Arte Verde
- Dettagli
- Scritto da Andrea Vitali
Ana Mendieta è un'artista cubana nota soprattutto per il suo energico e combattivo spirito artistico, lei stessa si definisce una earth-body artist: questo perché riesce ad unire in modo originale e unico body art e land art, sovvertendo i gesti monumentali di quest'ultima con l'inserimento del corpo umano nel paesaggio. Mendieta lavora con la terra, realizza sculture nel paesaggio, manifestando così il suo profondo bisogno di tornare nel grembo della natura, alla ricerca di una madrepatria.
L'artista rivendica inoltre, in modo forte, la sua identità femminile e culturale con la creazione di siluetas di sangue, acqua, terra e fuoco, giocando sulla presenza e assenza del corpo della donna. Le materie naturali trattano alla perfezione i grandi temi dell'umanità, come morte, rigenerazione e desiderio. Nei suoi lavori si coglie con facilità l'interesse per le culture primitive e matriarcali che nell'immagine sinuosa di una Dea Madre hanno trovato la forza vitale della natura.

testi di Anna Lazzerini
- Dettagli
- Scritto da Andrea Vitali
La sua curiosità e vivacità continuano ancora oggi a stupirci: la sua appassionata ricerca non smette di voler ritrarre nelle due dimensioni la volubilità del mondo che ci circonda. L'artista realizza opere di grandissimo formato, lavorando molto sulla natura e su incredibili paesaggi, è lui stesso a spiegarci che tornando all'elemento naturale è possibile rivitalizzare e arricchire il nostro pensiero visivo: qui troviamo l'infinito.
Nel ritrarre grandi paesaggi Hockney ha la capacità di svelare i piccoli dettagli della natura: i fiori e l'erba sono resi potenti, la trama dei tronchi è in evidenza e gli alti orizzonti concentrano i nostri occhi sulla terra. Hockney resta così uno dei rari artisti che ci permettono di pensare e vedere al massimo grado quello che ci circonda per ricominciare a sentire il mondo in questo modo.

testi di Anna Lazzerini
- Dettagli
- Scritto da Andrea Vitali
Ma sparire non è il punto focale del lavoro di Liu Bolin, è soltanto il metodo che l'artista utilizza per comunicare un messaggio: è il suo modo di trasmettere i problemi, sociali e morali, che coinvolgono l'essere umano, figlio del nostro tempo. Dall'attenzione all'ambiente alla critica politica, denunciando la censura e difendendo la libertà di stampa, Liu Bolin riesce a scattare foto che ritraggono momenti ironici e, al tempo stesso, dissacranti.
I suoi camaleontici ritratti sono il frutto di un accurato body painting e di un attento gioco prospettico, tecniche che gli permettono di immergere se stesso o altri performer nella società o nell'ambiente che ci circonda alla perfezione.

testi di Anna Lazzerini
- Dettagli
- Scritto da Andrea Vitali

testi di Anna Lazzerini
- Dettagli
- Scritto da Andrea Vitali
“Physic Garden”, in particolare, ci restituisce un'idea precisa del lavoro di Molly: un'installazione - mosaico di 475 piatti a colori la cui decorazione proviene da due piatti della Chelsea Factory, rappresentanti la flora e la fauna in stile primi anni 1750. Tutto ha origine nell'affascinante natura del giardino botanico “Chelsea Physic Garden”, fondato dalla Società degli Speziali di Londra nel 1673, affittato dal collezionista Hans Sloane e che, probabilmente, ha ispirato i decoratori di porcellane della vicina fabbrica di Chelsea. A sua volta, Molly si è lasciata ispirare da questi due piatti della fabbrica per dare vita ad un'installazione - mosaico di piatti tutta dedicata al tema naturale. Tema che si ritrova anche in altre ceramiche.

testi di Anna Lazzerini




