Florovivaismo: Bellanova rassicura, la filiera chiede sblocco vendite

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La ministra Bellanova risponde all’sos del florovivaismo: «attenzione alta, rapidamente misure compensative mirate». Agrinsieme ringrazia e chiede le compensazioni già nella conversione del DL “Cura Italia” e «strumenti per sbloccare le vendite» nel rispetto della tutela della salute.


Una dichiarazione del ministro delle politiche agricole Teresa Bellanova per rassicurare il settore del florovivaismo in risposta alle molte grida d’allarme giunte in questi giorni da tutti i soggetti della filiera del verde colpiti dagli effetti disastrosi dell’emergenza epidemiologica Coronavirus: i problemi alle frontiere, ma ancor più la chiusura dei canali di vendita dei loro prodotti, le piante e i fiori, in Italia dappertutto (a parte l'online), ma ormai sempre di più anche in altri Paesi europei. E a stretto giro di posta la replica di uno dei soggetti più rappresentativi della filiera florovivaistica quale Agrinsieme, che ha ribadito il quadro della situazione tracciato in un comunicato del 13 marzo (vedi) e ha colto l’occasione per specificare subito le due richieste più urgenti.
E’ il botta e risposta, cordiale ma su sfondo drammatico, che si è sviluppato oggi sul fronte di una crisi in cui rischia di sparire il 60% circa dei ricavi annuali dell’intero sistema florovivaistico, con perdite che potrebbero arrivare al 100% per i florovivaisti specializzati in produzioni primaverili. Un disastro economico di proporzioni gigantesche se si pensa che il florovivaismo italiano, con una superficie coltivata di 29mila ettari, 27mila aziende produttrici e 100mila persone impiegate, produce un giro d’affari di circa 2,5 miliardi di euro l’anno, per un valore che rappresenta oltre il 5% della produzione agricola totale. 
«Conosciamo le difficoltà del settore – ha dichiarato nel primo pomeriggio la ministra Bellanova - e voglio assicurare tutti i florovivaisti e i floricultori italiani: la situazione che sta soffrendo il comparto è oggetto della massima attenzione e cura. Troveremo rapidamente misure compensative mirate. Nulla andrà perduto né in termini di sostegno immediato né in termini di prospettiva per le aziende del settore. Quando parliamo di misure per l'agricoltura, parliamo anche di florovivaismo. Che rappresenta una quota significativa e strategica del nostro segmento agricolo, ed è ben presente tra le priorità, compatibilmente con una emergenza e una crisi senza precedenti».
A poche ore di distanza è arrivato un comunicato con la risposta di Agrinsieme, il coordinamento che riunisce Cia-Agricoltori italiani, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle Cooperative Agroalimentari e che nei giorni scorsi aveva scritto alla responsabile del Dicastero dell’agricoltura chiedendo interventi immediati a sostegno del comparto. «Ringraziamo la ministra – si legge - per le importanti rassicurazioni che ha fornito in merito alla situazione del florovivaismo nazionale, la cui tenuta è a serio rischio a causa del protrarsi dell’attuale situazione emergenziale legata alla pandemia del COVID-19, o Coronavirus. Auspichiamo che queste misure possano essere assunte quanto prima, magari già in sede di conversione del decreto legge “Cura Italia” da oggi in vigore e che purtroppo non contiene ancora misure specifiche».
Per Agrinsieme occorre tener presente «la particolarità del comparto», nel quale «le imprese florovivaistiche sono nell’impossibilità di mettere il personale in cassa integrazione senza danneggiare la produzione». «Le aziende florovivaistiche vivono inoltre il paradosso – prosegue Agrinsieme - che possono continuare a produrre, senza avere di fatto alcuna possibilità di commercializzare i loro prodotti, che hanno una forte deperibilità, alla stregua degli altri comparti della filiera alimentare. Insieme ai sussidi che la ministra ha annunciato, chiediamo pertanto che si mettano in atto degli strumenti per sbloccare le vendite, pur nel rispetto di tutte le disposizioni a tutela della salute previste dai decreti governativi, facendo un appello ai nostri potenziali clienti, come la grande distribuzione». «Guardiamo con fiducia alle misure compensative annunciate dalla Ministra – conclude Agrinsieme -  a sostegno di un comparto che, come purtroppo molti altri, sta pagando a caro prezzo gli effetti del mercato fermo, del completo azzeramento degli eventi, della chiusura dei mercati ambulanti rionali, ma anche e soprattutto delle numerose disdette provenienti dal mercato estero, legate alla disinformazione, allo stop di importanti piazze di contrattazione, alle difficoltà dei trasporti nonché a fenomeni di opportunismo e concorrenza sleale».

L.S.