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Le vendite per la Festa della Mamma 2025 superano il 2024: 155 mln di fiori recisi e 25 mln di piante (da interno e da esterno), ma Royal FloraHolland non fornisce il dato comparabile del 2024.
La Festa della Mamma si conferma un momento cruciale per il settore del florovivaismo. Secondo i dati diffusi da Royal FloraHolland, nei primi tre giorni della settimana della ricorrenza (2025) sono stati venduti complessivamente 180 milioni di fiori e piante. Di questi, 155 milioni sono fiori recisi (pari all’86,1% del totale), mentre 25 milioni sono piante da appartamento e da esterno (13,9%).
Pur dichiarando una domanda a quantità superiore rispetto all’anno precedente, Royal FloraHolland non ha fornito il benchmark di riferimento per il 2024 che era stato dato a valore, impedendo di calcolare una variazione percentuale precisa. Resta tuttavia evidente la centralità commerciale di questa ricorrenza.
Tra i fiori recisi più venduti per la Festa della Mamma 2025 spiccano:
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Rosa
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Crisantemo a mazzo
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Gerbera (Margherita di Barberton)
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Tulipano
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Peonia
Per quanto riguarda le piante da appartamento e da esterno, le più richieste sono:
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Orchidea Phalaenopsis
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Rosa in vaso
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Kalanchoe (pianta succulenta)
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Pelargonium (Geranio)
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Osteospermum (margherita africana)
Dal punto di vista cromatico, il rosa e il bianco si confermano i colori preferiti dai consumatori per i bouquet e le piante in vaso destinate ai regali per la Festa della Mamma, a testimonianza di una tendenza estetica consolidata e legata al linguaggio simbolico dei fiori.
Andrea Vitali
TOSCANA: NASCE IL TAVOLO DELL'AGROBIODIVERSITA'. SACCARDI RILANCIA LA TUTELA DELLE RISORSE GENETICHE
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La vicepresidente e assessora Stefania Saccardi annuncia il protocollo per coordinare le banche del germoplasma e rafforzare le filiere agroalimentari toscane
Favorire la conservazione e la valorizzazione delle risorse genetiche locali a rischio di estinzione in Toscana, creando sinergie tra istituzioni e mondo scientifico. È questo l’obiettivo del protocollo d’intesa approvato dalla Giunta regionale, su proposta della vicepresidente e assessora all’agroalimentare Stefania Saccardi, che porterà alla nascita del Tavolo regionale dell’Agrobiodiversità. Il documento, che verrà firmato nelle prossime settimane, istituisce un coordinamento tecnico-scientifico tra le banche del germoplasma attive sul territorio, con la finalità di promuovere la conoscenza, la ricerca applicata e l’accesso a nuove fonti di finanziamento.
«Con questo nuovo strumento – ha dichiarato la vicepresidente Saccardi – daremo nuovo impulso a una scelta strategica della Regione: tutelare un patrimonio che non solo preserva la nostra diversità biologica, ma rafforza anche la capacità produttiva delle filiere agroalimentari nel segno della qualità e della salubrità. E tutto questo puntando sulla forza della ricerca, della conoscenza e della capacità di fare rete tra istituzioni e comunità scientifica».
I soggetti coinvolti nel Tavolo, oltre alla Regione Toscana, comprendono i Dipartimenti di Scienze agrarie e veterinarie delle Università di Firenze e Pisa, il CNR-IBE, le Unioni dei Comuni Montani di Casentino, Garfagnana e Val di Merse, l’Istituto Scolastico A. Fanfani-A.M. Camaiti di Pieve Santo Stefano, l’Ente Parco nazionale Arcipelago Toscano e l’Ente Terre regionali toscane. Tutti gestiscono banche del germoplasma che conservano circa 260 varietà vegetali locali a rischio e 4 razze animali autoctone (asino dell’Amiata, cavallo monterufolino, cavallo maremmano e mucca pisana).
Attraverso il Tavolo regionale, la Toscana mira a integrare ricerca scientifica e azione istituzionale per proteggere la biodiversità, promuovendo pratiche agricole sostenibili e rilanciando il valore economico e culturale delle produzioni locali. Un progetto che si inserisce nel solco delle politiche di innovazione e sostenibilità della Regione, rafforzando l’identità territoriale e la competitività del settore agroalimentare toscano sui mercati nazionali e internazionali.
Redazione
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Presentato oggi il pacchetto di semplificazione della PAC 2023-2027 con 7 punti cruciali. Taglio della burocrazia fino a 1,58 miliardi l’anno per gli agricoltori e 210 milioni per le amministrazioni. Copa e Cogeca approvano la direzione ma chiedono di vedere i contenuti operativi.
