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Seconda parte del reportage sulle aziende in esposizione dal 24 al 26 febbraio 2016 alla Fiera di Milano in occasione del salone professionale della filiera del verde Myplant & Garden

Ecco la seconda puntata del reportage sulle aziende e i prodotti o servizi per il florovivaismo e la filiera del verde in evidenza, agli occhi di Floraviva, durante la seconda e terza giornata di Myplant & Garden, il 26 e 27 febbraio scorsi. Come già indicato nella prima parte del reportage (vedi), l’esposizione che segue rispetta l’ordine cronologico con cui sono avvenuti gli incontri con gli espositori negli stand di Myplant.

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La settima impresa incontrata da Floraviva è stata Vigo Gerolamo - produzione e vendita di piante in vaso di Albenga (Savona) in Liguria. «La nostra – ha spiegato Francesca Vigo, titolare - è un’azienda di produzione, commercializzazione e trasporti di piante mediterranee aromatiche e fiorite. Abbiamo 25 ettari di produzione di piante in vaso, metà coperti e metà a pieno campo, commercializziamo e trasportiamo il prodotto piante con 19 autoarticolati anche per conto terzi. Abbiamo delle nostre linee di produzione: “Aroma riserva”, che sono aromatiche prodotte in pieno campo, a partire dal vaso 8,5 al 14; poi la linea “Aromatic color”, in cui il colore del vaso è in nuance con il colore delle foglie; la linea “Lavanda nuance”, cinque varietà di lavanda in cui il colore del fiore è sempre in nuance con quello del vaso; “Lavanda gold”, due varietà di lavanda rifiorente molto resistenti al freddo; “Mix Clayette”, che sono dei contenitori da sei con all’interno sei vasi 8,5 di aromatiche. Inoltre abbiamo varie aromatiche di tutte le misure e dimensioni e la linea “Menta Mojito”, che è la menta della varietà Yerba Buena per la preparazione del Mojito. Infine, le linee “Green pack” e “Green woodpack”, con coprivaso in alluminio e in legno, ed “Aromatic memories”, che ricorda i vecchi barattoli della nonna riutilizzati nei giardini o nei balconi». Qui a Myplant hanno presentato come novità dell’anno «la linea “Opera 16”, con appositi coprivaso in legno di otto facce, ottagonali quindi, con all’interno, in vasi tondi del diametro di 21,5, cinque varietà aromatiche coltivate direttamente dentro, quindi nel vaso dentro il coprivaso». Le varietà sono rosmarino, salvia, origano, timo e maggiorana, e sono mixate.



L’ottavo stand visitato è quello di Sementi Dotto di Mortegliano (Udine) in Friuli-Venezia Giulia. «E’ un’azienda storica appartenente al Gruppo Assicurazioni Generali, siamo presenti in Italia dall’inizio degli anni ’60 e produciamo tutti quei prodotti che vengono veicolati nel settore dell’hobby farmer, quindi per tutti gli amanti e gli appassionati del giardinaggio», esordisce così Lorenzo Cassinelli, il responsabile vendite Italia, che continua: «la nostra offerta è rivolta principalmente ai garden center, alle rivendite agrarie, ai negozi specializzati e alle catene del fai da te. Proponiamo una gamma completa di prodotti che va dai semi in busta per l’orto a quelli per fiori, aromatiche, legumi. Abbiamo poi tutta una linea di nostra produzione per quanto riguarda i semi del tappeto erboso, con tre marche importanti che sono “Prato vero”, “Green Garden” e “Prato del vicino”. Produciamo concimi, sia fertilizzanti granulari che fertilizzanti liquidi. E tutta una linea di prodotti destinati all’ornitologia, con un marchio storico che si chiama “Bonus”». «A Myplant & Garden – dice Lorenzo Cassinelli - presentiamo una linea innovativa di semi da fiore in busta che si chiama ‘Pretty color’. L’abbiamo caratterizzata per cercare di sfruttare al meglio i vantaggi della cromoterapia, quindi abbiamo abbinato alcuni fiori con alcuni messaggi nel segno del benessere psicofisico alla persona amante del fiore, che lo potrà coltivare nel proprio giardino». Ad esempio, “Pretty in Red” è una bustina di semi di “Margherita doppia rossa” con il messaggio “Rosso, il colore della passione, stimolante” oppure “Pretty in Orange” è una bustina di semi di “Zinnia gigante arancio” con lo slogan “Arancio, il colore dell’allegria, e della gioia”. «E l’altra linea innovativa con cui siamo presenti qui a Myplant – conclude Cassinelli - è la linea “L’orto biologico”: una gamma di semi in busta per l’orto, composta da 40 varietà certificate Icea. Quindi sono semi che sono stati da noi coltivati senza l’utilizzo di prodotti di sintesi chimica, sia pesticidi che fertilizzanti, e per i quali abbiamo ottenuto la certificazione Icea. Un prodotto quindi assolutamente garantito per gli appassionati del biologico che sono sempre di più, per fortuna, anche in Italia».

