Costi di produzione a +70% nel 2022 per il florovivaismo

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Allarme di Confagricoltura, all’ultimo gruppo di lavoro Fiori e Piante del Copa-Cogeca,  per il rialzo dei costi di produzione nel 2022 rispetto al 2021: +70%. 

 
Il florovivaismo è in balia della crisi per via dei rincari. A lanciare il grido di allarme, in occasione dell’ultima seduta del gruppo di lavoro “Fiori e Piante” del Copa-Cogeca che si è appena conclusa in Olanda, è stata Confagricoltura, che ha sottolineato la necessità di «prestare la dovuta attenzione alla pesante situazione che vive il settore florovivaistico europeo» e in particolare quello italiano, dove le aziende «sono in sofferenza per l’impennata dei costi produttivi ed energetici, la difficoltà a reperire i mezzi di produzione e la manodopera». Senza dimenticare «gli effetti del cambiamento climatico, come la siccità e le bombe d’acqua», che hanno interessato la penisola italiana.
Secondo le stime di Confagricoltura gli aumenti dei costi di produzione di piante e fiori nel 2022 si attesteranno intorno ad almeno +70% sul 2021, con punte che potrebbero superare il +100%. «Le nostre preoccupazioni – ha concluso l’organizzazione degli imprenditori agricoli - sono forti anche per il calo dei consumi. Le difficoltà sono evidenti e rischiano di condizionare le scelte aziendali. E’ purtroppo chiaro che fiori e piante, pur con il loro importante apporto nel migliorare l’ambiente, la psiche e la qualità della vita, rischiano di essere sacrificati per risparmiare nel timore della crescita dell’inflazione».
Al gruppo di lavoro di settore del Copa-Cogeca gli esperti europei si sono confrontati in particolare sul problema degli aumenti energetici che, in assenza di misure urgenti, mettono in pericolo la tenuta dell’intero comparto all’interno dell’Unione Europea. Un comparto, quello del florovivaismo, che «ha sempre avuto un ruolo centrale nell’economia agricola nazionale», sottolinea Confagricoltura, e che vede l’Italia «tra i principali produttori di piante e fiori della UE», con «una grandissima varietà grazie alle sue caratteristiche territoriali». Oggi il settore, malgrado l’evidente flessione dovuta alla pandemia, ha un valore alla produzione che supera i 2,6 miliardi di euro. E il saldo attivo della bilancia commerciale è di oltre 400 milioni di euro, per un totale di 27mila imprese, che danno lavoro a più di 100mila addetti.
 

Redazione