Il vivaista
- Dettagli
- Scritto da Andrea Vitali
L’annuncio oggi in un incontro coi vertici dell’Associazione vivaisti italiani presso Gea. L’assessora all’agricoltura della Toscana ha reso noto che domani in Giunta passerà la delibera che avvia l’iter delle domande nel sistema di Artea e a metà gennaio sarà deliberato il contributo di circa 4,5 milioni di euro della Regione. Il presidente di Avi Magazzini: «siamo pronti a fare la nostra parte con investimenti propri per oltre 7 mln di euro». Vannucci: «essenziale restare competitivi nel mercato sempre più agguerrito post Brexit, come dimostra l’accordo di libero scambio Regno Unito - Turchia».
«Sia in precedenza da assessore regionale alla sanità che di recente come assessore all’agroalimentare ho avuto modo di apprezzare il comparto del vivaismo pistoiese e ciò mi ha spinto a impegnarmi al massimo per mantenere la promessa fatta in questa sede in campagna elettorale dal presidente Giani: la Regione Toscana finanzierà già a gennaio il Progetto integrato di distretto (Pid) “Vivaismo per un futuro sostenibile” dell’Associazione vivaisti italiani (Avi), soggetto referente del Distretto vivaistico ornamentale di Pistoia».
E’ quanto annunciato oggi nel corso di un incontro con i vertici di Avi nella sede di Gea dall’assessora all’agricoltura della Regione Toscana Stefania Saccardi. «Domani in Giunta regionale – ha precisato l’assessora – sarà presentata e approvata la delibera che avvia l’iter delle domande delle 39 aziende che partecipano direttamente al Pid, che potranno così iniziare ad avviare le pratiche nella piattaforma di Artea, la nostra agenzia per le erogazioni in agricoltura. Poi, verso metà gennaio, sarà deliberato lo stanziamento del contributo di circa 4,5 milioni di euro della Regione Toscana». Mentre il resto degli investimenti previsti nel Pid, principalmente per acquisto di tecnologie e adattamento dei vivai, pari a oltre 11,5 milioni di euro, sarà a carico delle 39 aziende vivaistiche coordinate da Avi.
Stefania Saccardi, dopo aver ringraziato la sua ex compagna di Giunta nella precedente legislatura regionale Federica Fratoni e la coordinatrice di Italia Viva Pistoia Lisa Innocenti, che è una vivaista, per l’aiuto fornito nel presentarle le problematiche del comparto, ha aggiunto rivolgendosi ai vertici di Avi presenti in sala: «mi raccomando adesso però con voi di essere bravi e rapidi nello spendere questi finanziamenti che attingono al Psr Feasr 2014-2020, perché la Comunità europea ci premia se sappiamo spenderli bene i finanziamenti».
«Credo di poter confermare con grande sicurezza – ha risposto il presidente di Avi Luca Magazzini a nome di tutti i convenuti dopo aver ringraziato l’assessora Saccardi per l’impegno e la rapidità d’azione – che siamo pronti a fare la nostra parte, che consiste in investimenti di tasca propria per oltre 7 milioni di euro. Eravamo già pronti la scorsa primavera, poi è arrivato il Coronavirus. Fortunatamente il sistema ha retto all’urto della pandemia, nonostante alcune perdite di fatturato in primavera, recuperate in buona parte ma non in toto e non da tutti». «L’unica voce degli investimenti del Pid che potrebbe subire qualche ritardo – ha aggiunto Magazzini – è quella relativa ai fabbricati, che vale intorno al 10-15% del totale e comporta procedure burocratiche che hanno tempi che non dipendono da noi. Su tutto il resto siamo pronti».