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Quindi è toccato ai Vivai D’Adda Gianpietro di Pognano (Bergamo), in Lombardia, che ha un sito produttivo pure in Spagna e produce e importa piante mediterranee: olivi, ma anche arbusti ornamentali, palme e piante mediterranee. A parlare con Floraviva è stato il titolare Gianpietro D’Adda, che è anche il presidente del Consorzio che ha fondato e promuove la manifestazione Myplant & Garden. «Noi – ci ha spiegato - trattiamo piante mediterranee di medie e grandi dimensioni, siamo situati in provincia di Bergamo e, parlando della fiera, direi che come seconda edizione sta andando bene, e anche per la mia azienda c’è molta richiesta, soprattutto di piante grandi, visto l’inaspettato costo, perché vedono che il rapporto qualità/prezzo, da parte nostra, è ottimo». «Trattiamo soprattutto ulivi di grandi dimensioni – ha aggiunto Gianpietro D’Adda –  e, fortunatamente per noi, sono ulivi di tipo spagnolo, quindi non hanno nessun tipo di problemi fitosanitari o malattie come la Xylella, che purtroppo hanno colpito le piante in alcune zone d’Italia». «Stanno avendo successo in particolare – conclude Gianpietro D’Adda, entrando più nel dettaglio - gli ulivi bonsai di grosse dimensioni, piante di 3/4 metri di circonferenza e di un peso di 40/50 quintali».

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Il decimo stand in cui abbiamo fatto sosta è stato quello di Modiform, impresa multinazionale con sede centrale a Leusden, in Olanda, che produce packaging di vario tipo: vasi, vassoi da trasporto, cestini al dettaglio, kit per ortaggi, alveolari da propagazione, vassoi shuttle per vasi, multi alveolari da semina e taleaggio, vassoi per vasi di carta, vassoi forestali, vassoi da cactus, vaschette ed isolanti. Abbiamo parlato con Tony Christensen, responsabile Modiform Italia, che ha l’ufficio a Brescia, il quale ci ha riferito: «la nostra azienda produce contenitori e vasi, tutti in termoformato: si va dai contenitori per piante giovani ai contenitori da trasporto, ai contenitori di grande taglio. Molti dei nostri vasi sono anche esteticamente belli, colorati o stampati». «Presentiamo qui – ha aggiunto Tony Christensen - novità che abbiamo introdotto a inizio anno alla fiera Ipm Essen in Germania e adesso proponiamo anche qui a Myplant & Garden. La prima è una linea realizzata in collaborazione con PlantPaper, che fa la carta per i paper box ed è un’azienda danese nuova che produce ogni tipo di oggetto in carta eco-friendly. La seconda è una linea, denominata “Eco-Expert”, di vasi fatti con carta al 100% riciclata, al 100% biodegradabile, al 100% compostabile, non industriale e in più, e credo sia l’unico prodotto esistente, è anche Food Safe con certificato BRC (lo standard globale per la sicurezza alimentare del Consorzio Dettaglianti Britannici, ndr)».

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L’undicesima tappa è stata quella presso l’Agraria Di Vita di Pescia (Pistoia), in Toscana, che, come ha spiegato il titolare Franco Di Vita, si occupa di «prodotti per vivaismo, floricoltura, agricoltura: dai terricci, concimi, contenitori, trattamenti, fino ad arrivare a una nostra consociata, Cdm, con cui facciamo serre e bancali e attrezzature varie». «In particolare – ha proseguito Franco Di Vita - da alcuni anni abbiamo iniziato la produzione di concimi che ci facciamo in casa per differenziarci e offrire un prodotto di qualità a costi accessibili alla nostra clientela». «Le novità che mettiamo in primo piano qui in fiera – ha detto - sono due linee di prodotti per il florovivaismo. La prima, “New Green”, consiste nell’aver inserito, nella composizione del concime minerale che serve per la ri-concimazione delle piante in vaso, due chili e mezzo di sequestrene 138, granulare anche quello, che riesce a dare una spinta alla colorazione e alla forza della pianta, notevole rispetto ai concimi tradizionali. Inoltre è un concime che ha dentro un azoto differenziato e ha una durata di 70/90 giorni certi. Infatti abbiamo fatto delle prove al Cespevi di Pistoia (Centro sperimentale per il vivaismo) a confronto con i prodotti di colossi del settore e abbiamo ottenuto risultati importanti: sta avendo successo, anche perché rispetto a quei prodotti costa la metà». «La seconda linea di prodotti qui in evidenza – ha affermato Di Vita - si chiama “Leader” ed è una linea di concimi idrosolubili che produciamo noi con elementi importanti quali fosfato monopotassico e nitrato potassico, e addirittura ci mettiamo dentro, in alcune formulazioni, ferro chelato, per dare una spinta in più alla colorazione delle piante. Questi stanno dando grande soddisfazione perché ci vengono continuamente richiesti. Sono per tutti i tipi di piante. Abbiamo una quindicina di riformulazioni o versioni adatte alle varie fasi fenologiche della pianta».

