Arte Verde

André Heller è celebre per la sua versatilità, si è cimentato infatti in numerosi campi dell'arte: dalla musica alla cinematografia, passando da opere artistiche per giardini (noto in Italia il giardino da lui realizzato a Gardone Riviera), sculture volanti e galleggianti, spettacoli pirotecnici e labirinti. La sua ultima opera non poteva che essere in grande stile: Anima, il giardino aperto da tre mesi a Marrakech. Il giardino si estende per due ettari e ha richiesto più anni di lavoro per la sua realizzazione. Infatti, il terreno è stato originariamente acquistato da Heller nel 2008 e, l'anno seguente, sono iniziati i lavori di costruzione degli edifici con la supervisione dell'architetto Carmen Wiederin. Nel 2010 Heller e Gregor Weiss, console onorario d'Austria, hanno dato via alla concezione vera e propria del giardino. Non solo un'esplosione di colori e di luoghi incantati, Anima è anche luogo di cultura dato che è stato pensato per ospitare numerose esposizioni. Fra queste, quella permanente del pittore Hans Werner Geerdts, che ha vissuto dagli anni'60 fino alla sua morte a Marrakech. Il programma di Anima prevede poi di cambiare le esposizioni nelle altre due sale del suo museo ogni tre mesi. Vedremo se la promessa sarà mantenuta e all'altezza delle aspettative di un grande giardino dal potente impatto visivo. 


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Arte Verde è una rubrica curata da AnneClaire Budin

testi di Anna Lazzerini

Mario Irarrázabal è uno scultore cileno nato nel 1940, che giunge all'arte da una strada tutta sua, che parte dagli studi filosofia negli Usa e di teologia a Roma per poi approdare alla scultura in Germania. La sua produzione di sculture fa uso di materiali vari, come bronzo, alluminio, pietra e legno ed è tesa verso uno stile figurativo che possa comunicare la tematica cristiana-umanistica, di forte interesse per l'artista, in una veste sociale. “Mano del desierto” si trova nel deserto di Atacama, a 75 km di distanza dalla città di Antofagasta, a 1.100 metri sul livello del mare. La scultura, costruita su una base di cemento armato , ha una altezza di 11 metri e si staglia come un'imponente mano in mezzo al deserto. Secondo l'autore il messaggio dell'opera si presta a molte interpretazioni: c'è chi vi vede la vulnerabilità dell'uomo, chi la città che sta dicendo addio al viaggiatore. Secondo altri, invece, essa rappresenta le vittime di ingiustizie e torture durante la dittatura militare del 1973-1990. 

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testi di Anna Lazzerini

In corrispondenza della XXIV Conferenza generale dell'ICOM (Intternational Council of Museum), organizzata per la prima volta a Milano (3-9 luglio), il MiBACT celebra questa straordinaria iniziativa, fino ad oggi dedicata ai soli specialisti, con la “Festa dei Musei” nei giorni di sabato 2 e domenica 3 luglio. Un weekend che diventa evento nazionale, alla cui realizzazione collaboreranno non i principali musei statali, ma anche numerose realtà pubbliche e private

