Filiera olivo-olio

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Cno: macché fake, c'erano pure miscele di oli solo al 50% italiani

Per il presidente del Consorzio nazionale degli olivicoltori «le piroette di Coldiretti e Federolio sono la testimonianza di un golpe al made in Italy fallito». Le prove che le miscele con oli d’oliva non italiani erano comprese nel contratto di filiera: un comunicato di Federolio e un audio dell’intervento del segretario di Coldiretti. «Una settimana per arrivare ad una sconclusionata e falsa precisazione, 48 ore per capovolgere il contenuto di un loro stesso comunicato, il quadro è or
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Olio, Coldiretti: l’Italico nel maxiaccordo di filiera è fake news

«Non esiste alcun riferimento al nome Italico né tantomeno alle miscele di oli extravergine di oliva Made in Italy con quelli importati dall’estero nel più grande contratto di filiera per l’olio Made in Italy di sempre siglato da Coldiretti, Unaprol, Federolio e FAI S.p.A. (Filiera Agricola Italiana), che coinvolge le principali aziende di confezionamento italiane».  Coldiretti replica così alle accuse di Cno e Olivicoltori Toscani Associati (vedi) e dichiara che «si tratta di un
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Piccini, Cia: “L’accordo Coldiretti-Federolio svende il lavoro dei produttori toscani e sdogana le miscele”

Sandro Piccini, presidente della Olivicoltori Toscani Associati, lancia l'allarme sull'accordo di filiera fra Coldiretti e Federolio: alcune industrie acquisteranno olio extravergine d’oliva a 4 €/Kg, ben al di sotto del costo medio di produzione regionale (7 €/Kg), da utilizzare per il progetto “Italico”, miscela di oli italiani, comunitari ed extracomunitari. «L’accordo di filiera Coldiretti-Federolio non riconosce il giusto valore all’olio extravergine d’oliva toscano e serv
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Contratto di filiera da 50 milioni per l’olio d’oliva italiano

L’accordo è stato siglato da Coldiretti, Unaprol, Federolio e Fai spa (Filiera agricola italiana) e vale 10 milioni di kg e 50 milioni di euro. Gesmundo (Coldiretti): «il mondo della produzione e quello della trasformazione sono ormai legati da un destino indissolubile». Granieri (Unaprol): «un nuovo modello per difenderci dalle aggressioni commerciali». Tabano (Federolio): «gli amici della produzione vanno aiutati, noi abbiamo bisogno di un maggiore quantitativo di olio».  
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Un biosensore portabile per la diagnosi rapida della Xylella

Un dispositivo capace, grazie alla sua elevata sensibilità e portabilità, di diagnosticare in tempi rapidi la presenza del batterio Xylella negli olivi. Un biosensore innovativo che costituisce un importante passo avanti verso la diagnostica in-situ.E’ il frutto del lavoro di un gruppo di ricerca congiunto tra Università del Salento e Cnr Nanotec di Lecce i cui risultati sono stati pubblicati in questi giorni su Scientific Reports, rivista del gruppo Nature. Come hanno spiegato due degli au