rosellini agrumi

Subito dopo, siamo passati allo stand di un’altra azienda della Valdinievole: il Vivaio Olivi-Agrumi di Rosellini Maria Pia e Sabrina (Rosellini Sirio Azienda Agricola) di Pescia (Pistoia), in Toscana. Il rapido colloquio è avvenuto con una delle titolari, Sabrina Rosellini, che ha affermato: «noi coltiviamo olivi e agrumi di vario tipo, però principalmente puntiamo sugli agrumi a forme lavorate: a forma conica oppure a spalliera e, negli ultimi anni, ci concentriamo particolarmente sulle forme ad arco, per poter fare gazebi e cose un po’ più nuove». «Qui – ha spiegato Sabrina Rosellini - non stiamo presentando nessuna novità particolare, però posso dire che stanno avendo successo, appunto, queste forme ad arco di cui parlavo: hanno avuto un riscontro molto positivo. Qui in esposizione a Myplant si possono vedere soltanto quelle di limoni, perché quelle di aranci sono già state vendute tutte precedentemente».

Redazione di Floraviva

myplant & garden

Reportage fra le aziende in esposizione dal 24 al 26 febbraio 2016 alla Fiera di Milano in occasione del salone professionale della filiera del verde Myplant & Garden. Fra le imprese florovivaistiche della nostra regione, Bonini Piante Toscana di Pescia, specializzata in piante in vaso, soprattutto fiorite.

La fiera Myplant & Garden di Milano è stata l’occasione per entrare in contatto con molte aziende interessanti di tutta Italia e non solo, lungo l’intero arco della filiera florovivaistica e del verde. Le novità e i prodotti o servizi degni di nota non possono essere limitati ai sei premiati nella “Vetrina dell’eccellenza” ufficiale della manifestazione (vedi nostro articolo) e ai quattro “Giardini di Myplant” del concorso di progettazione verde (vedi articolo). Così Floraviva ha deciso di mettere a fuoco altre realtà incontrate tra il 25 e il 26 febbraio, seconda e terza giornata della fiera milanese. L’esposizione che segue rispetta l’ordine cronologico con cui sono avvenuti gli incontri fra gli stand di Myplant.

bonini piante toscana myplant & garden


La prima visitata è Bonini Piante Toscana (Società agricola Bonini Giulio & figli), azienda di Pescia, frazione Veneri, nei pressi del Mercato dei fiori della Toscana – città di Pescia, nel cuore del Distretto floricolo interprovinciale Lucca Pistoia. Un’impresa florovivaistica di 35 mila mq coltivati, di cui 20 mila coperti da serre di ultima generazione, che è specializzata nelle piante in vaso e produce circa 300 mila piante all’anno di 40 varietà, la maggior parte fiorite, se si esclude la linea di olivi (delle varietà leccino, moraiolo, frantoio, pendolino e maurino). «Abbiamo portato qui a Myplant & Garden – ha spiegato Leonardo Bonini, uno dei due fratelli titolari dell’azienda - una primula chiamata “Take away”, che è proposta in un piccolo sacchetto con dei manici lunghi, a borsetta, contenente una piantina dentro, molto comoda da prendere e portare via e adatta come omaggio per la festa delle donne. Sta avendo successo». «E poi – ha continuato - abbiamo portato una linea di Clematis di varietà Poulsen (azienda danese di ibridazione) che l’anno scorso hanno avuto un ottimo riscontro, per cui quest’anno ne abbiamo intensificato la produzione: ci sono varietà a fiore medio e varietà a fiore grande, che sono le più richieste; i colori vanno dal bianco, al rosa, blu, rosso e fucsia». Senza dimenticare gli olivi: «abbiamo un olivo toscano di innesto, varietà tradizionali toscane – precisa Bonini -. E abbiamo portato dei rincospermi di varie misure».

myplant & garden fratelli zagaria

Poi è stata la volta della Fratelli Zagaria Sementi, che è una società agricola che si occupa di produzione di sementi per ortaggi con sede ad Andria, in provincia di BAT (Barletta, Andria, Trani) in Puglia. «Noi abbiamo due tipologie di prodotti – ha spiegato Pasquale Zagaria, uno dei soci dell’azienda di Andria -: una orientata al mercato professionale e l’altra orientata al mercato hobbistico. Siamo qui in fiera per presentare i nostri prodotti per il mercato hobbistico, e quindi nello specifico sementi in bustine hobby da vendersi in grande distribuzione organizzata oppure in garden, ma anche in rivendite che vendono prodotti agricoli». Quali novità o prodotti in evidenza a Myplant? «Ciò su cui puntiamo in questo momento – ha risposto Pasquale Zagaria - è la rivalutazione di quello che è il mercato gastronomico locale pugliese. Quindi stiamo presentando delle varietà di semi che sono tipiche della tradizione culinaria pugliese. Faccio un esempio: il carosello o la cicoria di Galatina, che sono degli ecotipi locali che riescono a dare un valore aggiunto oggi nelle difficoltà del mercato».

