AGRICOLTURA100, IL FLOROVIVAISMO NEL RAPPORTO 2026

Andrea Vitali

A Roma Confagricoltura e Reale Mutua hanno presentato AGRIcoltura100: floricoltura al 54,1% di sostenibilità, contro il 57,9% del dato agricolo generale. Crescono le importazioni.

È stata presentata a Roma, nella sede di Confagricoltura, la sesta edizione del Rapporto AGRIcoltura100, iniziativa promossa da Reale Mutua e Confagricoltura per misurare la sostenibilità delle imprese agricole italiane.

Il rapporto 2026 si basa su un’indagine condotta su 3.804 imprese agricole. La partecipazione è più che raddoppiata rispetto alla prima rilevazione, svolta nel 2020, quando le aziende partecipanti erano 1.850. Il modello di analisi considera cinque aree: sostenibilità ambientale, sostenibilità sociale, gestione dei rischi e delle relazioni, qualità e sicurezza alimentare, qualità dello sviluppo.

 

I CINQUE DRIVER

Il rapporto individua cinque fattori per la competitività agricola: qualità delle produzioni, innovazione, integrazione di filiera, gestione del rischio, capitale umano e impatti sociali.

Il quadro è quello di un’agricoltura chiamata a misurarsi con costi, tensioni commerciali, rischio climatico, lavoro e investimenti. AGRIcoltura100 legge la sostenibilità non come tema separato dall’impresa, ma come parte della sua capacità di stare sul mercato.

IL FLOROVIVAISMO NEL CAMPIONE

Nel campione AGRIcoltura100 compaiono anche le imprese legate a floricoltura, fiori e piante ornamentali e vivai. La floricoltura è indicata come principale specializzazione da 267 imprese; 289 dichiarano fiori e piante ornamentali tra le coltivazioni; 69 dichiarano vivai tra le legnose agrarie.

Nel quadro dedicato alla floricoltura, il 54,1% delle imprese raggiunge un livello alto o medio-alto di sostenibilità contro il 57,9% del dato agricolo generale. Il 78,7% dichiara fatturato stabile o in crescita e l’80,9% produzione stabile o in crescita. Tra i temi rilevati figurano costi, cambiamento climatico, lavoro stagionale, avvicendamento generazionale, continuità aziendale e governance delle imprese.

Nel 2025 il florovivaismo registra 1,271 miliardi di euro di esportazioni, 908 milioni di importazioni e un saldo commerciale positivo di 363 milioni. Il saldo resta attivo, ma si riduce rispetto ai 382 milioni del 2024, per effetto di una crescita delle importazioni più rapida di quella dell’export.

LE MENZIONI AL FLOROVIVAISMO

Nel quadro delle menzioni speciali di AGRIcoltura100 2026, tre riconoscimenti riguardano direttamente il florovivaismo: la Società Agricola Vivai e Piante F.lli Bergonzini di San Cesario sul Panaro, in provincia di Modena, per l’occupazione giovanile; Lazzeri Società Agricola di Merano, in provincia di Bolzano, per l’agricoltura femminile; l’Azienda Agricola Vannucci Piante di Pistoia per il minor impatto ambientale.

UNA LETTURA IN CHIAVE FLOROVIVAISTICA

Per il florovivaismo, il rapporto conferma che sostenibilità, mercato e organizzazione aziendale sono ormai indicatori collegati. Non sostituiscono produzione, export e redditività. Li accompagnano e li misurano.

Redazione – © Floraviva, riproduzione riservata – 13/05/26

 

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