Arte Verde

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Le incredibili sculture in bambù di Tetsunori Kawana

«Ascolto sempre il battito del cuore della Terra e le mie creazioni fanno eco a questo impulso della Natura».Tetsunori Kawana vive a Tokyo e New York. Nelle sue installazioni, influenzate dalla sua padronanza di ikebana, trova le diverse qualità del bambù e le rielabora con un tocco umano.Il bambù è molto importante nella cultura giapponese, anche dal punto di vista spirituale ed i giapponesi ricavano, da questa pianta, molte cose utili alla loro vita.«Nel mio lavoro uso il bambù verde a
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Nhan Duc: la bellezza dell'effimero

Duy Anh Nhan Duc, nato in Vietnam nel 1983, è arrivato in Francia all'età di dieci anni e da allora vive e lavora a Parigi. Questo artista visivo ha fatto della natura la matrice delle sue opere. Una costante ricerca di unione e osmosi per dare una visione diversa della pianta.«Cerco, con il mio lavoro, di catturare l'aspetto unico delle piante mettendo in evidenza quelle che tutti conosciamo, ma che non guardiamo più. Tutto è una scusa per onorare la pianta». Ogni opera è un invito, riv
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Alexandre Grivko ed i giardini di Étretat

Alexandre Grivko, famoso paesaggista russo, ha firmato moltissimi giardini privati in giro per il mondo ma tra i suoi lavori più noti spiccano i giardini di Étretat, che rappresentano uno dei massimi capolavori di arte topiaria al mondo unendo natura, arte ed interventi di landscape design nella ricerca dell’armonia.Si trovano in Normandia e si affacciano sulle famose scogliere Falesie di Étretat, amate e dipinte da Claude Monet in oltre cinquanta tele. Il progetto, ispirato alla scuola bel
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Sophie Parker spinge la botanica oltre i confini

Una foglia non è una foglia per l'artista botanica Sophie Parker. È più come tela o argilla. «La cosa curiosa è che i miei dipinti sono sempre di piante», dice la 31enne di Brooklyn, che ha ottenuto il suo diploma dalla School of Visual Arts prima di iniziare una carriera come pittrice e scultrice. Successivamente, fondò un collettiva di artisti chiamata "Fruit Exchange Studios" e una società di design/styling, che portò a una maggiore sperimentazione. «Circa due anni e mezzo fa, ho in
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Il Bizzarro Bazar di Laure Prouvost

Fin dalla sua infanzia, nel nord della Francia, Laure Prouvost ha inventato mondi: «I miei genitori hanno un grande giardino e mi piaceva armeggiare, creare ambienti, capanne. Non avevo il diritto di guardare la TV, ero ossessionata dalle immagini in movimento, volevo interrogarle, reinventarle e lavorarci sopra».Dopo essersi diplomata alla Saint Martins Film School, dove si interessa di video sperimentali, ne fa la base del suo lavoro che poi arricchisce con mezzi tradizionali - disegno, cera