La terza tappa è stata alla “Flower Boutique” di L’École des fleurs, scuola di arte floreale con negozio di Alba Franzoni a Rovato, Brescia, in Lombardia. Dove, come ha spiegato la titolare, «i ragazzi vengono a scuola, fanno i corsi, e poi hanno la possibilità di far pratica: un tirocinio prima di aprire il loro esercizio». «Quest’anno – ha aggiunto Alba Franzoni - siamo presenti come evento in fiera, con questo spazio denominato “Flower Boutique”. Abbiamo dimostrato che dall’unione di tante forze (partner come Edelman, Green Flor, B&P Italia, Interflora e tante realtà messe insieme) poteva nascere qualcosa di originale, questa boutique. Abbiamo dimostrato al fiorista che non è soltanto andando a scuola, facendo i corsi, e imparando a fare il mazzo di fiori che si diventa un bravo fiorista. Il fiorista può spaziare in tanti ambiti, quali la vetrinistica, gli allestimenti, gli eventi e, perché no, può anche giocare, come stiamo facendo qui, con queste ragazze bellissime, realizzando acconciature floreali per eventi o sfilate».

myplant & garden

Subito dopo abbiamo parlato con Davide Paiatto, uno dei due titolari di Li.Pa. Piantine ortofloricoltura di Menà di Castagnaro (Verona) in Veneto: un’azienda di produzione ortofloricola che fa piantine professionali. «Siamo un’azienda – ha spiegato Paiatto - fondata venti anni fa da due giovani che hanno cominciato con la coltivazione di piantine professionali per l’agricoltura e che, nel corso dei vent’anni, hanno proseguito l’attività con lo studio e poi la messa in produzione di piantine floricole annuali e della stagionalità, e successivamente con l’orticoltura da hobbistica. Per il 2016 abbiamo avviato la produzione di una nuova linea biologica orticola, sia professionale per l’agricoltura sia per l’orto-hobbistica». «Pertanto a questa fiera – ha proseguito Paiatto - abbiamo deciso di presentare quest’ultima linea, il nostro prodotto bio, che sarà il nostro cavallo di battaglia di quest’anno, in cui noi stiamo credendo e puntando per il futuro della nostra azienda. In questa linea bio abbiamo inserito 27 varietà di piantine di orticoltura, che spaziano dalle lattughe ai peperoni, melanzane e pomodori, brassiche e quant’altro».

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La quinta tappa è stata presso lo stand di Menin Antonio e C. Floricoltura di Carceri d’Este a Padova (Veneto): un’azienda specializzata nella produzione di Anthurium Andreanum e soprattutto Orchidee Phalaenopsis, con 55 mila mq di serre tecnologicamente avanzate. Ci ha risposto Mauro Menin, uno dei quattro fratelli titolari dell’azienda: «siamo partiti circa quarant’anni fa con mio padre, e oggi produciamo prevalentemente phalaenopsis: circa 3 milioni di piante all’anno. Anche un po’ di Anthurium, ma quello è in diminuzione: siamo intorno a 150 mila piante all’anno. Abbiamo vinto quattro volte il primo premio alla competizione Horti Fair in Olanda per la miglior qualità delle nostre piante». «Qui – ha aggiunto Mauro Menin - stiamo promuovendo la nostra spalliera vaso 9, che è una piccola orchidea phalaenopsis con numerosi steli, intrecciati su una spalliera di bambù e presentata sulla vetrina delle novità di Myplant». Menin, tra l’altro, ha anche spiegato alcune caratteristiche delle modalità produttive di phalaenopsis nella loro azienda: «preparando il materiale all’ultimo momento, rimane meno tempo imballato, soffre meno stress per il trasporto, quindi il prodotto dura di più; è meno spinto di quello olandese e la fioritura arriva fino in fondo allo stelo».

myplant da monte

Poi Floraviva si è fermata presso lo stand di Floricoltura Damonte (Azienda agricola Damonte Dott. Luigi) di Ceriale in pianura di Albenga, in provincia di Savona, in Liguria: un’impresa floricola a carattere artigianale con un’esperienza trentennale nel mondo della floricoltura che produce una ventina di generi di piante in vaso. Come ha spiegato Pier Paolo Damonte (figlio del proprietario Luigi Damonte), che stava collaborando alla presentazione dello stand alla fiera Myplant & Garden 2016: «i nostri prodotti principali sono piante fiorite tipiche della Riviera ligure. Tutte piante in vaso, soprattutto in vaso 14, vaso 18, ma anche grandi misure». «Un prodotto che già da diversi anni sta avendo successo e lo ha ancora – ha continuato Pier Paolo Damonte - è la linea Fuchsia, che stiamo seguendo in diverse misure e che, grazie sia a un buon packaging sia a una buona qualità del prodotto, abbiamo portato avanti e messo in evidenza». Quali colori preferiti? «Mettiamo diverse varietà in modo da fare un bel misto».
segue il 9 marzo

Redazione Floraviva


Giampiero Maracchi

Per Giampiero Maracchi, presidente dell’Accademia dei Georgofili, la risposta alle calamità naturali per i cambiamenti climatici e alle oscillazioni dei prezzi delle materie prime sono le assicurazioni. L’agricoltura, ora responsabile solo del 10% dell’effetto serra, può scendere al 2/3%. Marco Moriondo (Cnr-Ibimet) elenca le strategie che dovranno adottare gli agricoltori nei futuri scenari del clima.

