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Il numero uno della Confederazione ha inviato una lettera al ministro, dove si chiede un’azione urgente e risolutiva per una situazione non più sostenibile dalle imprese: serve la predisposizione immediata di uno Sportello Sin/Agea che analizzi le posizioni e proceda a un recupero del pagamento finora negato, anche con la collaborazione del nostro CAA.
Oltre tremila aziende associate alla Cia non hanno ancora percepito il pagamento della Pac 2014 e 2013. La denuncia arriva dal presidente nazionale della Confederazione Dino Scanavino, che ha inviato una lettera al ministro Maurizio Martina per chiedere un intervento fermo e urgente nei confronti di Agea e risolvere in questo modo una situazione di forte criticità non più sostenibile per le imprese coinvolte.
Il mancato pagamento può condizionare l’accesso delle aziende nella nuova Pac -spiega la Cia attraverso il suo CAA- e inoltre determina una sofferenza economica rilevante per le imprese, peraltro in una fase di crisi del settore.
In più, rappresenta un esempio di pessima gestione amministrativa che si protrae da tempo, su cui più volte l’organizzazione ha avanzato una forte richiesta di intervento. Tanto più che le oltre 3.000 aziende agricole Cia risultano non pagate per motivazioni tutte legate a meccanismi di malfunzionamento del Sistema Agea/Sin su cui non è possibile esercitare, da parte del CAA, alcuna attività di “correttiva” o di recupero. Non viene sistematicamente applicato nessun criterio di compensazione e a molte aziende vengono bloccati aiuti importanti, anche se per poche centinaia di euro di “debito”, senza che siano mai state comunicate le motivazioni dello “stallo”.
Per questo il presidente Scanavino chiede al ministro Martina un’azione straordinaria e perentoria “con la predisposizione immediata di uno ‘Sportello misto Sin/Agea’ con poteri risolutivi, attraverso il quale analizzare puntualmente le posizioni censite e procedere a un recupero immediato del pagamento fino ad ora negato” e in questo senso “il CAA della Cia sarà disponibile a collaborare pienamente per consentire il ripristino dei legittimi diritti degli agricoltori”.
Redazione Floraviva
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- Scritto da Andrea Vitali
"E' tutto un altro clima", che è poi il titolo dell'ebook pubblicato nel 2012 da Toscana Notizie e che racconta, con un'intervista al professor Maracchi, come la Toscana debba fare i conti con piogge intense (almeno un evento critico ogni anno, dal 2009), bombe d'acqua ma anche siccità. Cambiamenti climatici di cui si deve tener conto anche per la prevenzione del rischio idrogeologico, con le alluvioni dal 2011 in poi che insegnano (leggi anche on line l'ebook "Cosa insegna il fiume"), ma che possono influenzare anche il turismo, l'agricoltura o la gestione degli acquedotti.
Il 2014, spiega il Lamma (ovvero il consorzio CNR-Regione che è la voce ufficiale del meteo in Toscana), è stato l'anno più caldo degli ultimi 60 anni - +1,5° C - insieme al 2003, e il secondo più piovoso dopo il 1960 (approndisci con grafica pubblicata on line). L'elaborazione è stata eseguita su dati del servizio idrogeologico regionale e dell'aeronautica militare.
Il 2014 si è contraddistinto però anche per alcune anomalie. L'estate è stata tutto sommato fresca, rispetto almeno agli ultimi quindici anni. Nel 2003 furono i mesi estivi eccezionalmente caldi ad influenzare la media annuale. Nel 2014 c'è stata invece un'unica vera ondata di calore, registrata tra il 7 e il 14 giugno, e la differenza l'ha fatta piuttosto l'inverno mite che l'ha preceduta, senza ondate di freddo, e l'autunno che l'ha seguita, il più caldo da sessant'anni.
Gennaio è stato il mese più piovoso dal 1920 sulla Toscana settentrionale, febbraio non ha avuto praticamente gelate e mai, in molti capoluoghi, la colonnina di mercurio è scesa sotto lo zero. Un anno con un'estate anche con record di pioggia, soprattutto a luglio: per quantità (dal 1955) e giorni piovosi (dal 1992).
L'anno più caldo nel mondo da cento anni
Il 2014 è stato anche a livello globale l'anno più caldo degli ultimi 100 anni, secondo il rapporto dell'IPCC, ovvero il foro scientifico internazionale costituito nel 1988 all'interno delle Nazioni Unite per studiare il surriscaldamento globale. Dal 1880 la temperatura media della superficie terrestre è aumentata infatti di circa 0,8° C. Il riscaldamento più consistente è stato osservato negli ultimi trent'anni e il decennio 2001-2010 è risultato il più caldo dell'ultimo millennio.
Di più. Secondo il CNR-ISAC in Italia l'anno 2014 è risultato il più caldo in assoluto dall'inizio delle rilevazioni strumentali, ovvero da più di due secoli a questa parte, con un'anomalia media sul territorio nazionale di + 1,45° C che possono sembrare pochi per i non addetti ai lavori ma non lo sono.
