Da Generali Italia assicurazioni ad hoc per i florovivaisti

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Intervista a Fabrizio Gai (agenzia di Pistoia di via Salvo d’Acquisto), che introduce ai vivaisti il pacchetto assicurativo sui danni ambientali: dalle coperture “danno ambientale” e “danno a terzi” agli altri servizi compreso la “gestione crisi”. Spiega Gai: «la quantificazione di un danno ambientale si differenzia rispetto ad altre tipologie di sinistri perché può prevedere un ripristino primario e/o compensativo e un ulteriore ripristino complementare che può protrarsi anche per molti anni, per cui l’assicuratore deve restare a fianco del cliente per tutto il tempo necessario e seguirlo nella gestione dei rapporti con le autorità competenti».

A parte qualche eccezione, nel settore agricolo italiano, e quindi anche in quello florovivaistico, le polizze assicurative non sono tanto diffuse e centrali nella gestione aziendale quanto in certe aree del Nord Europa, dove sono essenziali soprattutto nel caso di vivai specializzati in un solo tipo di coltura. Ma pure da noi, anche per effetto delle numerose calamità naturali verificatesi negli ultimi anni a causa del cambiamento climatico, la percezione dell’importanza di essere ben protetti a livello assicurativo sta crescendo fra i florovivaisti e più in generale fra tutti gli agricoltori.
Questa evoluzione è favorita da una sempre maggiore attenzione al settore primario da parte del mondo assicurativo, che sta elaborando proposte più mirate e su misura per le aziende agricole. Un esempio di ciò a Pistoia è l’agenzia di Generali Italia Spa di via Salvo d’Acquisto, con uffici anche a Quarrata in via Montalbano e Alto Reno Terme (Porretta) in viale Mazzini, che rappresenta oggi un moderno punto di vendita di servizi assicurativi e finanziari in grado di fornire consulenza e assistenza nei vari ambiti di attività offerti da Generali. Con una squadra forte di 22 persone fra dipendenti di agenzia, dipendenti di compagnia e consulenti, ognuno dei quali, pur preparato in tutti gli ambiti del lavoro assicurativo, è specializzato in uno specifico comparto, riuscendo così a offrire un servizio più corretto e puntuale.
Questa agenzia è entrata in rapporto di collaborazione con l’Associazione vivaisti italiani (Avi) nel contesto del Progetto integrato di distretto (Pid) “Vivaismo per un futuro sostenibile” che è stato presentato in Regione e che è attualmente in attesa di approvazione e finanziamento. Abbiamo intervistato Fabrizio Gai, agente generale dell’agenzia in società con Paolo Romoli, per farci spiegare meglio come è nata la collaborazione con Avi e che cosa la sua agenzia propone ai vivaisti del Distretto vivaistico ornamentale di Pistoia in primis, ma anche ad altri florovivaisti e agricoltori del territorio pistoiese.
Come siete entrati in relazione con l’Associazione vivaisti italiani (Avi)?
«La nostra attenzione nei confronti di Avi si è sviluppata in relazione al Pid “Vivaismo per un futuro sostenibile”. Ci attirò subito il fatto che uno dei suoi temi centrali fosse la tutela dell’ambiente e in particolare la riduzione dell’impatto dei processi produttivi sull’agro-ecosistema. Da questo abbiamo capito che il nostro prodotto dedicato ai danni ambientali poteva essere adatto ai bisogni che loro esprimevano in questo progetto».
E poi che cosa avete fatto?
«Il primo incontro è stato in occasione dell’assemblea di Avi del dicembre 2019, nella quale ci è stata data la possibilità di intervenire e presentare i nostri prodotti e servizi. Abbiamo inoltre sottoscritto il Pid come partecipanti indiretti e, il 12 febbraio 2020, abbiamo organizzato un incontro con i soci di Avi e i nostri tecnici al fine di diffondere la cultura assicurativa tra i vivaisti, soprattutto in materia di Rct (Responsabilità civile verso terzi) con particolare attenzione alle differenze tra inquinamento accidentale e danno ambientale».
Quali sono, senza entrare nei tecnicismi, i principali rischi ambientali per il vivaista?
«Penso che prima sia necessario fare una premessa riguardo la natura del rischio inquinamento. Questo è un rischio che richiede competenze tecniche specialistiche perché la normativa ambientale è molto specifica, infatti non è un rischio di sola Rc (Responsabilità civile) e i sinistri possono colpire sia soggetti terzi che la collettività».
E quali sono i principali rischi per i florovivaisti?
«Ve ne sono di disparati, ma in generale sono i rischi che possono essere trasmessi attraverso acqua e suolo.
Ma come si valuta un danno ambientale?
«La quantificazione di un danno ambientale si differenzia rispetto ad altre tipologie di sinistri perché può prevedere un ripristino primario e/o compensativo e un ulteriore ripristino complementare che può protrarsi anche per un lungo arco temporale. Questo significa, in parole semplici, che colui che ha provocato il sinistro può essere condannato a ripristinare l’ambiente e ciò può richiedere tanti anni. Per tale motivo è indispensabile che l’assicuratore resti a fianco del cliente per tutto il tempo necessario».
In che cosa consiste il supporto che fornite in tale fase?
«Forniamo assistenza in tutte le pratiche necessarie, compresi i contatti con le autorità competenti nel corso delle procedure».