«Andremo a vendemmiare a fine luglio, a 2 mila metri di altitudine». Questa battuta, semiseria, pronunciata verso la fine dell’incontro dalla presidente del Collegio interprovinciale dei Periti Agrari di Lucca, Pisa, Pistoia, Livorno e Massa Carrara, Giulia Parri, sintetizza bene il possibile impatto sull’agricoltura dei cambiamenti climatici prospettati dal presidente dell’Accademia dei Georgofili Giampiero Maracchi e dal ricercatore del CnrIbimet di Firenze Marco Moriondo nei loro interventi al convegno del 3 marzo all’Istituto tecnico agrario Dionisio Anzilotti di Pescia. Incontro a cui hanno partecipato anche il sindaco Oreste Giurlani e l’assessore regionale all’agricoltura Marco Remaschi illustrando le prospettive del settore agricolo nei loro ambiti di competenza (vedi nostro articolo).

In realtà, la relazione del noto climatologo e agrometeorologo fiorentino che presiede i Georgofili, intitolata “Cambiamento climatico, globalizzazione e agricoltura”, non si è limitata a illustrare le tendenze del clima, ma ha messo in discussione l’intero modello attuale di sviluppo economico capitalistico, ormai quasi sfuggito di mano ai governi, e ha elogiato, quale esempio di documento politico di altissimo livello, capace di inquadrare tutti i temi centrali della questione ambientale, l’enciclica di Papa Francesco Laudato si’.

Restando all’evoluzione climatica, Giampiero Maracchiha ricordato che, a causa dell’effetto serra, gli oceani si sono molto riscaldati e dal 1980 ad oggi il loro contenuto di calore è aumentato di circa 7 volte. Questa è una delle cause principali dei cambiamenti climatici a cui stiamo assistendo, con piogge la cui intensità è aumentata negli ultimi 20 anni di 9 volte e il verificarsi anche in Toscana di bufere come quelle del marzo e dell’agosto 2015 con venti di 160 chilometri orari capaci di sradicare anche solidi pini di 100 anni. Inoltre le temperature alte in inverno hanno causato le fioriture anticipate delle mimose (due mesi prima della festa della donna) e di diversi alberi da frutto, con il rischio che una gelata comprometta il raccolto. Le emissioni di gas che causano l’aumento dell’effetto serra, ha spiegato Maracchi, dipendono dall’utilizzo di combustibili come petrolio, gas e carbone. Il 40% di tali emissioni a livello mondiale sono imputabili ai trasporti, che hanno avuto un forte incremento per effetto, soprattutto, della crescita del commercio (aumentato dal 2000 al 2010 quattro volte più velocemente del Pil).

Quale ruolo per l’agricoltura e la selvicoltura in questo contesto? Secondo Maracchi è probabilmente finito il tempo dell’agricoltura Cenerentola, «è iniziata un’epoca nuova». L’agricoltura, ha ricordato Maracchi, è meno inquinante di altri settori economici: «oggi è responsabile del 10% dell’effetto serra, ma si può modificare portandola, con tutta una serie di accorgimenti, a un’incidenza del 2/3%». Non solo, «può dare un contributo all’uso di energie rinnovabili». Ad esempio in Danimarca l’agricoltura è autosufficiente sul piano energetico grazie all’utilizzo dell’olio di colza, un prodotto dell’agricoltura. «In Italia – ha detto Maracchi – il 35% delle necessità energetiche potrebbe essere soddisfatto con l’agricoltura»: attraverso l’uso del fotovoltaico sui 5 milioni di fabbricati agricoli, grazie alle biomasse derivate dagli scarti del bosco e delle coltivazioni, e così via.

Però c’è un problema: l’agricoltura deve essere in grado di assicurare un reddito agli agricoltori, ma oggi su 100 euro spesi dal consumatore finale, l’utile del produttore è solo di 3 euro. La sfida è rendere più redditizia l’agricoltura. Una parte importante di essa, secondo Maracchi, si giocherà sul fronte assicurativo, cioè grazie ad assicurazioni in grado di proteggere l’agricoltore sia dalle calamità naturali sia da improvvisi cali dei prezzi. Maracchi ha infine elencato i punti deboli dell’agricoltura italiana (che vale il 14% del Pil, se si considera tutta la filiera agroalimentare, e dà lavoro a 3 milioni di persone): costo dei trasporti superiore alla media dell’Ue del 20%; costo dell’energia elettrica maggiore del 70% rispetto alla media europea; export cresciuto, ma ancora inferiore a quello di Francia e Germania.