"La generazione di mia figlia che ha diciannove anni cresce in un clima molto diverso da quello che ho vissuto io o mio padre" sottolinea Bernardo Gozzini, direttore del Lamma toscano. Dagli anni '50 agli anni '80 del secolo scorso il clima è rimasto pressoché lo stesso, poi è cambiato. "I ghiacci dell'Artico - dice ancora Gozzini - si sono ritirati del 35% e nell'aria è cresciuta in maniera significativa l'anidride carbonica, passata da 320 parti per milioni a 390". Tutto in trent'anni.
Redazione Floraviva
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- Scritto da Andrea Vitali
Il presidente Sandro Orlandini tranquillizza gli agricoltori di Cia Pistoia, preoccupati da false informazioni circolate in questi giorni, che il termine per le segnalazioni non è il 16 marzo. La Provincia ha chiesto alle associazioni di categoria di inviare le segnalazioni individuali entro il 3 aprile, quindi ci sono ancora quasi due settimane per procedere. Intanto la prima conta approssimativa dei danni subiti dalle imprese di Cia Pistoia è di circa 70 milioni di euro.
«Alcuni agricoltori si sono rivolti ai nostri uffici preoccupatissimi che oggi 16 marzo fosse l’ultimo giorno utile per fare la segnalazione dei danni subiti in seguito all’uragano della notte fra 4 e 5 marzo in vista di eventuali rimborsi pubblici. Non è così, c’è ancora tempo. Chiunque sia stato, non creiamo falsi allarmi fra le aziende così duramente colpite, perché non serve a nessuno e crea solo confusione fra gli agricoltori e nell’opinione pubblica».
E’ quanto dichiarato oggi dal presidente di Cia Pistoia, Sandro Orlandini, dopo che i suoi uffici gli hanno comunicato alcune telefonate allarmate e arrabbiate di iscritti a Cia che temevano di aver perso l’opportunità di fare la segnalazione necessaria per la domanda di rimborso dei danni presso le istituzioni pubbliche, qualora venissero accordate delle forme di aiuto economico ai danneggiati.
Gli uffici di Cia Pistoia ricordano che la settimana scorsa hanno concluso una prima, molto sommaria quantificazione generale dei danni subiti dalle aziende aderenti alla Confederazione italiana agricoltori nel territorio pistoiese e l’hanno comunicata alla Provincia: la somma complessiva è pari a circa 70 milioni di euro.
Ma, come confermato dagli uffici provinciali, le segnalazioni individuali dei danni alle colture, alle strutture (serre e annessi vari) e ai macchinari dovranno essere inoltrate alla Provincia entro il 3 aprile. Quindi gli agricoltori hanno ancora circa due settimane di tempo per fare le proprie segnalazioni agli uffici di Cia. Nel frattempo si vedrà se le istituzioni pubbliche decideranno o meno di dare qualche forma di sostegno e se ci sarà bisogno di procedere anche a perizie dettagliate e in che modalità. Nelle segnalazioni individuali si dovranno comunque indicare i dati anagrafici, il codice fiscale e i danni (a colture, manufatti e scorte) subiti.
Redazione Floraviva
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Flormart Garden Show “disegna” le città del futuro! Il verde come elemento centrale nella progettazione del paesaggio urbano: a partire da questa scommessa lanciato da Flormart, il Salone leader del Florovivaismo e Giardinaggio in programma in Fiera a Padova dal 9 all’11 settembre 2015. Un'iniziativa che stimola la riflessione sul futuro delle nostre città e sulla necessità di invertire la rotta per abbracciare modelli urbanistici più sostenibili. Obiettivo del Concorso è promuovere un confronto a livello internazionale sul tema del paesaggio e sul rapporto tra architettura e natura, evidenziando l’importanza di temi sempre più attuali quali la conservazione della biodiversità, la ricerca della sostenibilità, della salute e del miglioramento delle condizioni di vita nei centri urbani.
Flormart Garden Show si avvale della preziosa sinergia con UNISCAPE, il Network Europeo delle Università per l’implementazione della Convenzione Europea sul Paesaggio, attualmente composto da 52 membri provenienti da 16 Paesi. Il Salone Internazionale sarà così quest’anno anche un importante momento di scambio e interazione a livello europeo per confrontarsi e approfondire in modo nuovo il tema del paesaggio.
L’iniziativa, patrocinata dal CNAPP Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, dall’Università degli Studi di Padova, e dall’Università IUAV di Venezia, è aperta agli architetti paesaggisti, ai designers, agli studi di progettazione, agli studenti, alle aziende e agli operatori attivi nella progettazione e nella realizzazione del verde e alle associazioni che abbiano sviluppato progetti in materia di sostenibilità.
