TOSCANA, 500MILA FINO ALL’80% PER DIGITALIZZARE HACCP

GianLuigi Casoli

Domande entro il 30 aprile 2026 per il bando della Regione Toscana (PR FESR 2021–2027) che sostiene le MPMI aderenti a Vetrina Toscana nella digitalizzazione del sistema HACCP, con contributi fino all’80%.

Obiettivo: digitalizzare l’HACCP con il PR FESR 2021–2027

È aperto a sportello il bando della Regione Toscana “Vetrina Toscana e HACCP” (PR FESR 2021–2027, Azione 1.1.3), con una dotazione complessiva di 500.000 euro. La misura finanzia progetti di digitalizzazione del sistema di certificazione HACCP, attraverso l’adozione di tecnologie e servizi innovativi.

Le domande sono presentabili dalle ore 10:00 del 28 maggio 2025 fino al 30 aprile 2026 ore 12:00, salvo esaurimento anticipato delle risorse. La procedura è esclusivamente online sul Sistema Fondi Toscana (SFT), con accesso tramite SPID, CIE o CNS. È prevista l’imposta di bollo, salvo esenzioni.

Chi può partecipare: requisiti e vincolo Vetrina Toscana

Possono accedere al contributo le MPMI con sede o unità operativa in Toscana, iscritte alla CCIAA e titolari di Partita IVA. Ammesse anche forme aggregate (reti soggetto, consorzi, società consortili, CAT), purché in forma collettiva.

Elemento centrale è l’adesione a Vetrina Toscana e la sottoscrizione del Manifesto dei Valori. Per i soggetti aggregati è richiesto un minimo di 50 imprese o professionisti aderenti già prima della domanda.

Tra i requisiti amministrativi: regolarità DURC, assenza di procedure concorsuali, rispetto normativa antimafia e antiriciclaggio, condizioni “Deggendorf” e adeguata solidità economico-finanziaria.

Spese ammissibili e importi: soglia minima 30mila euro

Sono ammissibili le spese sostenute dal giorno successivo alla presentazione della domanda, in tre macro-voci:

  • Servizi di consulenza per l’innovazione;
  • Servizi di sostegno all’innovazione, inclusi canoni piattaforme software;
  • Personale altamente qualificato.

Le spese devono rientrare nel Catalogo servizi (classe A obbligatoria, B/C integrabili) con massimali specifici.

L’investimento minimo è di 30.000 euro. Per le aggregazioni: fino a 150.000 euro (max 100 imprese) e fino a 300.000 euro (oltre 100 imprese). Durata progetto: 9 mesi, prorogabili di 3 in caso di cause non imputabili al beneficiario.

Contributo fino all’80% e criteri di punteggio

L’agevolazione è un contributo in conto capitale (anche in forma voucher), in regime GBER (artt. 18 e 28 Reg. UE 651/2014), con intensità fino all’80% del costo ammesso, variabile in base a servizi e dimensione d’impresa.

Previste premialità del 5% cumulabili per incremento occupazione ICT, imprese femminili o giovanili, rating di legalità, certificazione UNI/PdR 125:2022, localizzazione in aree interne o di crisi. Resta comunque il tetto massimo dell’80%.

Non è un click day automatico: serve un punteggio minimo di 14 punti. L’ordine cronologico vale solo tra i progetti ammissibili e sopra soglia. Premiata la coerenza con i servizi B5 del Catalogo, la digitalizzazione avanzata e la riduzione volontaria dell’intensità richiesta.

Erogazione e rendicontazione: attenzione alle “trappole”

È possibile un anticipo fino al 40% con fideiussione (110%). Il SAL deve coprire almeno il 30% del progetto, il saldo il 70%, con rendicontazione asseverata da revisore legale.

Prima di ogni erogazione sono effettuate verifiche su DURC, antimafia e requisiti generali. Nella modalità voucher, il pagamento al fornitore vale come quietanza nei limiti del contributo, ma le quote eccedenti devono risultare integralmente pagate prima del saldo.

Un bando mirato per ristorazione e ospitalità

La dotazione è contenuta, ma la misura è strategica per ristorazione e ospitalità già aderenti a Vetrina Toscana. Il vero rischio? Progetti sotto soglia o costruiti senza coerenza con Catalogo e criteri di valutazione. In uno sportello competitivo, non basta arrivare presto: serve arrivare preparati.

GianLuigi Casoli – © Floraviva, riproduzione riservata – 03/03/26

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