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villa pergola

Il 15 maggio ai giardini di Villa della Pergola di Alassio il secondo appuntamento di “Una domenica in giardino” è con il laboratorio “Una rosa è una rosa…”: un’immersione nelle rose antiche in fiore. Il progetto, pensato per le famiglie e con percorsi di manipolazione, è di Nadia Nicoletti.

Durante il mese di maggio i visitatori dei giardini di Villa della Pergola, ad Alassio, potranno ammirare le fioriture delle spiree, splendidi arbusti che si ricoprono di candidi fiorellini, delle prime buganvillee e delle rose.
E proprio alla regina del giardino, la rosa appunto, è dedicato il laboratorio del 15 maggio “Una rosa è una rosa…”, organizzato nell’ambito di “Una domenica in giardino”, un ciclo di appuntamenti rivolti ai bambini e alle famiglie realizzati su un progetto di Nadia Nicoletti che propongono vere e proprie attività sperimentali con le piante e la terra, affiancate da percorsi di manipolazione e ricerca di profumi e sapori. Si tratta del secondo evento del ciclo, dopo che nel primo, in aprile, intitolato “Profumo di glicine”, sono state illustrate le 28 varietà di glicine coltivate a Villa della Pergola. A cui seguirà un terzo evento il 12 giugno sul tema “Agapanti, lavande e agrumi: aromi e sapori da giardino”.
Fiori Fiori festa della mamma 2016Domenica 15 maggio, nel periodo di fioritura delle rose del giardino di Villa della Pergola, si conosceranno da vicino tutte le rose antiche che qui vengono coltivate. Si andrà alla scoperta delle Rose Banksiae, della Rosa Bracteata e delle Rose Cinesi e si scopriranno le caratteristiche e la storia di questi meravigliosi fiori. Durante il  laboratorio, inoltre, si imparerà una tecnica di propagazione delle rose e si utilizzeranno i petali per un’attività curiosa.
Una buona occasione per conoscere questi giardini realizzati alla fine del XIX secolo: uno dei rari esempi di giardino inglese in Italia e, grazie all’attento restauro curato dall’architetto paesaggista Paolo Pejrone, capace di unire sapientemente la tipica vegetazione mediterranea con piante rare della flora esotica. Nei 22.000 mq di superficie sono ospitate importanti collezioni botaniche come quella dei glicini e una collezione botanica unica in Europa con più di 350 varietà di agapanti.
Il progetto “Una domenica in giardino” è una proposta per adulti, bambini e famiglie per trascorrere una domenica diversa con le visite guidate ai giardini di Villa della Pergola abbinate a una serie di laboratori di giardinaggio a tema stagionale. Le attività sono adatte per tutti ma particolarmente consigliate per le famiglie. Tutte le attività saranno basate sull’osservazione, sull’apprendimento diretto, sulla manualità, sul saper fare e sulla sostenibilità.    
Il laboratorio si terrà domenica 15 maggio alle ore 9,30, 10.30, 11.30, 15, 16, 17. Durata un’ora.
Costo del laboratorio abbinato alla visita guidata: € 15 adulti,  € 12 soci FAI, € 5 bambini (gratuito per bambini fino ai 6 anni accompagnati da un adulto).
Prenotazione obbligatoria a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - Tel. 0182646130/ 0182646140  - Cell. 335 664550 / 338 1252079 (Davide).

Redazione Floraviva

luca iozzelli

Con lui e i nuovi sindaci revisori si apre una nuova storia per i professionisti della zona che fanno parte della Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia. Iozzelli ha infatti da subito ribadito il forte impegno della Fondazione in ambito sociale vista la perdurante crisi. Lo scopo dichiarato è dunque quello di trovare una «visione strategica comune, superando anacronistiche divisioni e contrapposizioni».