A fronte di questa illustrazione, quali sono le principali soluzioni assicurative che proponete?
«Offriamo un prodotto che oltre ad essere una polizza di assicurazione è uno strumento proattivo di protezione che tiene indenne le aziende da spiacevoli perdite economiche e in taluni casi anche gli enti locali, che dovrebbero occuparsi dei problemi con ricadute negative sulla collettività».
Più nel dettaglio in che cosa consiste?
«La nostra soluzione comprende la copertura del “danno ambientale” e del “danno a terzi”, la “gestione rischi ambientali”, la “gestione sinistro” e la “gestione crisi”»
Vediamole una per una, a cominciare dalla copertura del “danno ambientale”.
«Questa comprende le spese per interventi di emergenza, di ripristino, dovute per analisi e monitoraggi e gli interventi propedeutici, per la redazione di documenti richiesti dagli enti, la progettazione ed esecuzione degli interventi previsti per legge, le indagini per l’individuazione delle cause del danno e per la sua riparazione e le misure di ripristino primario, compensativo e complementare».
E la copertura del “danno a terzi”?
«Si tratta del risarcimento per i danni a terzi per morte e lesioni personali, distruzione e deterioramento materiale di cose, interruzione o sospensione di attività di terzi, nell’area interessata da danno ambientale; la possibilità di risarcire direttamente la pubblica amministrazione per conto dell’assicurato».
Veniamo ai servizi: innanzi tutto quello denominato “gestione rischi ambientali”.
«In ambito di prevenzione e migliore gestione del rischio, dà diritto a una giornata di formazione erogata da istituti universitari e massimi esperti in materia ambiente, comprensivo di risk management: come migliorare il proprio sistema di gestione, approfondimenti sugli obblighi normativi vigenti, la preparazione su cosa fare in caso di emergenza, su come gestire i rapporti con i media e la consulenza per ottenere la certificazione “ambiente protetto”».
Poi c’è la “gestione sinistro”.
«Sì, è la messa a disposizione di un supporto completo sia legale che tecnico integrativo, al fine di riprendere le attività nel breve e contenere danni d’immagine o reputazionali, con tecnici, progettisti e professionisti».



Infine la “gestione crisi”.
«Un servizio con priorità al Pronto Intervento nella situazione di emergenza. Prevede: numero verde 24 ore su 24 tutti i giorni dell’anno con un primo supporto tecnico telefonico, l’invio di un tecnico, le comunicazioni agli enti previste dalla legge e l’immediato piano con gli interventi d’emergenza, la consulenza per i comunicati agli uffici stampa».
Ecco, mi può dire come è stata la risposta dei vivaisti pistoiesi finora alle vostre proposte, diciamo da dopo l’incontro di febbraio?
«Considerando che la trattativa preliminare alla polizza si sviluppa in due o tre incontri atti a mettere a punto il questionario tecnico necessario alla formulazione della nostra offerta, il periodo Covid ha un po’ bloccato tutto. Siamo rimasti fermi 5 o 6 mesi e stiamo ripartendo ora, nei limiti del possibile, visto che l’emergenza Covid è tutt’ora presente. Con alcune aziende eravamo però già nella fase di redazione dei preventivi e qualcuna aveva già accettato la nostra offerta».
Ma, al di là dei contratti finalizzati o meno, ci sono ancora difficoltà a fare apprezzare ai florovivaisti italiani l’importanza dell’avere una protezione assicurativa?
«Di solito manifestano interesse coloro che riescono a dedicarci un po’ di attenzione perché diamo loro la possibilità di riflettere sui rischi che incombono sulla propria attività e che questi possono essere coperti con somme ampiamente sopportabili (anche perché il costo è proporzionale alle dimensioni aziendali)».
Ci sono le condizioni per arrivare a una diffusione delle polizze tra i nostri vivaisti paragonabile a quella di certi Paesi nord-europei?
«Personalmente non conosco con precisione i dati degli altri Paesi, ma per la mia esperienza posso affermare che nel vivaismo ancora non tutti considerano le polizze assicurative parte integrante dell’attività di impresa, come invece succede per altri settori industrializzati dove è normale stipulare, all’inizio dell’attività, le polizze “classiche” incendio e Rct/o. C’è sensibilità, ma poi quando si parla della polizza ancora non viene ben compresa l’importanza di alcuni tipi di copertura. Eppure non costa molto ed è un pacchetto che può coprire un periodo ante-stipulazione del contratto anche di 3 o 5 anni (garanzie pregresse)».
Ad esempio?
«Preferisco evitare di fare esempi che potrebbero essere riduttivi e/o “malauguranti”, mentre tengo a sottolineare che la nostra volontà è riuscire ad essere partner di vita dei nostri clienti e quindi consigliarli in modo appropriato… il Covid-19 dovrebbe averci fatto comprendere che dobbiamo preoccuparci preventivamente e non attivarci soltanto a posteriori, poiché quando si parla di polizze non è possibile agire ad evento occorso».
In chiusura, ha qualche consiglio da dare ai vivaisti e agricoltori incerti?
«Voglio solo dire che l’assicurazione, checché se ne dica, ha un ruolo sociale molto rilevante, basti pensare al contesto attuale ed è pertanto importantissimo trovare lo spazio per le coperture di cui ognuno di noi ha necessità, anche se questo a volte comporta dei sacrifici. In ogni caso invito tutti i vivaisti a partecipare ai nostri futuri eventi poiché la conoscenza genera la capacità di fare scelte consapevoli».

Redazione Floraviva
Articolo Publiredazionale