Richiamate le evidenze scientifiche che provano che il cambiamento climatico a cui stiamo assistendo è causato dall’aumento di CO2, Marco Moriondo ha illustrato alcune tendenze del clima in Toscana: dal 1951 al 2006 si è verificato un incremento medio della temperatura annuale, ma ciò è l’effetto in gran parte dell’incremento di temperatura nei periodi estivi (circa 1 grado e mezzo in più); nello stesso cinquantennio la quantità annuale di pioggia è rimasta costante, ma sono diminuiti i giorni piovosi, il che implica quell’aumento di intensità delle piogge messo in evidenza da Maracchi. Le conseguenze in agricoltura sono state le modificazioni delle fasi fenologiche, in particolare anche dell’olivo e delle viti, per cui la fioritura di tali piante arriva con diversi giorni di anticipo rispetto a 50 anni fa.

Quali saranno in futuro gli effetti dei cambiamenti climatici sull’agricoltura e il paesaggio? Naturalmente la risposta dipende da quali degli scenari evolutivi del clima, dai più ottimistici ai più pessimistici, si verificheranno a livello globale. Ma, in estrema sintesi, come ha spiegato Moriondo, dato che il clima sarà caratterizzato da temperature più alte, piogge più intense ma meno frequenti e maggiori ondate di calore, si assisterà a un’anticipazione delle fasi fenologiche delle piante, all’accorciamento dei cicli di crescita e alla riduzione delle produzioni, e anche il paesaggio cambierà significativamente. Per l’olivo, specialmente a basse latitudini, la resa potrà diminuire nei prossimi vent’anni anche del 10%. Idem per le viti del Chianti. Ma, in particolare per il vino, il problema più importante sarà legato alla qualità: per mantenere i livelli attuali con certi vitigni le produzioni si sposteranno in aree col clima più adatto. Quindi in zone altimetriche più elevate e più a nord. Gli stessi spostamenti dovrebbero avvenire per l’olivicoltura, con l’azzeramento delle produzioni in Nord Africa e l’incremento in Francia.

Le strategie con cui l’agricoltura potrà reagire a tali trend elencate da Moriondo sono le seguenti:

- miglioramento genetico delle piante

- perfezionamento delle tecniche di irrigazione

- lotta alle malattie

- cambiamento di gestione delle colture (ad esempio, posticipo potature)

- spostamento delle aree di coltivazione (verso aree collinari più alte per molte delle produzioni tipiche).

 

Lorenzo Sandiford

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delosperma myplant & garden

Assegnate ieri da Silvano Frigo le 6 targhe della “vetrina dell’eccellenza” di Myplant & Garden. Nella categoria “piante” segnalati un gelso di origine giapponese di Vivai Ziliani e due varietà di Delosperma di Bonini brevettate da Koichiro Nishikawa. Nelle altre due categorie la targa è andata ai vasi di ceramica effetto legno di Bulzaga, al portavasi che non ostruisce le persiane di Gardenstuff, al tosa-erba radiocomandato di Bruni e ai rivestimenti interni per piscine prefabbricate di Carnini Irrigazione.

«Premiare le novità in assoluto è possibile in una fiera come Ipm Essen, dove ci sono 1500 espositori di cinquanta nazioni. Allora 15 o 20 novità all’anno si tirano fuori. In una fiera in Italia con 350 espositori, il 90% italiani, e tre o quattro novità, è assurdo fare una classifica. Allora abbiamo ritenuto opportuno fare un discorso di eccellenza nella qualità, per cui andasse bene anche una varietà già esistente ma presentata sotto una forma un po’ diversa. Insomma abbiamo voluto premiare l’ingegno e la fantasia».
Così l’esperto Silvano Frigo, padrino della premiazione degli articoli per il florovivaismo selezionati nella “Vetrina dell’eccellenza” di Myplant & Garden, ha spiegato ieri, a margine della cerimonia di consegna delle targhe, le finalità dell’iniziativa. «Erano stati proposti più di 60 articoli – ha aggiunto Frigo -. Ne abbiamo selezionati 36 e poi stamattina, d’accordo con la giuria, abbiamo deciso di dividerli in tre categorie: 1) piante, 2) macchinari e articoli tecnici, 3) vasi e contenitori. E così è nata la graduatoria, con le targhe assegnate ai primi due di ciascuna categoria. In tutto sei targhe. E ripeto sono targhe di riconoscimento dell’eccellenza qualitativa, non frutto di una vera e propria classifica». 
Nella categoria “piante” entrambi gli articoli vincitori della targa portavano curiosamente il segno botanico del Giappone. Il gelso Morus Tortuosa di Vivai Piante Andrea Ziliani, si legge nella descrizione della pianta fornita dagli organizzatori, è infatti originario del Giappone. Tra le sue proprietà segnalate, la rapida crescita e il fatto che non richiede particolari attenzioni. «Ha foglie di color verde chiaro, lucide e a forma di cuore, che in autunno diventano gialle. Fa frutti commestibili viola, come more». Una caratteristica di questo albero sono «i rami contorti che vengono spesso utilizzati in composizioni floreali e da cui deriva il soprannome alla pianta di “gelso cavatappi”».
L’altro vincitore della targa alla voce “piante” è stato Bonini Paolo per due cultivar di Delosperma brevettate dal botanico giapponese Koichiro Nishikawa sulle montagne dell’Ecuador. Una si chiama Jewel Of Desert (JOD) (Gioiello del deserto) ed è una varietà con crescita molto compatta, colori brillanti, disponibili in 8 tonalità, capaci di illuminare un giardino o un balcone. Fiorisce da fine febbraio a novembre. E’ resistente al freddo e alla siccità. I Delosperma JOD si prestano per essere piantati in pieno sole e su terreni ben drenati per tappezzare giardini oppure su piccole fioriere per decorare i balconi. Per i loro colori sono anche chiamate “piante di ghiaccio”. La seconda linea di Delosperma proposta da Bonini è denominata Wheels Of Wonder (WOW) (Ruote di meraviglia). E’ una varietà con crescita più vigorosa della prima, con colori molto brillanti e fiori grandi, disponibili in 6 tonalità. Fiorisce da marzo a ottobre. Sono tolleranti alla siccità. Si prestano per essere piantati in pieno sole e su terreni ben drenati per tappezzare giardini oppure su fioriere per decorare balconi e su basket o cesti.
Nella categoria 2 dei macchinari hanno ricevuto una targa il tosa-erba radiocomandato Spider IId02 di Bruni Stefano per la manutenzione di terreni accidentati e inaccessibili con pendenze fino a 55 gradi. Questo tosa-erba è utile soprattutto per trattare fossi e pendii ai lati delle banchine stradali, ma anche per i campi da golf e in ambito agricolo, ad esempio nei frutteti. Invece il Mosaic-X di Carnini Irrigazione consiste in un sistema di rivestimenti che permette di realizzare piscine prefabbricate in pannelli di acciaio, rivestite in guaina di Pvc e vero mosaico vetroso. Con esso si possono realizzare piscine di qualsiasi forma e dimensione.
Infine nella categoria 3 “vasi e contenitori” sono stati premiati i vasi di ceramica da design con effetto legno di Bulzaga, realizzati a mano da artigiani di Faenza; e il portavasi Silvano di Gardenstuff, che si fissa facilmente senza forare i davanzali e che non ostruisce l’apertura delle persiane.
 
