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Su possibili sinergie fra florovivaismo e ministero della salute per incentivare il consumo di piante, il ministro delle politiche agricole Martina, a Montecatini per il festival della salute, si è detto aperto a «progetti innovativi» concreti. Per Martina è fondamentale investire nella buona alimentazione. Sull’agricoltura bio dice: «siamo leader in Europa, ma possiamo fare di più coniugando sostenibilità e competitività».
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Genovali (Piante e fiori d’Italia): tavolo di filiera entro metà ottobre per far partecipare i floricoltori, ridurre a 3 i punti di varco per le derrate agroalimentari, un’associazione di filiera aperta anche ai non produttori. Cappellini (Anve): utile anche un primo piccolo ecobonus per i giardini privati, regolamenti del verde obbligatori e bandi separati da quelli dell’edilizia, il vivaismo forestale. Chiti (Cia florovivaismo): la richiesta d’incontro dal Mipaaf prova che c’è più «cultura del verde», ora incentiviamo le reti d’impresa contro la frammentazione. Grassotti (Mefit): più risorse per la sperimentazione e più peso ai mercati di fiori.




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Il sindaco di Pescia Giurlani ha fatto ieri il punto della situazione con gli operatori del mercato: una cabina di regia coordinata dal Mefit dovrà predisporre il progetto di valorizzazione multifunzionale entro 8 mesi. Per il consigliere regionale Niccolai le novità sono la corresponsabilità pubblico-privata e il coinvolgimento dei commercianti. Orlandini (Cia): ottimo risultato viste le premesse, i floricoltori dovranno cambiar passo a cominciare dall’occasione Pistoia capitale della cultura. Procissi (Coldiretti): bene, adesso la Regione conosce meglio la filiera floricola, ma questo è solo un punto di partenza».
Come è previsto nel protocollo d’intesa, infatti, verrà creata una cabina di regia composta da tutti i firmatari del protocollo (Regione Toscana, Comune di Pescia, Mefit, Cia e Coldiretti e Unione provinciale agricoltori Pistoia, Confcommercio Pistoia e Prato, Confesercenti Pistoia e Coriprolivi di Pescia), i cui lavori saranno coordinati dal Comune di Pescia tramite il Mefit, che dovrà elaborare entro 8 mesi dalla firma del protocollo un “progetto per la valorizzazione multifunzionale del Comicent”. Il Mefit dovrà anche aggiornare entro 6 mesi dalla firma del protocollo il suo piano di sviluppo «concertando con la cabina di regia». Giurlani ha così riassunto gli impegni delle tre parti protagoniste dell’accordo: «la Regione si impegna a dare i 3 milioni in 3 anni, più l’opzione di un quarto, per l’adeguamento strutturale del mercato e ad aiutarci nel rilancio della floricoltura; il Comune si impegna a utilizzare le risorse ricevute per mettere in sicurezza la struttura, a destinare 500 mila euro di proprie risorse allo stesso scopo, a stilare un progetto di sviluppo della struttura e del settore insieme alle associazioni di categoria; queste ultime, infine, che non dovranno fare nulla per l’adeguamento delle strutture, si impegnano però ad essere parte attiva nel percorso progettuale e di rilancio». Giurlani ha poi ricordato le azioni complementari intraprese per il rilancio della floricoltura: dal tavolo di concertazione sul distretto di oggi e alla lettera inviata al Ministero delle politiche agricole per chiedere la creazione di un tavolo permanente dei mercati di fiori italiani, anche in vista del Piano nazionale florovivaistico 2017-19 che sarà discusso in ottobre (vedi). - Dettagli
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La decisione del viceministro Olivero è stata annunciata il 21 settembre a Flormart dal responsabile del tavolo di filiera del florovivaismo Alberto Manzo. Genovali (Piante e fiori d’Italia): «il numero delle imprese attive è crollato a 13 mila 300, ci vogliono pochi obiettivi con timing precisi e finanziamenti adeguati». Mastrocinque (Cia): «bisogna incentivare il consumo di piante coinvolgendo altri ministeri». Cappellini (Anve): «per troppo tempo siamo rimasti nel cono d’ombra dell’agroalimentare, adesso ci vogliono politiche specifiche per il florovivaismo». Mati (Confagricoltura): «l’inquinamento dell’aria è dovuto anche alla contemporanea senescenza delle alberature ereditate dalle tre fasi storiche di grandi investimenti nel verde pubblico: fine ‘800, ventennio, dopoguerra».
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