La svolta del mercato dei fiori: i termini dell’accordo e gli 8 mesi per il piano di rilancio

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Il sindaco di Pescia Giurlani ha fatto ieri il punto della situazione con gli operatori del mercato: una cabina di regia coordinata dal Mefit dovrà predisporre il progetto di valorizzazione multifunzionale entro 8 mesi. Per il consigliere regionale Niccolai le novità sono la corresponsabilità pubblico-privata e il coinvolgimento dei commercianti. Orlandini (Cia): ottimo risultato viste le premesse, i floricoltori dovranno cambiar passo a cominciare dall’occasione Pistoia capitale della cultura. Procissi (Coldiretti): bene, adesso la Regione conosce meglio la filiera floricola, ma questo è solo un punto di partenza».

Proprietà dell’immobile al Comune di Pescia e finanziamenti sufficienti per il suo adeguamento strutturale da parte della Regione Toscana, ma anche corresponsabilità e impegno del Comune e dei privati, florovivaisti e commercianti in testa, nel piano di rilancio del mercato dei fiori. Un progetto di sviluppo aperto alla multifunzionalità, ma la cui priorità resta la filiera floricola.
Questa, in sintesi, la ricetta per la “Manutenzione e valorizzazione del mercato dei fiori di Pescia”, definita nell’intesa fra Regione, Comune, associazioni di categoria degli agricoltori e dei commercianti, Mercato dei fiori della Toscana (Mefit) e Coriprolivi, che è stata presentata ieri dal sindaco Oreste Giurlani e dal consigliere regionale Marco Niccolai agli operatori iscritti al Mefit, l’azienda speciale comunale che gestisce i servizi per il commercio all’ingrosso di piante e fiori nella struttura ex Comicent di via Salvo d’Acquisto. Non c’è ancora la firma al protocollo per dettagli tecnico-burocratici, ma ci siamo. La Regione dovrebbe approvare oggi la variazione di bilancio che stanzia i finanziamenti di 3 milioni in tre anni. E a breve, entro ottobre, il Comune e la Regione, una volta avvenuto il passaggio di proprietà dell’immobile e sottoscritto il protocollo d’intesa, approveranno l’accordo di programma con i dettagli e la tempistica dell’erogazione delle risorse e dell’esecuzione dei lavori in modo da assicurare la continuità della gestione del servizio pubblico del mercato all’ingrosso di fiori e piante.
«Questo è un incontro importante – ha esordito l’amministratore unico di Mefit, Antonio Grassotti – perché giunge al termine di un percorso lungo e difficile. Non deve però essere considerato un punto di arrivo, ma di partenza per il rilancio del mercato dei fiori e del settore della floricoltura»
«Sono tre i soggetti protagonisti di questo accordo che hanno deciso di dare una svolta alla situazione di precarietà in cui versava da troppo tempo il mercato dei fiori di Pescia – ha affermato Oreste Giurlani –: la Regione Toscana, le associazioni di categoria e il Comune. Il 30 dicembre scorso ci riunimmo qua annunciando l’avvio del confronto con la Regione: ce l’abbiamo fatta e il 5 ottobre il testo dell’accordo di programma con la Regione passerà in consiglio comunale. Ma la vera sfida comincia ora. Abbiamo deciso di prendere la proprietà dell’immobile e metterci la faccia, a fronte delle necessarie garanzie sulle risorse regionali per l’adeguamento strutturale, perché questa è l’unica strada per rilanciare il mercato e il settore. Però questa è una responsabilità e bisogna che entro 8 mesi predisponiamo il progetto di valorizzazione multifunzionale del mercato».
cftCome è previsto nel protocollo d’intesa, infatti, verrà creata una cabina di regia composta da tutti i firmatari del protocollo (Regione Toscana, Comune di Pescia, Mefit, Cia e Coldiretti e Unione provinciale agricoltori Pistoia, Confcommercio Pistoia e Prato, Confesercenti Pistoia e Coriprolivi di Pescia), i cui lavori saranno coordinati dal Comune di Pescia tramite il Mefit, che dovrà elaborare entro 8 mesi dalla firma del protocollo un “progetto per la valorizzazione multifunzionale del Comicent”. Il Mefit dovrà anche aggiornare entro 6 mesi dalla firma del protocollo il suo piano di sviluppo «concertando con la cabina di regia». Giurlani ha così riassunto gli impegni delle tre parti protagoniste dell’accordo: «la Regione si impegna a dare i 3 milioni in 3 anni, più l’opzione di un quarto, per l’adeguamento strutturale del mercato e ad aiutarci nel rilancio della floricoltura; il Comune si impegna a utilizzare le risorse ricevute per mettere in sicurezza la struttura, a destinare 500 mila euro di proprie risorse allo stesso scopo, a stilare un progetto di sviluppo della struttura e del settore insieme alle associazioni di categoria; queste ultime, infine, che non dovranno fare nulla per l’adeguamento delle strutture, si impegnano però ad essere parte attiva nel percorso progettuale e di rilancio». Giurlani ha poi ricordato le azioni complementari intraprese per il rilancio della floricoltura: dal tavolo di concertazione sul distretto di oggi e alla lettera inviata al Ministero delle politiche agricole per chiedere la creazione di un tavolo permanente dei mercati di fiori italiani, anche in vista del Piano nazionale florovivaistico 2017-19 che sarà discusso in ottobre (vedi).  