Luca Iozzelli è stato sindaco revisore di società capitali, fondazioni e associazioni, e, dal 2002 al 2007, è stato Vicesindaco del Comune di Pistoia e Assessore con deleghe alle aziende partecipate e alle risorse umane. In ambito culturale e sociale ha dunque già svolto numerose attività, vantando anche la presidenza della Fondazione Pistoiese Promusica e la nomina di Amministratore delegato della Società Pistoia Eventi Culturali. Nella Fondazione Carpit è stato Consigliere di amministrazione dal 2009 e, dal 2011, ne è Vicepresidente. Fiori Fiori festa della mamma 2016Il Consiglio ha anche nominato il nuovo collegio dei sindaci revisori: confermati Giovanna Evangelista (nominata presidente) e Antonella Giovannetti (revisore effettivo); nuove nomine, invece, per Alberto Busi (revisore effettivo), Alberto Innocenti e Daniela Lari (revisori supplenti). Con queste nuove nomine si entra in un periodo diverso per la Fondazione Carpit che punterà sulla costruzione di un progetto strategico comune. Come si evince dal Programma di mandato 2016-2020, in cui il neoeletto Presidente della Fondazione dichiara: «La perdurante situazione di crisi – che non ha precedenti nella storia dell’economia moderna ed ha interessato anche il nostro territorio ed i suoi tradizionali microdistretti industriali – non può che confermare, anche per il futuro, il forte impegno della Fondazione in ambito sociale. D’altra parte tale crisi dovrebbe spingere i principali soggetti, pubblici e privati, a collaborare attivamente al fine di individuare una “visione strategica comune”, superando anacronistiche divisioni e contrapposizioni. La recente nomina di Pistoia a Capitale italiana della cultura per il 2017 potrebbe infatti presentarsi non solo come un’eccezionale occasione di crescita culturale ed economica per il nostro territorio, ma anche come un’opportunità irripetibile per progettare concretamente insieme un futuro possibile».

Redazione Floraviva

federica fratoni

Regolamentare e gestire il Padule di Fucecchio in un quadro unitario, presupposti fondamentali alla valorizzazione di un patrimonio di pregio naturalistico e turistico della nostra regione. È l'obiettivo della Regione Toscana che dal primo gennaio 2016 ha ripreso le competenze in materia di aree protette e biodiversità. "Porremo la nostra attenzione e il nostro impegno sulla riserva naturale del Padule, per il suo valore naturalistico e ambientale riconosciuto anche a livello europeo. Lo faremo in collaborazione con i Comuni, per costruire insieme un quadro unitario e lavorare ad una gestione sempre più omogenea e coordinata dell'area per la salvaguardia di questa area e della biodiversità".

Così l'assessore regionale all'ambiente Federica Fratoni che stamani ha partecipato al nuovo incontro del tavolo sul Padule di Fucecchio per fare il punto sullo stato di attuazione dell'accordo con gli Enti locali sottoscritto lo scorso novembre e sugli strumenti di regolamentazione attualmente in vigore per questa area umida su cui insistono due riserve naturali che fino al 31 dicembre 2015 sono state gestite, ciascuna con specifici regolamenti, dalle rispettive Province di Firenze e Pistoia.

La nuova gestione unitaria partirà anche dalla costituzione di una specifica Consulta del Padule, come esiste già per Firenze, che sarà unica per tutto il territorio e vedrà il coinvolgimento dei portatori d'interesse. Altra novità, il coinvolgimento del Comune di Altopascio per l'inserimento nell'area umida della riserva di Sibolla in un'ottica di sistema e di gestione unitaria finalizzato alla valorizzazione delle tre riserve.

"Nel nuovo contesto generale si inserisce la necessità di uniformare le attività di taglio della vegetazione palustre, sia per quanto riguarda le procedure che la tempistica, attraverso specifiche disposizioni operative - ha proseguito Fratoni - materia che verrà regolamentata grazie a una apposita delibera di giunta di prossima approvazione perché l'avvicinarsi della stagione estiva motiva l'esigenza e l'urgenza da parte della Regione, nuovo soggetto gestore, di uniformare il quadro normativo e indicare specifiche disposizioni operative".

Per quanto riguarda la proposta presentata dalla Provincia di Pistoia in base all'accordo di novembre 2015, per la valorizzazione turistica ambientale del Padule, "si tratta - ha concluso l'assessore regionale - di un contributo prezioso per lo sviluppo di un progetto complessivo e organico sull'intera area, per il quale è necessario l'impegno di tutti, a partire dai Comuni rivieraschi.

