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In occasione della presentazione del progetto "VerdeComune – Bellaria Igea Marina un cantiere fiorito", Asproflor rinnova la fiducia in Sergio Ferraro, confermandolo presidente. L'iniziativa trasformerà Bellaria in un'esposizione floreale a cielo aperto, promuovendo sostenibilità e innovazione.

Durante l'evento tenutosi il 9 febbraio 2024 presso la sede di Confcooperative Piemonte, Asproflor ha non solo lanciato il visionario progetto "VerdeComune" ma ha anche rinnovato il proprio direttivo, confermando Sergio Ferraro nella carica di presidente. La riunione, oltre a segnare il via a un'iniziativa che porterà Bellaria Igea Marina a diventare una fiera espositiva vivente, ha riaffermato la leadership di Ferraro, sottolineando la continuità nella promozione di pratiche sostenibili e innovative nel settore florovivaistico. Sotto la guida di Ferraro, Asproflor ha delineato l'ambizioso obiettivo di trasformare Bellaria Igea Marina in un modello di bellezza e sostenibilità ambientale, dimostrando l'impatto positivo che il verde può avere sul benessere della comunità e sull'ecosistema urbano. Il progetto "VerdeComune" si propone di rendere la città un esempio virtuoso di come le scelte botaniche e le tecnologie avanzate possano migliorare la qualità della vita urbana, riducendo al contempo i costi di gestione del verde pubblico. La conferma di Ferraro a capo di Asproflor testimonia l'efficacia della sua visione e del suo impegno a favore di un approccio olistico alla floricultura, che tiene conto non solo dell'estetica ma anche della funzionalità ecologica e sociale del verde urbano. La sua leadership continuerà a guidare l'associazione verso la realizzazione di progetti che valorizzino il patrimonio verde italiano, promuovendo al contempo il settore florovivaistico nazionale.

 

Redazione

 

Confagricoltura chiede al Governo il ripristino dell'esenzione IRPEF per tutti gli agricoltori, la riduzione degli oneri previdenziali per stimolare competitività e investimenti, riformare la PA, semplificazione amministrativa, accelerare i pagamenti dei saldi PAC e degli aiuti di stato, garantire equità dell'import-export.


"Un incontro proficuo, che ha consentito di fare il punto sull’insieme delle situazioni di crisi dell’agricoltura italiana. Abbiamo, in larga misura, apprezzato gli obiettivi e il programma di priorità annunciato dal Governo ed in particolare apprezziamo l’apertura di un tavolo sul tema del lavoro,” afferma Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura, dopo l'incontro a Palazzo Chigi con Giorgia Meloni. Giansanti sottolinea: “Da parte nostra, abbiamo rimarcato che il ripristino dell’esenzione IRPEF deve riguardare tutti gli agricoltori, in difficoltà da tempo per il calo dei prezzi all’origine, mentre i costi di produzione restano elevati.” L’attenzione del Governo verso le questioni di credito, costo del lavoro e le dinamiche delle filiere è stata evidenziata come cruciale. “Abbiamo presentato alcune proposte per alleggerire i costi di produzione delle imprese, anche attraverso la riduzione degli oneri previdenziali, che limitano la nostra capacità competitiva sui mercati nonché la nostra capacità d’investimento sulle misure del PNRR,” continua il presidente. “Importante anche l’impegno per la riforma del sistema assicurativo in linea con le nuove esigenze poste dal cambiamento climatico e l’accelerazione nei piani di contenimento dei grandi ungulati,” aggiunge Giansanti, sottolineando l'importanza di adeguare le politiche alle sfide attuali. Riguardo al contesto europeo, Giansanti anticipa: “Nel corso della nostra Assemblea, a Bruxelles, il 26 febbraio, presenteremo le proposte per una radicale riforma della PAC.” E conclude evidenziando la necessità di “puntare sulla semplificazione amministrativa, sulla soppressione delle norme che limitano la capacità produttiva dell’agricoltura e sulla reciprocità in materia di importazioni dai paesi terzi,” chiedendo infine al Governo di accelerare il saldo dei pagamenti PAC e degli aiuti nazionali.

Redazione

ENEA unisce forze con Gauss Fusion per sviluppare tecnologie chiave nella fusione nucleare, mirando a una centrale entro il 2040, anche se nn è stato detto dove. Questa collaborazione strategica punta all'indipendenza energetica europea, con focus su blanket, ciclo del combustibile, superconduttività e neutronica.


L'Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA) e la start-up europea Gauss Fusion hanno siglato una partnership strategica con l'obiettivo di sviluppare tecnologie avanzate per la fusione nucleare. Questa collaborazione punta a realizzare la prima centrale a fusione nucleare entro i primi anni del 2040, segnando un passo importante verso l'indipendenza energetica dell'Europa. Le aree di interesse comune includono lo sviluppo del blanket, del ciclo del combustibile, della superconduttività e della neutronica, considerate essenziali per il successo del progetto di fusione. Con sede a Roma, ENEA si impegna a promuovere la competitività dell'Italia nei settori dell'energia, delle nuove tecnologie e dell'ambiente, supportando attivamente la ricerca e lo sviluppo tecnologico. Gauss Fusion, con sede in Germania, rappresenta un'eccellenza europea nell'unire esperienza industriale ed eccellenza scientifica per accelerare l'adozione dell'energia da fusione, dalla fase di laboratorio all'implementazione pratica in rete. Questa sinergia tra ENEA e Gauss Fusion non solo rafforza il legame tra ricerca italiana ed europea nel settore dell'energia a fusione ma pone anche le basi per un futuro energetico sostenibile e indipendente per l'Europa, con l'obiettivo di costruire la prima centrale a fusione entro il 2040 ance se on si è detto dove.