Come ha fatto notare nel corso dell’incontro Vannino Vannucci, titolare dell’azienda leader del distretto vivaistico pistoiese, che partecipa a questo Pid, «questi investimenti sono essenziali per restare competitivi su un mercato internazionale sempre più competitivo, come dimostra anche la recente notizia dell’imminente accordo di libero scambio fra Regno Unito e Turchia, il cui vivaismo è un nostro diretto concorrente, grazie ai minori costi di produzione, e che potrà quindi godere dell’assenza di dazi sulle piante esportate nel mercato britannico, uno dei tre principali anche per il nostro distretto».
Redazione
- Dettagli
- Scritto da Andrea Vitali
Uscito il terzo rapporto (ottobre-dicembre 2020) dell’Osservatorio trimestrale sul verde urbano di Flormart, lo storico salone internazionale del florovivaismo e del paesaggio di Padova. Impatto Covid: diminuiti i parametri economici negativi, ma i nuovi problemi causati dalla pandemia peggiorano le aspettative. Tendenze green secondo i 239 operatori sondati: al primo posto la forestazione urbana (verde estensivo) e nel verde residenziale emerge il giardinaggio biologico, ma anche le piante da orto e aromatiche.
Le aziende della filiera del verde italiana reagiscono alla crisi economica dovuta alla pandemia e fanno registrare performance in lento ma costante miglioramento: sono ancora più del 30% quelle con dati economici in aumento, come a settembre, contro il 18% di giugno, mentre il 33% presentano dati stabili. Le aspettative per il futuro tornano però più incerte e legate all’evoluzione dell’emergenza in atto: a settembre, dopo un’estate relativamente tranquilla, l’outlook era migliorato, ma a dicembre torna ad essere meno positivo.
Impatto della pandemia Covid-19
Redazione
- Dettagli
- Scritto da Andrea Vitali
Il secondo corso di formazione online del Gruppo operativo Autofitoviv sulle “Tecniche di autocontrollo e di riconoscimento tempestivo di fitopatologie o di parassiti” si svolgerà dal 7 al 18 gennaio. Quasi esauriti i posti disponibili, riservati a operatori con sede in Toscana. Ecco l’elenco delle materie e dei docenti delle lezioni.
Si stanno per esaurire i posti a disposizione nel secondo corso di formazione breve a cura del Gruppo operativo (Go) Autofitoviv: “Tecniche di autocontrollo e di riconoscimento tempestivo di fitopatologie o di parassiti”.
Il termine ultimo per l’iscrizione a questo corso, che si svolgerà dal 7 al 18 gennaio 2021 sviluppandosi in sette lezioni online (su Google Meet) di due ore ciascuna in orario serale compatibile con il lavoro, sarebbe il 20 dicembre. Ma al momento in cui scriviamo ci sono ancora solo 3 posti disponibili.
Il corso è interamente gratuito, in quanto finanziato con le risorse del Psr Feasr 2014-2020 – Regione Toscana, e ha come obiettivo fornire «le competenze di base per mettere in atto specifici protocolli di sicurezza per il riconoscimento di fitopatologie e parassiti». Nel dettaglio verranno forniti gli elementi di conoscenza necessari a «monitorare e prevenire l’azione dei nematodi e degli insetti; mettere in pratica tecniche di diagnosi per i principali patogeni delle specie ornamentali; attivare azioni di diagnostica circa la possibile invasione di patogeni esogeni».
Questo corso ha come destinatari «i seguenti soggetti con sede legale e/o almeno una sede operativa/unità locale in Toscana: imprenditori agricoli, singoli e associati, iscritti al registro delle imprese, dotati di partita IVA; titolari di imprese forestali, singoli e associati, iscritti al registro delle imprese e che abbiano una attività principale o secondaria con codice Ateco che inizi con “A 02”; amministratori e dipendenti, anche con funzioni dirigenziali, di gestori del territorio, rappresentati da Comuni, Enti Parco ed enti gestori dei siti della Rete Natura 2000».
