AGRICOLTURA TOSCANA: 4 MILA IN PIAZZA, 12 PRIORITÀ PER LA REGIONE

Andrea Vitali

Coldiretti consegna alla Regione Toscana un documento in dodici punti strategici per competitività, redditività e tutela del territorio. Semplificazione, filiere, acqua, fauna selvatica, lavoro e difesa dell’origine al centro delle richieste.

FIRENZE – Quattromila agricoltori di Coldiretti questa mattina hanno raggiunto Palazzo del Pegaso, sede del Consiglio regionale della Toscana, per consegnare alla politica riunita in aula un manifesto con 12 priorità operative da attuare nei prossimi 100 giorni.
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“Armati” di cartelli e campanacci, sono arrivati da ogni angolo della regione, dal più piccolo borgo alle aree più interne, a sostegno di una piattaforma costruita attraverso mesi di incontri territoriali che hanno coinvolto oltre 20 mila imprese agricole. Non un documento calato dall’alto, ma la sintesi delle difficoltà reali che il comparto affronta quotidianamente.

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Una piattaforma per rilanciare reddito e competitività

Il piano consegnato alla Regione punta a rafforzare redditività, competitività e tutela del territorio, rilanciando le filiere strategiche e valorizzando il patrimonio enogastronomico toscano.

“La Toscana può essere apripista di un nuovo paradigma nella produzione di cibo – ha dichiarato la presidente regionale Letizia Cesani –. I prossimi cento giorni saranno decisivi per misurare l’impegno della politica regionale nel dare risposte concrete agli agricoltori”.

Semplificazione e stop alla burocrazia

Tra le richieste prioritarie c’è una vera semplificazione amministrativa. La burocrazia viene definita un “dazio occulto” che blocca investimenti e liquidità. Coldiretti chiede l’applicazione piena della sussidiarietà orizzontale, l’utilizzo del SuperCAA e procedure più rapide per autorizzazioni e regolarizzazioni aziendali.

Stop anche ai controlli ripetuti: serve usare concretamente il Registro Unico dei Controlli (RUCI) e applicare la diffida prima delle sanzioni.

Filiere sotto pressione e fondo regionale per le crisi

Latte ovino e bovino colpiti da predatori e malattie, cerealicoltura con prezzi in calo, ortoflorovivaismo esposto alle pratiche sleali della GDO, vino minacciato dalla flavescenza dorata: Coldiretti chiede tavoli permanenti di filiera, un fondo regionale per le emergenze e pieno utilizzo degli strumenti finanziari come FIDI Toscana.

Acqua, clima e assicurazioni

Il tema idrico è centrale: servono invasi, reti efficienti, sostegno alla subirrigazione e revisione dei costi dell’acqua ad uso zootecnico. La gestione dell’acqua non può diventare una mera questione commerciale.

Alluvioni, siccità e gelate impongono anche maggiori risorse regionali per le assicurazioni agricole e una strategia che sposti il sistema dalla gestione dell’emergenza alla prevenzione.

Fauna selvatica e difesa del suolo

I danni da cinghiali e predatori sono giudicati non più sostenibili. Si chiede l’approvazione del Piano Faunistico Venatorio Regionale, una riforma degli ATC e risorse per il monitoraggio del lupo.

Sul fronte energetico, sì a fotovoltaico sui tetti e agrivoltaico avanzato, no a impianti a terra che consumano suolo produttivo. Le aree interne devono essere sostenute per il loro ruolo di presidio ambientale e idrogeologico.

Fitopatie, pesca e lavoro stagionale

Flavescenza dorata e nuove fitopatie richiedono un potenziamento del servizio fitosanitario regionale e laboratori per analisi rapide. Per la pesca si propone un piano regionale su flotta e valorizzazione del pescato locale.

Infine il lavoro: affrontare la carenza di manodopera stagionale, disciplinare gli alloggi temporanei e istituire l’Albo Regionale delle Imprese senza Terra.

Difendere il cibo toscano e l’origine

Chiusura sul tema dell’origine: etichette chiare e obbligatorie, più prodotti toscani nelle mense pubbliche e sostegno alla modifica della regola dell’ultima trasformazione sostanziale prevista dal codice doganale europeo, ritenuta responsabile di “legalizzare” il falso Made in Tuscany.

La mobilitazione si inserisce in una fase cruciale per l’agricoltura regionale, chiamata a confrontarsi con mercati instabili, costi elevati e nuove pressioni normative.

Redazione – © Floraviva, riproduzione riservata – 26/02/26

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