Redazione Floraviva

AgriAmbiente Servizi S.c.a.r.l., inaugurata alla presenza dell’assessore all’ambiente Fratoni e del consigliere regionale Baldi, è una cooperativa nata da un progetto di Cia Pistoia e accoglie già 76 aziende agricole. Il suo servizio, avviato in aprile, consiste nel deposito temporaneo nella stazione ecologica di Case Nuove di Masiano dei rifiuti consegnati dalle imprese agricole socie e nel loro corretto smistamento in vista del ritiro. Significativi risparmi, fino al 70% per le piccole aziende, e notevoli semplificazioni burocratiche (fra cui l’esonero dal Mud). Benefici anche per l’ambiente e la collettività, perché viene agevolato uno smaltimento tracciato e rispettoso delle norme. AgriAmbiente Servizi è aperta a nuove adesioni di imprese agricole. Il presidente di Cia Pistoia Orlandini: «si realizza una sorta di filiera corta degli scarti agricoli».

 
Un modello di raccolta, deposito temporaneo, smistamento e avvio allo smaltimento dei rifiuti agricoli che fa leva sull’aggregazione cooperativa degli agricoltori, e sulle norme che la incentivano, per abbattere i costi di gestione dei rifiuti delle aziende agricole socie (fino al 70% se piccole) e per semplificare drasticamente gli adempimenti burocratici. Un modello, dunque, che fa bene all’ambiente e a tutta la collettività, perché rende molto più agevole per le imprese lo smaltimento a norma di legge e tracciato dei rifiuti agricoli, disincentivando così i comportamenti scorretti.
E’ il nuovo sistema di gestione dei rifiuti agricoli avviato questo aprile, su iniziativa di Cia Pistoia, con la creazione della cooperativa “AgriAmbiente Servizi S.c.a.r.l.”, che è stata inaugurata ufficialmente sabato 30 aprile alla presenza dell’assessore all’ambiente della Regione Toscana Federica Fratoni, del consigliere regionale Massimo Baldi, del presidente di Cia Pistoia Sandro Orlandini e del presidente della cooperativa Antonio Lelli. AgriAmbiente Servizi, che ha già socie 76 aziende agricole, può contare su un punto di raccolta, o meglio una “stazione ecologica multiraccolta”, che si trova a Case Nuove di Masiano, nell’area di produzione terricci dell’Agraria Checchi, che ha concesso lo spazio alla cooperativa in comodato d’uso. In tale isola ecologica, che fungerà da deposito temporaneo di rifiuti, le aziende socie potranno conferire, per adesso ogni mercoledì mattina dalle 9 alle 12,30, i loro rifiuti agricoli (pericolosi e non) con mezzi propri. I rifiuti, che dovranno essere correttamente stoccati in azienda fino al conferimento alla stazione ecologica, verranno consegnati dagli agricoltori soci debitamente separati per categoria di rifiuto (contenitori vuoti di fitofarmaci, plastiche, tute e guanti contaminati, filtri, ecc.). Sarà poi un’azienda specializzata nel ritiro e trattamento di rifiuti, l’azienda quasi omonima AgriAmbiente Srl (che ha collaborato con Cia al progetto da cui è nata la cooperativa AgriAmbiente Servizi), a provvedere al ritiro tramite la sostituzione dell'intera stazione ecologica, una volta che questa si è riempita.
In cosa consistono l’elemento di novità e il vantaggio economico, soprattutto per le imprese agricole piccole, di questo sistema cooperativo di gestione dei rifiuti agricoli? Il fatto è che, agendo individualmente, le imprese agricole devono affidarsi a ditte esterne per il ritiro e smaltimento dei rifiuti, e pagare ogni anno, sia che producano 10 kg di rifiuti sia che ne producano 200 kg, un viaggio di camion che può costare da 150 a 200 euro. Spesa tanto più ingiustificata quanto minore è la quantità di rifiuti prodotta annualmente. E nella maggioranza dei casi le aziende agricole iscritte a Cia Pistoia producono meno di 50 kg di rifiuti all’anno da smaltire. Invece, agendo in una cooperativa come AgriAmbiente Servizi e nell’ambito quindi di un circuito organizzato di raccolta, grazie alle normative vigenti, e in particolare al Decreto Legislativo n. 152 del 2006 (Norme in materia ambientale) e alle semplificazioni del Decreto Legge n. 5 del 2012 (Disposizioni urgenti in materia di semplificazione e di sviluppo), ci sono diversi vantaggi per le piccole aziende agricole
A cominciare dalla possibilità di portare da soli, senza ricorrere a camion di ditte esterne, i rifiuti alla stazione di raccolta comune, e abbattere così significativamente i costi. Infatti, a parte la quota simbolica di adesione di 30 euro, che si paga una volta sola, al momento di diventare socio, il costo di smaltimento per le aziende agricole socie di AgriAmbiente Servizi consiste in un importo variabile in proporzione alla quantità di materiale smaltito (da un minimo di 0,25 euro a un massimo di 1,75 euro al kg di materiale): assai meno della spesa per un camion che faccia il ritiro in azienda. Tali importi andranno all’azienda specializzata AgriAmbiente Srl (da non confondere con la cooperativa AgriAmbiente Servizi S.c.a.r.l.) che effettua il ritiro e lo smaltimento dei rifiuti. Secondo le stime di Cia Pistoia un’azienda agricola medio-piccola socia, con questo sistema, non dovrebbe spendere più di 50 euro all’anno, salvo casi particolari.
