Il settore floricolo dispiaciuto per la Brexit

in Notizie

brexit2

Il mercato floricolo reagisce all'esito del referendum inglese di giovedì 23 giugno manifestando perplessità e incertezze: in Kenya e in Olanda in tanti, fra responsabili politici e imprenditori, rimpiangono la decisione inglese di lasciare l'Unione Europea. Forti preoccupazioni per la libera circolazione delle merci e la fluttuazione di sterlina e euro, ma anche qualche speranza per nuove relazioni commerciali inglesi con il Kenya e per un possibile snodo commerciale ad Amsterdam.

Harry Bockhoff, direttore di Flower Group, azienda di trasporti olandesi, teme soprattutto i lunghi tempi di attesa: «Abbiamo prodotti deperibili, quindi per noi ogni minuto conta. Intendiamo consegnare il prodotto più fresco possibile». Dunque ci si augura che la libera circolazione delle merci fra Olanda e Regno Unito possa rimanere intatta. Dennis Heijnen di EVO, che si occupa di logistica, esprime il suo timore per la diminuzione delle importazioni dal Regno Unito a causa del calo di valore della sterlina. Egli non ha infatti dubbi che le aziende che esportano molto soffriranno di questa Brexit. Il capo esecutivo del Kenya Flower CouncilJane Ngige, dice che il Consiglio sta valutando l'ampiezza dell'uscita inglese sul settore: «Dobbiamo riorganizzarci e, guardando al nostro protocollo di scambio con l'UE e il Regno Unito, dobbiamo venirne fuori con una posizione che possiamo condividere». Kenyan flower farms, che usa per lo più l'euro come moneta, si aspetta un aumento dei costi a causa della fluttuazione della moneta comune e della sterlina. Il governatore della Central Bank, Patrick Njoroge, è stato pronto nel provare a calmare i mercati, con una dichiarazione del primo mattino: «La Banca centrale del Kenya è pronta a intervenire sui mercati monetari e dei cambi esteri per garantire il loro corretto funzionamento. Altre principali banche centrali hanno annunciato la loro disponibilità a intervenire per ridurre al minimo le interruzioni nei loro mercati». Lucas Vos, CEO di Royal FloraHolland, ha già evidenziato la sua speranza che le buone relazioni commerciali con il Regno Unito possano continuare. Sebbene le conseguenze del referendum siano difficili da esprimere in cifre al momento, Royal FloraHolland non sembra essere influenzata troppo nelle sue relazioni commerciali inglesi e per la grande quantità di fiori e piante che il Regno Unito di solito importa. Non solo cattive notizie per Kenya e Olanda: secondo Quartz Africa i legami fra il Kenya e la Gran Bretagna sono profondi e di lunga data, dunque il commercio e gli investimenti da entrambe le parti dovrebbero continuare senza problemi. In un certo senso il Kenya potrebbe quasi beneficiare della situazione, secondo alcuni analisti. Il Regno Unito potrebbe, infatti, essere ansioso di stabilire legami bilaterali dopo aver lasciato l'Unione Europea, dando preferenza al Kenya. Anche per l'Olanda, secondo un membro del consiglio municipale di Amsterdam, Kajsa Ollongren, la Brexit può essere utile alla città nel suo ruolo di centro commerciale internazionale. «Nel periodo che precedeva il referendum, alcune aziende hanno deciso di attraversare il Mare del Nord in direzione della capitale olandese», riferisce Kasja ad un giornale olandese, “Volkskrant”.

Redazione

Fonte: FloralDaily.com