Le lezioni sono così articolate:
- “Monitoraggio, prevenzione e possibili trattamenti di nematodi” di Silvia Landi (Crea) (7 gennaio ore 17-19; 8 gennaio ore 17-19);
- “Azioni di prevenzione per l’introduzione di insetti esotici nei vivai” di Elisabetta Gargani (Crea) (11 gennaio ore 17-19; 12 gennaio ore 17-19);
- “Tecniche di diagnosi innovative per i principali patogeni delle specie ornamentali” di Anita Haegi (Crea) (14 gennaio ore 17-19);
- “Diagnostica precoce d’invasione dei principali patogeni esogeni” di Nicola Luchi (Cnr) (15 gennaio ore 17-19; 18 gennaio ore 17-19). Seguiranno altri corsi. Per ulteriori informazioni sul Go Autofitoviv, che ha come capofila l’Associazione vivaisti italiani: https://www.autofitoviv.eu/.
Redazione
- Dettagli
- Scritto da Andrea Vitali
L’iniziativa coinvolgerà nel prossimo triennio (2021-2023) anche altri sette stati membri fra cui l’Italia. Il Regno Unito non ci sarà più a causa di Brexit. [Nella foto il progetto vincitore dello European Green Cities Award di quest’anno: la trasformazione di una miniera di carbone in spazio verde a Beringen in Belgio].
La triennale campagna di promozione del verde urbano “Green Cities for a Sustainable Europe’ (Città verdi per un’Europa sostenibile), che ha coinvolto 7 Paesi europei fra cui il Regno Unito dal 2018 al 2020, passa il testimone dal prossimo gennaio a “More Green Cities for Europe”: iniziativa analoga alla precedente ma più estesa, visto che gli stati membri coinvolti salgono a 13, nonostante l’abbandono del Regno Unito impegnato nella Brexit.
Redazione
- Dettagli
- Scritto da Andrea Vitali
Iniziato il primo corso di formazione breve del progetto di sorveglianza fitosanitaria del Gruppo operativo Autofitoviv, che ha per capofila l’Associazione vivaisti italiani. L’elenco degli argomenti affrontati e dei docenti.
Con la lezione “Malerbologia vivaistica e lotta alle infestanti”, a cura del ricercatore dell’Università di Pisa Stefano Benvenuti, ha preso il via venerdì 4 dicembre la prima edizione del corso di formazione breve “Gestione fitosanitaria sostenibile dell'azienda vivaistica” nell’ambito delle attività del Gruppo operativo (Go) Autofitoviv, che affronta la problematica dell’introduzione inconsapevole di organismi alloctoni di patogeni e parassiti animali all’interno dei vivai (vedi nostro articolo e nostro servizio).
Redazione
- Dettagli
- Scritto da Andrea Vitali
Aiph, l’associazione internazionale dei florovivaisti, organizza il 2 e 4 dicembre due convegni online gratuiti in lingua inglese per preparare i florovivaisti alla Brexit del 1 gennaio 2021. Il primo webinar, domani alle 15, è sul tema “Esportare e importare piante, alberi e bulbi”; il secondo, venerdì alle 15, su “Esportare e importare fiori recisi”. Il Regno Unito importa ogni anno piante per oltre 400 mln di euro (escludendo i fiori recisi). Tim Briercliffe «ci sono molte domande senza risposta e preoccupazioni su come funzionerà, così come sull’impatto a lungo termine sulla catena di fornitura al mercato britannico».
Siete dei produttori di piante ornamentali o di fiori e non riuscite a dormire bene la notte per l’avvicinarsi della data del 1° gennaio 2021 quando scatterà Brexit?
Il World Horti Center, Aiph – International Association of Horticultural Producers e la rivista FloraCulture International organizzano questa settimana due webinar gratuiti per discutere i cambiamenti imminenti. Nell’occasione alcuni espertissimi relatori presenteranno in lingua inglese i possibili scenari derivanti dalla Brexit per il commercio internazionale di piante ornamentali e fiori recisi, guardando alle sfide e alle opportunità per le imprese dell’intero settore florovivaistico.