PadovaFiere ha messo “in palio” un montepremi complessivo di 10mila euro. Due le sezioni previste:
- Premiazione di un’opera o di un progetto culturale già realizzati al 28/02/2015 (sezione a partecipazione palese);
- Selezione di otto progetti di giardini temporanei da allestire all’interno dei padiglioni della Fiera di Padova nel corso di Flormart, tra i quali verrà scelto il vincitore della sezione (sezione a partecipazione anonima). Il progetto vincitore di questa sezione sarà realizzato, grazie all’importante sinergia con il Comune di Padova, in forma permanente, dopo l’esposizione fieristica, presso il Parco Europa della Città di Padova.
La giuria, presieduta da Giorgio Strappazzon, architetto dello studio Vs associati che ha progettato il nuovo Orto botanico di Padova dopo aver vinto – con il progetto “Il Giardino della biodiversità” - il concorso internazionale bandito dall’Università di Padova, è composta da esperti di alto profilo internazionale: Arch. Manuel Palerm Salazar, Presidente di Uniscape, Prof.ssa Lucia Bortolini, Dipartimento Territorio e sistemi agro-forestali dell’Università di Padova, Arch. Novella Cappelletti, Direttore della rivista “Paysage”, Arch. Giuseppe Cappochin, Presidente dell’Ordine degli architetti di Padova, Dr. Gianpaolo Barbariol, caposettore Verde, Parchi, Giardini e Arredo Urbano del Comune di Padova, Dr. Daniele Villa, Amministratore Delegato di PadovaFiere.
Per maggiori info: www.flormart.it/eventi/flormart-garden-show
Scadenza iscrizione: 30 aprile 2015
Scarica il bando di partecipazione
Redazione Floraviva
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- Scritto da Andrea Vitali
Mai cosi tanto miele dall'estero in Italia. Proviene soprattutto da Ungheria e Cina
Quasi due barattoli di miele su tre in vendita in Italia sono stati in realtà prodotti all’estero per effetto delle importazioni record che hanno raggiunto la quantità di 21,2 milioni di chili nel 2014, con un aumento del 15 per cento rispetto all’anno precedente. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati Istat dalla quale si evidenzia una crescente invasione con gli arrivi che nel 2014 provengono principalmente dall’Ungheria con 7.6 milioni di chili, seguita dalla Cina con 2,6 milioni di chili e poi dalla Romania con 1.8 chili e dalla Spagna con 1,6 milioni di chili.
La produzione in Italia nel 2014 – sottolinea la Coldiretti - è risultata in forte contrazione, si stima tra gli 11 e i 13 milioni di chilogrammi, con una riduzione attorno al 50 per cento a causa del cattivo andamento climatico durante alcune delle fioriture più importanti, quali acacia, agrumi e castagno. In particolare le temperature sotto le medie stagionali, le piogge abbondanti e i forti venti hanno ostacolato fortemente – continua la Coldiretti - l’attività di raccolta del nettare da parte delle api. Preoccupanti anche gli effetti le avversità parassitarie che - precisa la Coldiretti - hanno colpito le famiglie di api nel corso del 2014, oltre alla ormai ubiquitaria Varroa destructor, i focolai di Aethina tumida e i ritrovamenti di Vespa velutina, hanno determinato danni e gravi ostacoli all’operatività degli apicoltori delle zone interessate. Un pericolo per l’Italia perché come diceva Albert Einstein: “Se l’ape scomparisse dalla faccia della terra, all’uomo non resterebbero che quattro anni di vita”.
Con il crollo della produzione nazionale aumenta il rischio di portare in tavola prodotti spacciati per Made in Italy, ma provenienti dall’estero, spesso di bassa qualità e per questo - consiglia la Coldiretti - occorre verificare con attenzione l’origine in etichetta oppure di rivolgersi direttamente ai produttori nelle aziende agricole, negli agriturismi o nei mercati di Campagna Amica. Il miele prodotto sul territorio nazionale dove non sono ammesse coltivazioni Ogm a differenza di quanto avviene ad esempio in Cina e in Romania è riconoscibile attraverso l’etichettatura di origine obbligatoria fortemente sostenuta dalla Coldiretti.
Per acquistare miele italiano è bene verificare sempre l’etichettatura. La parola Italia deve essere obbligatoriamente presente sulle confezioni di miele raccolto interamente sul territorio nazionale mentre nel caso in cui il miele provenga da più Paesi dell'Unione Europea, l'etichetta - conclude la Coldiretti - deve riportare l'indicazione "miscela di mieli originari della CE"; se invece proviene da Paesi extracomunitari deve esserci la scritta "miscela di mieli non originari della CE", mentre se si tratta di un mix va scritto "miscela di mieli originari e non originari della CE". L'apicoltura italiana – conclude la Coldiretti - conta 75mila apicoltori, con 1,1 milioni di alveari e un giro d'affari stimato di 70 milioni di euro. Per non parlare del servizio di impollinazione reso all'agricoltura, valutato da 3,5 a 3 miliardi di euro.
LE IMPORTAZIONI DI MIELE STRANIERO IN ITALIA
ANNI | 2012 | 2013 | 2014 |
CHILI | 15.220.163 | 18.493.404 | 21.173.750 |
Fonte: Elaborazione Coldiretti su dati istat
Redazione Floraviva