Redazione

Le principali associazioni sindacali agricole italiane, Confagricoltura, CIA e Coldiretti, esprimono una forte opposizione alla proposta di deroga della PAC dell'UE, ritenendola insufficiente e penalizzante per il settore agricolo nazionale. Chiedono modifiche significative per garantire la sicurezza alimentare e sostenere le produzioni agricole.


Le maggiori associazioni sindacali agricole italiane stanno unendo le forze in una critica condivisa alla recente proposta di deroga della Politica Agricola Comune (PAC) dell'Unione Europea. Confagricoltura, guidata da Massimiliano Giansanti, ha espresso la sua delusione per la proposta della Commissione UE. Giansanti ritiene che le condizioni imposte siano eccessive e limitino l'efficacia della misura. Confagricoltura sostiene la necessità di modifiche sostanziali per aumentare la produzione di cereali e semi oleosi e sottolinea la necessità di una deroga che rifletta il provvedimento adottato nel 2022 durante la crisi ucraina. Anche la CIA-Agricoltori Italiani Toscana, guidata da Valentino Berni, si è espressa in termini critici. Berni descrive la proposta come "debole e insufficiente", enfatizzando che le condizioni imposte per accedere alla deroga sono eccessivamente restrittive. La CIA chiede un supporto più incisivo per l'agricoltura europea, evidenziando la necessità di politiche che non solo siano meno punitive, ma anche incentranti e capaci di orientare le risorse verso la tutela del reddito delle imprese agricole. Coldiretti, infine, con il suo presidente Ettore Prandini, ha annunciato una protesta a Bruxelles contro le politiche UE. La Coldiretti critica l'obbligo di lasciare incolti il 4% dei terreni destinati a seminativi imposto dalla PAC, sottolineando come tale misura contrasti con la necessità di investire nella sovranità e nella sicurezza alimentare europea. Prandini enfatizza l'importanza di modificare le politiche UE per valorizzare le terre fertili e fermare le importazioni sleali, assicurando standard ambientali, sanitari e lavorativi omogenei per tutti i prodotti importati nell'Unione. Queste posizioni condivise dalle tre principali associazioni sindacali agricole italiane riflettono una crescente preoccupazione per le condizioni del settore agricolo nell'ambito dell'Unione Europea. Le associazioni chiedono modifiche significative alla proposta di deroga della PAC, sottolineando l'importanza di politiche che siano veramente a sostegno dell'agricoltura, fondamentale per la sicurezza alimentare e lo sviluppo sostenibile.

Redazione

Il Ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida, incontrando gli agricoltori a Fieragricola, ribadisce il supporto del governo al settore agricolo. Sottolinea l'importanza di rivedere le politiche agricole europee e nazionali per rilanciare l'agricoltura italiana, promuovendo la sostenibilità ambientale attraverso nuove tecnologie.

 

Durante la sua partecipazione a Fieragricola a Verona, il Ministro dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, ha incontrato una delegazione di agricoltori italiani, ascoltando le loro istanze e ribadendo il suo impegno a sostegno del settore. "Mai agricoltori contro altri agricoltori," ha dichiarato, enfatizzando la necessità di unire le forze per affrontare le sfide comuni. Lollobrigida ha sottolineato l'importanza di scegliere le battaglie da combattere e di lavorare per invertire le tendenze negative che hanno afflitto il settore negli ultimi trent'anni. Ha assicurato che il dissenso registrato non mira al governo, che "è sempre stato al fianco degli agricoltori," e ha promesso di incontrare personalmente gli agricoltori per raccogliere suggerimenti e trasformarli in proposte politiche concrete. Durante il suo discorso all'inaugurazione della fiera, il Ministro ha valorizzato le fiere agricole come momenti cruciali di incontro tra imprenditori e agricoltori, da cui possono scaturire consigli preziosi per l'orientamento dell'azione politica. Lollobrigida ha ribadito il ruolo del governo nel definire la direzione per il settore, evidenziando la sua presenza costante nelle fiere per ascoltare direttamente le esigenze del settore. L'obiettivo dichiarato dal Ministro è rilanciare l'agricoltura italiana, troppo a lungo marginalizzata da politiche europee non sempre allineate con le esigenze nazionali. Ha sottolineato la necessità di rivedere alcune di queste politiche, ammettendo anche eventuali errori di valutazione passati, per promuovere una produzione sostenibile che non sia in contrasto con la salvaguardia dell'ambiente. Lollobrigida ha anche messo in evidenza come l'agricoltore sia il primo ambientalista, tracciando un percorso verso la sostenibilità che passi attraverso l'innovazione tecnologica e la riduzione dei consumi, senza però compromettere la produzione. Ha criticato le scelte ideologiche che ignorano le necessità pratiche del settore e ha chiamato a un nuovo modello di sviluppo che renda gli agricoltori liberi di creare ricchezza e lavoro. In conclusione, il Ministro ha espresso la volontà di sviluppare un'azione di sostegno immediato al settore agricolo, per garantire che gli agricoltori possano operare in piena libertà e indipendenza, lontani dalla dipendenza da sussidi e capaci di contribuire attivamente all'economia e alla società.

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