Altri vantaggi sono le semplificazioni burocratiche, che peraltro possono comportare anche ulteriori riduzioni dei costi aziendali, legate alle normative sopra richiamate e/o all’aggregazione cooperativa. Ad esempio, non si avrà più l’obbligo di possedere e aggiornare il registro dei rifiuti e di presentare il Mud (Modello unico di dichiarazione ambientale) ogni anno. Ci sarà inoltre l’esonero dall’iscrizione all’Albo nazionale Gestori Ambientali degli imprenditori agricoli per certi tipi di trasporti dei rifiuti nell’ambito del circuito organizzato di raccolta. La tenuta dei registri di carico e scarico rifiuti sarà più semplice. 
AgriAmbiente Servizi è aperta a nuove adesioni di imprese agricole. Per diventare socie della cooperativa e poter conferire i propri rifiuti (ricordiamo che l’obbligo di legge prevede almeno 1 conferimento all’anno), le imprese interessate possono recarsi presso le sedi di Cia Pistoia.
«Sono orgoglioso di questo progetto – ha commentato Sandro Orlandini -. Il modello di gestione della raccolta e smaltimento dei rifiuti è tutto sommato abbastanza semplice, una volta realizzato, ma alle spalle c’è stato uno studio da parte di Cia della fattibilità economica e normativa di esso, oltre alla verifica dell’interesse delle nostre aziende per questo servizio». «Lo smaltimento dei rifiuti che si producono in azienda è un tema molto sentito dalle imprese agricole – ha aggiunto Orlandini – e un ringraziamento va all’Agraria Checchi Silvano che ci ospita in questo ambiente spettacolare dal punto di vista della logistica e che ben si presta a operazioni di questo tipo. Piazzare i container dell’isola ecologica in un ambiente migliore di così non era possibile, perché è pulito e facilmente raggiungibile con i mezzi di trasporto. Qui si ha una situazione positiva da molti punti di vista. Si realizza una sorta di filiera corta degli scarti, perché questa possibilità di conferimento degli agricoltori nella stazione ecologica vale entro un raggio di 10 km. In sintesi, risparmio, minore inquinamento e una filiera di rifiuti o sottoprodotti molto più corta di prima».
«Questo progetto pilota è già oggetto di osservazione da parte delle altre provincie – ha dichiarato il presidente della cooperativa AgriAmbiente Servizi Antonio Lelli -. In questa ottica, possiamo dire che Cia Pistoia è promotrice e precursore di un modello che potrebbe essere presto replicato in altre località». «L’intento – ha ricordato Lelli - è di venire incontro alle esigenze delle piccole aziende, per le quali il costo dello smaltimento dei rifiuti fatto con il tradizionale ritiro a domicilio è molto più gravoso di quanto non sia sul bilancio di una grossa azienda. Poi nelle poche settimane di attività ci siamo accorti che anche aziende più grandi e più strutturate stanno usufruendo di questo servizio». «Il vantaggio – ha precisato Lelli -  è avere un presidio fisso a cui fare riferimento, dove gli agricoltori soci possono trasportare in proprio i propri rifiuti e scaricarli. Dopo di che l’unica incombenza che hanno è la conservazione per tre anni del documento che viene loro rilasciato e che sostituisce a tutti gli effetti il formulario di smaltimento. Questo perché la cooperativa si fa carico anche di quegli adempimenti amministrativi che altrimenti sarebbero di competenza di ogni singolo agricoltore. E questo vediamo che è particolarmente apprezzato proprio dai piccoli soggetti, piccole aziende dove magari l’imprenditore è la stessa persona che sta sul campo a coltivare. Il costo è minimo perché l’adesione alla cooperativa prevede una quota di 30 euro una tantum, che non è altro che il capitale sociale portato da ogni socio, che oltretutto se un giorno dovesse (speriamo di no) decidere di uscire dalla cooperativa, gli viene restituito. Quindi si può definire una sorta di cauzione. Il costo per lo smaltimento dei rifiuti è variabile in funzione della tipologia e delle quantità di rifiuti conferiti, ma vediamo che il costo medio delle fatture che rimettiamo a un piccolo-medio agricoltore è di 35/40 euro per un servizio che comprende non solo lo smaltimento dei rifiuti ma anche l’aggiornamento del registro e del Mud». 
