Coldiretti: a Pistoia lascia Andreini, a Lucca un floricoltore

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Riccardo Andreini Coldiretti Pistoia

Nell’ambito dei rinnovi provinciali di Coldiretti, a Pistoia il presidente uscente Riccardo Andreini ha annunciato di non ricandidarsi, mentre a Lucca arriva un floricoltore: Cristiano Genovali, alla presidenza del Mercato dei fiori di Viareggio. Confermati Tulio Marcelli ad Arezzo e Fabrizio Filippi a Pisa. A capo dei pensionati pistoiesi l’ex vivaista Menichi subentra all’ex floricoltore della Valdinievole Avanzati.

Novità e conferme dai rinnovi dei consigli provinciali in corso nella rete di Coldiretti Toscana.
A Pistoia lascia Riccardo Andreini, che, dopo 15 anni a capo della Coldiretti provinciale, ha deciso di non ricandidarsi alla presidenza. Andreini lo ha annunciato ufficialmente domenica scorsa a Cutigliano nel corso della 62esima Giornata del Ringraziamento, l’omaggio che ogni anno il mondo agricolo della rete Coldiretti rende a Dio con benedizione dei trattori, i mezzi di produzioni agricoli per eccellenza della modernità.
Ed è sempre a una Giornata del Ringraziamento, oggi a Capezzano Pianore, storica capitale agricola delle Versilia, che ha fatto il debutto ufficiale il nuovo presidente di Coldiretti Lucca, il floricoltore viareggino Cristiano Genovali, che è alla presidenza del Mercato dei Fiori di Viareggio ed è, fanno sapere da Coldiretti, «uno dei soggetti più attivi nella promozione e valorizzazione dei fiori “tipici” e di alcune delle produzioni autoctone della Versilia, proponendo originali accostamenti come il tulipano al posto della rosa per San Valentino o il ranuncolo giallo al posto della mimosa nel caso della Festa delle Donne, l’8 marzo, o ancora, affermando la Versilia come capitale della stella di Natale. Iniziative che sono valse ai fiori versiliesi notevole risalto nazionale. Figlio di capitano di nave tra le sue passioni ci sono la cucina e la lettura di saggi storici, è un profondo conoscitore delle produzioni floricole del territorio». Il neo presidente, in occasione dell’investitura, aveva ricordato i 10 punti del manifesto “L’Italia che vogliamo” presentato al Forum Internazionale di Cernobbio dalla Coldiretti lo scorso ottobre e l’importanza di investire sulla qualità e «non sulle economie di scala perché saremo perdenti in partenzaaveva sottolineato –, riuscire a vendere bene il valore immateriale delle nostre produzione deve essere il nostro obiettivo. Non dobbiamo vendere i nostri prodotti a minor prezzo perché è il mercato ad imporlo, ma vendere ad un prezzo giusto e remunerativo».
Ancora a Pistoia sono stati rinnovati gli organi dell’associazione Coldiretti dei pensionati, con il subentro dell’ex vivaista Roberto Menichi, pistoiese, all’ex floricoltore della Valdinievole Renzo Avanzati, di Ponte Buggianese.
Nel frattempo alla guida dei Coltivatori diretti di Pisa è stato confermato all’unanimità per il terzo mandato di fila Fabrizio Filippi, presidente del Consorzio per la tutela dell'Olio Extravergine di Oliva Toscano IGP. Nella sua lunga arringa, il giorno della conferma alla guida di Coldiretti Pisa, Filippi ha percorso alcune delle tappe fondamentali dal 30 aprile 2009, anno di lancio del progetto di una filiera agricola tutta italiana, il cui obiettivo era «portare valore aggiunto alle imprese», fino al manifesto dell’«L’Italia che vogliamo» presentato a Cernobbio. «Sul territorio, questi progetti, - ha detto - si sono tradotti nella rete dei mercati di Campagna Amica che settimanalmente si tengono in diversi comuni pisani». Filippi ha aggiunto che «la lotta alla contraffazione senza se e senza ma» resta una delle «principali battaglie del futuro». Poi ha ricordato i numeri che dimostrano quanto l’agricoltura stia dando risposte alla nostra economia: il record dell’export agroalimentare, la crescita del Pil agricolo e soprattutto il numero di imprese condotte da giovani, anche a livello locale. Filippi ha infine paragonato il sistema Coldiretti ad una Ferrari e, citando un grande storico dell’economia che non c’è più, Carlo Cipolla, ha sostenuto: «la missione dell’Italia è produrre all’ombra dei campanili cose belle che piacciono al mondo. La Ferrari è una cosa bella ma si produce a Maranello e non in qualche capannone senza poesia. Gli esempi positivi nascono da un’economia che ha determinate caratteristiche. Ripartire dall’Italia che fa l’Italia».
Alla guida di Arezzo è stato confermato all’unanimità Tulio Marcelli, presidente regionale di Coldiretti. Nel suo intervento Marcelli ha fra l’altro detto che la «filiera agricola finalmente tutta italiana» ha per scopo «non solo favorire una consumo consapevole e sano dei prodotti» ma anche e soprattutto «portare valore aggiunto alle imprese». Anche da Marcelli importanti riferimenti al manifesto dell’«L’Italia che vogliamo» presentato a Cernobbio. «Attraverso il cibo di sicura provenienza e qualità  - ha affermato Marcelli - e grazie al progetto Coldiretti di filiera italiana, si esalta il bene comune rappresentato dalla tutela dell’ambiente, del paesaggio, dalla coesione sociale e dalla salvaguardia e preservazione del nostro magnifico territorio rurale».

Lorenzo Sandiford