Arpat: troppi pesticidi nelle acque del distretto vivaistico, cambiare pratiche

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Dall’agenzia per la protezione ambientale della Toscana i risultati dei monitoraggi del 2016 nelle acque superficiali e sotterranee della provincia di Pistoia. Le aree più contaminate da fitofarmaci sono i corsi del sud-est della piana, quasi interamente occupato da vivai: oltre 30 volte il limite il Fosso Quadrelli e 20 volte la Brana. Più del 90% dei pesticidi sono diserbanti e il maggior inquinante è il Glifosate. In Valdinievole livelli 10 volte più bassi, ma l’Ampa supera la soglia accettabile nei torrenti Nievole e Pescia e nel Padule. L’Arpat dice alla Regione che ci sono le condizioni anche per «misure di limitazione/sostituzione/eliminazione nei confronti dei diserbanti» ed è «da valutare una modifica della disciplina delle acque di dilavamento della vasetteria».

 
Dopo le recenti notizie sulle difficoltà di molte imprese vivaistiche a ottenere credito dalle banche, altre bad news si abbattono sul distretto vivaistico ornamentale di Pistoia. L’Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana (Arpat) ha diffuso oggi una relazione, intitolata “Andamento della contaminazione da fitofarmaci nel territorio della provincia di Pistoia”, che descrive i risultati delle indagini svolte dall’Arpat nel 2016 sulla presenza di pesticidi nelle acque del territorio provinciale e gli esiti dei monitoraggi non sono affatto positivi, in particolare per la piana pistoiese occupata quasi per intero dal vivaismo ornamentale. 
Anche se i dati sono fermi al 2016, non si sono riscontrate, fanno sapere dall’Arpat, dinamiche o tendenze né di miglioramento né di peggioramento, come a lasciar intendere che, più o meno, al netto di contingenze climatiche o di altro genere, la situazione dovrebbe essere rimasta sostanzialmente immutata anche nell’anno appena concluso. Non solo, nella relazione sono contenute pure indicazioni alla Regione Toscana su misure da intraprendere per fermare i diserbanti o almeno limitarne l’uso e raccomandazioni ai vivaisti di «energici interventi correttivi delle pratiche agricole».   
Tab stazioni Mas a Pistoia 770x499Come precisato nella nota di Arpat News, l’Agenzia «esegue la ricerca dei residui di prodotti fitosanitari nell’ambito del monitoraggio ambientale sulla qualità delle acque interne principalmente attraverso tre reti: i) quella delle acque superficiali (laghi e corsi d’acqua), ii) quella delle acque destinate alla potabilizzazione, iii) quella delle acque sotterranee. I principi attivi ricercati (erbicidi, fungicidi e insetticidi) in 27 stazioni sono stati oltre cento (112); a questi si aggiunge l’erbicida Glifosate ed il suo prodotto di degradazione, l'Acido aminometilfosfonico (AMPA) la cui determinazione, onerosa e complessa dal punto di vista analitico, è stata limitata a 20 stazioni ritenute più significative in base all’analisi di pressioni ed impatti».
Ma vediamo i risultati comunicati dall’Arpat.
 
Acque superficiali
Nel 2016 sono stati effettuati in provincia di Pistoia campionamenti riguardanti i fitofarmaci «su 14 stazioni di Monitoraggio Acque Superficiali, di queste 10 sono corsi d'acqua e 4 laghi/invasi. Il superamento dello Standard di Qualità Ambientale [in parole povere la soglia da rispettare, ndr] per i Pesticidi Totali nel 2016 si è avuto in 6 stazioni su 14; il superamento dello Standard di Qualità Ambientale per singolo principio attivo come media annuale si è avuto in 10 stazioni, dei quali cinque casi sono stati determinati soltanto da Glifosate e/o AMPA». 
«Le aree maggiormente interessate da inquinamento da fitofarmaci – prosegue Arpat - sono risultate quelle dei corsi d’acqua della pianura pistoiese a sud-est della città, ovvero nelle aree dove la superficie è quasi interamente interessata dalle colture vivaistiche. I valori della media annua dei Pesticidi Totali nei corsi d’acqua di questa zona sono risultati molto alti, oltre 30 volte il limite per il Fosso Quadrelli, 20 volte per la Brana. Il maggior contributo è dovuto a Glifosate e AMPA, oltre a vari erbicidi come Oxadiazon, Oxifluorfen e Pendimethalin. I diserbanti contribuiscono tipicamente al valore dei pesticidi totali per oltre il 90%; ciò nonostante anche alcuni antiparassitari determinano un superamento degli standard di qualità, per singolo principio attivo. Anche in Valdinievole, dove i livelli di pesticidi totali sono almeno 10 volte più bassi rispetto alla piana pistoiese, si è registrato il superamento degli standard di qualità ambientale determinato dalla presenza di AMPA nel torrente Nievole, nel torrente Pescia di Pescia e all’interno del Padule di Fucecchio».
 