Lorenzo Sandiford


L’appello del sindaco di Pescia alla Regione per il piano A sul mercato dei fiori durante la presentazione del neo amministratore unico del Mefit, Grassotti, che conferma il direttore Salvadorini. Ai primi di marzo incontro con le associazioni degli agricoltori. Ufficializzato che “Flormart in tour” non sarà più a Pescia per i problemi dell’immobile.

Le tappe del percorso per arrivare al piano di sviluppo pluriennale del mercato all’ingrosso di fiori e piante di Pescia, e parallelamente di una larga fetta della filiera floricola toscana, sono già stabilite. Ma i contenuti e le cifre di quel piano, e quindi le prospettive del settore floricolo nel distretto Lucca Pistoia e nel centro Italia, dipenderanno da quanto deciderà la Regione Toscana. Perché, se arriveranno dal livello regionale i 3 milioni di euro necessari a rendere di nuovo sicuro, e possibilmente più funzionale ed economico dal punto di vista energetico, l’immobile, secondo quanto previsto nell’ipotesi A prefigurata nelle scorse settimane dal Comune di Pescia, è chiaro che quel piano di sviluppo avrà caratteristiche molto diverse (e più promettenti) di quelle che avrebbe nel caso in cui la Regione dicesse invece no al Comune; costringendolo a destinare 500 mila euro delle proprie risorse per l’investimento in una tensostruttura provvisoria nel piazzale antistante all’ex Comicent, dove spostare le contrattazioni di fiori finché non saranno eseguiti (da chi e in che misura?) i lavori di ristrutturazione.
E’ quanto spiegato oggi dal sindaco di Pescia Oreste Giurlani durante la presentazione alla stampa del neo amministratore unico del Mercato dei fiori della Toscanacittà di Pescia, Antonio Grassotti, da lui nominato una decina di giorni fa in sostituzione di Franco Baldaccini. Per questo Giurlani ha colto l’occasione per lanciare un appello alla Regione Toscana affinché non usi due pesi e due misure nei differenti settori dell’economia toscana e metta risorse per salvaguardare la filiera floricola (dalla produzione al commercio), come ha fatto lodevolmente per altri comparti, quale ad esempio l’industria siderurgica. «La filiera floricola – ha detto il sindaco di Pesciaè importante come l’acciaieria di Piombino o altri comparti, dove la regione è intervenuta pesantemente. E intervenire nel mercato dei fiori di Pescia significherebbe aiutare un comparto economico che, se consideriamo tutto il distretto interprovinciale Lucca Pistoia, ha una valenza economica di alcune centinaia di milioni di euro: che siano 400 o 500 milioni, come mi dicono, non lo so. Ma sicuramente si tratta di cifre importanti». «Inoltre il mercato dei fiori di Pescia – ha sottolineato Giurlani -  è una piattaforma determinante non solo per le aziende agricole di qua ma anche per la commercializzazione dei fiori in tutta Italia. E questo significa che qualcuno affitta qui degli spazi e passa qui con i camion, insomma è movimento economico».
«Chiedo pertanto alla Regione uno sforzo per approvare il piano A – ha continuato Giurlani -. Io nei prossimi giorni incontrerò le associazioni di categoria locali, poi la Regione ha fissato ai primi di marzo un incontro con le associazioni di categoria regionali sulla questione. Quindi io penso che entro i primi di marzo dovremo decidere o il piano A o il piano B. Il mio appello è per il piano A, visto anche che l’ipotesi B metterebbe in difficoltà il Comune, perché dovrà spostare 500 mila euro del proprio bilancio da alcune opere pubbliche per fare questo investimento temporaneo nella tensostruttura. Oltretutto mi occuperei di un immobile che non è di mia proprietà». 