«Dopo un anno di lavoro, dall’inizio del nuovo mandato regionale – ha detto il consigliere regionale Marco Niccolai -, abbiamo finalmente dato una svolta a una situazione di incertezza che andava avanti dal 2007, quando fu messo in liquidazione il Comicent: una incertezza che rischiava di essere mortale». Niccolai ha ripreso quanto comunicato alla stampa in questi giorni sottolineando due aspetti cruciali dell’intesa fra Regione, Comune e associazioni di categoria: il protocollo è impostato in un’«ottica di corresponsabilità pubblico-privata» e non coinvolge più solo le categorie agricole ma anche le «categorie del commercio, a dimostrazione che questa struttura ha una importante valenza commerciale». Infine Niccolai ha sottolineato che la Regione non si limiterà ad erogare finanziamenti, ma «metterà in campo azioni per supportare il Comune e la progettualità del territorio». Si tratta di «una sfida ma anche un’opportunità», ha concluso Niccolai.
Sandro Orlandini, presidente di Cia Pistoia, ha affermato che l’accordo raggiunto con la Regione Toscana «è un risultato ottimo», soprattutto alla luce di come era iniziato il confronto con la Regione, che sembrava non lasciare spazio all’erogazione di risorse. «Devo dare atto a Giurlani – ha detto Orlandini – di avere resistito con grande tenacia». Orlandini ha poi aggiunto che «siamo a un punto di svolta vero e gli operatori devono essere consapevoli che non tutto sarà come prima, perché non si può correre il rischio di trovarci fra dieci anni con gli stessi problemi di oggi». Anche per questo ha espresso la sua amarezza per il fatto che «manchino tanti soci di Cia che il 30 dicembre scorso erano qua a protestare». Rievocati i meriti dei vertici attuali e precedenti del Mefit, Orlandini ha sottolineato, nella prospettiva del rilancio della filiera floricola, che «il prossimo anno Pistoia sarà capitale italiana della cultura e bisogna che la floricoltura pesciatina abbia un ruolo da protagonista all’interno delle manifestazioni in programma». Infine Orlandini ha esortato i florovivaisti a partecipare a Christmas Flower Trends, l’iniziativa del Mefit sulle tendenze floreali in programma l’1 e 2 ottobre: anche questo è «un passo nella via del rilancio della filiera».
Sintetico ma esplicito Maurizio Procissi di Coldiretti Pescia: «il 30 dicembre scorso l’ipotesi più rosea era che gli operatori del Mefit dovessero finire in una tensostruttura. Non è stato facile questo percorso, è stato un anno molto difficile. Ho visto Giurlani combattivo, Niccolai ottimo uditore delle esigenze del territorio. E’ chiaro, però, che questo è solo un punto di partenza, perché altrimenti la struttura invecchierà di nuovo. Grazie anche al contributo dei commercianti, adesso la filiera floricola è più conosciuta a livello regionale. Speriamo che si spendano bene i finanziamenti nel rispetto sia di chi lavora al mercato che di tutti i cittadini».
Pamela Maionchi, di Confcommercio Pescia, ha manifestato la soddisfazione della sua associazione di categoria per lo stanziamento della Regione Toscana. «Chiudere una struttura come il mercato dei fiori sarebbe stata una perdita di ricchezza gravissima per il territorio. Ci impegneremo a coinvolgere le imprese nostre associate nel progetto di rilancio multifunzionale del mercato.
Infine Antonino Melara, funzionario regionale che si occupa della floricoltura, ha confermato che «siamo a un punto di svolta». «Oggi – ha continuato - forse c’è meno partecipazione perché gli operatori pensano che le cose vadano bene. In ogni caso 3 milioni di euro in una fase di grossi tagli per la Regione sono tanti, ma pensiamo che siano spesi bene. Ma tutti da ora in poi dovranno metterci la faccia».
Chiudendo l’incontro, Giurlani ha fra l’altro ricordato che da ora in poi, con il passaggio di proprietà, «potremo finalmente stringere accordi con privati, in primis del settore florovivaistico, che volessero avere uno spazio operativo negli spazi del mercato di via Salvo d’Acquisto». Chiusa la fase dell’incertezza e del rinnovo della gestione di anno in anno, sarà possibile per i privati programmare i propri investimenti pluriennali, piccoli o grandi che siano.
 
Lorenzo Sandiford