Acque destinate alla potabilizzazione
Riguardo alle «acque superficiali destinate alla potabilizzazione il rapporto riferisce che si sono riscontrati alcuni casi di contaminazioni elevate in due delle stazioni controllate. Pertanto ARPAT proseguirà l’attività di controllo, iniziata nel 2016, sulla osservanza delle aree di salvaguardia stabilite dal D.Lgs 125/2006 e sulle aree di tutela dai regolamenti dei vari comuni».
 
Acque sotterranee
«Per le acque sotterranee appartenenti alla rete di monitoraggio – comunica ancora Arpat - il rapporto evidenzia che non si sono verificati casi di superamento degli Standard di Qualità Ambientale e la gran parte dei campioni non presenta principi attivi con concentrazioni misurabili. Nel 2016 sono stati analizzati 7 pozzi (tutti per uso potabile): solo in quattro casi (quattro pozzi diversi) almeno un principio attivo risulta superiore al livello di quantificazione. Tuttavia viene ricordato che i risultati dei pozzi analizzati nel 2016, a seguito di uno sversamento accidentale di una cisterna contenenti prodotti diserbanti nel comune di Pistoia, hanno evidenziato una significativa vulnerabilità dei pozzi alla contaminazione da fitofarmaci, con conseguente rischio di contaminazione della falda. Per questa ragione ARPAT sta valutando la possibilità di inserire almeno una stazione di monitoraggio della prima falda in quelle zone che attualmente non sono controllate direttamente».
 
Azioni correttive
Il rapporto contiene anche «una valutazione della necessità di azioni per correggere i problemi riscontrati». Ebbene per Arpat «il raggiungimento dell’obiettivo di Buono stato ecologico per la classificazione dei corpi idrici superficiali della piana Pistoiese, che hanno questa scadenza nel 2021», richiede le seguenti azioni: 
1. Misure di limitazione dei diserbanti. Cioè, «facendo riferimento alle Linee guida per la tutela dell’ambiente acquatico e dell’acqua potabile e per la riduzione dell’uso di prodotti fitosanitari e dei relativi rischi, approvate con DM del 10 marzo 2015, si ritiene che ricorrano le situazioni per l’adozione da parte della Regione Toscana, di misure di limitazione/sostituzione/eliminazione nei confronti dei diserbanti (misura 10 delle linee guida)».
2. «Promozione di pratiche agronomiche che limitano il ruscellamento delle acque contaminate nel retico idraulico; sia mediante incentivi, sia con modifiche alla normativa di settore». Vanno «incentivate tutte le azioni tese al recupero delle acque di innaffiatura, e valutate le possibilità di integrazione, ove possibile, con pratiche agronomiche (es. specifiche lavorazioni del terreno, drenaggio, introduzione lungo i bordi di colture e/o cultivar che necessitano per la difesa di un numero di interventi minori) volte a contenere il ruscellamento nel reticolo idraulico e/o la eventuale filtrazione delle acque di dilavamento. In questo senso pare anche da valutare una modifica della disciplina delle acque di dilavamento della vasetteria, su terreni diserbati o su superfici impermeabili includendole tra le attività che presentano oggettivo rischio di trascinamento, nelle acque meteoriche, di sostanze pericolose o di sostanze in grado di determinare effettivi pregiudizi ambientali previste dall’articolo 39 del DPGR 46/R 2008».
 
L.S.