Gli alberi monumentali d’Italia: più di 2000, di cui ben 285 in Sardegna

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Creato il primo elenco ufficiale degli alberi monumentali d’Italia: sono 2407, di cui 2080 (sez. 1) già formalizzati e 327 (sez. 2) in via di iscrizione. Spicca la Sardegna con 285 fra alberi e sistemi omogenei d’alberi. La Toscana, che può vantare il celebre gruppo di cipressi di S. Quirico d’Orcia, è però solo terzultima, e presto sarà ultima perché Molise (51) e Umbria (54) ne hanno diversi nella sez. 2. Al vertice della nostra regione la Provincia di Prato (21, tutti a Montemurlo), seguita da quella di Firenze. Nemmeno uno in provincia di Pistoia, la patria del più importante distretto vivaistico ornamentale. La specie più rappresentata è il leccio (Quercus ilex), seguito dal Cupressus sempervirens.


«Questo primo elenco rappresenta uno strumento utile per diffondere la conoscenza di un patrimonio naturale e culturale collettivo di inestimabile valore. Gli alberi monumentali hanno un forte valore identitario per molte comunità e per questo vogliamo promuovere e valorizzare la loro conoscenza tra i cittadini».
Così il ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Maurizio Martina ha commentato l’approvazione ufficiale, avvenuta il 19 dicembre con un decreto del Dipartimento delle politiche europee e internazionali e dello sviluppo rurale del suo ministero, del primo elenco nazionale degli alberi monumentali del nostro Paese. L’elenco, diviso per Regioni (con l’eccezione delle due province autonome del Trentino-Alto Adige: Bolzano e Trento), si compone di 2407 alberi (o sistemi/insiemi omogenei di alberi) che si contraddistinguono per l’elevato valore biologico, ecologico, paesaggistico, storico-culturale o religioso che rivestono nei contesti territoriali in cui si trovano ed è il frutto di una intensa attività di catalogazione realizzata, in modo coordinato e sinergico, dal Mipaaf, dalle Regioni e dai Comuni, che la legge indica come diretti operatori del censimento. Ai soggetti istituzionali si sono aggiunti per il supporto scientifico il Centro di ricerca per l'agrobiologia e la pedologia del Crea, e per le preziose attività di segnalazione enti parco, istituti scolastici, professionisti agronomi e forestali, associazioni ambientaliste e cittadini.
L'elenco degli alberi monumentali, appartenenti a specie autoctone e alloctone, è costituito da individui singoli, filari, gruppi e alberature, radicati in contesti agro-silvo-pastorali o urbani. Esso è suddiviso in due sezioni: la Sezione 1, pari a 2080 unità, che accoglie gli alberi che hanno già completato l’iter burocratico e sono quindi già formalmente iscritti; la Sezione 2, che comprende 327 alberi o insiemi di alberi già censiti ma il cui iter non è ancora terminato (ma che fra 120 giorni entreranno automaticamente a far parte della Sezione 1, salvo osservazioni o ricorsi amministrativi). Le due sezioni dell’elenco possono essere consultate sul sito istituzionale del Mipaaf www.politicheagricole.it, in cui è stata creata un’apposita area dove sono indicate caratteristiche e geolocalizzazione dei monumenti verdi. L'approccio valutativo che ha portato all'attribuzione del carattere di monumentalità e quindi all'iscrizione in elenco degli alberi o insiemi di alberi non è stato attento solo al contesto ambientale e può essere riassunto nei seguenti criteri: età e/o dimensioni; forma e portamento; valore ecologico; rarità botanica; architettura vegetale; pregio paesaggistico; valore storico, culturale, religioso. Per alcuni degli alberi è in vigore o è stata presentata una proposta di “dichiarazione di notevole interesse pubblico” ai sensi dell’art. 138 e seguenti del “Codice dei beni culturali e del paesaggio” (D. Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42), a cui si lega una specifica disciplina di tutela e valorizzazione rispondente alle loro peculiarità.
Come si può vedere nel sito web del Mipaaf, tra le 20 regioni italiane (accorpando i dati delle due province autonome di Bolzano e Trento), quella che ha attualmente il numero più alto di alberi (e/o sistemi omogenei di alberi) monumentali nella Sezione 1 (iter amministrativo terminato) è la Sardegna, con ben 285 unità. Seguono il Piemonte (164), il Friuli-Venezia Giulia (139), il Trentino-Alto Adige (131: Bolzano 44 e Trento 87), le Marche (123), la Lombardia (121), la Valle d’Aosta (112), il Veneto (110), l’Emilia-Romagna (107), la Basilicata (104), la Liguria (93), la Sicilia (88), la Calabria (83), l’Abruzzo (73), la Campania (69), il Lazio (62), la Puglia (56), la Toscana (55), l’Umbria (54) e il Molise (51). Ma la Toscana sarà presto all’ultimo posto, se si considera che le regioni che la seguono hanno diversi alberi nella Sezione 2 in attesa del perfezionamento della procedura amministrativa (il Molise 66 e l’Umbria 12), mentre la Toscana nessuno.
Concentrandoci sulla nostra regione, le Province che annoverano più alberi monumentali nell’elenco ministeriale sono Prato con 21 unità (tutte nel Comune di Montemurlo), Firenze con 19 (di cui 7 a Reggello, 4 a Fiesole, 4 a Fucecchio e 3 a Vinci), Siena con 7 (a Castiglione d’Orcia 6 e 1 a San Quirico d’Orcia: il suo celeberrimo gruppo di cipressi immortalato in tante cartoline e fotografie), Lucca con 4 (di cui 3 a Capannori). Sorprendente, dal punto di vista del marketing territoriale, l’assenza di alberi monumentali censiti nella provincia di Pistoia, la patria del più importante distretto vivaistico ornamentale d’Italia. Passando alle specie, la più rappresentata in Toscana è il leccio (Quercus ilex) con 7 alberi monumentali, seguita dal cipresso comune (Cupressus sempervirens).
 
L.S.