Chiti Vivai in mostra al Flormart con le sue conifere e il know how progettuale

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L’azienda vivaistica di Pistoia dei fratelli Alberto e Roberto Chiti dal Salone di settore della Fiera di Padova (pad. 4, corsia C, stand 071), dove presenta la propria gamma produttiva con in primo piano i bonsai, si candida anche per dare il proprio contributo alle forestazioni o rinverdimenti urbani di Firenze e Prato. Alberto Chiti «essendo piante coltivate da noi, ne conosciamo bene l’accrescimento, l’acclimatamento e i tipi di esigenze». Bene il primo giorno di fiera grazie alle visite di garden center croati e sloveni.

Le conifere bonsai sono in particolare evidenza nello stand allestito da Chiti Vivai per questa edizione di Flormart, il salone del florovivaismo e dell’architettura del paesaggio della Fiera di Padova giunto alla 70^ edizione. Ma in esposizione si può ammirare una piccola campionatura di un po’ tutta la gamma produttiva dell’azienda del Distretto vivaistico ornamentale di Pistoia dei fratelli Alberto e Roberto Chiti, ormai da 15 anni specializzata nella produzione di conifere e conifere nane, soprattutto attraverso la coltivazione “a forma libera” (vedi).
Floraviva ha intervistato Alberto Chiti allo stand di Flormart ieri, primo giorno della manifestazione, parlando con lui delle piante portate, dei primi, parzialissimi riscontri con gli operatori della filiera florovivaistica incontrati in fiera e anche di altri temi particolarmente caldi in Toscana. Ad esempio i piani di forestazione o rinverdimento urbano di città vicine a Pistoia quali Firenze e Prato che stanno dando la speranza ai vivaisti pistoiesi, costretti da anni a puntare soprattutto sull’estero, a rilanciare un po’ anche il mercato interno.
Come è stato questo inizio di Flormart 2019?
«Molto positivo. Devo dire che ho avuto un buon riscontro da parte della clientela estera, proveniente da Paesi confinanti con l’Italia..»
..ad esempio?
«La Slovenia, la Croazia, dove negli ultimi anni devo dire che i nostri prodotti, soprattutto conifere e conifere a bonsai, come ginepri, pini, pino mugo, pino pumilio hanno avuto un forte successo anche per via della tipologia di giardini che si riescono a realizzare con queste piante».
Quindi oggi è iniziato bene. Mi diceva prima che questi incontri in fiera si traducono spesso in rapporti duraturi.
«Certamente. Per fortuna diciamo che riusciamo a seguire il cliente. Di solito non abbiamo il cliente di grosse dimensioni, le grosse catene di distribuzione, ma abbiamo piccoli garden center o giardinieri che riusciamo a seguire nella progettazione e nel consiglio per gli acquisti in modo tale che spesso si crea un legame che per fortuna dura negli anni. E questa è una cosa di cui andiamo fieri».
Ecco i clienti di stamani a cui ha fatto cenno prima erano garden center?
«Sì».
Siccome mi ha parlato di progettazione, mi aggancio a un tema di attualità in Toscana, visto che voi vi trovate nel Distretto vivaistico di Pistoia. In questo momento c’è fermento sul verde urbano sia a Firenze che a Prato e vengono pianificati investimenti in progetti vari di rinverdimento o forestazione. Questo è un mercato che vi può interessare?
«Certamente. Siamo in grado, oltre che di produrre e vendere le piante, di seguire la loro messa a dimora, il loro inserimento in determinati contesti. Grazie al fatto che sono piante coltivate da noi, ne conosciamo bene l’accrescimento, l’acclimatamento e i tipi di esigenze che hanno. Quindi siamo in grado di dare una consulenza mirata, sicuramente alle piante di nostra soluzione, ma anche ad altre piante di nostra conoscenza, su come posizionarle, coltivarle, tenendo conto di tutto ciò che può essere utile per creare giardini e spazi verdi che siano duraturi».
Passando alle piante che producete, mi può riassumere la gamma di specie della vostra produzione?
«Ormai da diversi anni produciamo conifere: conifere nane e in forma, pon pon, bonsai; fusti, mezzi fusti e mini fusti di pini e Juniperus. Negli ultimi anni stiamo passando molto di più dalla forma a pon pon alla forma a bonsai, che risulta molto più apprezzata dal mercato, anche in Italia ma soprattutto all’estero».
E infatti vedo che qui li avete messi ben in evidenza nello stand?
«Sì. Comunque abbiamo portato anche una campionatura di pon pon più ridotta, perché è una forma più classica che in questo momento trova meno richieste».

Redazione Floraviva
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