«Agevolare in silenzio le iniziative che ci sembrano importanti per gli associati – ha detto il direttore di Cia Pistoia Alessandro Coppini - è sempre l’obiettivo mio e di Cia. Sono quasi meravigliato di quello che è stato costruito, di questo nuovo soggetto, che ha delle potenzialità molto significative. E poi è comunque un legame, anche se su un aspetto particolare, che si crea fra le aziende. Bisogna essere ottimisti sulle possibilità che ci sono di gestire insieme i servizi. E, per le realtà medio-piccole, è molto importante una gestione in comune dei servizi». «Ora – ha sottolineato Coppini -  si tratta di seguire questa cooperativa e di sostenerla il più possibile, di fare le parti amministrative e gli adempimenti necessari, perché per gli associati deve essere la cosa più semplice che si può immaginare: quando hanno il rifiuto, lo prendono e lo portano a questo deposito transitorio, da dove poi verrà ritirato e smaltito, niente di più».
Massimo Baldi, consigliere regionale della Toscana, ha usato tre parole per definire questa iniziativa di Cia Pistoia sul fronte dello smaltimento dei rifiuti agricoli: «prima parola: “intelligenza”. La qualità dell’agricoltura pistoiese – ha sostenuto - non dipende soltanto dalla qualità climatica, dalla qualità della terra, dalla qualità dell’ambiente», ma dipende anche dal fatto che «qui abbiamo un’eccellenza e una qualità che altrove non c’è», non solo «nell’ambito della produzione di piante in senso stretto, ma anche nell’ambito dei servizi che aiutano l’agricoltore a portare in fondo il suo lavoro». «Un luogo come questo – ha affermato Baldi - aggiunge un elemento di intelligenza in più, e cioè quello di facilitare le aziende in un compito necessario e che invece magari spesso è risolto in un modo più sbrigativo. Io sono convinto che quando si fanno dei servizi, e anche la politica lo dovrebbe imparare, non si fanno per costringere la gente a essere virtuosa mettendo lacci e lacciuoli, ma si fanno tendendogli una mano e dandogli la possibilità di essere virtuosa». «La seconda parola che mi viene in mente – ha continuato Baldi - è “cooperazione”, perché qui come altrove si dimostra che mettendo insieme le forze anche delle piccole e medie aziende, si riesce a costruire un servizio che diventa eccellente, di qualità e conveniente». Infine, «la terza parola è “ambiente”, perché, e in ambito agrario si dovrebbe essere pionieristici da questo punto di vista, dobbiamo iniziare quasi a dimenticarci della parola “rifiuto”. Il rifiuto non è un rifiuto, è qualcosa che viene prodotto accanto al prodotto e che può avere un’altra sorte: può diventare cippato, può diventare compost, può diventare, essendo ambiziosi e con dimensioni più elevate, energia, gas, metano». «Quindi complimenti per avere avuto questa idea – è stata la sua conclusione -. Spero che sarete sempre i primi, ma spero anche che qualcuno vi imiti, affinché queste buone pratiche si diffondano».
«Sono molto contenta di riprendere da assessore regionale un tema che come presidente della provincia ho vissuto in maniera piuttosto approfondita – ha dichiarato Federica Fratoni, assessore all’Ambiente della Regione Toscana -.  Purtroppo quell’operazione in quel momento non ebbe l’esito sperato, ma nel frattempo certamente la Cia, in collaborazione con l’Agraria Checchi, ha creato le condizioni perché quel progetto possa effettivamente arrivare a compimento. Sicuramente l’associazione ha svolto un ruolo fin qui formidabile di agevolazione alle aziende, e non solo sul piano del contenimento dei costi, ma anche della semplificazione amministrativa; e ha costruito la prima parte del ragionamento, cioè quella per cui un’azienda conferisce del materiale (anch’io voglio da qui in avanti smettere di chiamarlo rifiuto). Ma ora dobbiamo costruire l’altra parte del percorso, cioè quella per cui in una logica di prossimità – quindi con una lavorazione fatta in loco, perché anche questo è meno inquinante – si riesce a chiudere il ciclo». «Oggi – ha spiegato l’assessore - si parla tanto di economia circolare, anche l’Europa l’ha messa al centro delle prossime direttive che arriveranno nel 2017, ma dobbiamo acquisire un po’ questa concezione per cui l’economia circolare non si applica e non si costruisce tanto nel settore dei rifiuti urbani, sui quali ormai sappiamo tutto (sappiamo che fine devono fare, sappiamo come devono essere recuperati), ma la grande partita della circolarità si gioca sui rifiuti speciali e ogni distretto produttivo ha una sua tecnologia che permette di recuperare e di destinare a nuova vita quel tipo di sottoprodotto, perché […] quello che è l’output di un processo produttivo può tranquillamente diventare input di un altro processo produttivo che si collega in filiera con quello precedente. Anche il distretto vivaistico e quindi le aziende vivaistiche di Pistoia è giusto che si misurino con questa sfida e abbiano l’opportunità di chiudere il cerchio». 
 
