AGRONOMI E FORESTALI, A MILANO IL CONFRONTO NAZIONALE
- Redazione Floraviva
Il 19 marzo 2026 a Milano l’Assemblea dei Presidenti degli Ordini ha discusso le linee del Congresso CONAF per tradurle in indirizzi su ambiente, suolo e sistemi produttivi.
Alla Fondazione Riccardo Catella di Milano si è tenuta l’Assemblea dei Presidenti degli Ordini dei dottori agronomi e dei dottori forestali. I lavori si sono concentrati sulle linee di indirizzo emerse dal XIX Congresso nazionale “Radici nel futuro”, tenutosi a Roma nel novembre 2025.
DAL CONGRESSO ALLE PROSSIME TAPPE
L’assemblea ha riunito gli Ordini territoriali e il CONAF nel primo momento di confronto successivo al Congresso nazionale. Al centro della discussione sono state poste le tesi 1 e 2, assunte dal sistema ordinistico come base di lavoro sui temi legati a foreste, suolo, sistemi produttivi e transizione sostenibile. Le successive due tesi, secondo il percorso indicato, saranno discusse a Udine nell’assemblea di giugno.
FORESTE, SUOLO E RISORSE NATURALI
Tra i temi affrontati c’è stato il ruolo di foreste e suolo in un contesto segnato da crisi ambientali sempre più evidenti. Nell’impostazione illustrata dagli organizzatori, le risorse naturali rappresentano un fondamento ecologico, economico e sociale, esposto però a pressioni e fragilità crescenti, mentre la gestione forestale sostenibile viene indicata come uno degli strumenti utili a rafforzare la resilienza degli ecosistemi e a contribuire alla sicurezza alimentare.
In questo quadro, secondo la lettura proposta dal sistema ordinistico, il dottore agronomo e il dottore forestale sono chiamati a operare con competenze sempre più integrate, nelle quali pianificazione, governance e innovazione tecnologica risultano strettamente connesse.
SISTEMI PRODUTTIVI, INNOVAZIONE E SOSTENIBILITÀ
L’altro asse di confronto ha riguardato la trasformazione dei sistemi agricoli e agroalimentari, chiamati a misurarsi con produttività, sostenibilità e competitività. In questo ambito, innovazione tecnologica, digitalizzazione e criteri ESG sono stati richiamati come fattori che incidono in misura crescente sui processi decisionali e sui modelli di sviluppo dei territori.
L’incontro ha rappresentato anche un momento di raccordo tra livello territoriale e nazionale, con l’obiettivo di rafforzare il coordinamento del sistema ordinistico e portare a sintesi, in sede nazionale, le indicazioni provenienti dagli Ordini.
DICHIARAZIONI INTEGRALI
Luigi Degano, Consigliere CONAF – “Cresce la domanda di una consulenza tecnica altamente qualificata, capace di accompagnare le imprese in percorsi di ristrutturazione, innovazione e adattamento ai cambiamenti climatici e di mercato. Il dottore agronomo e il dottore forestale si confermano, in questo quadro, figure centrali nella transizione ecologica, in grado di integrare conoscenze tecniche, visione territoriale e capacità di lettura dei nuovi scenari economici.”
Mauro Uniformi, presidente Consiglio dell’Ordine nazionale dei dottori agronomi e dei dottori forestali – “L’incontro di Milano è il primo momento assembleare successivo al Congresso. In questi mesi, partendo dalla Carta di Roma, abbiamo impostato il percorso necessario a una professione che evolve e si afferma come attore dei processi di cambiamento, capace di mettere in relazione competenze, territori e visione per costruire il futuro.”
Francesca Oggionni, presidente dell’Ordine dottori agronomi e dei dottori forestali di Milano – “Il ruolo delle foreste, lo sviluppo dell’agricoltura nei prossimi anni tra Green Deal, nuova PAC e impatti degli accordi UE-Mercosur, la zootecnia regionale davanti alla sfida della sostenibilità, per non parlare delle problematiche ricorrenti legate ai cambiamenti climatici, come alluvioni o siccità. Le competenze specialistiche del dottore agronomo e dottore forestale sono focali per garantire uno sviluppo sostenibile del Paese.” – “Siamo lieti aver ospitato 80 presidenti e delegati, dottori agronomi e dottori forestali, provenienti da tutta Italia per ragionare, qui in Lombardia, insieme, sull’innovazione tecnologica, sulla pianificazione territoriale e sulla gestione delle emergenze in un’ottica di salvaguardia delle risorse. Quindi gli Ordini anche come garanti del bene per la comunità e questo si potrà portare avanti solo se gli agronomi, scienziati del territorio, della filiera agroalimentare, del settore forestale e del settore verde sapranno operare con il focus del bene per la collettività. Produrre al meglio, applicando le migliori tecniche, ma senza scordare la salvaguardia dei beni comuni: il suolo, l’aria, l’acqua.”
Redazione – © Floraviva, riproduzione riservata – 19/03/26
