cancro”, ambito di cui è uno dei massimi esperti a livello mondiale. Di recente si è parlato proprio di Ferrari per la nascita di un nuovo nanofarmaco in grado, secondo i primi test effettuati sugli animali, di combattere forme di cancro con metastasi. L’appuntamento è per le ore 18.00 in via Alfani, 48 a Firenze con ingresso libero.
La prestigiosa carriera di Mauro Ferrari parla per lui, dopo aver lavorato negli Stati Uniti, dirige oggi uno dei più grandi istituti di nanotecnologie del mondo, il Methodist Research Institute di Houston ed è presidente della “Alliance for NanoHealth”. Come ben spiega la presidente del Lyceum di Firenze, Donatella Lippi: «Il suo impegno, in un momento storico in cui si parla di chirurgia mininvasiva, di dispositivi infinitesimali, di robotica è quello di predisporre dei piccoli robot, dei piccoli presidi che possano rilasciare farmaci e sostanze attive senza costringere il paziente ad assunzioni periodiche, ma in maniera assolutamente automatizzata». Da sempre sulle testate scientifiche di tutto il mondo, di recente si è parlato di Ferrari in merito ad un nuovo nanofarmaco, nato dal team di ricercatori da lui diretto e composto da nanoparticelle in grado di penetrare direttamente nelle metastasi causate dal cancro al seno in organi come fegato e polmoni, distruggendole. Questo nanofarmaco, “iNPG-pDox”, è stato sperimentato al momento su topi, con risultati definiti da Mauro Ferrari «sbalorditivi», tanto che si punta ad avviare i test sull’uomo il prossimo anno. L’appuntamento di giovedì 26 maggio, a ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili, è organizzato dalla sezione “Scienze e Agricoltura” del club, presieduta da Maria Luisa Luisi, il cui programma ha il patrocinio della Regione Toscana. La conferenza di Ferrari fa inoltre parte del programma del Lyceum Club Internazionale di Firenze del 2016: “Microcosmo e macrocosmo: Firenze e il ciclo degli elementi”, realizzato con il sostegno dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze e il patrocinio del Comune di Firenze.
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L’11 e 12 giugno a Villa Panza quarta edizione della mostra mercato sull’arte di coltivare la terra promossa dal Fai. Incontri in un orto sinergico, un pollaio mobile («chicken tractor»), presentazione del libro ‘L’orto della Bibbia’, percorso fra le specie arboree per bambini e frutta, verdure e piante in gran varietà di selezionati vivaisti e produttori.
Un fine-settimana per celebrare l’arte di coltivare la terra e l’eccellenza della frutta, delle verdure e delle piante da orto o da frutto o aromatiche in molteplici declinazioni.
Torna anche quest’anno “Orti ad arte”, appuntamento dell’estate varesina dedicato agli appassionati di orti e giardini. Sabato 11 giugno (dalle 13 alle 19) e domenica 12 giugno (dalle 10 alle 18) Villa Menafoglio Litta Panza di Biumo, a Varese, celebre per il suo giardino all’italiana e per la sua collezione di arte contemporanea, sarà teatro della quarta edizione della “mostra mercato sull’arte di coltivare la terra” organizzata dal FAI – Fondo Ambiente Italiano.
Vivaisti e produttori accuratamente selezionati porteranno negli spazi della villa una grande varietà di frutta e verdure fresche, biologiche e di stagione, oltre a conserve, liquori, marmellate, sementi, abbigliamento, attrezzi da lavoro, cesteria e libreria specializzata. I visitatori potranno inoltre acquistare piante da frutto, da orto e aromatiche, scoprire varietà rare e ricevere consigli sulla loro coltivazione e sul loro impiego in cucina.
Nel corso delle due giornate di manifestazione si susseguiranno conferenze e laboratori per adulti e bambini, con momenti didattici, presentazioni di libri secondo il seguente programma:
- sabato 11 giugno, alle 14,30, incontri nell’Orto Sinergico a cura di Giorgio Stabilini; alle ore 15.30 progettazione e realizzazione di un chicken tractor, un vero e proprio pollaio mobile, a cura di un’azienda agricola biodinamica; alle 16,30 “Dall’orto alla cucina: le ricette dello chef dalla coltivazione al piatto” a cura dello chef Matteo Pisciotta; alle 17 visita al parco di Villa Panza a cura di LaborArs.
- domenica 12 giugno alle 11 incontri nell’Orto Sinergico a cura di Giorgio Stabilini; alle 15 presentazione del libro ‘L’orto della Bibbia - guida alla scoperta di frutti e ortaggi antichi in via di estinzione’ a cura della biologa Marilena Roversi Flury e del giornalista Fabrizio Morea; alle 16 “Dall’orto alla cucina: le ricette dello chef dalla coltivazione al piatto” a cura di Matteo Pisciotta; alle 16.30 visita al parco di Villa Panza a cura di LaborArs.
Per i più piccoli sabato alle 15 e domenica alle 11.30 e alle 15 verrà organizzato il laboratorio “Bim Bum Bart - Orti ad Arte” (per prenotazioni tel. 0332 283960) con uno speciale percorso nel giardino della villa per scoprire le specie arboree presenti e la realizzazione di un piccolo “orto da asporto” con materiali di riciclo.
Villa e Collezione Panza sono un museo riconosciuto dalla Regione Lombardia.
Ampio parcheggio gratuito presso l'Ippodromo Le Bettole di Varese (ingresso da Via Galileo Ferraris), collegato a Villa Panza con un servizio navetta a/r gratuito.
Ingresso: mostra e mercato intero € 8; ridotto (4-14 anni) e iscritti FAI € 4; famiglia (2 adulti + 2 bambini 4-14 anni) € 20. Mostra e mercato + ingresso alla villa e alla collezione permanente intero € 13; ridotto (4-14 anni) € 7; iscritti FAI € 4; studenti € 8; famiglia (2 adulti + 2 bambini 4-14 anni) € 33.
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