La Commissione europea ha diffuso oggi il documento “Domande e risposte sul pacchetto di semplificazione della Politica Agricola Comune”, con i 7 punti chiave che annunciano la linea della proposta di riforma. L’obiettivo è ridurre gli oneri amministrativi per agricoltori e amministrazioni nazionali, migliorare la competitività del settore, rafforzare la resilienza delle aziende agricole e incentivare la digitalizzazione.
Secondo le stime della Commissione, le misure proposte potrebbero generare un risparmio di circa 1,58 miliardi di euro l’anno per gli agricoltori e 210 milioni per le amministrazioni, liberando risorse e tempo per le attività produttive. Il pacchetto prevede, 7 punti cruciali:
1. Riduzione Oneri Amministrativi
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Semplificazione delle pratiche burocratiche, eliminazione di obblighi ridondanti.
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Risparmio stimato di 1,58 miliardi €/anno per gli agricoltori.
2. Valorizzazione Pratiche Specifiche
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Maggior riconoscimento per agricoltura biologica e pratiche virtuose.
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Accesso facilitato agli incentivi.
3. Pagamenti Forfettari per PMI Agricole
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Sostegni semplificati per piccole e medie aziende.
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Procedure più rapide e meno onerose.
4. Nuovi Strumenti di Crisi
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Fino al 3% del budget PAC per emergenze climatiche e sanitarie.
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Supporto immediato per gli agricoltori colpiti da eventi straordinari.
5. Digitalizzazione e Automatizzazione
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Meno controlli fisici, più gestione digitale.
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Riduzione del carico operativo sulle aziende.
6. Semplificazione dei Piani Strategici
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Solo le modifiche strategiche richiederanno approvazione UE.
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Più velocità e flessibilità per gli Stati membri.
7. Tutela della Coerenza e della Sostenibilità
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Nessuna riduzione degli obiettivi ambientali e climatici.
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La PAC resta forte e sostenibile, semplificata nella gestione.
Copa e Cogeca, le principali organizzazioni di rappresentanza agricola europea, hanno accolto positivamente la direzione della proposta, definendola “un passo necessario”, ma hanno ribadito l’esigenza di analizzare a fondo le disposizioni tecniche una volta rese disponibili nei dettagli. La posizione è chiara: semplificare sì, ma senza compromettere la natura comune della PAC né indebolire la coesione europea nel settore agricolo.
La Commissione ha specificato che la semplificazione non comporterà una riduzione delle ambizioni ambientali: il 32% del bilancio della PAC continuerà a essere destinato a obiettivi climatici e di benessere animale. Le modifiche si concentrano sui vincoli che, nella pratica, si sono dimostrati inefficaci o controproducenti.
Entro il 2025 è inoltre prevista la pubblicazione di una tabella di marcia per ulteriori semplificazioni legislative, anche in settori connessi ma esterni alla PAC, come la sostenibilità e la competitività agroalimentare.
Il documento ufficiale “Domande e risposte” pubblicato oggi rappresenta un passaggio chiave per comprendere le intenzioni della Commissione e gli effetti attesi sul settore. Copa e Cogeca, pur favorevoli, si riservano una valutazione più approfondita una volta esaminati i testi di attuazione nei Piani strategici nazionali.
Redazione
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Ieri, 11 maggio, al Teatro Era di Pontedera, Stefano Mancuso ha ricevuto il prestigioso Pegaso d'Oro alla Cultura, il massimo riconoscimento della Regione Toscana, per il suo contributo alla divulgazione della sostenibilità e alla comprensione dell'intelligenza delle piante. Durante la cerimonia, il presidente della Regione Eugenio Giani ha sottolineato l'importanza del suo lavoro nel contesto della transizione ecologica.
Ieri al Teatro Era di Pontedera durante gli "Ecodays", evento che celebra la cultura e l'ecologia, è stato assegnato il Pegaso d'Oro alla Cultura a Stefano Mancuso, neuroscienziato e docente dell'Università di Firenze. Questo premio, il massimo riconoscimento conferito dalla Regione Toscana, celebra i contributi eccezionali alla cultura, alla scienza e alla sostenibilità. Il Pegaso d'Oro, simbolo della Regione, è stato istituito dalla Giunta regionale nel 1993 ed è una riproduzione del cavallo alato Pegaso, emblema del Comitato Toscano di Liberazione Nazionale, e rappresenta oggi l'impegno della regione verso l'innovazione e la sostenibilità.
Nel corso della cerimonia, Stefano Mancuso ha sottolineato l'importanza dell'azione dell'Europa in tema di sostenibilità, dichiarando:
"L'Europa sta riducendo le proprie emissioni di CO2, dimostrando che è possibile crescere senza danneggiare l'ambiente. L'esempio che stiamo dando deve essere un modello per il resto del mondo."