Il tema è “Musei e paesaggi culturali”: i musei diventano dunque responsabili dei paesaggi circostanti, la loro missione include anche la protezione e la conservazione del patrimonio ambientale. Per loro natura i paesaggi sono in continua evoluzione, non possono essere trasformati in musei, ma proteggerli e salvaguardarli è possibile e deve essere fatto affinché la loro inevitabile trasformazione non distrugga la loro identità, che poi è anche quella di chi li vive e li abita. I musei possono allora dare il loro prezioso contributo in modo attivo alle amministrazioni del territorio e del patrimonio – interno ed esterno –  verso una conservazione e un'interpretazione attenta e sapiente. Il museo si ripensa come centro territoriale coinvolto attivamente. Per sabato 2 luglio sono previste aperture straordinarie serali in tutta Italia, al prezzo simbolico di 1euro, con le gratuità previste per legge. Mentre per domenica 3 luglio la “Festa dei Musei” avrà luogo con orari ordinari e la gratuità prevista in occasione di ogni prima domenica del mese. Uno degli aspetti peculiari dell’iniziativa, oltre l’indirizzo tematico comune, consisterà nella programmazione di eventi per fasce orarie destinate a precisi target di pubblico: nella giornata di sabato, famiglie e bambini la mattina (9.00-14.00: Il Patrimonio per i bambini), curiosi e appassionati nel pomeriggio (14.00-19.00: Il racconto del Patrimonio, Largo all’esperto, Dietro il Patrimonio) e, infine, il grande pubblico la sera, con eventi aperti al concorso di tutte le arti (19.00-24.00: Lo spettacolo della cultura). A tutte le categorie possibili di pubblico sarà invece integralmente dedicata la giornata di domenica (Il Patrimonio per/di tutti), con eventi incentrati sul tema della partecipazione al Patrimonio e largo spazio riservato a tutte quelle associazioni di cittadini e volontari che concorrono quotidianamente alla “vita” e alle “attività” di musei e luoghi della cultura. 

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testi di Anna Lazzerini

Quando l'urbanistica e l'ingegneria sposano la performance artistica per modificare il paesaggio nasce un'opera di ChristoL'installazione "The Floating Piers" è un'opera artistica, creata nella magica cornice del Lago d'Iseo, a cui si accede da Sulzano (BS) per arrivare a piedi a Monte Isola, per proseguire poi fino all'isola di San Paolo. Il ponte sarà percorribile gratuitamente per sedici giorni, dal 18 giugno al 3 luglio 2016 compresi, e resterà apertosenza pause, 24 ore su 24. Come le altre spettacolari opere di Christo, anche i costi sostenuti per il ponte galleggiante saranno recuperati dalla vendita delle opere e dei bozzetti. I disegni di “The Floating Piers” infatti sono stati messi in vendita da una galleria milanese alla fiera di Basilea per 800 mila euro. 4.5 km è la lunghezza totale dell'opera: 1,5 km sulla terraferma e altri 3 km su pontile galleggiante. Tutto è percorribile a piedi, meglio se con scarpe comode o addirittura scalzi, come suggerisce Christo. In contemporanea con l'installazione artistica sul Lago d'Iseo, l'artista, in collaborazione con Germano Celant, ha organizzato al Museo di Santa Giulia di Brescia la mostra Christo and Jeanne-Claude. Water Projects, in cui sono illustrati gli studi, i disegni preparatori e le varie fasi di realizzazione dei "Floating Piers", messi in relazione con le precedenti creazioni dell'artista bulgaro, legate al tema dell'acqua.

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testi di Anna Lazzerini

Willis inizia a lavorare col vetro nel 1994 e questo resterà il suo materiale privilegiato per dar vita a creazioni artistiche attraverso la tecnica denominata “flameworking”. La lavorazione a lume è una tecnica davvero particolare e ha origini molto antiche con un fascino tutto suo dato che non prevede che si manipoli direttamente la materia, ma che si creino le forme attraverso l'uso del fuoco e di strumenti particolari. Il vetro viene prima di tutto fuso e poi assume la forma che l'artista intende donargli attraverso un vero e proprio gioco di equilibri. Il vetro possiede infatti una sua anima che, nel lavoro col fuocopian piano viene fuori. David è stato anche insegnante della lavorazione a lume in numerose scuole e festival, quindi si tratta di un lavoro che conosce molto bene e ama particolarmente. L'artista nelle sue opere fa riferimento alla complessità e alla semplicità allo stesso tempo, indirizzandosi alla relazione che le persone istituiscono con la natura a livello individuale e in qualità di società. Le sue margherite in vetro esemplificano bene la sua arte mescolando la crescita e il decadimento, la composizione e la decomposizione, la realtà e il surreale.


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