Vendite di fiori: cercasi certezze. Intanto Obi apre parzialmente

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Ieri Federfiori su Rai Tre ha denunciato che 500 fiorai sono stati multati dalle forze dell’ordine per aver aperto sull’onda del via libera della ministra Bellanova e il coordinatore del Florovivaismo dell’Alleanza cooperative Bartoli ha invitato le amministrazioni locali «ad operare in conformità alla lettura interpretativa ufficiale fornita dal Governo». Nel frattempo Obi Italia ha riaperto 22 punti vendita, fra cui 8 in Toscana.

Continua a regnare sovrana l’incertezza nelle vendite di piante e fiori ai consumatori finali: sul piano normativo, ma anche sugli effetti delle riaperture. Incertezza che va a discapito, pochi o molti che siano, di quei cittadini che, reclusi in casa da settimane, vorrebbero trovare un po’ di conforto nella bellezza dei fiori e la cura delle piante in vaso dell’appartamento o dei balconi fioriti e dei giardini.
Ieri Federfiori si è fatta sentire al programma televisivo “Mi manda Rai Tre” denunciando che circa 500 fiorai associati alla federazione, aderente a Confcommercio, sono stati multati dalle forze dell’ordine, perché avevano aperto i negozi fidandosi del comunicato della ministra delle politiche agricole Teresa Bellanova. Che evidentemente non è stata ascoltata da altri organi dello Stato. Anche perché non sono state finora introdotte le necessarie integrazioni normative. In ogni caso, ha chiosato l’esponente di Federfiori Salvatore Petracca, se apriamo a chi vendiamo? Va considerato infatti che circa il 90% delle vendite di fiori, secondo la sua stima, avviene in occasione di grandi eventi, feste speciali e cerimonie, comprese quelle funebri. Allo stato attuale però il rischio è che il fatturato sia totalmente azzerato.
Più o meno nelle stesse ore il coordinatore Florovivaismo dell’Alleanza cooperative agroalimentariSimone Bartoli, direttore di Flora Toscana, ha diramato una nota alla stampa in cui ha sostenuto che «è più che mai necessaria una uniformità di comportamento su tutto il territorio nazionale, anche perché incertezze e difformità di disposizioni costituiscono per i produttori di fiori e piante, già duramente colpiti dalla crisi, un ulteriore elemento di complicazione». Dopo aver ricordato che «il Ministero delle politiche agricole ha chiarito nei giorni scorsi che la vendita al dettaglio dei prodotti del florovivaismo è autorizzata in tutti i punti vendita del territorio nazionale», ma che «ciò nonostante, fioccano a livello regionale e comunale interpretazioni discordanti e ordinanze contingibili e urgenti che impongono restrizioni alla commercializzazione di fiori e piante», Bartoli ha invitato «le varie amministrazioni locali ad operare in conformità alla lettura interpretativa ufficiale fornita dal Governo, seguendo l’esempio della Regione Lombardia che ha emesso a riguardo un'ordinanza chiarificatrice».
Nel frattempo Obi Italia ha riaperto parzialmente dal 6 aprile 22 punti vendita sul territorio nazionale (con orario 9-17), al termine di una chiusura iniziata il 12 marzo. Le aperture avvengono in conformità con i requisiti stabiliti dal Governo nei vari Dpcm della presidenza del consiglio in materia di esercizi commerciali e tutela della sicurezza nei luoghi di lavoro. Fra i 22 punti vendita di Obi riaperti, anche 8 toscani.
Ecco comunque l’elenco completo degli Obi riaperti reso noto da Diyandgarden: Ancona, Arezzo, Avezzano (AQ), Civitanova Marche (MC), Corciano (PG), Empoli, Guidonia (RM), Imola, Latina, Livorno, Montecatini (PT), Montevarchi (AR), Navacchio (PI), Pescara, Prato, Ravenna, Roma Casilina, Sesto Fiorentino, Tavagnacco (UD), Trieste, Trento, Viterbo.

L.S.