Le sue parole fanno eco al crescente impegno globale verso la transizione ecologica, un tema di rilevanza sempre maggiore in un mondo sempre più minacciato dal cambiamento climatico. Mancuso, membro dell'Accademia dei Georgofili, è noto per le sue ricerche pionieristiche sulle capacità cognitive delle piante e sull’interconnessione tra le specie. Le sue scoperte hanno messo in discussione la visione tradizionale della natura, rivelando come anche il mondo vegetale sia dotato di intelligenza e capacità sociali fino a quel momento ignorate. Il suo lavoro ha suscitato un ampio dibattito, sia nel mondo accademico che tra il pubblico, facendo luce sulla complessità del regno vegetale.
Il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, nel suo intervento ha sottolineato l'importanza del lavoro di Mancuso, affermando:
"Il lavoro di Stefano Mancuso ha rappresentato una vera e propria rivoluzione nella comprensione del mondo vegetale. Le sue ricerche hanno svelato l’intelligenza delle piante, aprendo una nuova prospettiva sul nostro rapporto con la natura."
Giani ha inoltre evidenziato come la Regione Toscana, come molte altre aree del mondo, si stia confrontando con eventi climatici estremi, che non sono più considerati fenomeni straordinari ma una realtà quotidiana. In questo contesto, il lavoro di Mancuso diventa una risorsa fondamentale per orientare la ricerca scientifica e la società verso un futuro più sostenibile.
Il Pegaso d'Oro conferito a Mancuso non è solo un riconoscimento per il suo contributo scientifico, ma un simbolo dell’impegno della Regione Toscana nel promuovere la transizione ecologica e nel sostenere figure che, attraverso la ricerca e l'innovazione, guidano il cambiamento verso un mondo più sostenibile.
Con questo premio, la Regione Toscana riafferma il suo ruolo di pioniera in temi ambientali cruciali e sottolinea la necessità di un cambiamento globale che tenga conto della sostenibilità, non solo come un obiettivo, ma come un principio fondamentale per le generazioni future.
Redazione
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L’esenzione IMU 2025 riguarda terreni e fabbricati rurali posseduti e condotti da coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali iscritti alla previdenza agricola. Adempimenti e scadenze entro il 16 giugno.
L’IMU 2025 non sarà dovuta dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali che conducono direttamente i propri fondi e risultano iscritti alla previdenza agricola. Un’esenzione fiscale confermata dalla normativa nazionale, che continua a rappresentare un sostegno importante per il comparto agricolo italiano. Riguarda non solo i terreni agricoli, ma anche i fabbricati strumentali all’attività agricola, purché rispondenti a specifici requisiti catastali e funzionali.
La norma, che affonda le radici nella Legge di Bilancio 2020, interessa l’intero territorio nazionale senza distinzioni geografiche. Include infatti i terreni montani, collinari, quelli situati nelle isole minori e quelli di proprietà collettiva a uso agro-silvo-pastorale. Per quanto riguarda i fabbricati, l’esenzione riguarda quelli censiti in categoria catastale D/10 oppure quelli per cui è stata richiesta e ottenuta l’annotazione catastale di ruralità. Fondamentale è che l’utilizzo di questi immobili sia effettivamente legato all’attività agricola: ricovero per macchinari e attrezzi, stalle, serre, locali per la trasformazione dei prodotti, uffici e alloggi per salariati dell’azienda agricola.
Restano invece soggetti a imposizione i fabbricati non strumentali o quelli che, pur trovandosi su terreni condotti da CD o IAP, non soddisfano i requisiti catastali o funzionali previsti dalla normativa. È quindi essenziale mantenere aggiornata la documentazione catastale e previdenziale, al fine di usufruire correttamente delle agevolazioni previste.
Le scadenze da rispettare per l’anno in corso restano fissate al 16 giugno per l’acconto e al 16 dicembre per il saldo. In assenza di variazioni rispetto all’anno precedente, non è necessario presentare una nuova dichiarazione IMU, ma eventuali modifiche catastali o nel regime previdenziale vanno prontamente comunicate all’amministrazione comunale competente.
L’esenzione dall’IMU per terreni e fabbricati rurali rappresenta non solo un alleggerimento fiscale, ma anche un incentivo concreto alla continuità delle attività agricole professionali. Si tratta di una misura che guarda alla sostenibilità economica e sociale delle aree rurali, contribuendo a contrastare l’abbandono dei terreni e valorizzare il presidio del territorio da parte di chi vi opera quotidianamente.
Per informazioni aggiornate e supporto nella gestione degli adempimenti fiscali, si raccomanda di rivolgersi alle associazioni agricole di riferimento o all’ufficio tributi del Comune di competenza.
Redazione Floraviva