IL VIVAISMO EUROPEO PORTA IL SUO MANIFESTO AL PARLAMENTO UE
- Andrea Vitali
ENA presenterà il 21 aprile al Parlamento europeo il manifesto del vivaismo: riconoscimento del settore, PAC, verde urbano e sostenibilità al centro del confronto con Bruxelles.
Il vivaismo europeo prova a compiere un salto di scala: da comparto produttivo a interlocutore politico riconosciuto nelle scelte dell’Unione. Secondo la newsletter di aprile dell’European Nurserystock Association, il 21 aprile l’ENA presenterà al Parlamento europeo il proprio manifesto, con l’obiettivo di portare a Bruxelles le priorità di un settore che chiede più ascolto su politica agricola, salute delle piante, verde urbano e transizione sostenibile.
DA BRUXELLES UN SEGNALE POLITICO AL SETTORE
La notizia conta per il metodo e per il merito. Per il metodo, perché il vivaismo sceglie la sede politica più simbolica d’Europa per affermare la propria agenda. Per il merito, perché il manifesto punta a far riconoscere i vivai non come anello marginale, ma come infrastruttura produttiva e ambientale dell’Europa: imprese che alimentano città più verdi, resilienza climatica, biodiversità e qualità del paesaggio.
UN PERCORSO GIÀ AVVIATO, ORA AL BANCO DI PROVA UE
Il documento non nasce dal nulla. Il confronto era già emerso nei mesi scorsi nel circuito europeo del settore e ora approda al livello istituzionale. Il passaggio del 21 aprile assume quindi il valore di una traduzione politica: trasformare una piattaforma di richieste in un messaggio rivolto ai decisori europei, in una fase in cui le norme su commercio, fitosanitario, sostenibilità e concorrenza incidono sempre di più sulla vita quotidiana delle imprese.
COSA CHIEDE IL MANIFESTO ENA
La linea è chiara. L’ENA chiede che il vivaismo venga considerato partner strategico nelle politiche UE, con tre priorità: pieno riconoscimento del settore nella PAC, sostegno ai progetti di rinaturalizzazione e verde urbano basati su piante di qualità, certificate e resilienti, e incentivi per le aziende che investono in pratiche sostenibili. Sullo sfondo restano altri dossier centrali per i mercati internazionali: semplificazione normativa, salute delle piante, regole commerciali più coerenti e difesa della competitività europea.
PERCHÉ LA PARTITA RIGUARDA DA VICINO ANCHE L’ITALIA
Per l’Italia la posta in gioco è diretta. Il florovivaismo nazionale ha una forte proiezione estera e il confronto con Bruxelles riguarda non solo le regole comunitarie, ma anche la capacità di stare nei mercati europei e internazionali con produzioni affidabili, tracciabili e sostenibili. In questo quadro, la voce del distretto pistoiese e delle organizzazioni italiane pesa tanto più se riesce a inserirsi in una cornice europea, parlando ai partner dell’Unione e ai mercati del continente, Regno Unito compreso.
DALLE PAROLE ALLE MISURE
Il punto, adesso, sarà capire se alla presentazione del manifesto seguiranno atti concreti: interlocuzioni stabili con eurodeputati e Commissione, spazio nelle politiche agricole, attenzione alle esigenze fitosanitarie e un ruolo più definito del vivaismo nelle strategie europee per clima, paesaggio e città. Per l’ENA, il 21 aprile non è soltanto una vetrina: è un test di credibilità politica. Per il vivaismo europeo, è l’occasione di dimostrare che il settore non chiede protezioni, ma riconoscimento, coerenza regolatoria e visione.
Andrea Vitali – © Floraviva, riproduzione riservata – 30/03/26
