Una pianta per… Roberto Chiti

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«Ho conosciuto Roberto Chiti nel 2010, agli inizi della mia carriera editoriale e di consulente in agricoltura. Il nostro rapporto si è subito caratterizzato per una totale libertà di confronto, che si rivelò negli anni a venire essere un tratto fondante della personalità di Roberto, che ritrovai anche nella tutela dei produttori e nel modo di esprimere la sua vocazione per l’associazionismo e la rappresentatività sindacale. Ricorderò Roberto uomo libero come le conifere del suo vivaio, che appunto venivano definite “a forma libera”, senza forzature. La sua anima, libera e senza eccessi o forzature, come le sue piante, resterà sempre con noi, malgrado questa terribile e prematura perdita».
Così Andrea Vitali, editore di Floraviva, dà il suo ultimo saluto al vivaista pistoiese Roberto Chiti, che, dopo una lunga e coraggiosa lotta contro un male incurabile, è deceduto il 25 agosto scorso a nemmeno 43 anni, lasciando moglie e due figlie piccole. Come sottolineato nel messaggio di commiato della sua associazione di categoria, Cia Toscana Centro, Roberto, nonostante la giovane età, aveva già svolto importanti incarichi «ricoprendo per due mandati il ruolo di vicepresidente di Cia Pistoia» e per diversi anni quello di «rappresentante del Gie vivaismo nazionale». E’ riuscito quindi ad affermarsi come autorevole e apprezzato operatore professionale del settore florovivaistico.
Per lui scegliamo come omaggio simbolico un genere di pianta, lo Juniperus, comunemente noto come ginepro, che è uno dei cavalli di battaglia di Chiti Vivai. Compare nel suo catalogo in più modi e più sezioni e si è fatto notare nelle ultime partecipazioni aziendali a Flormart. Ad esempio nel 2017, quando fu presentato uno «Juniperus Slager col gambo formato ad S» che «dal momento della talea al prodotto finito» richiede 12 anni di lavorazione e pazienza (vedi). Oppure nel 2018, quando furono presentate delle tipologie di Juniperus in funzione di siepe adatte ai Paesi freddi (vedi).
Un genere di pianta che, soprattutto, come osservato dal nostro editore, ben si sposa con il carattere di Roberto. E in qualche modo anche con le sue idee in materia di politiche vivaistiche, quando sottolineava l’importanza del verde per le sue funzioni extra ornamentali (vedi). Sono molte infatti le funzioni dei ginepri, oltre all’utilizzo per l’allestimento di parchi e giardini: dall’arboricoltura da legno alla selvicoltura (consolidamento di litoranei sabbiosi e rimboschimenti di zone montuose e aride), alle bacche utilizzate come spezie o per i superalcolici, fino a certi usi fitoterapici. E poi, dal punto di vista ambientale, richiedono poca acqua e il portamento, arboreo o strisciante a seconda degli habitat, consente ad alcune specie di resistere a venti impetuosi.
Il numero di specie di Juniperus è controverso: si va da 52 a 67, secondo certe fonti. Tra i ginepri più utilizzati nel vivaismo ornamentale, a volte anche per i bonsai, vi sono le seguenti specie: J. chinensis, J. communis, J. horizontalis, J. × pfitzeriana, J. procumbens, J. rigida, J. scapulorum, J. squamata.

L.S.