Come ha osservato il segretario generale di Aiph, Tim Briercliffe, «questi webinar si svolgono in un momento critico, appena un mese prima che il commercio tra l’Unione Europea e il Regno Unito cambi drasticamente. Ci sono molte domande senza risposta sul commercio e preoccupazioni su come funzionerà, così come sull’impatto a lungo termine sulla catena di fornitura al mercato britannico. Questa è un’opportunità unica per avere gli ultimi aggiornamenti sulla questione».
Il primo webinar, in calendario mercoledì 2 dicembre dalle ore 15 alle 17, si intitola “In preparazione di Brexit - Esportare e importare piante, alberi e bulbi” ed è realizzato in collaborazione con la Horticultural Trades Association (HTA) del Regno Unito, la quale ricorda che il Regno Unito importa ogni anno piante per circa 350 milioni di sterline (cioè oltre 400 milioni di euro), senza contare i fiori recisi. Una cifra ragguardevole che dimostra la necessità di una preparazione pratica da entrambe i lati della Manica, poiché i meccanismi di sostegno dell'UE che sono in atto da più di 40 anni non ci saranno dopo il 31 dicembre e tutto ciò avviene durante la pandemia da Coronavirus. Durante il convegno web importanti esponenti del settore condivideranno le loro ricerche, conoscenze e intuizioni su ciò che riserva il futuro e su come il settore deve muoversi, indipendentemente dal fatto che sia stato concordato o meno un accordo sulla Brexit. Il webinar è rivolto a vivaisti (dai coltivatori agli ibridatori e produttori di giovani piante), commercianti, aste, dettaglianti, imprese del verde, associazioni di categoria ed esportatori di Paesi terzi. I relatori sono Sally Cullimore, Policy Manager della HTA, che parlerà di “Le sfide di Brexit per gli importatori di piante/alberi/bulbi e come la filiera florovivaistica del Regno Unito si sta preparando a Brexit”; Eline van den Berg, responsabile Supply Chain Public Affairs di Royal FloraHolland, su “Impact analysis sui prodotti florovivaistici olandesi che avranno un impatto significativo sui mercati dell’Unione Europea e del Regno Unito”; Stefan Koopman, economista specializzato nel mercato britannico di Rabobank (Olanda), su “Gli effetti macroeconomici del commercio con il Regno Unito post Brexit”; Bruce Harnett, direttore amministrativo presso Kernock Park Plants (Regno Unito), su “Che cosa significa Brexit per i produttori di piante del Regno Unito”; Henk Westerhof, di Anthos (Royal Trade Association for Nursery Stock and Flower Bulbs), Olanda, su “Come i produttori di piante dell’Unione europea stanno reagendo a Brexit”.
Il secondo webinar, in programma venerdì 4 dicembre dalle 15 alle 17, si intitola “In preparazione di Brexit - Esportare e importare fiori recisi” ed è pensato per floricoltori, commercianti di fiori, aste, coltivatori/esportatori di Paesi terzi, confezionatori/distributori, dettaglianti (supermercati, fiorai, mercati all'ingrosso) e associazioni di categoria. I relatori sono, oltre a Eline van den Berg e Stefan Koopman, che ripeteranno gli interventi del 2 dicembre (vedi sopra), Ian Michell, direttore della divisione Group Technical & Procurement di Flamingo Group (UK) su “Come Brexit potrebbe cambiare la fornitura di fiori al Regno Unito”; Augusto Solano, presidente di Asocolflores (Colombia) su “Le implicazioni di Brexit per il Sud America”; Nigel Jenney, amministratore delegato di Fresh Produce Consortium (UK) su “Le sfide di Brexit per gli importatori/esportatori e come la filiera del Regno Unito si sta preparando a Brexit”.
A questo link il programma con gli orari delle relazioni dei due webinar.
L.S.





