PREMIO LA GHIANDAIA, 1.000 ALBERI PER IL PAESAGGIO
- Redazione Floraviva
Il 6 marzo 2026 a Palazzo della Valle (Roma) la VII edizione del Premio La Ghiandaia promosso da Fondazione AlberItalia e Veneto Agricoltura: ai vincitori 1.000 alberi autoctoni per la rigenerazione.
La cerimonia a Roma
Si terrà il 6 marzo 2026, a Roma, nella sede di Confagricoltura a Palazzo della Valle, la cerimonia della VII edizione del Premio “La Ghiandaia – custodi degli alberi”, promosso da Fondazione AlberItalia e Veneto Agricoltura. L’iniziativa, di rilievo nazionale, valorizza figure impegnate nella tutela, nella gestione e nella pianificazione del patrimonio arboreo, con particolare attenzione alle competenze tecniche e amministrative legate alla forestazione.
Un riconoscimento che si traduce in alberi
La peculiarità del premio sta nella sua concretezza. Ai quattro vincitori – nelle categorie Amministratori, Tecnici, Imprenditori e Volontari – saranno assegnati 250 alberi autoctoni ciascuno, per un totale di mille nuovi esemplari destinati alla messa a dimora. Gli alberi provengono dal Centro Biodiversità Vegetale e Fuori Foresta di Montecchio Precalcino (Vicenza), struttura specializzata nella produzione vivaistica forestale. Un passaggio che collega direttamente il riconoscimento alla filiera, evidenziando il ruolo strategico del vivaismo nella rigenerazione ambientale e nella qualità del materiale di propagazione.
Forestazione, paesaggio, servizi ecosistemici
Ispirato al racconto di Jean Giono “L’uomo che piantava gli alberi”, il premio assume oggi il simbolo della Ghiandaia, specie nota per la disseminazione naturale. Un riferimento che richiama la visione di lungo periodo necessaria nella gestione forestale. In un contesto in cui la transizione ecologica richiede progettazione paesaggistica, competenze forestali e disponibilità di alberi autoctoni certificati, l’iniziativa mette al centro il contributo della produzione vivaistica forestale alla stabilità degli ecosistemi e alla resilienza del territorio. Il messaggio è chiaro: la sostenibilità non resta dichiarazione d’intenti, ma si traduce in alberi messi a dimora.
Redazione – © Floraviva, riproduzione riservata – 27/02/26
