Arte Verde
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- Scritto da Andrea Vitali
Il duo artistico Avrabou e Xenakis alla scoperta di nuovi luoghi
Maro Avrabou è una visual artist e una light designer e lavora nel campo delle arti visive, così come in quello di teatro, danza e opera. Dimitri Xenakis è anche lui visual artist e lavora soprattutto con i paesaggi, rinnovando continuamente il suo linguaggio artistico per dialogare con l’ambiente. Entrambi hanno deciso di collaborare assieme per interrogare spazi di vita, punti di vista, forme e luci, come loro stessi dichiarano. Alla scoperta di nuovi territori, esplorano paesaggi urbani e naturali in modo tale da far dialogare fra loro il luogo, la sua particolare morfologia e la sua identità. Grazie alle loro opere, veniamo spronati a riscoprire luoghi familiari o aspetti della realtà che non vedevamo più. Strade, piazze, parchi, giardini e facciate si ridefiniscono attraverso il loro estro e la loro mano per sollecitare il nostro sguardo, intrecciandolo a luce, colore e natura. Lo spirito di questi luoghi si disvela a noi spettatori di Avrabou e Xenakis come nel caso di “Effet de Serre”, creata per il Superflux Festival di Lione: una macchina che diventa una piccola serra con piante e luci al suo interno. Il verde è comunque sempre presente, a volte inglobato in strutture artificiali, a volte invaso da elementi inusuali, come in "Le jeu de Vénus et du hasard”, dove pezzi di un puzzle, tratti da “La Nascita di Venere” di Botticelli, galleggiano su un lago e invadono e vengono invasi dalla sua vegetazione.

Arte Verde è una rubrica curata da AnneClaire Budin
testi di Anna Lazzerini (da Ginevra)
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- Scritto da Andrea Vitali
La firma degli alberi attraverso l’arte di Tim Knowles
Rendere visibile ciò che non lo è, ovvero i disegni prodotti dal vento sui rami degli alberi: questo uno dei lavori più affascinanti dell’artista britannico Knowles. Per smascherare ai nostri occhi la bellezza e la magia dell’opera della natura, Tim lavora attraverso una gamma di supporti che vanno dalla fotografia al disegno, passando per l’installazione luminosa. Nell’opera “Tree Drawings” l’artista ha deciso di attaccare vari strumenti di disegno, come pennarelli, alle punte dei rami degli alberi per registrare su carta gli effetti del vento e delle condizioni atmosferiche sull’albero. Come firme di tipo diverso, i disegni riprodotti in questo modo rivelano le diverse qualità e caratteristiche di ciascun albero. La natura diventa così la vera artista attraverso un semplice, quanto originale, accorgimento che le permette di esprimersi “en plein-air”, indisturbata dall’intervento umano. Quasi come naturali prolungamenti, gli strumenti da disegno posti alle terminazioni dei rami svelano ai nostri occhi affascinanti disegni.

Arte Verde è una rubrica curata da AnneClaire Budin
testi di Anna Lazzerini (da Ginevra)
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- Scritto da Andrea Vitali
L’arista norvegese esplora infatti la transizione delle sue installazioni in fotografie, senza nessun intervento digitale: ogni suo lavoro è costruito e poi fotografato sul luogo, in varie località rurali della Norvegia. Rene Guneriussen è un artista concettuale che si approccia all’equilibrio fra natura e cultura umana, sviluppata su tutti i livelli delle nostre esistenze. Le sue installazioni esterne sono formate da lampade, libri impilati, telefoni e sedie raccolti in piccole mandrie e sparsi sul verde come se fossero cresciuti spontaneamente nella natura. L’idea artistica che lo guida è facilmente riscontrabile nelle sue fotografie e dunque nelle sue installazioni, nelle quali oggetto, storia, spazio e tempo impiegato a crearle si uniscono in un’unica entità che meraviglia lo spettatore. Rene, inoltre, non impone una sola interpretazione alla sua arte, ma intende piuttosto suggerire un sentimento attraverso il quale poter comprendere la storia che sta raccontando. L’artista ha iniziato questo progetto nel 2005, fotografando località in quasi tutta la Norvegia e caricando poi le foto delle sue installazioni sul suo sito web, accessibili a tutto il suo pubblico.

Arte Verde è una rubrica curata da AnneClaire Budin
testi di Anna Lazzerini (da Ginevra)
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- Scritto da Andrea Vitali
Dal calco in gesso, l’abile mano di Rachel ricava quelli che lei ama definire “fossili di vita quotidiana”, dalla conchiglia riportata a casa da una vacanza ai fiori del bouquet di un matrimonio. Il lavoro artistico inizia con l’argilla bagnata, sulla quale viene rilasciata la forma dell’oggetto, su di essa viene poi versato l’intonaco. L’argilla riesce così a catturare anche i minimi dettagli, che l’intonaco colora sottilmente. Ogni opera è un pezzo unico a sé in quanto lo stampo di argilla può essere utilizzato una sola volta, dando vita ad un’arte visiva e tattile. Alcuni calchi sono anche raffinati e rifiniti a mano da Rachel, o dipinti, per ottenere un effetto ancora più realistico e magico. Questo procedimento semplice, ma allo stesso tempo affascinante, è nato dal desiderio di Rachel Dein di voler comprare i fiori che avevano fatto parte del suo bouquet di matrimonio, avvenuto dieci anni prima. Nel negozio dove era andata per ricercarli, ebbe modo di scoprire che molte spose desideravano conservare il loro bouquet e così nacque l’idea di creare le artistiche piastrelle che ricalcano alla perfezione le forme e i dettagli dei fiori. Da lì Rachel ne ha fatta di strada, facendosi conoscere e collaborando con “The Royal Opera House”, “English National Opera”, “The Globe Theatre” e molti altri.

Arte Verde è una rubrica curata da AnneClaire Budin
testi di Anna Lazzerini (da Ginevra)
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- Scritto da Andrea Vitali
Abélanet è uomo di natura e appassionato di land art, come lui stesso si definisce. Nasce come architetto e declina la sua passione per la creazione artistica attraverso l’anamorfosi, spaziando dalla scenografia di teatro e cinema alla scultura. Oltre l’ovvio e il primo sguardo, l’anamorfosi sorprende e ci conduce nel mondo dell’illusione. Ecco allora che Abélanet porta la finzione nella realtà: giardini e spazi diventano terreni di gioco, a cui ognuno di noi è chiamato a partecipare, anche la stessa natura. L’artista afferma infatti di voler lasciare ad essa la libertà di vivere la sua vita, ovvero di prendere “naturalmente” il sopravvento sulla creazione. Come accade nell’opera “Gouttes à Doutes”, dove le vecchie pietre del castello di Angers in Francia si svegliano e nello spazio verde loro sottostante prende vita un’anamorfosi di cui si scopre il significato solo se la si guarda dalla giusta angolazione. O ancora, “L’arbre au cœur de la ville”: opera richiesta dalla città di Parigi che desiderava realizzare un giardino temporaneo, capace di aumentare la consapevolezza del ruolo della natura in città. Abélanet ha realizzato così un anamorfosi assiale in 3D, composto da volumi coperti con alberi ed erba per un’installazione di 120 metri di lunghezza e 25 di larghezza. Per Abélanet l’elemento principale resta comunque il suo spettatore: senza di lui e le emozioni che manifesta, il suo lavoro non sarebbe lo stesso.

Arte Verde è una rubrica curata da AnneClaire Budin
testi di Anna Lazzerini (da Ginevra)
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