Arte Verde

L'artista norvegese dichiara il suo interesse per quello che spesso si descrive come un vuoto ideologico, apparentemente senza senso: il momento giusto prima o dopo una caduta, il cambiamento, il punto di rottura. Quello che Par Kristian Nygård intende realizzare è dunque la scena architettonica in cui culmina l'insoddisfazione collettiva. Riusciamo a comprendere bene quello che intende grazie all'opera “Not Red But Green”: un'installazione che porta l'esterno all'interno, ovvero la costruzione di tumuli erbosi all'interno della galleria di Oslo “No Place”. Un tappeto erboso sovradimensionato invade una piccola stanza a rappresentazione di un'antitesi all'ambiente organizzato architettonicamente. Ad un primo sguardo ci sembra un'opera senza significato o comunque confusa, ma l'artista ricorda che si tratta di un contrasto a tutto ciò di cui abitualmente ci circondiamo, sempre pieno di significato e personalizzato. Il prato erboso, con le sue piccole colline che salgono e scendono, rende la stanza come qualcosa di “scorretto” o “sbagliato”, ma che percepiamo giusto, in netto contrasto con l'ambiente urbano programmato e gli oggetti funzionali.
 
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Arte Verde è una rubrica curata da AnneClaire Budin

testi di Anna Lazzerini

Clemence Seilles è un'artista e designer capace di dare vita a situazioni fantastiche attraverso l'uso di oggetti, spazi, performance e creazioni libere. Si definisce come una regista e spesso per realizzare le sue opere richiede la collaborazione di altri artisti e designer per la loro competenza e sensibilità. Con la realizzazione “Windscape” Clemence ha voluto omaggiare la capacità creativa di trasportarci lontano. Nelle pianure della Camargue, l'artista ha eretto un'installazione con legno, tela ed elementi del paesaggio per richiamare il tema del viaggio, sia letterale che metaforico. Inevitabile percepire un senso di leggerezza di fronte a “Windscape” che riporta il pensiero in terre lontane, visitate o anche solo sognate. 

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testi di Anna Lazzerini

 
Qi Baishi ama dipingere le piccole e umili cose che fanno parte della vita di tutti i giorni, dagli animali domestici alle piante. Egli teorizzava che i quadri dovessero essere a metà fra la somiglianza e la dissomiglianza con la realtà. La sua prodigiosa produzione riflette una reale diversità di interessi e di esperienze, che lo ha portato a concentrarsi sulle piccole cose del mondo piuttosto che sui grandi paesaggi. La natura è il suo soggetto privilegiato: gamberetti, pesci, rane, insetti, pesche e fiori. L'inchiostro utilizzato da Qi Baishi è pesante e fa vivere i colori brillanti con pennellate vigorose. Il suo amore per la vita è evidente in ogni sua opera. Qi Baishi è morto a 93 anni, nel 1957, ma già in vita aveva ricevuto numerosi riconoscimenti: nel 1953 era stato eletto presidente dell'Associazione di Artisti Cinesi. Fu attivo fino alla fine della sua lunga vita e non abbandonò mai il tipico realismo di impronta cinese, impreziosito dalla sua sensibilità e dalla variabilità dei colori. 

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testi di Anna Lazzerini

 

L'artista napoletano Francesco Clemente rende di nuovo omaggio a Siena, città che nel 2012 aveva dimostrato un forte interesse per la sua arte, affidandogli l'esecuzione del drappello del Palio. Sono dieci le opere inedite che l'artista espone nel Complesso Museale Santa Maria della Scala di Siena dal 29 giugno al 2 ottobre: “Fiori d'inverno a New York”. Cinque tele di grande formato realizzate da Clemente a partire dal 2010 in collaborazione con la moglie, l'attrice e coreografa, Alba Primiceri che ha selezionato alcuni fiori presenti a New York nei mesi invernali. Clemente ha poi rielaborato a livello pittorico questi fiori, utilizzando pigmenti di origine vegetale accuratamente scelti. I colori della terra nei fiori di New York si mescolano alle opere della serie dedicata all' “Albero della Vita” le cui ispirazioni provengono dalla mitologia classica e dal buddhismo, ma anche dall'immaginario contemporaneo. La natura qui richiama con evidenza la tradizione contemplativa dell’India, paese in cui l’artista ha vissuto per lunghi periodi fin dai primi anni Settanta e dove continua a soggiornare ogni tanto durante l'anno.

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testi di Anna Lazzerini

 
Cai è un artista cinese noto soprattutto per le sue performance con esplosivi e micce: egli privilegia infatti un linguaggio immediato e non ama l'opera tradizionale. Ciò che rappresenta è un fenomeno quasi nuovo nel mondo della creatività, soprattutto per il suo continuo tentativo di incrociare la sua origine cinese con la cultura occidentale. L'uomo è pensato dall'artista come parte integrante dell'universo e queste esplosioni che caratterizzano l'opera di Cai tentano di individuare le linee di energia che collegano il singolo al mondo. L'uso del fuoco ci richiama subito all'idea del distruggere per far nascere qualcosa, dell'arte come continuo divenire. Anche nella cinque opere della serie “Falling Back to Earth” si respira questa necessità di capire che posto possiamo assegnarci nel mondo. Se all'inizio queste opere erano state concepite da Cai Guo-Qiang per far comprendere al grande pubblico le questioni ambientali della Terra, esse sono poi diventate altro. Gli animali sono i protagonisti di questa serie e sono utilizzati dall'artista come metafora in quanto persino più poetici degli umani, a detta di Cai. “Heritage” (2013) vede raccolti attorno a una pozza d'acqua 99 animali di varie specie, intenti ad abbeverarsi: tutti sono sia predatori che prede e sono concentrati nella lotta per la sopravvivenza. Abbassano tutti assieme la testa per bere in una posa quasi religiosa e maestosa: evento impossibile nella realtà.

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testi di Anna Lazzerini