Allarme Botrytis cinerea: le soluzioni chimiche e bio

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La muffa grigia da Botrytis cinerea è una delle malattie più dannose, più diffuse e più difficili da contrastare. Negli impianti di ornamentali tra l’autunno e la primavera, e soprattutto in ambiente protetto dove è più difficile far circolare l’aria, è facile che si creino condizioni favorevoli al suo sviluppo e alla sua diffusione: si è pertanto ritenuto opportuno proporre un aggiornamento su questo argomento.

B. cinerea è la specie di Botrytis più diffusa, ed è un fungo sia una forma sessuata (l’ascomicete Botryotinia fuckeliana) si una forma conidica (il deuteromicete B. cinerea appunto) che è quella più frequentemente rinvenuta in natura.
• Si tratta di un parassita ubiquitario e polifago, in grado di infettare centinaia di specie vegetali in qualsiasi stadio di crescita e in qualsiasi parte aerea della pianta;
• può alternare periodi di vita saprofitaria con altri a comportamento parassitario;
• colpisce preferibilmente piante deboli o deperimenti, e soprattutto quelle su cui sono presenti ferite che possono avere origine meccanica (raccolta, grandine, attrezzi etc…) o biotica (danni da altri parassiti);
• generalmente in natura si trova sotto forma di micelio sui residui vegetali lesionati o in fase di senescenza;
• la sua pericolosità è tanto maggiore quando più si protraggono periodi piovosi o comunque caratterizzati da elevata umidità;
• in condizioni ambientali sfavorevoli si conserva sotto forma di sclerozi dai quali, al ristabilirsi di condizioni favorevoli, può nuovamente svilupparsi il fungo;
• in condizioni favorevoli il fungo produce uno strato di ife e strutture fruttifere (conidiofori e conidi) sui tessuti colpiti, quindi produce conidi idrofobi che vengono liberati nell’aria e diffusi dal vento. Lo sviluppo del fungo può avvenire, più o meno velocemente, a temperature comprese tra 5 a oltre 30°C con un ottimo che oscilla tra i 21-25°C, mentre l’umidità relativa necessaria alla germinazione dei conidi necessariamente deve essere molto elevata (UR>90 %).
INFEZIONE
I conidi una volta raggiunto l’ospite si fissano sulla superficie vegetale e producono tubuli germinativi da cui si dipartono ife che penetrano nel vegetale attraverso stomi, ferite o lesioni, o direttamente perforando la cuticola. I conidi germinano solo in presenza di acqua, e perché avvenga l’infezione è necessario che sui tessuti ne permanga un velo per circa 6-8 ore consecutive: interrompendo almeno una volta questo periodo si blocca il ciclo infettivo del patogeno (per la vite si valuta il rischio d’infezione mediante la regola dei due 15: vegetazione bagnata per almeno 15 ore e temperature medie prossime ai 15°C).
SINTOMI
La muffa grigia può colpire tutti gli organi aerei delle piante, soprattutto se sono teneri:
•sulle foglie può determinare la comparsa di lesioni necrotiche estese, di consistenza ed aspetto variabile, spesso idropiche. Schema che descrive il ciclo di sviluppo della malattia.
• Su piccioli e peduncoli può causare la comparsa di marciumi e, soprattutto su rami e fusti, anche la comparsa di lesioni asciutte. Rami e steli vengono generalmente aggrediti quando sono erbacei o non completamente lignificati, e in seguito si ha il disseccamento della vegetazione soprastante.. 
•I fiori possono essere attaccati in ogni fase di sviluppo. Se vengono colpiti i boccioli in genere si verifica un arresto della fioritura, i tessuti si coprono di una fitta rete micelica, appassiscono e spesso marciscono; le lesioni possono quindi estendersi allo stelo. In fase di apertura dei fiori si può verificare la comparsa sui petali di macchie scure, i tessuti quindi imbruniscono, si accartocciano ed avvizziscono.
• Sui frutti può causare marciumi più o meno molli e i danni sono tanto più gravi quanto più il frutto è prossimo alla maturazione.
• Il fungo è in grado di provocare infezioni latenti che possono causare lo sviluppo di marciumi in prossimità della raccolta o in post raccolta durante la conservazione e la commercializzazione. In queste ultime fasi il patogeno può svilupparsi e diffondersi rapidamente, ad opera del micelio, attraverso il contatto tra parti infette e parti sane.
IMPORTANTE: la predisposizione alla malattia è esaltata da tutte quelle pratiche che favoriscono una crescita lussureggiante, e in particolare da concimazioni azotate poco equilibrate. E’ pertanto quanto mai importante adottare corrette pratiche colturali cercando di operare nel rispetto delle necessità fisiologiche delle piante in un determinato contesto ambientale.


DIFESA
La lotta alla muffa grigia deve essere innanzitutto preventiva.
Interventi agronomici (primari ed essenziali) tra cui:
• assicurare una buona aerazione degli impianti - adottare razionali piani di concimazione
• evitare le irrigazioni a pioggia
• adottare efficaci piani di lotta a parassiti che potrebbero causare ferite alle piante (tripidi, larve di lepidotteri, …)
• curare l’igiene delle coltivazioni e disinfettare eventuali ferite
• eliminare il materiale colpito
• altro
Interventi chimici:
• all’instaurarsi di condizioni climatiche altamente favorevoli all’innesco della malattia si consiglia di intervenire con formulati ad ampio spettro (ad es. a base di sali di rame e tiram);
• alla comparsa dei primi sintomi è preferibile impiegare formulati a specifica azione antibotritica

In floricoltura la lotta può essere condotta impiegando i formulati a base delle sostanze attive riportate nella tabella sottostante. Prima del loro impiego si raccomanda di verificare in etichetta le specie su cui il formulato è autorizzato, le dosi, le modalità di impiego e le eventuali limitazioni d’uso. Si ricorda che formulati a base di microrganismi antagonisti e rame esplicano la loro efficacia soprattutto se impiegati in via preventiva.

Sta aumentando l’interesse e lo sviluppo di prodotti alternativi ai fungicidi di sintesi:
• alcuni sono a base di antagonisti di B. cinerea, quali Bacillus subtilis, Bacillus amyloliquefaciens, Aureobasidium pullulans e Pythium oligandrum, e il loro utilizzo è consigliabile sia nelle strategie di difesa integrata ed in agricoltura biologica;
• altri sono a base di sostanze a basso impatto ambientale, quali ad es. bicarbonato di potassio e la nuova miscela di estratti terpenici (eugenolo, timolo e geraniolo) ad oggi però registrata solo su vite e melograno. Il loro impiego nell’ambito di strategie di difesa integrata, in associazione o alternanza col mezzo chimico, consente di ridurre il rischio di comparsa di popolazioni del fungo resistenti ai fungicidi di sintesi.
Presso l’IRF sono state condotte delle prove che hanno confermato la possibilità di ridurre l’impiego del mezzo chimico attraverso una corretta alternanza tra fungicidi tradizionali e formulati a base di microrganismi antagonisti consentendo una riduzione dei primi e l’ottenimento di produzione di buona qualità (“Esperienze di Lotta Contro la Muffa Grigia su Fiori di Ranuncolo” di L. Repetto, M. Odasso, S. Rapetti, P. Guarino, P. Martini).

Redazione