Agroalimentare

coldiretti new york

Il 29 e 30 giugno al Javits Center di New York, Coldiretti, Campagna Amica e Filiera Italia portano l'eccellenza agroalimentare italiana e promuovono il cibo come strumento di pace.

allarme copa e cogeca

L’allarme lanciato dal gruppo Salute delle piante del Copa-Cogeca: senza soluzioni fitosanitarie efficaci, rischio stallo totale in settori come vivaismo e orticoltura. Serve un cambio di rotta UE.

Il 7 giugno a Firenze si è aperto il ciclo Agri-Talk di Intesa Sanpaolo. Cattozzi: “Sosteniamo le filiere del made in Italy con 10 miliardi per innovazione e competitività in uno scenario complesso”.

La ripresa degli scambi con il Regno Unito per le piante ornamentali italiane è stata accolta con favore da Confagricoltura, che ha sostenuto le istituzioni e il servizio fitosanitario per sbloccare la situazione.

La riapertura del mercato britannico alle piante ornamentali italiane, comunicata ufficialmente lo scorso 27 maggio, rappresenta un importante successo per il florovivaismo nazionale. Lo stop agli scambi, attivo da ottobre a causa del rischio di diffusione dell’insetto Pochazia shantungensis, aveva provocato ingenti danni alle imprese del settore, obbligate a distruggere le piante sequestrate.

Confagricoltura, che ha lavorato a stretto contatto con il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste (Masaf) e con il servizio fitosanitario nazionale, esprime soddisfazione per il risultato raggiunto e ringrazia in particolare il sottosegretario Patrizio La Pietra per l’impegno profuso.

Secondo quanto comunicato dall’Ambasciata, “da martedì 27 maggio non sono previsti controlli intensificati per quanto concerne il rischio relativo alla presenza di Pochazia shantungensis nelle merci in importazione dall’Italia”.

Il mercato del Regno Unito, pur rappresentando solo una quota limitata dell’export florovivaistico complessivo, è considerato strategico da molte imprese leader del settore. Negli ultimi due anni, le esportazioni verso il Regno Unito avevano registrato un calo significativo, pari a -15% in valore e -18% in quantità. La ripresa degli scambi offre ora nuove prospettive per recuperare competitività e presidiare un mercato di grande rilevanza.

Redazione

Dopo l'utlimo incidente mortale di pochi giorni fa nell’Empolese, l’ASL Toscana centro lancia un appello: “Fate della sicurezza una priorità assoluta”

La recente ondata di incidenti sul lavoro che ha colpito il comparto agricolo toscano – in particolare nella zona dell’Empolese – ha spinto i Servizi di Prevenzione Igiene e Sicurezza nei Luoghi di Lavoro (PISLL) dell’ASL Toscana centro a lanciare un appello che va ben oltre i confini regionali. “Ogni infortunio è evitabile – dichiarano i tecnici del Dipartimento di Prevenzione – la sicurezza deve diventare una priorità assoluta per chi opera in agricoltura”.

Il monito arriva dopo episodi che hanno coinvolto operatori alla guida di trattori agricoli con struttura di protezione antiribaltamento, spesso non utilizzata correttamente. Da qui il richiamo all’obbligo, stabilito dal D.Lgs. 81/08, di indossare sempre la cintura di sicurezza quando si utilizzano questi mezzi: un gesto semplice, ma determinante per evitare esiti fatali in caso di incidente.

“La cintura trattiene l’operatore all’interno della zona protetta del mezzo – ricordano dal PISLL – e rappresenta l’unica barriera efficace contro lo schiacciamento. Senza, anche la cabina più solida può rivelarsi inutile”. Non meno cruciale è la manutenzione puntuale e scrupolosa delle macchine agricole: freni, sterzo, pneumatici, organi di trasmissione e telai di sicurezza devono essere controllati con regolarità.

Il richiamo alla responsabilità riguarda anche le attrezzature a traino: rimorchi, trincia erba, frangizolle e altri strumenti operativi devono essere mantenuti in piena efficienza, con particolare attenzione all’integrità dei dispositivi di protezione e alla stabilità dei carichi.

Dal cuore agricolo della Toscana arriva dunque un messaggio chiaro: la prevenzione in agricoltura è una responsabilità collettiva. Una cultura della sicurezza diffusa e consapevole è indispensabile per proteggere le vite degli operatori e garantire continuità e sostenibilità al sistema agricolo nazionale.

Redazione