Subito sulla stessa linea d’onda a questo proposito il nuovo amministratore unico Antonio Grassotti, ex direttore del Cra-Viv e già assessore all’agricoltura di Pescia, che, dopo essersi complimentato con Baldaccini per il lavoro svolto, ha detto: «alcune questioni pregresse di cui il Mefit ha relative responsabilità gravano fortemente sulla situazione economica dell’azienda e l’aspetto più rilevante, cioè il fatto che l’azienda abbia un bilancio che chiude in passivo da due anni, deve essere affrontato subito perché questo non continui nel tempo. Ma quello che è importante è il futuro della commercializzazione, dell’attività di mercato in quella struttura. E io penso che queste problematiche hanno bisogno dell’intervento forte della Regione: da una parte per quanto riguarda la struttura, che ormai è invecchiata, è una struttura che ha oltre 40 anni e li dimostra tutti, anche perché è stata ampiamente utilizzata nel tempo, e quindi ha necessità forti di interventi di ristrutturazione, di manutenzione straordinaria».
La prima decisione di Grassotti alla guida del Mefit è stata la conferma del direttore Fabrizio Salvadorini, ovviamente fino a maggio, quando terminerà il mandato di Grassotti (prorogabile), che ha come scopo ultimare la valutazione sulla tenuta dell’azienda speciale Mefit ed elaborarne il piano di sviluppo pluriennale o un piano alternativo per il commercio di fiori e piante e la floricoltura. Gli attacchi subiti da Salvadorini negli ultimi giorni ad opera di Oliviero Franceschi, esponente dell’opposizione in consiglio comunale, non hanno avuto effetto. «Conosco Salvadorini da quando ho lavorato come assessore – ha detto Grassotti - e ho la massima fiducia nelle sue capacità e nel suo modo di agire. Io sono qui per fare, se mi riesce, l’interesse dell’azienda e della città di Pescia e degli operatori del settore».
Grassotti ha anticipato i quattro punti prioritari della sua futura azione: tre rivolti a diminuire le uscite, uno ad aumentare le entrate. Primo, la questione dei costi legati alla prima decisione del Giudice sulla vertenza fra il Mefit e gli ex dipendenti del Comicent: «è una storia che viene da lontano – ha detto Grassotti – e proprio il 7 marzo dovrebbe esserci un’udienza, salvo rinvii»; qui l’obiettivo è cercare di ottenere dal Giudice una riduzione dell’esborso agli ex dipendenti. Secondo, il problema della struttura, che dipenderà dall’esito della negoziazione fra Giurlani, associazioni di categoria agricole e Regione Toscana. Terzo, il problema dei costi dei rifiuti, che valgono nel bilancio del Mefit 132 mila euro: «una cifra piuttosto considerevole che l’azienda deve pagare per l’enorme superficie che ha», come ha commentato Grassotti, che ha aggiunto: «dovremo trovare un accordo con la Cosea oppure scegliere altre vie in modo tale da ottenere una riduzione, perché non è pensabile che si possa pagare la stessa cifra per unità di superficie in una struttura di cento metri e in una di 30 mila metri come il Mefit». 
Il quarto punto riguarda invece le entrate, vale a dire le tariffe. «Su questo argomento – ha ricordato il neo amministratore del Mefit - è già in essere una discussione con un’ipotesi di aggiornamento delle tariffe, che sono ferme dal 2009. Un aumento del 3% che la Giunta sta discutendo». Grassotti, pur non sbilanciandosi, è sembrato favorevole all’aumento, ma «in presenza di una certezza della disponibilità della struttura» che consenta di «migliorare i servizi offerti agli utenti». E ha aggiunto che si dovrà comunque poi valutare come rimodulare le tariffe per i vari servizi, non solo aumentarle.
Su domanda dei giornalisti, il direttore del Mefit Fabrizio Salvadorini ha annunciato che la manifestazione “Flormart in tour”, programmata per l’inizio dell’anno al mercato dei fiori di Pescia in collaborazione con PadovaFiere, non si potrà più tenere. «Questa manifestazione – ha detto Salvadorini - è slittata in attesa di risolvere i problemi della struttura di cui si sta parlando. Finché non è risolta la questione dell’immobile non si potrà più fare».
 
Redazione