In crescita il MyPlant & Garden che annuncia le nuove date 2020

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Grande ottimismo per gli organizzatori di V-Group S.r.l. che dichiarano: “MyPlant & Garden 2019, il salone internazionale del verde continua a crescere. Abbiamo chiusa la 5a edizione della più attesa manifestazione dell’orto-florovivaismo, del paesaggio, dei fiori e del garden in Italia con un altro primato”. E’ certo che un ulteriore sforzo commerciale da parte degli organizzatori è stato fatto ed è oggettivamente avallato dai numeri: +16,5% sugli accessi rispetto al 2018, 733 imprese espositrici (+12% rispetto al 2018, di cui 21% dall’estero). V-Group S.r.l. dichiara di aver superato ancora una volta se stessa, e di aver chiuso un’edizione straordinaria per intensità e bellezza -continuano ancora dalla cabina di regia- “sempre più visitatori, relatori di grande fama e il jet-set internazionale dei canali di vendita. Un chiaro riconoscimento della leadership della manifestazione che oltre a essere il cardine unico e imprescindibile dei mercati rappresentati, si conferma come il place to be per eccellenza: esserci significa fare la differenza, poter fare rete, cogliere le migliori opportunità possibili, incontrare gli interlocutori e i target che altrimenti non intercettabili”.

Focus: 26-27-28 febbraio 2020 sono le date ufficiali già comunicate dagli organizzatori di MyPlant & Garden, forti dell’aumento del 16,5% durante la tre giorni milanese rispetto all’edizione 2018. Innegabile il grande impegno profuso dagli organizzatori. Certo sarebbe stato preferibile, che dai professionisti milanesi, arrivassero dei dati distinti tra: buyer gdo Italia ed estero, buyer della distribuzione specializzata, buyer pubblici, vivaisti, grossisti, giardinieri, architetti paesaggisti, autorità pubbliche. Insomma, quello che serve per valutare l’andamento/interesse di una fiera b2b che, nei numeri dei visitatori, speriamo non sia stata annacquata dalla gite studentesche e dai privati visti a flotte nei corridoi. Alcuni visitatori italiani ed esteri sentiti da Floraviva confermano un offerta espositiva in forte crescita, “un bel movimento” ma merceologicamente disorganica. Una fiera che “si gira male” dichiarano alcuni Garden Center e “molte merceologie ancora fuori settore” dicono dei buyer soprattutto esteri. D’altronde si sa che oggi i compratori e gli operatori di settore hanno sempre meno tempo a disposizione e non possono permettersi 2 giorni per una fiera da tre padiglioni. E’ quindi di fondamentale importanza offrire una fiera da pianificare bene prima dell’apertura. Ad esempio alcuni visitatori dopo aver consultato il loro smartphone hanno dichiarato: “possibile che non ci siano le posizioni degli stand sul sito internet di MyPlant?”. Alcune critiche sono state mosse anche sulle nuove date 2019 che, per alcune filiere, sarebbero troppo tardive per garantire un vero interesse sull’approvvigionamento da parte dei buyer. Date che, sempre per il comparto vivaistico delle piante da esterno, sarebbero troppo distanti dalle fiere internazionali di riferimento durante le quali i compratori hanno già programmato gli acquisti per il momento clou delle vendite di primavera. Oppure per i coltivatori di piante fiorite che devono programmare le produzioni.
Quindi malgrado un super ottimismo emanato dagli organizzatori ed un indubbio impegno profuso durante la 5a edizione della fiera allestita nell’imponente struttura di Fiera Milano a Rho, un moderato ottimismo crediamo sarebbe stato più giusto. Sopratutto fornire dati concreti per avvalorare le capacità di lavoro e le professionalità che servono in tutti comparti della gestione di una manifestazione che dichiara di essere il riferimento nel comparto green b2b.
Competere oggi sui mercati internazionali dopo un’assenza dell’Italia che dura da 15 anni, ci deve far ragionare sui numeri più che fare comunicazioni roboanti. Siamo al cospetto di IPM Essen (28-31 gennaio 2020) che conta circa 1600 espositori, il Salon du Végétal (10-12 settembre, Nantes) che non tarderà a riposizionarsi sullo stile di Angers partendo dallo slogan “dalla natura nascono le idee”, Paysalìa a Lione (3-5 dicembre 2019) che risulta in forte crescita con 664 espositori da 17 paesi e 24.096 visitatori (+45% rispetto alla precedente edizione) i quali, grazie ad un intervista/indagine mirata, hanno dichiarato il 90% di propensione a visitarla anche nell’edizione 2019. Gli organizzatori di Paysalìa, la P&G Exhibitions, nella loro comunicazione hanno segmentato di più i visitatori: 61,5% imprenditori del paesaggio e produttori, 19% distributori, 11% manager pubblici, 6% specifici e solo 2,5% del totale visitatori privati. Poi c’è Flormart, tornato in mano pubblica, festeggia quest’anno la 70a edizione dal 26 al 28 settembre e sta preparando il rilancio nel mese che risulta più adatto al comparto delle piante da esterno e tutto l’indotto che gli ruota attorno. Quelli di Flormart, promettono grande assortimento e offerta formativa. Il vero confronto resta comunque con il colosso olandese che cavalca il format del _porte aperte_ dove i compratori visitano le aziende e tra i quali spicca -FlowerTrials- che quest’anno con lo slogan “dove le piante incontrano le persone” a giugno, dall'11 al 14, dà la possibilità agli specialisti di settore di visitare 54 aziende produttrici-ibridatrici di piccole piante e non solo. Al giorno d'oggi tutti sanno che le fiere di successo, per mantenere l’interesse, devono creare le condizioni per fare affari prima, durante e dopo le manifestazioni.

A.V.