LEGAMBIENTE DENUNCIA: VERDE PUBBLICO, IL 26% DELLE GARE NON APPLICA I CAM
- Redazione Floraviva
Il IX Rapporto dell'Osservatorio Appalti Verdi rileva che oltre un quarto delle gare per il verde pubblico non applica i Criteri Ambientali Minimi (CAM) previsti dalla normativa. Legambiente e Fondazione Ecosistemi chiedono più controlli, formazione e monitoraggio.
Appalti verdi, il nodo resta l'applicazione
In Italia i Criteri ambientali minimi sono obbligatori negli appalti pubblici dal 2016, ma la loro applicazione resta incompleta. Secondo il IX Rapporto dell'Osservatorio Appalti Verdi di Legambiente e Fondazione Ecosistemi, presentato al Forum Compraverde Buygreen di Roma, nel 2025 191 gare su 847, pari al 22,6%, non hanno applicato i CAM quando avrebbero dovuto farlo.
Il dato riguarda 122 stazioni appaltanti pubbliche, tra centrali di committenza regionali, enti gestori di aree protette e aziende sanitarie locali. Per il comparto del verde il punto più rilevante è il CAM verde pubblico: nel 26% delle gare analizzate il criterio non risulta applicato.
Perché il dato interessa vivaisti e imprese del verde
La mancata applicazione dei CAM non è solo un problema amministrativo. Per vivaisti, manutentori del verde, progettisti e imprese che investono in qualità, tracciabilità, sostenibilità e organizzazione, il rischio è concreto: gare meno selettive, maggiore peso del prezzo e minore riconoscimento del valore tecnico dell'offerta.
I CAM dovrebbero infatti orientare gli appalti verso materiali, servizi e forniture più sostenibili, premiando competenze, corretta gestione del verde, qualità delle piante, manutenzione programmata e riduzione degli impatti ambientali. Quando non vengono inseriti o vengono applicati male, il mercato pubblico perde una leva importante per qualificare la domanda.
Formazione e monitoraggio restano i punti deboli
Il Rapporto assegna al Green Public Procurement italiano un indice complessivo di performance pari al 65%, ma segnala criticità strutturali. Il monitoraggio degli acquisti verdi registra un tasso di mancata attuazione del 78%, mentre solo l'8% delle stazioni appaltanti dispone di un referente GPP.
La formazione resta un nodo decisivo: il 52% delle stazioni appaltanti indica la mancanza di competenze adeguate come principale difficoltà, seguita dalla complessità nella stesura dei bandi, segnalata dal 46% del campione.
Una leva economica, non solo ambientale
Gli appalti verdi muovono una parte rilevante della spesa pubblica e possono orientare il mercato verso forniture e servizi di maggiore qualità. Nel verde pubblico questo significa anche città più curate, manutenzioni più efficaci, piante scelte con criteri tecnici e maggiore attenzione alla durata degli interventi.
Per il florovivaismo e per le imprese del verde professionale, l'applicazione corretta dei CAM può diventare una leva di competitività. Ma serve un salto di qualità: amministrazioni più formate, controlli più chiari e imprese pronte a rispondere a capitolati realmente orientati alla sostenibilità.
Redazione Floraviva – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. – © Floraviva, riproduzione riservata – 04/06/26
