La “Techagriculture” contro crisi alimentare e climatica

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All’evento organizzato da Ambasciata d’Israele e Confagricoltura a Napoli sulla Techagriculture 26 aziende innovative israeliane e 80 imprese agricole italiane.


«Una grandissima occasione per l’Italia e per Israele. Israele è una potenza mondiale della tecnologia avanzata in agricoltura, l’Italia ha investito in un nuovo Centro Nazionale di Tecnologie per l’agricoltura, che si costituirà qui a Napoli. Napoli e Israele sono, quindi, al centro dell’avanzamento tecnologico in un campo fondamentale».
È quanto dichiarato dal rettore dell’Università di Napoli Federico II Matteo Lorito nella cerimonia d’apertura del “Techagriculture Meeting Italia-Israele: l’agricoltura incontra l’innovazione”, organizzato il 17 maggio dall’Ambasciata d’Israele in Italia e Confagricoltura, in collaborazione con il Comune di Napoli e l’Università federiciana, presso il complesso universitario di San Giovanni a Teduccio.
Un incontro, articolato in tre panel, sul contributo delle soluzioni agritech alle sfide poste da scarsità delle risorse e cambiamento climatico, che ha visto la presenza di oltre 400 partecipanti, 26 aziende e startup innovative israeliane, 80 imprese agricole fra le più avanzate d’Italia e 300 incontri b2b (business-to-business) e b2g (business-to-government).
Nel corso del primo panel, sul tema dell’agricoltura di precisione, si è discusso del ruolo cruciale che big data, piattaforme di analisi e automazione rivestono lungo tutta la filiera agroalimentare per un uso ottimale delle risorse terra, capitale e lavoro, a beneficio delle aziende e dell’ambiente. Nel secondo panel si è dibattuto invece di «come l’agricoltura possa dare una risposta alla crisi energetica attraverso l’agrovoltaico e di come il solare possa essere una fonte inesauribile di energia per l’agricoltura di precisione». Al centro del terzo panel, infine, «una panoramica di soluzioni agrifood-tech per contribuire alla lotta contro l’insicurezza alimentare: miglioramento genetico bovino per una maggiore produzione di latte, piattaforme intelligenti per il controllo di qualità e lo smistamento dei prodotti ortofrutticoli, e agricoltura verticale indoor sostenibile».
«Siamo nel mezzo di una crisi alimentare scatenata dal conflitto. Servono interventi mirati per mitigare il problema. L’innovazione tecnologica è la soluzione”, ha dichiarato il ministro degli Affari Esteri Luigi Di Maio, rimarcando l'importanza della sicurezza nel settore alimentare, anche sotto il profilo geopolitico, il ruolo fondamentale di Israele come Start-Up Nation e la volontà di approfondire la cooperazione bilaterale tra Roma e Gerusalemme in questo settore così rilevante.
Il ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali Stefano Patuanelli ha evidenziato l’importanza di potenziare la ricerca in ambito tecnologico per poter contrastare le gravi conseguenze dovute ai cambiamenti climatici e la carenza delle risorse. «Queste sfide - ha detto - si possono e si devono vincere anche grazie alla cooperazione internazionale, come quella tra Italia e Israele. Produrre cibo di qualità, renderlo disponibile per tutti, e ottenerlo con il minore impatto ambientale, deve essere uno dei nostri principali obiettivi».
«L'incontro di oggi è la naturale prosecuzione dell'evento “Verso Sud”, intercorso nei giorni precedenti a Sorrento», ha sottolineato il ministro per la Coesione territoriale Mara Carfagna, sottolineando che «il rafforzamento della cooperazione tra Italia e Israele permette di confrontare due realtà che possono scambiarsi reciprocamente sinergie e valori. L'agricoltura è oggi al centro delle grandi tensioni del nostro tempo e Israele rappresenta per l'Italia un Paese mediterraneo amico, leader nella tecnologia biotech. La sinergia tra i due Stati può produrre buoni frutti. Insieme i due Paesi mediterranei possono davvero assumere e consolidare una leadership mondiale nell’agrifoodtech».
«La scelta di ospitare a Napoli il meeting Italia-Israele su TechAgriculture – ha detto il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi - è per noi motivo di grande orgoglio e soddisfazione. Il Polo tecnologico di San Giovanni a Teduccio era la sede di una grande fabbrica agroalimentare: dopo 40 anni proprio qui rilanciamo agricoltura e tecnologia. Si tratta di un passaggio di testimone tra passato e futuro, nel nome dell'alleanza tra tecnologia e agricoltura che servirà a vincere una grande sfida: garantire cibo sufficiente per tutto il mondo».
«Spero che questa conferenza, negli anni, possa aprirsi a tutti i Paesi del Mediterraneo, e non solo, per il bene dell’umanità - ha affermato l’ambasciatore Dror Eydar -, perché le interazioni qui stabilite hanno una dimensione non solo commerciale, ma anche universale: le crisi climatica, energetica e alimentare richiedono sforzi congiunti globali. Israele ha molte innovazioni da offrire, dal campo alla tavola, fino alla gestione dei rifiuti: data analytics per l’agricoltura di precisione, soluzioni di automazione delle operazioni agricole, droni a supporto dell’agricoltura, tecniche idroponiche, sinergie tra attività agricole e produzione di energia solare, tecnologie per la zootecnia e l'acquacoltura, soluzioni a beneficio delle fasi di filiera post-raccolto, come controllo di qualità dei prodotti e shelf life, incubatori e servizi di supporto».
«Italia e Israele concretizzano un sogno nato prima della pandemia e che oggi può dare un reale contributo di crescita, solidarietà e resilienza in tutta l’area Mediterranea - ha detto il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti -. Questa giornata traccia una linea che Confagricoltura vuole dare con Israele portando avanti negli anni questo momento di incontro, affinché possa diventare il punto di riferimento di una riflessione sempre più approfondita. Ci aspettano mesi intensi di lavoro per poter dare risposte adeguate. Confagricoltura e Israele mettono in campo le loro competenze e chiamano la politica a inserire la questione in un’agenda più ampia: una policy a livello globale non è più evitabile». 

Redazione