Redazione

cipe

Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che il CIPE di oggi ha assegnato 200 milioni di euro al Mipaaf per il finanziamento agevolato dei contratti di filiera e di distretto. Le risorse sono a valere sulla quota del 30% di quelle non utilizzate del Fondo rotativo per il sostegno alle imprese e agli investimenti in ricerca (FRI).
I “Contratti di filiera e di distretto”  sono uno strumento agevolativo efficace per il sostegno della competitività, espressamente destinato alla valorizzazione e allo sviluppo delle filiere produttive del settore agricolo e agroalimentare a livello nazionale.
"Vogliamo investire sulle filiere 100% italiane - ha dichiarato il Ministro Maurizio Martina - consentendo un'integrazione sempre maggiore tra produzione e trasformazione. I 200 milioni di euro destinati oggi dal CIPE sono utili per raggiungere questo obiettivo, sostenendo progetti concreti e favorendo comparti strategici per il nostro modello agroalimentare come olio, latte, ortofrutta, grano-pasta e un fronte innovativo come quello luppolo-birra artigianale. Parliamo di risorse importanti che agevolano gli investimenti privati con un effetto moltiplicatore. Il Governo conferma ancora una volta la sua attenzione a un settore chiave, l'agroalimentare, che sta trainando la ripresa con numeri da record nell'export e sul fronte dell'occupazione. Un segnale ancora più importante oggi per la Festa dei Lavoratori".
"Continuiamo a lavorare - ha aggiunto il Vice Ministro Andrea Olivero - per rendere sempre più forte l'agroalimentare italiano. La decisione del CIPE di oggi dimostra che questo settore è centrale nelle scelte di politica economica del Paese. Vogliamo sostenere la creazione di nuovi posti di lavoro e tutelare sempre meglio il reddito degli agricoltori, aiutando i trasformatori a scegliere ancora di più materie prime italiane di qualità".
L'assegnazione di oggi consentirà:
di aprire lo sportello per la presentazione delle domande di contratto di filiera e di distretto sul nuovo regime di aiuti;
di dare un contributo attivo e costruttivo agli obiettivi individuati dall’Accordo di partenariato 2014-2020;
di favorire la costituzione di partnership rappresentative di tutte le fasi produttive della filiera agroalimentare e del territorio coinvolto nel processo;
di rispondere in tempi brevi alla domanda di investimenti finalizzata alla crescita e all’innovazione delle principali filiere agroalimentari e ad aumentare la competitività dei prodotti italiani garantendo una massa critica della produzione, adeguata a competere sui mercati internazionali in termini di qualità, innovazione di prodotto;
di concentrare gli investimenti sui progetti con il maggiore impatto sul mercato nazionale.

Redazione Floraviva