DA DOVE VENGONO LE ROSE?

AnneClaire Budin
Le rose di Heliogabalus Lawrence Alma-Tadema

Dalle specie selvatiche nate in Asia alla coltivazione in Persia e nel Mediterraneo, la rosa attraversa i secoli e nell’Ottocento entra nella modernità.

Da dove vengono le rose? La risposta, se si guarda alla storia, porta prima di tutto in Asia e più in generale nelle regioni temperate dell’emisfero nord. I botanici riconoscono nel genere Rosa una stirpe antica, presente sulla Terra da milioni di anni. Prima di diventare fiore da giardino, simbolo d’amore e protagonista di arte e letteratura, la rosa fu dunque una pianta selvatica, adattata a climi diversi e capace di diffondersi tra Oriente, Europa e area mediterranea.

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Le prime forme di coltivazione organizzata vengono fatte risalire soprattutto alla Cina, dove la rosa era apprezzata per la bellezza del fiore, per il profumo e per gli usi ornamentali. Un altro passaggio decisivo fu la Persia antica, che trasformò la rosa in emblema di eleganza, giardino e cultura del profumo. Da qui il fiore entrò con forza nell’immaginario del Vicino Oriente e del Mediterraneo. Greci e Romani ne estesero l’uso nei giardini, nei riti, nelle feste e nella cosmetica, contribuendo a farne una presenza stabile nel paesaggio colto europeo.

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Per secoli in Europa si coltivarono soprattutto rose antiche, spesso molto profumate ma con fioritura limitata. La svolta arrivò tra Settecento e Ottocento, quando giunsero in Europa varietà cinesi capaci di rifiorire più volte. L’incontro tra queste rose asiatiche e le varietà europee aprì la stagione delle ibridazioni. Da quel lavoro di selezione nacquero nuove forme, nuovi colori e una fioritura più continua. È in questo passaggio che si forma la rosa moderna: un fiore che conserva radici antichissime ma porta con sé secoli di viaggi, incroci e cultura.

Anne-Claire Budin – © Floraviva, riproduzione riservata – 22/04/26

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