Filiera corta bosco-legno-energia con marchio per la Toscana

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legno per impianti a biomasse

L’intesa «per l’attivazione della filiera corta bosco-legno-energia» firmata ieri in Regione dall’assessore Salvadori con i soggetti interessati permetterà di alimentare 70 piccoli impianti a biomasse agroforestali. Presentato l’apposito marchio di qualità “Sistema Green Economy Toscana”. Il presidente Rossi «investire sulla Green Economy per nuova occupazione ai giovani e fonti energetiche alternative».

Un marchio di qualità con la scritta “Sistema Green Economy Toscana” e il logo con l’immagine stilizzata della regione nei colori che richiamano le energie rinnovabili: «giallo per l’energia che proviene dal sole, blu per l’energia che proviene dall’acqua, verde e marrone per l’energia che proviene dal bosco».
E’ suggellato da questo segno distintivo a scopo promozionale il “Protocollo d’intesa per l’attivazione della filiera corta bosco-legno-energia» firmato ieri dall’assessore all’agricoltura della Regione Toscana Gianni Salvadori e dai rappresentanti di tutti i soggetti, istituzionali e sociali, che completano la filiera: Uncem Toscana, Anci, Upi, CGIL, CISL,UIL, CIA, Coldiretti, Confagricoltura, Legacoop, Confcooperative. L’obiettivo dell’intesa è creare una filiera corta integrata che rappresenti un circuito virtuoso nell’utilizzo di una delle risorse di cui la Toscana è più ricca: il bosco. In questo modo si potranno alimentare i 70 impianti di cogenerazione a biomasse agroforestali che si prevede di realizzare da qui al 2015, come promesso da Salvadori il 16 novembre all’incontro “Energia da biomasse agroforestali: un’opportunità per le imprese e i cittadini toscani” (vedi nostro articolo “Biomasse agroforestali: 70 nuovi impianti entro il 2015”).
«La firma di oggi – ha commentato il presidente della regione Toscana Enrico Rossi - è importante perché mette nero su bianco una collaborazione virtuosa fra istituzioni e categorie economiche e sociali con lo scopo di far decollare lo sviluppo delle filiera bosco legno energia e favorire la creazione di filiere corte locali. L’obiettivo, in coerenza con le scelte strategiche della Regione in tema di fonti rinnovabili e di Green Economy, è la creazione di una rete di piccoli impianti di cogenerazione e reti di teleriscaldamento, che diano impulso alla filiera stessa, creando nuove opportunità di occupazione, sopratutto per i giovani, ma anche attivando un’efficace prevenzione del rischio idrogeologico di cui c’è un gran bisogno».
«Il disegno che rappresenta la regione Toscana – ha sottolineato l’assessore Salvadoriindica l’impegno dell’ente a cooperare insieme agli altri attori per la promozione e valorizzazione della filiera bosco, legno energia ma anche il luogo geografico dove promuovere il processo individuato nel protocollo stesso certificando un processo virtuoso fatto di qualità ambientale e responsabilità sociale».
La Toscana con 1 milione e 156 mila 682 ettari di superficie forestale, pari al 51% del territorio regionale, è la regione più boscata d’Italia. La maggior parte dei boschi è di proprietà privata (85%), ma si tratta in prevalenza di piccole proprietà, mentre il 15% pari a 130 mila ettari è di proprietà pubblica, 110 mila ettari la proprietà regionale.  La provvigione legnosa complessiva è di circa 124 milioni di metri cubi e l’accrescimento è del 4% annuo. A questo patrimonio è possibile aggiungere gli scarti del mondo agricolo (potature, ramaglie ecc.) che si calcola in circa 700 mila tonnellate di sostanza secca all’anno. Attualmente l’utilizzo del legname toscano è al 40% dell’accrescimento, pari a circa 2 milioni di metri cubi all’anno. Si calcola che nel settore lavorino circa 10 mila 500 persone e le imprese interessate siano attualmente circa 5 mila.
Dall’attivazione di una filiera corta bosco-legno-energia ci si attende la creazione entro il 2015 di una rete di piccoli impianti (non superiori complessivamente a 70 megawatt) per la produzione di energia elettrica e termica (cogenerazione), alimentati da biomassa legnosa locale. Grazie alla firma del protocollo odierno, oltre cinquanta comuni hanno già dato la propria disponibilità ad ospitare gli impianti che avranno una dimensione di circa 1 megawatt di potenza. Si stima un possibile incremento dell’occupazione di almeno 700-1000 addetti.
La creazione della filiera corta bosco-legno-energia mira anche alla prevenzione del rischio idrogeologico grazie alla coltivazione del bosco stesso e al mantenimento del presidio umano sul territorio e risponde agli obiettivi della Regione Toscana, che ne ha fatto un punto strategico del programma regionale di sviluppo, e dell’Unione Europea per l’incremento di energia pulita prodotta da fonti rinnovabili. Il protocollo prevede una campagna di informazione anche tramite il progetto GiovaniSi e una cabina di regia per il coordinamento delle attività e promuove la certificazione di qualità sia in termini ambientali, che di sicurezza e responsabilità sociale delle imprese e si propone anche l’obiettivo di contrastare la piaga del lavoro nero.

L.S.