Filiera della canapa
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Approvato il Decreto Sicurezza con l’articolo 18 che vieta lavorazione e vendita delle infiorescenze di canapa Cia lancia l’allarme su una filiera che vale un miliardo di euro e occupa 23mila addetti
CANAPA INDUSTRIALE: INTERROGAZIONE AL PARLAMENTO UE SUL DL48 E I SUOI EFFETTI SULLA FILIERA ITALIANA
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Gli eurodeputati Bonaccini, Laureti e Nardella (S&D) interrogano la Commissione Europea sulla compatibilità del DL 48 con il diritto UE, evidenziando i rischi per oltre 3.000 imprese italiane del settore della canapa industriale.
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Il decreto sicurezza preoccupa il comparto: rischio paralisi per migliaia di aziende agricole. Confagricoltura invoca confronto immediato per salvare la filiera.
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Le potenzialità della farina di semi di canapa nella zootecnia approvata negli Stati Uniti dal Minnesota che ha recentemente sdoganato l’uso della farina di semi di canapa come mangime per galline ovaiole
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Confagricoltura sollecita il governo a escludere l’uso ricreativo della canapa sativa dal ddl Sicurezza per tutelare i settori cosmetico, nutraceutico, tessile ed edilizio che sono in procinto del raccolto. L’emendamento attuale mette a rischio un comparto in forte crescita e migliaia di posti di lavoro.
Confagricoltura, attraverso il suo Gruppo di Lavoro sulla canapa industriale, ha richiesto un intervento urgente al governo italiano per modificare un emendamento al disegno di legge Sicurezza. L'emendamento in questione prevede l'inclusione delle infiorescenze di canapa e dei suoi derivati nel Testo Unico delle leggi sugli stupefacenti (legge 309 del 1990), equiparando di fatto la canapa industriale a sostanze soggette a restrizioni. Confagricoltura ha sottolineato come tale misura possa compromettere gravemente il settore agricolo, che negli ultimi anni ha registrato una crescita significativa. Confagricoltura propone di modificare l’emendamento in modo da escludere l’uso ricreativo della canapa industriale dalla legge 242, mantenendo il settore agricolo estraneo alle misure restrittive previste per la canapa destinata a usi non industriali. La confederazione ritiene infatti che la modifica sia necessaria per salvaguardare la stagione agricola in corso e consentire uno sviluppo continuativo delle filiere di canapa destinate a settori come la cosmetica, la nutraceutica, il tessile e l’edilizia. Il settore della canapa industriale italiana rappresenta un'opportunità economica per le aree rurali e montane, nonché un’occasione per i giovani agricoltori. Con oltre il 65% delle imprese del settore guidate da imprenditori under 40, il comparto si pone come un’importante leva per il rinnovamento generazionale in agricoltura. Dal 2019 al 2023, il settore ha registrato una crescita del 200% e conta oggi su circa 10.000 posti di lavoro, con un significativo contributo all'export: oltre il 70% della produzione italiana è infatti destinata all’estero, con mercati di riferimento in Svizzera, Germania, Spagna, Francia e Austria. Il mancato intervento, avverte Confagricoltura, potrebbe assestare un duro colpo a una filiera che ha mostrato di essere sostenibile e capace di rispondere a esigenze ambientali e di diversificazione agricola, ostacolando il percorso di crescita e riducendo le prospettive di occupazione giovanile nel settore.
Redazione
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Sei aziende italiane del settore canapa hanno avviato una iniziativa congiunta con il supporto politico del M5S contro il divieto sui fiori di canapa previsto nella Legge Sicurezza 2023, che sarà discusso in Parlamento dopo la pausa estiva.
Il Parlamento italiano è pronto a discutere la Legge Sicurezza 2023, dopo la pausa estiva. Tra le disposizioni in esame c'è un emendamento che mira a vietare tutte le attività commerciali legate ai fiori di canapa, anche quelli con un contenuto di THC inferiore allo 0,3%. Questo divieto avrebbe un impatto notevole su oltre 2.300 aziende italiane, specializzate nella coltivazione e trasformazione della canapa, che rischiano la chiusura. In risposta a questa proposta, sei associazioni italiane del settore della canapa, tra cui Imprenditori Canapa Italia e Federcanapa, hanno lanciato una petizione per chiedere il ritiro immediato dell’emendamento e avviare un dialogo costruttivo con il governo. La petizione sottolinea l'importanza di una regolamentazione equilibrata e sostenibile per la filiera della canapa industriale. Il Movimento 5 Stelle (M5S), in particolare l'eurodeputata Valentina Palmisano, ha chiesto l’intervento della Commissione Europea, sostenendo che il divieto proposto violerebbe le normative dell'Unione Europea sulla libera circolazione delle merci e sullo status non narcotico del CBD, stabilito da una sentenza del 2020. La Commissione Europea ha già avviato una revisione approfondita della questione, sollecitata da diverse associazioni di settore che hanno presentato reclami a giugno. Se il divieto dovesse essere approvato, esso vieterebbe non solo la vendita, ma anche l'importazione, la lavorazione, la distribuzione e il possesso dei fiori di canapa, anche in forma secca o triturata. Inoltre, la misura si integrerebbe con un decreto già in vigore dal 5 agosto, che limita la vendita di prodotti a base di CBD destinati al consumo orale esclusivamente alle farmacie, previa prescrizione medica non ripetibile. La Legge Sicurezza 2023, e in particolare il divieto sui fiori di canapa, continua a essere oggetto di forti controversie, con diverse forze politiche che esprimono dubbi sull’approccio restrittivo del governo. Anche esponenti di Forza Italia, partito di destra parte della coalizione di governo, hanno espresso perplessità, chiedendo un approccio più bilanciato. L’esito di questa discussione parlamentare avrà conseguenze significative per il futuro della filiera della canapa in Italia e per la conformità del Paese alle normativa.
Redazione




